lunedì 2 aprile 2012

Otto terroristi eliminati dalle truppe siriane a Idlib; sessantasei ostaggi liberati nei pressi di Homs!


L'Esercito siriano ha eliminato almeno otto terroristi in scontri armati avvenuti nei dintorni di Idlib, la città nordoccidentale a 60 km da Aleppo, nella giornata di ieri; la notizia, che conferma il continuo progresso dell'opera di bonifica del territorio e di disgregazione delle ultime reti di insorgenza armata nei postumi delle grandi operazioni anti-terrorismo iniziate a febbraio con la riconquista di Homs e Baba Amr e proseguite nelle settimane successive a Idlib, Hama, Daraa e Deir el-Zour, diventa quasi insignificante se paragonata all'annuncio che ben 66 civili siriani rapiti da elementi wahabiti ed estremisti sono stati restituiti alle loro famiglie e all'affetto dei cari nella provincia di Homs.

La presa di ostaggi non prevedeva soltanto, come in questo caso, i sequestri veri e propri; laddove, come in certi distretti residenziali di Homs o delle sue comunità satelliti, l'insorgenza takfira prendeva il sopravvento sul controllo governativo del territorio tutti gli abitanti diventavano agli effetti "ostaggi" dei miliziani, che impedivano le normali attività economiche, lo svolgimento dell'attività scolastica, mirando, in effetti a creare una 'zona di influenza' sulla quale poter far confluire altri insorgenti, armi ed equipaggiamenti in modo da usarla come 'trampolino' per una campagna di guerriglia sostenuta da bombardamenti di forze aeree imperialiste, a parziale imitazione di quanto accaduto nel 2011 in Libia.

Inoltre, ma non abbiamo ancora conferme certe, sembra che un notevole contingente di armati, qualcuno dice attorno alle cento persone, potrebbe essersi arreso alle forze del Presidente Assad in un'altra località del paese, dopo avere inviato messaggi e avere mercanteggiato la propria resa in cambio di rassicurazioni sul trattamento da ricevere dopo aver consegnato le armi. Tuttavia aspettiamo di ricevere ulteriori dati affidabili prima di dilungarci su questo aspetto.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Ancora un martire palestinese vittima del regime ebraico: giovane di Rammun muore dopo sei giorni di agonia, colpito al petto da una pallottola sionazista!


Rashad Theib Shoukha, ventottenne del villaggio cisgiordano di Rammun, é morto nella giornata di oggi per le conseguenze di una ferita da proiettile riportata sei giorni fa, quando truppe del regime ebraico di occupazione invasero all'alba la povera casa che condivideva coi familiari, aprendo il fuoco indiscriminatamente e cogliendolo in pieno petto con una pallottola corazzata, una mostruosa munizione da guerra dalla calotta blindata progettata per sfrangiarsi e aprirsi all'impatto in modo che ogni frammento possa scavare e lacerare una straziante, tremenda ferita nel corpo umano che attraversa.

 Ovviamente le 'SS' in uniforme sionista avranno riempito i loro rapporti di spiegazioni fantasiose per giustificare il fatto di aver fatto fuoco da pochi passi su tre persone attonite e inermi: infatti oltre a Rashad, colpito al petto, anche i suoi fratelli Anwar e Akram sono stati feriti gravemente, rispettivamente alla gola e a una coscia; ma chiunque abbia mai subito la devastante esperienza dell'irruzione di una 'pattuglia dell'alba' sa che nelle ore piccole prima dell'aurora il metabolismo, la prontezza, le capacità reattive del corpo umano sono al minimo (é infatti l'ora in cui in tutti gli ospedali del mondo si registra il picco delle morti) e quindi pretendere che delle persone disarmate possano anche solo pensare di attaccare o reagire degli invasori che gli puntano contro i mitra é un esercizio di pura fantasia distorta.

Quel che é ancora più grave é il fatto, confermato dai parenti dei giovani, che dopo avere sparato e avere ridotto i tre fratelli Shoukha a terra e sanguinanti gli invasori sionisti abbiano VOLUTAMENTE e STUDIATAMENTE atteso per ORE ed ORE prima di permettere l'intervento di una ambulanza, lasciando che le loro vittime sanguinassero al suolo, in particolare Rashad, che, al suo arrivo nel più vicino ospedale venne subito considerato "un caso disperato". Ostinatamente, con tutta la tenacia propria dei Palestinesi, il giovane é rimasto attaccato alla vita per quasi una settimana prima di arrendersi. Siamo certi che la sua morte non sia vana e che alimenterà il risentimento e il desiderio di vendetta non solo dei suoi due fratelli, ma di tutta la famiglia, di tutto il villaggio di Rammun, dell'intera Cisgiordania sottoposta alle angherie sioniste a causa della viltà e della vigliacchieria di Fatah e dei suoi cacicchi collaborazionisti e asserviti.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Incrociatore lanciamissili della Flotta del Mar Nero lascia Sebastopoli alla volta di Tartous: nuovi aiuti russi all'alleato Assad?


Un incrociatore della flotta russa del Mar Nero, nella fattispecie l'unità lanciamissili "Smetlivy" della classe 'Kashin', ha lasciato poco fa la base navale di Sebastopoli (in territorio Ucraino, ma dove Mosca mantiene comunque una cospicua presenza) puntando la prua verso i Dardanelli e quindi, una volta varcatili, in direzione di Tartous, porto russo in Siria, fondamentale per la strategia navale di Mosca nelle acque calde.

La nuova missione in Siria viene letta da esperti e commentatori come un segnale che, anche con la sedizione ormai in piena rotta e col processo di pacificazione diplomatica e riforme pienamente in svolgimento, Mosca non trascurerà di sostenere ancora, se necessario, l'alleato arabo, che anche nei momenti più cupi della provocazione e della sedizione armata ha potuto contare su visite di vascelli e squadre navali russe che ne hanno rimpinguato l'arsenale difensivo (missili Yakhont per la difesa delle coste, batterie antiaeree e radar avanzati, apparecchi da addestramento e attacco...) oltre che, pare, personale di intelligence risultato fondamentale per spezzare la tela che i gruppi estremisti stavano tendendo tra Homs e Baba Amr nel tentativo di ritagliarsi un 'territorio autonomo' da cui lanciare una vera guerriglia contro Damasco.

L'Agenzia Stampa di Stato russa, la Interfax, tuttavia, ha dichiarato chiaramente che lo "stop" a Tartous sarà limitato nel tempo e volto unicamente a caricare vettovaglie e acqua prima di una impegnativa serie di esercitazioni nel Mediterraneo Orientale, specificando che durante la sosta all'equipaggio non sarà nemmeno concessa la libera uscita a terra. Naturalmente, che l'equipaggio venga tenuto a bordo non esclude che quacosa, o qualcuno, non venga comunque trasportato o fatto scendere...nella migliore tradizione della 'maskirovka' (dissimulazione, masquerade) politico-militare.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Benji Netanyahu, terrorizzato dall'idea della loro cattura, ritira tutti gli agenti del Mossad dall'Iran!


Il Primo Ministro del Governo di Estrema Destra attualmente al comando del regime ebraico di occupazione della Palestina, Benji Netanyahu, avrebbe obbligato gli alti papaveri dell' "Istituto" ('Mosssad'), massima entità dei servizi segreti di Tel Aviv, a suonare il 'dietro front' e il 'passo di corsa' per tutti gli operativi israeliani che, dall'interno della Repubblica Islamica tentavano di organizzare omicidi e attentati con lo scopo di provare ad arrestare o quantomeno a rallentare i progressi di Teheran sulla strada dello sviluppo di proprie, autonome capaacità nucleari.

"Il Primo Ministro" rivelano alla rivista "Time" alcuni dirigenti del Mossad, che accettano di affrontare la spinosa questione dietro promessa di mantenere il più discreto anonimato, "E' che é 'letteramente atterrito' dall'idea che qualche agente potesse venire catturato dal controspionaggio di Teheran e quindi mostrato alle telecamere gli fa praticamente perdere la ragione; soprattitto con le elezioni politiche che si fanno più vicine una simile evenienza potrebbe segnare la fine della sua carriera.

 Un affidabile rapporto dall'Iran ha dettagliato che una squadra di agenti armati ed equipaggiati dal Mossad (ma quindi che non comprendeva suoi membri), é stata catturata negli scorsi giorni dalle forze iraniane ed é quindi stata tradotta in custodia dove i suoi membri stanno venendo interrogati riguardo all'assassinio di Massoud ali Mohmmadi, ingegnere impegnato nel programma nucleare ucciso nel 2010 da un congegno esplosivo.
Un membro dell'organizzazione distrutta dal controspionaggio iraniano, un certo Majid Jamali Fashid, starebbe attivamente collaborando con le autorità iraniane e avrebbe già rivelato loro la maggior parte dei dettagli su come la cellula terroristica veniva 'gestita' dagli uomini del Mossad; da qui la necessità di farli esfiltrare rapidamente dal paese, facendoli tornare nel regime ebraico. Secondo il Mossad e altri servizi occidentali l'Iran, all'atto di far 'saltare' il gruppo di agenti al servizio di Israele ha potuto godere dell'aiuto decisivo di un altro paese mediorientale. Istintivamente i nomi di Libano e Siria, tradizionali alleati di Teheran, saltano alle labbra, ma non vi sono conferme in merito; forse l'essenziale aiuto é venuto da Bagdad, nell'ambito del progressivo allineamento dell'Irak su posizioni filoiraniane o, forse, da un altro paese ancora...
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

A Damasco arrivano missive dei 're-fannulloni' del petrolio: emiri e sceicchi, sconfitti nelle loro trame, cercano maldestramente di salvare la faccia!


"Sua Maestà Re Abdullah e altri membri della Real Casa di Saoud sono genuinamente irritati e in disaccordo con alcune delle affermazioni rese anche recentemente dal Ministro degli Esteri, Principe Saoud al-Faisal; Sua Maestà non voleva da principio intromettere il paese nelle questioni della Siria, pur desiderando, come molti nel Mondo Arabo, una rapida soluzione ai recenti torbidi".

"Il Bahrein ha un sincero desiderio di vedere calmata e risolta la situazione interna in Siria, in una maniera che risulti soddisfacente per tutte le parti in causa: cittadini e Governo, Esercito e Presidenza".

"La famiglia reale kuwaitiana saluta con entusiasmo ogni iniziativa volta a risolvere pacificamente i problemi siriani, ringraziando ancora calorosamente per il sostegno e l'intervento di Damasco in suo favore al tempo dell'invasione e dell'occupazione irakena".

Questo il tono, se non proprio la forma esatta, dei messaggi che, a leggere l'articolo di As-Safir, basato apparentemente su fonti degli Emirati Arabi Uniti, stanno recentemente "intasando" la casella della posta del Presidente siriano Bashir Assad; prova evidente di come anche le corti dorate degli emiri e degli sceicchi del Golfo considerino ormai chiusa (con la loro totale debacle) la partita andata avanti per circa dodici mesi in Siria, dove estremisti takfiri e wahabiti pagati e addestrati dai monarchi del petrolio, dai turchi, dai francesi, dagli americani e dagli israeliani hanno cercato in ogni modo di provocare con la violenza un 'cambio di regime'.

Certo, alcune risultano tanto ipocrite da essere stucchevoli, come quella in cui Re Saoud millanta una 'divergenza di opinioni' riguardo l'agenda siriana tra sé e il parente che ha collocato al Ministero degli Esteri, ma, per il figlio del 'Leone di Damasco', esse vogliono dire soprattutto una cosa: "tregua" e, almeno per ora, "vittoria".

Come un paziente ed esperto giocatore di 'backgammon' Bashir Assad ha saputo temporeggiare abbastanza a lungo fino a mettere a segno una serie di mosse risolutive, certo, aiutato dall'esterno (fondamentali i "veti" di autunno e quello di gennaio in sede ONU da parte di Russia e Cina), ma quale buona partita di backgammon non si risolve con qualche fortunato "tiro doppio"? I suoi avversari invece, fin troppo baldanzosi da principio, si sono fatti cogliere in contropiede e non sono riusciti a riordinare e riorganizzare le fila quando Assad é passato al contrattacco, esattamente come fanno i principianti che perdono concentrazione e accumulano errori marchiani quando le loro pedine vengono mandate 'fuori tabella' e devono ricominciare il percorso da capo.

Rimasti più defilati, addirittura ai margini del gioco, durante la fase della sedizione violenta, gli Emirati Arabi Uniti potrebbero ora, secondo quanto suggerito dai redattori dell'articolo in questione, cercare di giocare un ruolo di mediazione tra Assad e l'opposizione interna che non si é schierata con i terroristi e i violenti, in questo modo cercando anche di stemperare il gelo politico-diplomatico calato tra Damasco e le altre monarchie petrolifere arabe.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Hana'a Shalabi é libera! Gaza accoglie la coraggiosa figlia della Palestina che preferiva la morte all'ingiusta prigionia!


Come annunciato "con caveat" su queste pagine, in quanto il "lancio" non era altrimenti confermato da fonti palestinesi attendibili, Hana'a Shalabi, la detenuta politica palestinese ri-arrestata irregolarmente dai sionisti dopo essere stata liberata lo scorso autunno é stata rilasciata dalle carceri del regime ebraico (dove si é sottoposta a quasi cinquanta giorni di digiuno a oltranza) ed é stata portata nella Striscia di Gaza, lontano dalle persecuzioni, dalle torture, dalle angherie dell'occupazione a cui manca solo di istoriare la svastica al centro delle sue 'stelle di david' per meritarsi del tutto l'aggettivo di "sionazista".

La famiglia Shalabi, pur sollevata nel sapere che la propria figlia non corre più il rischio di morire per inedia (é stata infatti subito portata all'Ospedale Al-Shifa, dove é stata messa in terapia intensiva per combattere le conseguenze della disidratazione, della perdita di peso e dell'atrofia muscolare) ha però protestato per non essere riuscita a entrare in contatto con la giovane prima del suo trasferimento a Gaza, dove dovrebbe rimanere almeno per tre anni.

Anche l'ONG umanitaria 'Addameer' ha espresso la propria insoddisfazione per una misura che "non sana il grave vulnus giuridico della legislazione sionista che tuttora permette di arrestare e imprigionare cittadini palestinesi senza un'accusa certa", aggiungendo come "Sia imperativo trovare una soluzione permanente alla barbara e ingiustificata pratica israeliana di detenzione arbitraria, in accordo con le norme e le leggi umanitarie internazionali".
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Quattro morti nella Striscia di Gaza in un rogo causato dalla mancanza di luce elettrica: tre di loro erano bambini!


Arriva a sei il triste bilancio delle vittime che nella Striscia di Gaza hanno perso la vita a causa dello shylockiano strangolamento economico imposto dall'entità ebraica di occupazione della Palestina contro il ghetto palestinese assediato: dopo il neonato morto per interruzione del funzionamento del respiratore che lo aiutava a superare le notti, dopo la bambina di quattro anni, adesso altri tre bambini (e un adulto) sono morti orribilmente soffocati e arsi tra le fiamme di un rogo che non sarebbe mai scoppiato se la loro cameretta fosse stata illuminata elettricamente.

Invece, per mantenere un po' di lucore la famiglia delle vittime era costretta a ricorrere alle candele, e, nonostante tutte le cautele prese, una fiammella, una scintilla ne é caduta, scatenando un incendio che ben presto ha avvolto tutto l'ambiente. I tre occupanti della piccola stanza, di due, cinque e sei anni di età sono morti, insieme a un adulto che era accorso per cercare di aiutarli; un quarto infante, di appena sei mesi, é stato tratto in salvo, ma ha ustioni sul corpicino e lotta tra la vita e la morte nel reparto grandi ustionati dell'Ospedale Al-Shifa.

Secondo quanto rivelato dal portavoce dei servizi sanitari di emergenza di Gaza, Adham Abu Salmiya, il rogo assassino é esploso nella cittadina di Deir Balah. La Striscia di Gaza é sottoposta all'ingiusto e illegale assedio economico sionazista fin dal 2007, quando, cacciando gli agenti di Fatah la popolazione dell'enclave costiera ha preferito continuare a essere amministrata dal legittimo Governo palestinese vincitore delle elezioni dell'anno precedente, piuttosto che dai cacicchi golpisti graditi a sionisti e imperialisti.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Fatah accusa il Fronte Popolare-Comando Generale di volere assassinare Mahmoud Abbas!


Il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina - Comando Generale, organizzazione scissionista creata da Ahmed Jibril dal PFLP nell'ormai lontano, climaterico anno del 1968, quando sentiva la necessità di un gruppo che si dedicasse più intensamente alla prassi della guerriglia e della resistenza armata contro l'occupazione sionista e meno alla teoria politica marxista-leninista, starebbe, secondo l'"allarme" lanciato nel corso del week-end dai dirigenti di Fatah a Ramallah, progettando 'niente meno' che l'assassinio del baffuto leader del gruppo che fu di Arafat ed Ex-presidente dell'Anp (con il mandato scaduto da tre anni, ma tuttora artigliato alla poltrona dopo il fallito Colpo di Stato del 2007), Mahmoud Abbas.

L'allarmante starnazzata di Fatah arriva dopo che, in una recente dichiarazione, Ahmed Jibril (foto qui sopra), a quarantaquattro anni dalla scissione tuttora al timone della sua organizzazione, ha dichiarato che Abbas, come Arafat prima di lui deve essere considerato "Un traditore del Popolo di Palestina e della sua Causa" per avere l'uno firmato e l'altro confermato gli Accordi di Oslo del 1993, che non hanno portato alcun beneficio ai territori occupati della Cisgiordania o ai loro abitanti. Per tutta risposta i cacicchi di Ramallah hanno dato fiato alle trombe della loro propaganda griando "al lupo" in merito ai presunti progetti omicidi di Jibril, da loro definito "Un agente al soldo di Damasco".

Ora, prima di dare dell'asservito a CHICCHESSIA i ridicoli satrapetti di Fatah e dell'ANP dovrebbero farsi un bell'esame di coscienza e guardarsi a lungo allo specchio (se tale operazione gli é possibile senza sputarsi in faccia dopo pochi secondi), visto che, seppure é vero che Jibril e il PFLP-GC hanno accettato l'ospitalità e il sostegno della Repubblica Araba di Siria, di certo con essi non hanno accumulato nemmeno un centesimo delle prebende e dei finanziamenti Usa ed Europei che Fatah si é sistematicamente messa in tasca in tredici anni di moribondo, asfittico, inutile "processo di pace" prima che intervenisse la vittoria elettorale di Hamas a scuoterli, temporaneamente dagli scranni.

Riguardo alla possibilità che qualcuno faccia fuori Mahmoud Abbas, la prospettiva non fa venire i lucciconi a nessuno che possa dirsi sinceramente amico della Palestina e dei Palestinesi, e, se un domani chi scrive dovesse trovarsi a redigere un epitaffio per il cacicco-capo di Fatah, state pur certi che lo trovereste estremamente conciso e parco di complimenti ed elogi del defunto.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.