sabato 19 luglio 2014

Ecco per i lettori di PALAESTINA FELIX le facce dei sionisti abbattuti da Hamas: avete finito di ammazzare bambini!!

Pubblichiamo appena ricevutala la foto (adeguatamente 'decorata' ;) dei due militari sionazisti eliminati dal commando dele Brigate Qassam che ha attraversato le linee fino alle retrovie.

I due criminali, il sergente Adar Bersano (20 anni) e il maggiore Amots Greenberg (45 anni) hanno pagato con la vita la scelta di mettersi al servizio del sionismo invasore e assassino e la loro partecipazione a un'operazione moralmente riprovevole come l'attacco al ghetto assediato di Gaza, finora costato 331 morti e oltre duemila feriti, praticamente tutti civili disarmati.

Ancora congratulazioni alla Resistenza palestinese con l'augurio di numerosi simili successi!

Commando delle Brigate Qassam attraversa le linee e colpisce nelle retrovie: due sionisti eliminati!!

Siamo lietissimi di annunciare l'abbattimento da parte di una ardita pattuglia delle Brigate Qassam che tramite un tunnel sotterraneo ha penetrato a fondo l'imponente schieramento militare sionista steso intorno alla Striscia di Gaza e ha preso di mira un gruppo di militari invasori uccidendone due e ferendone più o meno gravemente altri quattro.

A cadere sotto le raffiche vendicatrici dei Palestinesi sono stati il sergente Adar Bersano (20 anni) e il maggiore Amots Greenberg (45 anni). L'episodio dimostra come nonostante il suo 'attacco di terra' l'iniziativa delle operazioni militari rimanga saldamente in mano ai Palestinesi.

Sembra che il commando delle Brigate Qassam abbia riportato una vittima nell'operazione; rivolgiamo il nostro pensiero a questo martire e facciamo le congratulazioni alla sua famiglia: egli si é immolato a difesa di tutti i civili inermi di Gaza e quando Sion si ritirerà sarà in buona parte anche grazie al suo eroismo e al suo sacrificio.

Importante offensiva dell'Esercito irakeno nella Provincia di Anbar, quasi totalmente liberata dai terroristi!

Una 'decisiva avanzata' nella zona di Al-Karima, per ripulire definitivamente la Provincia occidentale dell'Anbar da ogni residuo di presenza di militanti dell'ISIL/Daash, questo l'obiettivo dell'offensiva scatenata oggi dalle truppe governative irakene sostenute dai clani e dalle tribù sunnite della zona.

Mentre l'attenzione del mondo é concentrata su Gaza e sul martirio del Popolo palestinese la nostra testata non tralascia di seguire gli sviluppi della situazione mesopotamica, dove finalmente l'impasse politica tanto desiderata da Obama e da Israele (per bloccare e forse annullare il grande successo elettorale di Nouri al-Maliki nelle consultazioni primaverili) é stata finalmente superata con l'elezione di un nuovo presidente del Parlamento (che martedì si recherà in visita in Iran).

Dopo la loro decisiva sconfitta in Siria le forze takfire sostenute da Arabia Saudita, Israele e Usa si sono concentrate contro l'Irak, altro importante snodo dell'Asse della Resistenza, dove dall'inizio dell'anno hanno finora causato 5500 morti ma, a fronte di questa strage, sono riuscite a suscitare la determinazione di tutte le sette, i partiti e le fazioni politiche a unirsi per debellare la loro barbara e sanguinaria minaccia.

Tel Aviv cerca goffamente di nascondere le sue perdite ma ormai la verità é sempre più difficile da soffocare!!

Il regime sionista ha disposto oggi la chiusura di quattro siti d'informazione colpevoli di aver diffuso i dati reali sulle perdite israeliane durante il conflitto contro la Striscia di Gaza e le Brigate della Resistenza Palestinese.

Secondo Fars News, secondo quanto e' affiorato finora, almeno un militare israeliano sarebbe stato ucciso oggi dai combattenti di Hamas mentre dall'inizio del conflitto almeno 600 israeliani sarebbero rimasti feriti.

Ma, basandosi sulle statistiche disponibili riguardo a precedenti operazioni militari sioniste gli esperti militari ritengono altamente improbabile il fatto che 600 persone siano rimaste ferite e non ci siano vittime; pertanto e' possibile che ci siano almeno una decina di morti anche tra le file degli aggressori sionisti.


Haifa insorge contro il pogrom militare sionazista a Gaza: trenta palestinesi arrestati, aggrediti due deputati!!

Durante questi giorni di aggressione militare contro Gaza quei palestinesi che continuano a vivere nei territori occupati dai sionisti attraverso il genocidio della Nakba non ci stanno a comportarsi "bene" e a non dare fastidi al regime di Apartheid che ogni giorno li umilia e li sfrutta costringendoli a vivere in 'slum' senza servizi adeguati, imponendo loro documenti e targhe automobilistiche diverse da quelle riservate al 'popolo eletto', riservando loro gli ultimi posti in una società marcia, corrotta e basata sul razzismo e la diseguaglianza.

Una imponente manifestazione di solidarietà con la Striscia di Gaza ad Haifa é stata confrontata dagli sgherri del regime ebraico con la consueta bestiale violenza che la celebre 'unica democrazia del Medio Oriente' riserva a tutti coloro che osino denunciare i suoi eccessi sanguinari.

Oltre settanta dimostranti sono stati feriti più o meno gravemente; le cariche della 'Nazi-Sion Polizei' non hanno risparmiato nemmeno i parlamentari del partito di Sinistra 'Balad' che molto chiaramente invitavano le forze dell'ordine a lasciare svolgere la manifestazione pacificamente.

Trecentodieci i morti a Gaza, ma l'esercito sionazista non avanza e la Resistenza continua a colpire!!

Mentre il 'pogrom' militare sionista contro Gaza si avvia verso la sua seconda settimana bisogna registrare un'impennata nelle vittime civili, che superano le tre centinaia attestandosi sulla cifra di 310 con oltre duemila feriti adesso che a droni e jet si sono aggiunte le cannonate dell'artiglieria e dei carri armati schierati tutti attorno alla Striscia.

Tuttavia bisogna registrare l'estrema riluttanza delle truppe di Tel Aviv a spingersi a fondo in territorio palestinese, dove la Resistenza ha trasformato ogni cantina e ogni tunnel e passaggio sotterraneo in un bunker pronto a entrare in azione alle spalle di una pattuglia o un plotone di mezzi sionisti.

Pur rimanendo ai margini dell'enclave costiera le forze sionaziste non riescono a evitare ulteriori perdite: ieri altri due mezzi corazzati sono stati colpiti da militanti delle Brigate Qassam e delle Brigate Al-Quds; i portavoce della Jihad Islamica hanno dichiarato che il mezzo colpito da loro, nei dintorni di Beit Hanoun, é stato completamente distrutto.

venerdì 18 luglio 2014

Aggiornamento sulle fallite incursioni sioniste: finora un morto, un ferito grave e sei lievi tra le fila degli aggressori!!

Un morto, un ferito in condizioni disperate e altri sei le cui condizioni variano tra 'moderate' e 'lievi'; questo é il risultato della prima notte di battaglia tra gli aggressori sionazisti e i difensori della Striscia di Gaza, scontri, che, come abbiamo già detto, hanno portato alla distruzione di tre tank 'Merkava'.

Mentre le artiglierie di terra sioniste si univano al bombardamento delle zone civili di Gaza che finora ha causato duecentoquarantasei morti e quasi mille e ottocento feriti due colonne corazzate hanno tentato di entrare in profondità nella Striscia alle sue estremità settentrionale (Beit Hanoun) e meridionale (Khan Younis).

Evidentemente i sionisti, avanzando contemporaneamente da direzioni opposte, volevano dividere la capacità della Resistenza di fronteggiare ambedue le incursioni, ma non avevano fatto i conti con le capacità delle Brigate palestinesi, che hanno rafforzato di molto i loro ranghi e i loro equipaggiamenti dai temp di 'Piombo Fuso' e hanno curato maniacalmente l'addestramento e la preparazione.

La colonna Nord é finita ben presto in un micidiale fuoco incrociato di armi automatiche e anticarro che l'ha bloccata nei suoi passi costringendola a ritirarsi con perdite, mentre quella meridionale é finita nella ragnatela costituita da cinque mine accuratamente disposte che hanno danneggiato gravemente i suoi mezzi costringendo i loro equipaggi ad abbandonare gli scafi prima che si trasformassero nelle loro tombe.

Il morto e il feriti più gravi per l'esercito sionista si sono avuti infatti nella zona Sud della Striscia.

Prime perdite per l'esercito sionazista entrato a Gaza: la Resistenza palestinese distrugge tre carri armati di Tel Aviv!!

A dimostrazione di come la decisione di attaccare da terra la Striscia di Gaza non sia stata per niente ponderata e ragionata ma sia corrisposta evidentemente a uno 'scatto di testa' di Benji Netanyahu infuriato per la mancanza di progressi nel 'pogrom' militare contro l'enclave palestinese, dallo sgretolamento della sua coalizione politica e dalla continua pioggia di razzi contro tutte le città sioniste, riceviamo la conferma che in realtà l'esercito israeliano non sia avanzato in profondità nella Striscia ma si limiti più che altro a fare fuoco coi cannoni dei carri armati e altre artiglierie contro obiettivi terrestri a grande distanza.
Tuttavia questa condotta codarda non ha risparmiato le prime vittime ai soldati sionazisti visto che gruppi della Resistenza palestinese hanno teso agguati a quei mezzi che si avvicinavano di più alle loro posizioni distruggendo tre carri armati 'Merkava' e infliggendo dure perdite ai loro equipaggi; nella foto qui sopra si vedono alcuni feriti leggeri condotti verso le retrovie.