martedì 7 giugno 2011

Il Governo di Gaza rivela: "A maggio Israele ha rapito 370 Palestinesi, sempre critica la situazione dei detenuti!"


Un rapporto preparato dal Ministero degli Affari dei Prigionieri del Governo Hanyieh rivela che, nel corso del solo mese di maggio 2011 ben 370 cittadini palestinesi sono stati arrestati e/o rapiti dalle forze sioniste di occupazione; fra di loro si contano 40 minori, cinque donne, due parlamentari palestinesi e, inoltre, anche 20 attivisti e volontari stranieri.

In particolare le attività repressive israeliane si sono concentrate attorno ad Al-Khalil, che ha visto arrestati 75 tra i suoi residenti. Sempre nel corso di maggio i Palestinesi detenuti in sei diverse carceri israeliane sono entrati in sciopero della fame tentando di protestare contro la disumana politica di isolamento, come riporta il Direttore dei Media Riyadh al-Ashkar.

L'isolamento del leader del PFLP Ahmed Saadat è stato rinnovato per altri sei mesi dopo che ha speso gli ultimi due anni in solitudine quasi completa.

Il rapporto aggiunge che i dossier medici di diversi prigionieri gravemente malati della prigione di Ramlah sono stati chiusi nel corso di maggio e le loro terapie bruscamente interrotte dai carcerieri sionisti che, inoltre, si sono segnalati per la loro riottosità a eseguire prontamente e puntualmente gli ordini dei Tribunali riguardanti i detenuti, comportandosi come una specie di 'Stato nello Stato'.
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lunedì 6 giugno 2011

Hamas loda il sacrificio dei dimostranti palestinesi sul Golan e in Cisgiordania!


Il Movimento musulmano di Resistenza Hamas ha lodato in un comunicato rilasciato poche ore dopo la strage perpetrata dalle truppe sioniste di occupazione contro i manifestanti palestinesi disarmati che, sulle alture del Golan militarmente occupato da Israele in spregio a ogni articolo del Diritto internazionale, protestavano il loro Diritto al Ritorno nei territori proditoriamente invasi nel 1948 e nel 1967.

Il gruppo ha dichiarato che i movimenti di protesta costituiscono un importante momento verso la restituzione dei Diritti fondamentali dei rifugiati e dei profughi e dei loro discendenti. "Nonostante il trascorrere degli anni e delle generazioni i Palestinesi non hanno dimenticato la loro devozione alla Causa della liberazione nazionale, nonostante tutti i tentativi del nemico sionista per abbatterne e stroncarne lo spirito di Resistenza che si é dimostrato forte sul Golan quanto in Cisgiordania quanto a Gerusalemme".

Hamas ha anche chiamato le altre organizzazioni politiche palestinesi, in special modo quelle che ancora si illudono di poter 'venire a patti' con la potenza occupante, a una "radicale riconsiderazione" del loro modo di approcciarsi ai problemi fondamentali dei Palestinesi e di riprendere la Resistenza 'a 360 gradi' contro l'occupazione, la politica degli arresti, dei raid, dei bombardamenti e degli omicidi, così come contro il 'quotidiano assalto' portato da miliziani, coloni e settler ultraortodossi che mirano a occupare ulteriori porzioni di Palestina.
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Israele massacra altri palestinesi disarmati! Dov'é la reazione dell'Occidente??





Le forze sioniste di occupazione hanno ucciso un numero di dimostranti variabile tra i sei e i venti ferendone più o meno gravemente numerose altre dozzine in una giornata di intense manifestazioni che ha segnato (col sangue di civili disarmati, tra cui almeno una donna e un ragazzino di dodici anni) il quarantaquattresimo anniversario (Yawm al-Naksa) del vigliacco attacco a tradimento col quale lo Stato ebraico prese possesso della Striscia di Gaza, della Cisgiordania, delle Alture del Golan e di Gerusalemme Est.

Le più intense manifestazioni si sono avute appunto in Cisgiordania e sul confine tra la Siria e il Golan occupato, mentre in Libano l'esercito di Beirut si é schierato a bloccare le vie di accesso al confine con Israele, forzando i Palestinesi dei dodici campi profughi del paese a organizzare manifestazioni quali marce e sit-in nei pressi dei campi stessi; questa condotta da parte dei generali libanesi però ha facilitato il compito di Israele, che ha potuto rischierare le sue truppe contro gli altri manifestanti, per essere veramente efficaci le manifestazioni devono essere massicce e contemporanee.




In Cisgiordania gli scontri più intensi si sono avuti presso la città di Ramallah e il villaggio di Qalandyiah; é interessante notare come, nei servizi filmati di televisioni di proprietà ebraica o comunque allineate con Tel Aviv le immagini più cruente (di pestaggi, inseguimenti, dimostranti intossicati da gas urticante) siano totalmente assenti e come invece gli speaker si affrettino a menzionare le supposte 'repressioni' avvenute in Siria, dove invece il Governo sta affrontando da settimane squadre di provocatori e terroristi infiltrati che non hanno niente a che vedere con genuine proteste popolari come quelle che, dal mese scorso, scuotono il Regime dell'Apartheid provocandone la reazione scomposta e assassina. Reazione che, con un bilancio di morti ormai nelle dozzine, nessun corrotto e ipocrita paese occidentale si é ancora affrettato a condannare.
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domenica 5 giugno 2011

Manifestazione degli abitanti di Gaza per accelerare il processo di consegna degli aiuti della "MV Finch"!

Sembra vicina a una conclusione la vera e propria odissea della "MV Finch", ufficiosamente ribattezzata "Spirit of Rachel Corrie", la motonave che nell'ambito di una iniziativa umanitaria della "Perdana Global Peace Foundation" ha cercato nelle ultime settimane di portare a Gaza attrezzature e materali per costruire fognature e depuratori per il quartiere di Wadi Gaza, per venire incontro alle esigenze idriche e sanitarie della popolazione dell'enclave costiera assediata inumanamente da Israele.

Ancorata al porto di El-Arish dopo che le autorità del Cairo le hanno offerto asilo nel loro porto per scongiurare l'eventualità che la marina sionista la attaccasse come già aveva fatto il 16 maggio e in precedenza con altri convogli navali umanitari, potrebbe ora ricevere il permesso di scaricare le sue stive e vederne il contenuto finalmente trasportato a Gaza attraverso il territorio egiziano.

Nella speranza di affrettare il processo decisionale la popolazione di Wadi Gaza ha manifestato tra venerdì e sabato, con marce e sit-in, invitando non solo l'Egitto a permettere l'arrivo degli aiuti umanitari (nella foto, un torrente di Wadi Gaza reso limaccioso dalle acque reflue non trattate), ma anche la Lega Araba e la comunità internazionale ad assumersi responsabilità per la ricostruzione delle infrastrutture di Gaza, devastate dal 'pogrom' militare israeliano del 2008-2009 e dal continuo stillicidio di bombardamenti e attacchi aerei che proseguono mese dopo mese nell'indifferenza generale.
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Senza soste la de-mubarakizzazione dell'Egitto! Ex-Ministro delle Finanze condannato a trenta anni di carcere!


Un tribunale cairota ha condannato il contumace Youssef Boutrous-Ghali, ex-Ministro delle Finanze egiziano sotto il tiranno Mubarak a ben trent'anni di prigione per corruzione, malversazione di fondi e proprietà pubbliche e abuso di potere. Boutrous Ghali si trova attualmente in Libano, dove é fuggito con la moglie la mattina dell'11 febbraio 2011, poche ore prima che Hosni Mubarak annunciasse le sue dimissioni in seguito alle imponenti manifestazioni che all'inizio dell'anno hanno scosso l'Egitto per settimane.

La prontezza di Boutrous-Ghali nella fuga gli ha risparmiato di vedere il sole a scacchi per tre decadi, ma ovviamente ora tutti i suoi beni e la maggior parte dei suoi conti correnti all'estero verranno sequestrati e congelati inoltre il Libano (attualmente governato dalla maggioranza di Hezbollah, Amal e altri partiti progressisti e anti-imperialisti) potrebbe anche decidere di estradarlo.

Youssef Boutrous-Ghali é il quarto ministro processato e condannato negli ultimi tre mesi e, finora, anche quello che ha ricevuto la condanna più dura; ovviamente, se fosse rimasto in patria e avesse affrontato il processo di persona probabilmente la corte si sarebbe mostrata molto più clemente.
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Il tiranno yemenita abbandona il paese, Abdullah Saleh é partito alla volta dell'Arabia Saudita!


Il Presidente-padrone dello Yemen, Ali Abdullah Saleh avrebbe lasciato il paese per l'Arabia Saudita dopo aver riportato estese ferite al collo e al torace in un attacco portato con razzi e mortai al suo palazzo presidenziale di Sanaa. Insieme al Presidente avrebbero lasciato il paese per la monarchia dei Saoud altri importanti dignitari yemeniti, tra cui i capi del Parlamento e il vice Primo Ministro. Il potere nel paese sarebbe stato lasciato in mano al vice Abd-Rabbu Mansour Hadi, che avrebbe assunto anche il comando supremo delle forze armate, perlomeno di quella parte che non si sono schierate coi capi tribali attualmente in rivolta contro il governo di Sanaa.

Con questo improvviso sviluppo sta forse precipitando verso una conclusione la situazione in Yemen, dove le proteste contro il governo autoritario di Saleh sono in svolgimento con picchi di violenza ormai da mesi (più o meno da quando é scoppiata la rivoluazione egiziana) ma dove, ovviamente, i corrotti e ipocriti governi occidentali si sono ben guardati dal gridare al "regime change" visto che Saleh si é sempre comportato come loro fedele satrapo e oppressore della sua gente. Migliaia di persone, alla notizia della partenza del Presidente (al potere fin dal 1978) si sono riversate in strada celebrando la notizia e augurandosi che Saleh non faccia più ritorno.

L'Arabia Saudita spesso ha offerto asilo a tiranni e dittatori musulmani in disgrazia, come l'ugandese Idi Amin Dada e il tunisino Ben Ali.
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Rabbino ultraortodosso cerca di far lapidare cane: "E' la reincarnazione di un avvocato miscredente!"


Chi si rechi in questi giorni in una libreria fornita e voglia spendere 38 Euro a beneficio dei tipi di Bollati Boringhieri potrà, portandosi a casa il volume "Posseduti ed Esorcisti nel Mondo Ebraico", scritto da J.H. Chajes, scoprire come, per la tradizione ebraica, l'anima umana non sia omogenea e permanentemente legata al corpo, ma bensì 'frazionata' (in nefesh, ruah, neshama, ibbur e gilgul) e alquanto mobile tanto che, nelle preghiere di ringraziamento che l'uomo ebreo rivolge a Dio appena alzato (ringraziandolo rispettivamente di non essere nato servo, donna o 'goyim') vi é più di una traccia di antichi 'esorcisimi rituali' che si effettuavano proprio per scongiurare la possibilità che, nottetempo, in quell'intervallo di morte temporanea che é il sonno, l'anima (o meglio, una sua parte, più precisamente l'Ibbur) di un servo, di una donna o di un non-ebreo, avesse cercato asilo nel corpo del fedele.

Questa profonda convinzione nella 'mobilità' dell'anima umana e delle sue parti costitutive é probabilmente alla base del tumulto che si é scatenato recentemente nientemeno che nella Corte rabbinica per gli Affari finanziari di Gerusalemme, che secondo il rabbino fondamentalista Abraham Dov Levin é stata "invasa" da un cane 'reincarnazione' di un celebre avvocato (israeliano) irreligioso e bestemmiatore. Quando lo scorso mercoledì il cane (un randagio color sabbia che vediamo nella foto) si é infilato nella sala del tribunale religioso-finanziario (luogo quanto mai pio!) le scomposte reazioni dei presenti (ricordiamo che per i giudei osservanti il cane é animale 'impuro', forse perché non ricordano chi gli guardava le greggi quando erano popolo di pastori!) lo spinsero a fermarsi al centro della stanza, e a ringhiare nei confronti di quanti si avvicinavano per scacciarlo.

Tanto é bastato al 'rabbi' Dov Levin per "dedurre" che l'animale altri non era che la reincarnazione di un avvocato che, ferocemente anti-religioso e in rotta col tribunale per questioni di lavoro verso la fine degli anni '70 aveva improvvisato un 'sit-in' nella stessa sala, rifiutandosi di abbandonarla per diversi giorni. La dotta opinione del rabbi ha naturalmente convinto gli altri religiosi che, prontamente, hanno emesso una sentenza halakhica contro "l'immonda bestia", condannandola alla lapidazione. A quel punto bisognava trovare qualcuno disposto ad ammazzare il cane a sassate, prontamente trovato nei ragazzini ultraortodossi che normalmente vengono mandati a rompere a pietrate i vetri di case e serre palestinesi e, se capita, anche i parabrezza e i lunotti delle auto di quei 'senza dio' che si permettono di guidare di Shabbat (ovviamente mentre costoro sono alla guida).

Il cruento proposito é stato però reso vano dall'animale, che, forse consigliato dall'anima dell'avvocato che lo impregnava, sarebbe a quel punto riuscito a dileguarsi; nel frattempo, da quando il quotidano Yedioth Aronoth e il sito web ultra-religioso Hadrei Haredim hanno dato copertura e diffusione alla notizia, sono state le piccate e vibrate reazioni dei gruppi animalisti israeliani a far passare al rabbi Levin e ai suoi sodali dei brutti quarti d'ora, immaginiamo, con molta soddisfazione dell'avvocato miscredente e 'mangiapreti' e della sua reincarnazione canina.
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sabato 4 giugno 2011

Leader religioso egiziano sprona i musulmani alla solidarietà con i Palestinesi, saluta le nuove relazioni tra Egitto e Iran!


Il prestigioso e rinomato leader religioso Jamaluddin Qutb, che guida la preghiera del venerdì nella più importante moschea del Cairo e che insegna alla prestigiosa Università di Al-Azhar ha espresso, durante il suo sermone di ieri "profonda delusione" rispetto a quella che ha definito come "perdurante incapacità" della comunità araba e musulmana di confrontare le atrocità israeliane contro il Popolo di Palestina.

"Mente i musulmani abitano 54 nazioni nel mondo e ammontano a quasi due miliardi di persone i politici sionisti e filosionisti in Israele e in Occidente, pur ammontando a una infima frazione di questo numero continuano a occupare la Palestina e lanciano aggressioni, invasioni e provocazioni in tutto il mondo islamico", ha articolato Qutb durante un servizio religioso in onore dell'anniversario della morte dell'Ayatollah Khomeini.


Citando e commentando alcuni passi del Corano il leader religioso ha fatto appello alla solidarietà tra musulmani che deve estendersi a tutti i campi "Inclusi quello economico, politico e militare; se riusciremo a rafforzarci vicendevolmente in tutti questi aspetti allora il sionismo internazionale sarà costretto a mangiare la polvere". Ricordando le numerose similitudini tra la Rivoluzione iraniana del 1979 e quella egiziana del 2011 Qutb ha lodato i recenti passi avanti per il ristabilimento di relazioni amichevoli tra il Cairo e la Repubblica islamica".


Qutb nel suo discorso ha inoltre sottolineato come il definitivo trionfo degli elementi religiosi della Rivoluzione iraniana sia avvenuto l'11 febbraio del '79, lo stesso giorno in cui, nel 2011, il corrotto tiranno filo-israeliano e filo-americano Hosni Mubarak ha ufficialmente rassegnato le sue dimission, indicando come, a suo dire, la coincidenza indichi un collegamento e una continuità provvidenziale tra i due eventi.
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