sabato 25 giugno 2011

L'Iran scopre un nuovo enorme deposito di gas condensato e greggio a Est di Assalouyeh!


Secondo quanto riportato dal Direttore per le Esplorazioni della Compagnia Nazionale Iraniana per gli Idrocarburi Mahmoud Mohaddes le prime indagini sismologiche condotte a Est di Assalouyeh, nella provincia meridionale di Hormuzgan hanno indicato che il volume di riserve di greggio e gas condensato eccede di molto anche le più ottimistiche previsioni.

Numeri e cifre precisi saranno diffuse nel prossimo futuro, ma si pensa di poter parlare di un "tesoro" da oltre cinquanta miliardi di dollari secondo i prezzi attuali di gas e petrolio. Prima di questa scoperta alla Repubblica Iranian venivano accreditate riserve per 137 miliardi di barili di greggio e 29610 miliardi di metri cubici di gas naturale.

Ovviamente siamo certi che la scoperta di risorse tanto ingenti spronerà ancora di più Teheran a potenziare i settori dell'energia nucleare e delle energie rinnovabili, in maniera da poter esportare la massima quantità possibile di idrocarburi.
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Nuovi dettagli sulla retata anti-spie di Hezbollah, due degli arrestati erano al servizio della CIA!


Passano i giorni ma non si arresta il flusso di rivelazioni sulla debacle del Mossad in terra libanese che, come avevamo già menzionato in precedenza, ha portato all'arresto da parte del controspionaggio di Hezbollah di una decina di 'talpe' che cercavano di captare notizie riguardanti la Resistenza nel sud del Libano.

Sembra proprio che gli spioni del cosiddetto "Istituto" di Tel Aviv non siano i soli a doversi preoccupare dei loro operativi 'bruciati'; infatti da quanto menzionato dal Segretario Generale di Hezbollah Hassan Nasrallah nel suo discorso di venerdì 24 giugno risulta che due degli arrestati erano referenti non dei servizi israeliani, ma di quelli a stelle e strisce della CIA.

Nasrallah ha giustamente indicato come il coinvolgimento americano dimostri la debolezza e la disperazione della posizione israeliana nei confronti di Hezbollah, che ha portato il Regime ebraico a dover implorare aiuto da oltreoceano. Nasrallah ha anche affermato che alcuni degli arrestati facevano parte del movimento, puntualizzando che non ne erano dirigenti e non avevano accesso a informazioni sulla struttura militare e resistenziale dell'organizzazione, rivendicando l'ammissione come prova che il Partito di Dio non teme di dover affrontare traditori al suo interno e che, grazie alla solidità e alla dedizione della stragrande maggioranza dei suoi militanti, qualunque talpa o doppiogiochista avrà, come in questo caso vita molto breve e molto grama.

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Abbas incontra Erdogan, nega di essere messo all'angolo dalle pressioni sioniste!


Il capo de facto dell'Anp Mahmud Abbas ha approfittato della passerella mediatica della sua visita in Turchia per passare al contrattacco rispetto alle voci che vorrebbero il dialogo con Hamas per la riconciliazione inter-palestinese "impantanato" a causa di sue personali difficoltà di fronte alla minaccia israeliana di colpire attività e aziende "di famiglia" se il processo di costituzione di un nuovo Governo palestinese si avviasse a un accordo definitivo.

"Non risparmierò ogni sforzo e ogni sacrificio fino a che l'unità della nazione non sia finalmente raggiunta e un Governo tecnico di transizione non sia pronto ad accompagnare la Palestina verso nuove elezioni generali", avrebbe dichiarato Abbas a lato dei suoi incontri con i massimi esponenti turchi, il Primo Ministro Recep Erdogan e il Ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu, recentemente confermati al potere per la terza volta di seguito da una vera e propria valanga di voti che hanno rinnovato la maggioranza assoluta dell'AKP in Parlamento.

Nelle dichiarazioni congiunte di rito Erdogan, oltre a promettere "ogni sostegno" alla riconciliazione interna palestinese ha anche promesso che appoggerà le richieste palestinesi in sede ONU per vedere riconosciuto uno Stato indipendente a prescindere dai diktat e dai sabotaggi israeliani.
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Provocatori sionisti cercano di disturbare con la violenza raduno pro-Freedom Flotilla a Marsiglia, vanno per suonare e...sono suonati!



Come annunciato su queste pagine in precedenza Marsiglia é uno dei porti di partenza della Freedom Flotilla 2, che entro pochi giorni salperà le ancore col suo carico di aiuti umanitari per raggiungere la Striscia assediata di Gaza; negli scorsi giorni si é tenuta nella città occitana una manifestazione di sensibilizzazione del pubblico alle iniziative dei volontari internazionali, ben riuscita e seguita da una notevole folla.

Purtroppo qualche 'testa rasata' sionista ha deciso di cercare di disturbare e attaccare violentemente un pacifico raduno di persone animate da sentimenti di solidarietà verso chi soffre per le persecuzioni del Regime ebraico; tuttavia la folla degli astanti é stata pronta nella reazione, mettendo in fuga i quattro gatti con la stella di david, che, in ultimo per i loro sforzi hanno anche ricevuto "l'ospitalità" dei gendarmi locali, e un grazioso paio di braccialetti omaggio!

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venerdì 24 giugno 2011

I bambini della Striscia di Gaza marciano per rivendicare i propri diritti, negati dalle disumane politiche sioniste!


La scorsa settimana i bambini e ragazzi della Striscia hanno marciato per vedere riconosciuti e garantiti i loro diritti, negati costantemente e ferocemente dalle disumane politiche sioniste verso il ghetto a cielo aperto di Gaza. Diritto allo studio, all'educazione, alla normalità di una vita non scandita dai bombardamenti all'uranio impoverito e al fosforo bianco, non avvelenata dai loro residui, non costellata di detriti e macerie dei mille "pogrom" militari con la stella di davide, la svastica del ventunesimo secolo.


Centinaia di bambini ogni anno lasciano la scuola nella Striscia di Gaza, costretti ad aiutare le famiglie, a prendersi cura di fratellini e sorelline oppure a lavorare al posto di padri e madri uccisi o feriti o resi disabili dagli attacchi israeliani, dalla carenza di medicine, dall'impossibilità di lavoro causata dall'assedio sionista. Con la marcia i bambini di Gaza lanciano un appello al mondo occidentale e alla comunità internazionale. Verrà raccolto?

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Ergastolo all'imprenditore egiziano vendutosi al Mossad!


La Suprema Corte per la Sicurezza dello Stato del Cairo ha inflitto la pena dell'Ergastolo a un uomo d'affari egiziano che si era prestato a diventare spia per Israele contro il suo stesso paese. L'arresto di Tareq Abdel Rezzeq Hussein, di 37 anni, era stato riportato su queste pagine all'epoca della scoperta del network spionistico sionista da parte degli uomini del Mukhabarat, ancor prima della caduta del regime di Mubarak.

I due contatti del Mossad che agivano da 'controllori' di Hussein, Edi Moishe e Yosef Demor, sono stati a loro volta condannati all'ergastolo, ma in absentia. Hussein aveva ricevuto dagli israeliani il compiuto di reclutare nella sua rete persone impiegate nelle telecomunicazioni e nella telefonia, campo in cui il Regime sionista cerca di estendere la sua influenza per poter danneggiare le capacità di pronta risposta alle sue aggressioni e alle sue provocazioni.

Il Capo redattore del quotidiano libanese Al-Deyar, Charl Ayoub, ha dichiarato che Hussein lo avrebbe accostato chiedendogli 'agganci' in Cina, Thailandia e Sud Africa, offrendogli in cambio una serie di regalie come voli aerei in prima classe, stanze d'albergo a cinque stelle e persino una carta di credito attivata a suo nome in Cina. La ramificazione della trama sionista alla Cina e all'Estremo Oriente conferma come ottimo il lavoro di estensione dell'inchiesta allo scacchiere asiatico compiuto prontamente dagli uomini del Mukhabarat già pochi giorni dopo l'arresto del traditore.

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"Effetto Mikati" in Libano, festival cinematografico a Beirut respinge al mittente film anti-iraniano!


Con una dichiarazione rilasciata negli scorsi giorni il Direttore del "Beirut International Film Festival" Colette Nawfal ha dichiarato che la rassegna prossimamente prevista al Cinema Planet Abraj nella capitale libanese non vedrà la proiezione del lungometraggio "Green Days" di Hana Makhmalbaf.

Nell'annuncio non vi é stato chi non abbia visto un effetto della salita al potere di Najib Mikati, premier della coalizione di centro-sinistra incarnata dall'Alleanza 8 marzo; visto che il film in questione non era altro se non un vapido e nauseabondo pezzo di propaganda anti-iraniana, evidentemente scelto da qualche sostenitore di Saad Hariri e della sua compagine falangista e fascista, sostenuta da Israele e Usa.

E' con grande soddisfazione che riportiamo questa notizia, augurandoci nuove e pronte manifestazioni di "Effetto Mikati" anche in tutte le altre sfere della vita pubblica, politica ed economica libanese. La presenza di un film talmente e volgarmente mendace era un insulto insopportabile alla Repubblica Islamica dell'Iran e alla scelta del suo popolo di confermare liberamente e democraticamente Mahmoud Ahmadinejahd alla carica di Presidente; scelta che alcuni provocatori e terroristi finanziati dalla Cia, dal Mossad e dal finanziere sionista George Soros hanno cercato di contrastare con la violenza e i disordini, creando finti "martiri" da ammannire alla pigra e decerebrata opinione pubblica occidentale.

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giovedì 23 giugno 2011

Inviato israeliano al Cairo per trattare la liberazione della spia del Mossad Ilan Grapel!


Yitzhak Molkho, consigliere del Premier sionista Netanyahu é arrivato nella capitale egiziana ieri pomeriggio per discutere con le autorità egiziane la posizione di Ilan Grapel, l'agente del Mossad catturato mentre cercava di incitare scontri fra la gioventù rivoluzionaria egiziana e le forze armate, ma anche per chiedere un canale preferenziale egiziano tramite il quale riallacciare con Hamas la trattativa per il rilascio del militare Gilad Shalit, catturato mentre prendeva parte ai preparativi di un raid invasore sul confine della Striscia di Gaza.

L'arrivo di Molkho al Cairo denota come le ripetute asserzioni israeliane che cercavano di negare l'appartenenza di Grapel al Mossad non fossero altro che un maldestro tentativo di evitare una colossale figuraccia nell'arena dell'intelligence, area nella quale ultimamente Israele sembra stare subendo un rovescio dopo l'altro, non soltanto in Egitto, ma anche in Libano e in Siria, dove i suoi tentativi di destabilizzazione terroristica della presidenza Assad sono andati incontro a un continuo setback, sia pure al costo delle vite di dozzine di militari e agenti della sicurezza di Damasco, nonché di numerosi civili.
 La notizia serve anche a sfatare lo scetticismo di quanti non credevano che l'Egitto avrebbe accettato di unificare le questioni di Grapel e Shalit; quanti covavano tali dubbi si sono dimostrati ancora una volta troppo legati a schemi di pensiero vecchi e superati; ormai é chiaro a tutti: nel 'Dopo Piazza Tahrir' l'Egitto e la Palestina sono più vicini che mai e chi voglia parlare o trattare con Hamas farà meglio, come Yitzhak Molkho, a prendere la porta del Cairo, fin da ora.

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