Il leader del più importante partito politico tunisino d'ispirazione musulmana, Rasheed Gannouchi (solo omonimo del burattino di regime che ha assunto l'interim del Governo in luogo del fuggiasco Ben Ali), sta programmando il suo ritorno in patria dopo la fuga dell'ex generale che ha tenuto in mano il paese per gli ultimi 23 anni, sprofondandolo nella corruzione, nel terrore, nella violenza e nella stagnazione economica e culturale.
Se si tenessero elezioni libere e democratiche il partito di Gannouchi, il Nahda, le vincerebbe a mano salva, nonostante sia rimasto fuorilegge per oltre due decenni e tutti gli intellettuali a esso collegati siano stati perseguitati, spesso imprigionati, sovente torturati, a volte uccisi.
Ovviamente, il fatto che il Nahda probabilmente vincerebbe libere e regolari elezioni fa intuire con quanta probabilità simili elezioni non si terranno, il "Diktat" dell'Occidente capitalista e imperialista é infatti ferreo: "La Democrazia é solo per i bianchi, popoli negri e bruni non saprebbero gestirla, meglio lasciarli alle cure di qualche tiranno a noi fedele".
Vittoria schiacciante di Hamas (in verde) alle elezioni politiche palestinesi del 2006. In omaggio all'Unità nazionale Hamas accettò un Governo di larga intesa con Fatah: ne guadagnò la coltellata alla schiena del 2007...
Nelle uniche tre occasioni in cui libere e regolari elezioni si sono tenute in paesi musulmani i partiti di ispirazione religiosa non hanno vinto hanno STRAVINTO: tanto in Algeria a inizio anni '90, quanto in Turchia e a Gaza più di recente.
Sostenitori del partito musulmano AK di Recep Erdogan festeggiano l'ennesima vittoria elettorale...la Turchia é il solo paese musulmano dove un partito religioso sia riuscito a conservare le proprie vittorie...
Solo la Turchia, per una fortunata combinazione di circostanze, é riuscita a tenersi stretta il risultato delle urne e a beneficiarne con una esplosiva crescita economica e una miracolosa moltiplicazione del suo "clout" politico...in Algeria, l'esercito e i Servizi segreti controllati da Parigi organizzarono un brutale Colpo di Stato e fecero quasi affogare il Paese nel sangue con una serie di attentati da vera e propria "Strategia della tensione", attribuiti agli 'islamici' ma in realtà di totale responsabilità istituzionale, per domare col terrore la voglia di libertà e autodeterminazione del popolo.
Affermazione del Fronte Musulmano di Salvezza nelle elezioni algerine del 1992, in verde i collegi conquistati dal movimento religioso, che comprendono tutti i distretti più popolosi e importanti.
A Gaza, come sappiamo fin troppo bene, Usa e Israele si rivolsero agli sconfitti della fazione Fatah per organizzare un maldestro Colpo di Stato contro Hamas, vincitore incontestato della competizione elettorale, provvedendo quindi a sigillare la Striscia di Gaza con lo strangolamento economico aiutato dal vicino regime del satrapo Mubarak e giurandosi a vicenda di non commettere più lo stesso errore di lasciare ai Palestinesi libertà di voto democratico.
Ahmadinejad venne regolarmente rieletto nel 2009, ma la propaganda occidentale cercò di inficiare il risultato delle elezioni.
I partiti politici musulmani, presenti in ogni paese nordafricano e medio-orientale, non hanno nulla a che fare con Al-Qaeda o con il terrorismo, sono soltanto movimenti politici che vogliono applicare i principi del Corano nello sviluppo sociali, economico e civile delle loro società, rispettando le differenze e le minoranze, combattendo la corruzione, sottolineando principi di Giustizia e Solidarietà sociale, non dissimilmente da quanto accade oggigiorno nella Repubblica iraniana (che proprio per questo motivo viene costantemente attaccata e minacciata dai media asserviti agli interessi statunitensi e sionisti).
Elezioni fasulle che tra brogli e intimidazioni tengono al potere il satrapo locale...ecco il tipo di 'democrazia' preferita dall'occidente...
I partiti politici musulmani, radicati nella Storia e nella Cultura di tutti i paesi arabi e di molti altri paesi asiatici, erediteranno il potere via via che tutti i satrapi e i cacicchi dell'Occidente cadranno o verranno spazzati via da sommosse e rivoluzioni genuine (non quelle 'taroccate' organizzate dalla CIA e dal Mossad in Georgia e Ucraina, oppure tentate e sconfitte come in Iran) e, una volta al potere, sigilleranno quelle nazioni alla penetrazione e all'influenza occidentale esattamente come sotto Khomeini la Persia si é sigillata e isolata, per difendere la propria indipendenza dalla minaccia di un ritorno di un leader fantoccio come era lo Shah, con il loro continuo ricorrere a travicelli come Mubarak, re Abdallah, i generali algerini o gli sceicchi ed emiri del Golfo l'Occidente (o meglio: Usa, Francia, Inghilterra e Israele) stanno solo preparando la loro esclusione da un teatro geopolitico che nei prossimi novant'anni diventerà importantissimo se non vitale.
L'Apartheid israeliano, talmente evidente e marchiano da essere innegabile per chiunque tranne i più "fallaci" filosionisti e occidentalisti, ha il suo effetto deleterio e segregatorio anche sulle statistiche pertinenti il Lavoro e la retribuzione all'interno del regime sionista.
Un povero villaggio palestinese in Israele, dove centinaia di persone si affollano in casupole prive di servizi essenziali, circondate da sbarramenti per impedire la crescita e il rinnovamento delle abitazioni...
Un invisibile ma solidissimo e invalicabile steccato percorre la società israeliana, del tutto uguale e omologo a quelli che percorrevano gli Stati Uniti al tempo delle leggi di Jim Crow o il Sudafrica e la Rhodesia al tempo del razzismo istituzionalizzato: in virtù dell'invisibile steccato sionista é impossibile per un cittadino di etnia araba ottenere lavori di responsabilità e prestigio in Israele, e, a parità di mansioni, un arabo guadagnerà sempre e comunque meno di un appartenente alla "razza eletta".
...e un comodo e moderno insediamento illegale israeliano, dove Ebrei fanatici e fondamentalisti godono di tutti i comfort...spazi verdi, fontane, piscine, tutto edificato su terra palestinese rubata.
Le percentuali di disoccupazione parlano chiaro; cinque ebrei ogni cento sono disoccupati, contro otto ogni cento arabi, sei donne ebree ogni cento sono senza lavoro, ma fra le arabe la cifra sale a dodici...inoltre, un lavoratore arabo stenta a guadagnare cinquemila Nuovi Shekel al mese (circa 1130 Euro), mentre un Ebreo ne porta a casa senza sforzo oltre ottomila (1700 Euro).
Anche il reddito medio per nucleo familiare é ben diverso fra arabi ed ebrei: 1850 Euro per i primi contro oltre 3000 per i beneficiati dalle politiche segregatorie e razziste di Tel Aviv. I dati, inoltre, mostrano che più alto é il livello di educazione e qualificazione dei lavoratori palestinesi e più ampio é il divide che li separa dalle retribuzioni dei loro colleghi Ebrei.
Si evolve la crisi politica libanese, generata dall'incapacità del Presidente del Consiglio Saad Hariri di lasciare andare gli interessi di parte e fare scelte decise e coraggiose per il bene del paese che, disgraziatamente, é stato finora guidato da lui e dai suoi complici della coalizione filo-imperialista e filo-sionista. La totale paralisi immobilizza i rappresentanti di questa alleanza totalmente screditata, appesi come i naufraghi della "Medusa" alla traballante zattera del Tribunale speciale per il Libano, dal quale si aspettano chissà quale dichiarazione.
In realtà la zattera é quantomai prossima ad affondare, viste le recenti rivelazioni di dialoghi compromettenti fra Harir jr che testimoniano come egli sia sempre stato al corrente della natura parziale e politicizzata dell'organismo e dell'usuale pratica di "cucinare" prove e testimonianze false per implicare i nemici dei suoi manovratori statunitensi e israeliani.
Nella tarda serata di martedì il Segretario generale del Movimento sciita di Resistenza, Hezbollah, ha ricevuto Ahmet Davatoglu e lo Sceicco al-Thani, rispettivamente Ministri degli Esteri della Turchia e del Qatar, attivamente impegnati (come del resto la Siria) nella ricerca di una soluzione politica che eviti il degenerare della situazione e un ritorno all'instabilità che ha lacerato il paese per oltre quindici anni, dal 1975 al 1990.
Israele, ovviamente, non desidererebbe altro che il ritorno alla violenza della Guerra civile, che permetterebbe alle sue truppe di rioccupare le regioni da cui la continua e coraggiosa Resistenza di Hezbollah ha cacciato le sue truppe oltre dieci anni orsono. I rappresentanti dell'alleanza del 14 marzo, sempre pronti a vendere il Libano come ieri lo vendevano i traditori Bachir Jumayyl e Saad Haddad, si rivelerebbero ansiosi complici di Israele come lo furono i fascisti del Kataeb e i mercenari del South Lebanon Army.
Fonti vicine al ministro Davatoglu hanno rivelato al quotidiano Al-Akhbar che il collasso dell'iniziativa Siro-Saudita é stato dovuto soprattutto al viaggio negli Stati Uniti dell'anziano e malato re Saudita, necessario per motivi di salute; viaggio che ha lasciato mano libera a suo fratello minore per far naufragare il progetto faticosamente e pazientemente tessuto dal sovrano insieme col presidente siriano Bashir Assad.
Intanto, sottolineato da un incontro a due la scorsa settimana tra Nasrallah e Waleed Jumblatt e da una dichiarazione critica di quest'ultimo contro la condotta di Hariri, continua il riposizionamento del PSP, il Partito Socialista Progressista druso, dall'equidistante posizione in cui si era collocato dopo la sua uscita dalla coalizione del 14 marzo, a una più vicina al blocco di centrosinistra composto da Hezbollah, Amal, LMP, Tashnaq, SSNP, Democratici e Partito Comunista Libanese,
Il Ministro dei Lavori pubblici a Gaza ha patrocinato un Expo per promuovere il settore edilizio nella Striscia assediata dall'assedio economico sionista, che ha finora reso impossibile ricostruire completamente i quartieri devastati dai bombardamenti e cannoneggiamenti dell'Operazione Piombo Fuso, che due anni fa incrudelì con particolare insistenza contro abitazioni e infrastrutture civili.
Il Primo Ministro del legittimo Governo palestinese, Ismail Hanyieh, ha detto che l'Expo é un esempio della tenacia e dell'inventiva del popolo palestinese, che non si lascia scoraggiare o intimidire dalle tattiche disumane e illegali usate contro di esso da politici e militari sionisti.
L'Expo, che durerà due giorni, vedrà protagoniste compagnie e cooperative edilizie della Striscia, che esibiranno e illustreranno tecniche e pratiche di lavoro, il Sindacato dei costruttori ha scelto dodici soggetti fra 500 per metterli sotto un particolare "riflettore" che ne esalterà il livello di proficienza e qualità. Fra le dodici aziende selezionate vi sono compagnie che si specializzano in laterizi, vernici, tegole e coperture, pannelli di sughero e plastica, edilizia abitativa e lavorativa, alluminio, assicurazioni e investimenti immobiliari.
Il Governo espresso da Hamas sosterrà tutti i progetti di recupero e ricostruzione sperando che essi contribuiranno decisamente ad alzare la qualità della vita nella Striscia e a soddisfare le necessità della popolazione.
Al momento dell'arresto il sicario del Mossad non aveva nemmeno il coraggio di guardare in faccia i giornalisti...
Recenti rivelazioni provenienti dalla Germania comunicano di un nuovo mandato d'arresto spiccato nei confronti di un israeliano che faceva parte dello Squadrone della morte che il Mossad inviò a Dubai per assassinare il rappresentante della Resistenza palestinese Mahmoud Al-Mabhouh. Il magazine "Der Spiegel" ha riportato che Yuri Brodski, cittadino dello Stato ebraico, sarebbe attivamente ricercato dalle agenzie di intelligence e di investigazione della Repubblica federale. Quello che fa rabbia é che le stesse autorità tedesche lo avevano in loro potere fino all'agosto 2010, essendo egli stato arrestato per la complicità nella falsificazione di un passaporto tedesco usato per portare a termine l'omicidio. Le solite pressioni della locale 'Lobby a Sei Punte', per cui la libertà di un assassino israeliano é più importante della lealtà alla propria nazione, erano però state sufficienti a garantire a Brodski la libertà su cauzione (60mila Euro), approfittando della quale egli aveva prontamente violato l'interdetto a lasciare il paese prima della conclusione del procedimento legale contro di lui, facendo perdere le sue tracce.
Più si avvicina il momento della secessione forzata conseguente al referendum-farsa imposto allo Stato sovrano di Khartoum dalla cospirazione Us-raeliana che ha lavorato indefessamente per questo scopo per almeno vent'anni (ma i progetti di squartamento del popoloso e strategico Stato sudanese sono stati elaborati dallo Stato ebraico molto tempo prima, almeno dai tardi anni '50 del XX Secolo) e più marchiana e strafottente diventa la condotta di Israele, pronto a gestire il Sudan meridionale come "cosa sua".
L'Ebreo Ucraino Semyon Mogilevitch, "Capo dei capi" della criminalità organizzata russa, legato a doppio filo a Israele
Sfruttando i suoi ottimi contatti con la criminalità organizzata russa e coi trafficanti internazionali d'armi lo Stato ebraico sta infatti riversando una inaudita quantità d'armi nel Sud Sudan: missili anticarro, cannoni antiaerei, armi leggere, mortai, pezzi d'artiglieria, carri armati, blindati, fuoristrada ed elicotteri.
E' fin troppo chiaro il progetto di utilizzare il nascente stato come agitatore regionale e portatore di minacce potenziali e attuali contro il Kenya, l'Etiopia, l'Uganda e soprattutto l'Egitto, che Israele teme sia sul punto di liberarsi dal giogo del cacicco di Washington Mubarak e riprendere quindi una posizione autorevole nel mondo arabo, a sostegno della causa nazionale palestinese e delle lotte di liberazione dall'influenza e dall'ingerenza statunitense, neocoloniale e imperialista.
Khaled Abu Hilal (foto sopra), segretario-generale del Movimento al-Ahrar, ha dichiarato che le fazioni palestinesi hanno interesse a mantenere
la calma e a rispettare la tregua nella Striscia di Gaza alla luce delle evidenti e crescenti prove generali per la ripresa da parte israeliana delle ostilità interrotte circa due anni fa con la sconfitta e il fallimento dell'Operazione Piombo Fuso, il brutale "pogrom" militare scatenato contro il territorio autonomo palestinese.
Abu Hilal ha espresso tali concetti nel corso di un'intervista rilasciata alla televisione satellitare Al-Quds, dopo un meeting con altri esponenti di organizzazioni e milizie della Resistenza presenti e attive nella Striscia; il meeting si é svolto all'insegna della crescente preoccupazione per gli effetti di un possibile attacco dello Stato ebraico contro i civili, visto che, coerentemente con i dettami dell'inumana "Dottrina Dahyia" é pressoché garantito che lo sforzo principale delle truppe israeliane non sarà concentrato contro i militari e militanti palestinesi, ma si accannirà invece contro la popolazione inerme.
Il segretario degli Ahrar ha dichiarato che la decisione di mantenere la calma e rispettare la tregua é basata sul desiderio di togliere pretesti e scuse a Israele per rinnovare le proprie campagne di aggressione contro vittime innocenti, ed é quindi totalmente in errore quell'osservatore che volesse interpretarla come un segno di irresolutezza o debolezza. La Resistenza armata palestinese, ha concluso infite, é perfettamente in grado di far pagare un altissimo prezzo a qualunque forza armata sionista cercasse di attaccare la Striscia di Gaza.
Il "Movimento al-Ahrar", presente nella sola Striscia di Gaza, é stato fondato dopo il fallimento del tentato Colpo di Stato di Fatah contro il legittimo Governo di Palestina, da ufficiali e militanti della fazione Fatah che erano stati disgustati dal tradimento della volontà popolare consumato dai satrapi filosionisti Abu Mazen e Dahlan.
Tzipi Livni, rappresentante politico sionista che faceva parte del Governo Kadima-Labour che fra il 2006 e il 2009 si macchiò di rivoltanti crimini di guerra scatenando in rapida successione prima la violenta campagna militare contro il Libano, quindi il sanguinoso "pogrom" militare contro la Striscia di Gaza (2008-2009), alla ricerca di un'illusioria popolarità elettorale pagata in libbre di carne e litri di sangue dei civili libanesi e palestinesi massacrati da Tsahal, si recherà in visita in Sudafrica su invito dei rappresentanti sionisti e ultranazionalisti della locale comunità ebraica, per cui l'infatuazione per una criminale di guerra le cui mani grondano di sangue innocente costituisce un'attrattiva evidentemente più forte dell'orgoglio di vivere in una nazione che ha saputo respingere la brutalità e la tirannia dell'Apartheid del razzismo afrikaner.
Ovviamente, tale invito non poteva che essere recepito dai difensori della decenza e del comune senso di solidarietà umana come un'inaccettabile mossa di approvazione e di congratulazione verso una persona che dovrebbe languire in una cella in attesa del verdetto di una Corte internazionale piuttosto che sgambettare libera fra le lusinghe e il plauso delle varie camarille di sionisti internazionali; conseguentemente a ciò il Network di Analisi dei Media sudafricani e l'Alleanza per la Solidarietà con la Palestina hanno depositato formali richieste e denunce presso l'Autorità nazionale per i Tribunali di Prosecuzione chiedendo che un mandato di arresto venga spiccato nei confronti della Livni, in quanto corresponsabile di crimini di guerra e massacri di civili.
La Livni e i suoi complici sono già ufficialmente ricercati in Spagna e in Turchia e, se dovessero presentarsi in quei paesi verrebbero immediatamente arrestati; é sperabile che nel prossimo futuro anche il Sudafrica si unisca a questo "Asse del Bene", in modo da far saltare definitivamente la visita della criminale di guerra nel paese di Mandela, dell'ANC e della lotta anti-Apartheid. Purtroppo in Sudafrica la lobby filosionista é molto potente, essendo erede degli ottimi rapporti fra lo Stato ebraico e la dittatura razzista di Pretoria, cementata nel corso dei decenni attraverso vendite clandestine di armi, sviluppo di tattiche di persecuzione e segregazione comuni e persino proliferazione di armi nucleari, grazie alla quale il Sudafrica dell'Apartheid ottenne un arsenale di cinque bombe atomiche (smantellate in fretta e furia prima delle elezioni democratiche).
Iqbal Jassat, portavoce del Network di Analisi dei Media, tuttavia, non si scoraggia, perché sa che la causa che muove lui e i suoi compagni é giusta: "La nostra richiesta si basa sul fatto che il Sudafrica libero e democratico sia co-firmatario degli Statuti di Roma, che obbligano tutti i contraenti a una condotta responsabile e pro-attiva nella persecuzione dei Criminali di guerra e dei Criminali contro l'Umanità, categorie a cui Tzipi Livni appartiene a pieno titolo".