giovedì 31 ottobre 2019

La sapiente diplomazia cinese ancora a fianco dell'Iran: Eurasia sempre più coesa e compatta!

Molti considerano il vostro amabilissimo ed affidabilissimo un discreto esperto di geopolitica e di relazioni internazionali.

Il giudizio mi onora, ma perché da quando mantengo questo blog (e sono ormai nove anni) non ho quasi mai sbagliato una previsione? Ma semplicemente perché da scienziato (e la geopolitica é SCIENZA) analizzo i dati di fatto con imparzialità e realismo, mentre i tordi e i cialtroni che si fanno fuorivare dai loro ideologismi finiscono a dire fresconate, come ci insegnano i geopolli, gli oltreilbuonsenso, i sabotati mentali, gli sbrasciasgascia con le loro gazzette ippopotamski inesistenti.

L'ambasciatore cinese a Teheran ha incitato gli Stati Uniti a ritirarsi dall'accordo nucleare iraniano del 2015 e a reimporre sanzioni unilaterali contro la Repubblica islamica, affermando che tale mossa è il risultato dell'abbraccio unilateralista di Washington.

Mercoledì scorso, in un'intervista con Press TV, Chang Hua ha espresso la ferma opposizione del suo paese alle sanzioni "unilaterali" e alla cosiddetta "giurisdizione a lungo braccio" che gli Stati Uniti hanno imposto all'Iran.

Ha affermato che la Cina, firmataria dell'accordo nucleare, ufficialmente noto come Piano d'azione congiunto globale (JCPOA), sostiene fermamente l'accordo, descrivendolo come un "grande risultato del multilateralismo".



Chang ha inoltre invitato tutti i firmatari del JCPOA a "attuare in modo globale i loro obblighi" ai sensi dell'accordo.

Ha detto che le restanti parti dell'accordo sull'Iran dovrebbero adottare misure pratiche per proteggere i dividendi economici dell'accordo di Teheran contro i divieti statunitensi.

L'Iran e sei stati del mondo - Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Russia, Cina e Germania - hanno firmato il JCPOA nel 2015, in base al quale sono state revocate le sanzioni relative al nucleare contro l'Iran in cambio di determinati limiti alle attività nucleari del paese.

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