martedì 15 maggio 2012

La Repubblica Islamica iraniana ha giustiziato l'agente del Mossad Majil Fashi!

Majid Jamali Fashi, che era diventato killer al soldo del Mossad accettando per 120mila dollari Usa di assassinare lo scienziato-martire Massould ali Mohammadi parcheggiando una moto-bomba vicino a casa sua lungo il tragitto che compiva ogni mattina per recarsi al lavoro ha incontrato il boia nella primissima mattinata di oggi, pagando con la sua vita la scellerata decisione di farsi sicario del sionismo e dell'arroganza imperialista.
La retata con cui Fashi e altri 15 agenti al soldo del regime ebraico sono stati assicurati alla giustizia della Repubblica Islamica é stata una delle cause principali che hanno convinto, circa un mese e mezzo fa, il premier Benji Netanyahu a far ritirare tutti gli agenti e i provocatori sionisti dal territorio iraniano, una debacle strategica che non sarà possibile colmare con nessun genere, di satellite, drone o altro genere di SIGINT. Il 'fattore umano', una volta fiore all'occhiello delle operazioni di Tel Aviv ormai non conta quasi più nulla per un Israele terrorizzato dall'idea di un processo pubblico, di una confessione come quelle che hanno contrassegnato il fato di Fashi.

L'esecuzione ha avuto luogo nel carcere di Evin, in esecuzione della sentenza emessa contro il killer nell'agosto del 2011. Massoud Mohammadi, professore universitario cinquantenne é stato assassinato il 12 gennaio 2010. Nella sua piena e completa confessione Fashi ha dichiarato di avere viaggiato in Azerbaijan e Israele prima di ricevere il compito di piazzare l'ordigno con cui lo scienziato é stato ucciso.
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I commentatori internazionali reagiscono al piano saudita di "annessione" del GCC: "Peggio dell'Anschluss hitleriano!"

Diversi esperti interrogati dall'emittente iraniana di lingua inglese PRESSTV riguardo alla possibilità che l'Arabia Saudita si 'annetta' prima l'isola di Bahrein e in seguito tutti gli altri stati del Consiglio di Cooperazione degli Stati Arabia del Golfo Persico (GCC) hanno concordato sul ritenerla un'eventualità "calamitosa e catastrofica", che vedrebbe un regime retrivo e illiberale imposto a milioni di cittadini che fino a oggi hanno lottato anche duramente per affermare il loro diritto a più Democrazia e rappresentazione che si troverebbero tutt'a un tratto sudditi dell'ultima monarchia assoluta della Terra.

"Sarebbe un evento come l'Anschluss hitleriano contro l'Austria, anzi, perfino peggiore, visto che é innegabile dal punto di vista storico che gli Austriaci accolsero a braccia aperte le colonne della Wehrmacht e delle SS ed erano genuinamente contenti di andare a formare un solo Stato con il Terzo Reich, mentre si stenterebbe a trovare anche solo cento persone a Manama, così come a Kuwait City o Sharjah che abbiano sentimenti positivi di fronte a una simile prospettiva". Ha dichiarato Kevin Barrett, intervistato in merito dai giornalisti iraniani al pari di Hayman Hadar e Saeb Saath.

Tutti hanno fatto notare che, mentre forme di confederazione tra gli Stati arabi sarebbero positive e anche da incoraggiare, una pura e semplice annessione rappresenterebbe un arbitrio inaudito nella regione dal tempo dell'Invasione irakena del Kuwait, avvenuta nell'agosto 1990 per volontà di Saddam Hussein. La monarchia assoluta di Ryiadh ha già ingenti forze militari in Barhein ed evidentemente vuole "inglobare" il piccolo regno e farne una sua provincia per meglio poter reprimere crudelmente le manifestazioni della maggioranza sciita della popolazione, stufa del regno dei sunniti Al-Khalifa e determinata a trasformare il paese in una Democrazia.
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VITTORIA! I detenuti politici palestinesi impongono la loro volontà al regime ebraico: accettate le loro richieste!

I prigionieri politici palestinesi nelle carceri sioniste hanno acconsentito a terminare il loro sciopero della fame di massa dopo che Tel Aviv si é piegata alle loro richieste per termini di trattamento più umano e per il rilascio dei detenuti amministrativi verso i quali non pendono accuse precise (cioé la stragrande maggior parte visto che la 'detenzione amministrativa' serve proprio a tenere in carcere persone verso le quali non si riesce a formulare alcun addebito). Ancora una volta in questo accordo é risultata determinante la mediazione egiziana dimostrando coi fatti quanto più utile per la pace e la stabilità della regione sia l'Egitto senza Mubarak.

Inoltre tutti i detenuti in isolamento verranno riportati a contatto dei loro compagni di prigionia e saranno consentite visite familiari anche a quei prigionieri che originalmente risiedevano nella Striscia di Gaza (quando ancora era occupata dai sionisti, prima del 2004). Il diffondersi della notizia ha causato festeggiamenti pubblici ed entusiasmo tanto in Cisgiordania quanto nell'enclave litoranea assediata. La protesta di massa, ispirata dagli esempi dello Sceicco Khader Adnan e di Hana'a Shalabi, era iniziata a marzo ad opera di alcuni prigionieri come Bilal Dhiab e Thaer Halahleh ed era poi stata abbracciata da centinaia e centinaia di loro compagni di detenzione, in particolare quelli aderenti alla Jihad Islamica, al PFLP e ad Hamas.

Ancora una volta Fatah si é fatta notare per l'ambiguità del suo atteggiamento e il servilismo dei suoi dirigenti, che hanno cercato di rompere il fronte unito della protesta trattando separatamente con Tel Aviv, arrivando a dover minacciare i loro membri imprigionati per fare interrompere loro lo sciopero con la prospettiva di togliere alle loro famiglie l'assegno mensile pagato dall'organizzazione.
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Aboul Fotouh dichiara: "Israele é uno stato razzista e guerrafondaio a cui si permette di possedere 200 bombe atomiche!"

Il candidato alle elezioni presidenziali egiziane Aboul Fotouh, ex-membro della Fratellanza Musulmana, ha fatto dell'attacco al trattato di pace con il regime ebraico, siglato nel 1979 dal traditore del nasserismo Anwar Sadat uno dei 'punti cardine' della sua campagna elettorale; recentemente ha definito il trattato, nato dagli Accordi di Camp David mediati dal Presidente Usa Jimmy Carter "una minaccia alla sicurezza nazionale egiziana" annunciando che, se eletto, si farà preciso impegno di rinegoziarlo.

In una intervista rilasciata nel corso del week-end all'emittente satellitare egiziana CBC Fotouh ha ragionato a lungo su questi punti, dopo che nel faccia a faccia televisivo con l'Ex-segretario della Lega Araba Amr Moussa aveva descritto lo stato ebraico "nemico dell'Egitto". "I nostri cittadini devono essere consapevoli che il cosiddetto 'trattato di pace' impedisce il pieno esercizio della sovranità egiziana sulla Penisola del Sinai, mentre permette ai detentori di passaporto sionista di entrare nella stessa zona senza visti d'ingresso".

"Israele é uno stato razzista e aggressore al quale la comunità internazionale permette di detenere 200 ordigni nucleari non dichiarati; é un pericolo per tutti gli Stati arabi e mediorientali e probabilmente non solo per loro, ma soprattutto per quelli confinanti, tra cui, soprattutto, l'Egitto". Il primo turno delle elezioni presidenziali egiziani si terranno tra il 23 e il 24 maggio; una volta nominato un nuovo capo dello stato dovrebbe finalmente venire il momento delle dimissioni per il Consiglio Supremo delle Forze Armate, la giunta militare che ha gestito il transito dall'autocrazia di Mubarak a un regime democratico.
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lunedì 14 maggio 2012

L'azienda iraniana Safa Nicu Sepahan Co. ammodernerà due importanti centrali idroelettriche siriane!

La Safa Nicu Sepahan Co. azienda iraniana specializzata in impianti idrici ed elettrici ha siglato un protocollo d'intesa con il Governo del Presidente Assad per il rinnovo e l'ammodernamento di due centrali idroelettriche nel Nord del paese, presso le dighe Al-Furat e Al-Baath, assicurandosi un contratto da oltre quindici milioni di euro (14.800.000 per l'impianto di Al-Furat e 767.000 per quello di Al-Baath).

Il Ministro per le Opere Idrauliche e Irrigue,, George Malki Soumi ha espresso speranza per un veloce rinnovo delle centrali idroelettriche e l'espansione del settore del 'carbone bianco' nel pacchetto energetico siriano, al fine di rendere più autonomo e più pulito possibile l'approvvigionamento energetico nazionale. Soumi ha altresì ordinato alle organizzazioni pertinenti di collaborare come e quanto possibile con la società iraniana nell'ammodernamento delle centrali in questione.





Al-Furat attualmente produce 800 MW di elettricità al giorno e la più piccola Al-Baath 75. Intanto la Repubblica Islamica iraniana comincerà a esportare 50 MW di elettricità al giorno in Siria a partire dalla settimana ventura. Abdolhamid Farzam, rappresentante del Ministero iraniano dell'Energia ha dichiarato che l'esportazione di elettricità in Siria e Libano fa parte di programmi a lungo termine stilati tra Teheran, Beirut e Damasco nel quadro del rafforzamento dei rapporti strategici tra i tre paesi dell'Asse della Resistenza.
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Tra concessioni ed escalation si intravede un accordo per la fine della protesta dei prigionieri politici palestinesi!

Segnali contrastanti arrivano dalle carceri del regime ebraico di occupazione della Palestina dove quasi tremila detenuti politici si stanno negando il cibo da settimane, alcuni quasi da ottanta giorni, per protestare contro le disumane pratiche detentive sioniste.
Se da una parte l'amministrazione carceraria di Tel Aviv ha permesso a Bilal Dhiab, figura-simbolo della protesta, di chiamare telefonicamente la sua famiglia, venendo meno a quanto dichiarato precedentemente (cioé che lo sciopero non avrebbe portato a nessun allentamento delle rigide condizioni di prigionia dei carcerati)dall'altra il prigioniero politico Kamal Issa ha iniziato a rifiutare anche l'acqua, portando il suo sciopero al livello estremo, che non potrà venire mantenuto a lungo prima di risultare nella sua morte. Al telefono Dhiab ha detto ai suoi familiari di non preoccuparsi e non rattristarsi, e di avere ben presente che la sua protesta possa finire probabilmente con la sua morte ma di essere pronto a fare questo sacrificio in nome dei quasi cinquemila prigionieri politici tuttora incarcerati da Israele. I medici che monitorano la salute di Kamal Issa, invece, hanno avvisato che il suo fisico provato dal digiuno non resisterà senza liquidi per più di 60-70 ore e hanno avvertito che dozzine di altri prigionieri sono pronti a imitarlo e dare il via a un tragico, drammatico 'sciopero della sete'.
Intanto si moltiplicano gli sforzi egiziani per mediare una soluzione tra regime sionista e rappresentanti dei detenuti, a imitazione di quanto successo in autunno con la risolutiva mediazione egiziana per la liberazione di centinaia di detenuti politici in cambio del rilascio dell'Ebreo francese Gilad Schalit.
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Tre morti a Tripoli Siriaca: la politica irresponsabile di Saad Hariri riporta il Paese dei Cedri vicino alla guerra civile!

I cittadini di Tripoli Siriaca, città del Libano settentrionale, situata nella provincia a maggioranza relativa sunnita, ma abitata anche da una importante comunità alawita, hanno avuto un nuovo 'assaggio' dell'abisso di instabilità e violenza dove li vorrebbero precipitare le politiche servili e irresponsabili del mezzo-saudita Saad Hariri e dei suoi complici del 'Movimento Futuro' e della 'Alleanza 14 marzo' nella giornata di ieri, quando scontri tra sostenitori dei partiti filo-sauditi, filo-americani e filo-sionisti e Alawiti sono costati tre morti.
Gli scontri sono iniziati quando alcune dozzine di provocatori hanno inscenato una 'protesta' contro l'arresto del trafficante d'armi Shadi al-Mawlawi, colto in flagrante mentre inviava armi ed esplosivi ai terroristi wahabiti attivi in Siria. L'adunata sediziosa si é tenuta tra il quartiere di Jabal Mohsen e quello di Bab al-Tabaneh ed é stata subito contrastata da Alawiti sostenitori del legittimo governo siriano e del suo Presidente Bashir Assad. Ma i sunniti sostenitori dei terroristi erano armati e hanno cominciato ad aprire il fuoco, facendo tre vittime.
Solo l'intervento dell'Esercito é riuscito a fare tornare la calma e prevenire ulteriore spargimento di sangue. Nella giornata di sabato il Segretario del Movimento Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha dichiarato che chi sostiene i terroristi wahabiti lo fa a rischio e pericolo della pace e della stabilità interna libanese e che difendendo la Siria dall'aggressione imperialista si difende anche l'equilibrio interno del Libano. Questi eventi confermano, se mai ve ne fosse stato bisogno, la correttezza e la lungimiranza dei suoi assunti.
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domenica 13 maggio 2012

Incontro tra il Responsabile Esteri di Hamas e Saeed Jalil a Teheran!

Il Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale della Repubblica Islamica dell'Iran ha dichiarato, nel corso di un incontro con il dignitario di Hamas incaricato delle relazioni internazionali del Movimento che la popolazione europea e statunitense é "stufa" di pagare il salato prezzo imposto dalle loro cricche governanti per l'acritico sostegno all'entità sionista di occupazione della Palestina.

"Oggi gli Europei e gli Americani stanno sfidando i loro Governi che sostengono sempre e comunque il regime ebraico per compiacere una piccola ma ricchissima e influentissima cricca di filosionisti; ma gli Stati dovrebbero essere espressione della volontà popolare, non di quella di lobby mosse da interessi esterni e motivi ulteriori", ha dichiarato Saeed Jalili nel corso della sua conferenza stampa congiunta con Mohamed Awad, tenutasi ieri nella capitali iraniana.

Jalili ha aggiunto che oggi il regime ebraico dell'apartheid si trova in una posizione "estremamente debole e precaria, probabilmente non é mai stato tanto isolato e impopolare in nessun momento della sua Storia, nemmeno durante le due Intifade, la guerra contro il Libano del 2006 e l'Operazione Piombo Fuso del 2008-2009". Awad, da parte sua, ha presentato al collega iraniano un rapporto sui progressi nella ricostruzione di Gaza, ancora piagata dalle distruzioni di tre anni fa a causa dell'illegale strangolamento economico sionista.
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