martedì 19 giugno 2012

Bambini ebrei americani portati in Israele a imparare il razzismo e l'odio verso gli arabi direttamente dai soldati sionazisti!

Queste foto mostrano "turisti" ebrei americani in visita al regime sionista dell'Apartheid.
Come si vede questi "turisti" islamofobi, razzisti e guerrafondai 'approfittano' dell'occasione per educare i loro rampolli all'odio per i Palestinesi, legittimi abitanti della terra invasa e occupata dai loro correligionari.
Siamo certi che i sionisti de noantri Marco Pasqua, Giulio Meotti e altri imbecilli come loro troveranno queste foto "altamente morali ed educative". Per parte nostra tra questi turisti dell'orrore e del razzismo e i giovani palestinesi della Jihad Islamica non abbiamo nessun dubbio su quali scegliere e quali sostenere!
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Il Ministro dell'Intelligence Moslehi: "Almeno venti le persone arrestate per gli attentati omicidi contro il programma nucleare iraniano!"

Heidar Moslehi, titolare del Dicastero dell'Intelligence della Repubblica Islamica dell'Iran, ha dichiarato che le persone identificate ed arrestate nel corso della recente operazione contro i responsabili degli attentati costati la vita a Majid Shahriari e Mostafa Ahmadi Roshan, coinvolti a vario titolo nel pacifico programma di sviluppo dell'energia nucleare di Teheran.

Il parlamentare Mohammad Esmaeili, commentando l'annuncio di Moslehi, ha dichiarato come la risposta delle forze di sicurezza iraniane e i risultati che essa ha saputo raggiungere, dimostrano l'alto grado di efficienza del comparto di intelligence della Repubblica Islamica e l'inutilità degli sforzi imperialisti e sionisti di colpire il suo programma atomico attraverso gli attentati e gli omicidi, tanto più che a ogni episodio del genere le facoltà di Ingegneria Nucleare delle maggiori università iraniane hanno sempre registrato un picco di iscrizioni.
Intanto a Mosca si sono aperti i lavori del nuovo "round" di trattative tra l'Iran e i rappresentanti del 5+1 (membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU più Germania) e già si segnala la buona volontà dei rappresentanti iraniani e degli ospiti russi di portare la trattativa sullo sviluppo del programma nucleare di Teheran fuori dalla secche in cui l'avevano incagliata (nel corso degli ultimi colloqui di Bagdad), l'irragionevolezza e l'unilateralismo americano e anglo-francese.
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"Dove siamo noi, vi é la Vittoria!" Fanti di Marina russi in partenza per la Siria!

Due grandi navi da sbarco della Marina Russa, la "Tzesar Kunikov" e la "Nikolaj Filchenkov" stanno preparandosi a salpare in direzione del porto siriano di Tartous, portando a bordo un "consistente" contingente di 'Morskaya Pekhota', la fanteria di marina dal basco nero e dalla canottiera a strisce, uno dei più celebri corpi specializzati delle forze armate di Mosca. La mossa dimostra come, al contrario di quanto preteso dalla macchina propagandistica occidentale, il Presidente Putin non avrebbe nessuna intenzione di 'sacrificare' Assad e cedere alle ubbìe obamiane e clintoniane di 'regime change' a Damasco. La flotta russa mantiene in Siria una strategica base navale e il Cremlino fin dall'inizio della macchinazione israeliana e americana contro la Siria (portata avanti dagli 'askari' locali sauditi, qatarioti e turchi e con qualche sostegno francese e inglese) ha mostrato di non essere disposto a ripetere l'errore fatto nei confronti della Libia, dove la NATO venne lasciata libera di intervenire per forzare l'estromissione dal potere di Gheddafi.
 
Il Presidente Putin nella giornata di domani raggiungerà il Messico dove, nella località della Baja Californi di Los Cabos, dovrebbe incontrare l'inquilino nero della Casa Bianca che sperava di essere riuscito a convincerlo a buttare a mare Assad. Ma l'ex-capo del KGB sa bene che contro l'arrogante imperialismo a stelle e strisce ogni concessione é sintomo di debolezza e resa e tra l'invio di truppe in Siria e l'annuncio di 'appropriate reazioni' contro il continuo sviluppo del sistema anti-missile puntato contro Mosca in Turchia ed Europa orientale, sta dimostrando di non avere alcuna voglia di mosrtrarsi debole o arrendevole.
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Via uno, sotto il prossimo! In Arabia Saudita Re Abdallah ricoverato d'urgenza in rianimazione dopo i funerali del fratello-erede al trono!

A poco più di un giorno dalle esequie di suo fratello (e presunto erede al trono di Riyadh), Principe Nayef ben Abdulaziz al-Saoud, tenutesi alla Mecca il 17 giugno, il Re saudita Abdallah sarebbe stato ricoverato d'urgenza in reparto rianimazione nell'ospedale interno alla corte, lanciando una nuova, preoccupantissima ombra sulla stabilità della senescente e corrotta monarchia araba che rimane uno dei pochi (e sempre più traballanti) 'appigli' dell'egemonia americana e sionista in Medio Oriente. Se Re Abdallah dovesse morire ora, visto e considerato che non é ancora stato ufficialmente annunciato chi deve subentrare al defunto Nayef nell'ordine di successione reale (anche se la logica indicherebbe il Principe Salman, attuale Ministro della Difesa), la situazione saudita potrebbe rapidamente degenerare in una lotta di potere dalle conseguenze devastanti e imprevedibili. In Arabia Saudita le dimostrazioni antimonarchiche nelle province orientali abitate da sciiti (incidentalmente quelle più ricche di giacimenti di petrolio) non si sono mai arrestate nel corso degli ultimi mesi e, più di recente, sono state accompagnate da manifestazioni di insofferenza per la gestione autoritaria e oligarchica della cosa pubblica anche nelle città sunnite, fino alla costituzione di un gruppo di opposizione lungo la costa Ovest del regno che ha recentemente dichiarato di voler togliere a Casa Saoud il controllo dei luoghi santi musulmani di Medina e La Mecca.
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lunedì 18 giugno 2012

Hamas si congratula con Mursi per la vittoria presidenziale ma ripete: "Nessuna ingerenza nella politica interna egiziana!"

La notizia della vittoria di Mohammed Mursi dell'FJP al ballottaggio presidenziale egiziano si diffonde in tutto il Medio Oriente e il Mondo Arabo come un'onda che increspi a cerchi concentrici la superficie di uno stagno, suscitando via via commenti e reazioni; ovviamente, uno dei primi luoghi su cui si é concentrata l'attenzione di analisti e politologi é stata la Striscia di Gaza, dove non é certo un mistero come il locale Governo di Hamas guardasse con fiducia al risultato elettorale nella speranza che la salita di Mursi alla poltrona che fu di Mubarak significhi, una volta per tutte, apertura dei confini e termine dell'assedio sionista, cui il regime autocratico egiziano ha sempre cooperato e a cui nemmeno un anno di "interregno" post-rivoluzionario ha significato altro se non minime concessioni (come l'apertura di Rafah ai passeggeri).
Tuttavia se da una parte il portavoce Sami Abu Zuhri si é congratulato con il popolo egiziano per la sua costanza e perseveranza e per la vittoria del candidato dell'Ikhwan, salutandola come "una vittoria della Rivoluzione e una maniera per onorare le sue centinaia di martiri, recenti e lontani", dall'altra parte il più autorevole leader Salah al-Bardawi ha reiterato come sia intenzione di Hamas "non interferire" direttamente con la politica interna egiziana e che, fermo restando il profondo apprezzamento per il senso di fratellanza e solidarietà verso la Palestina e i Palestinesi che anima gli Egiziani, Hamas non vuole spingersi a indicare o ancor meno a suggerire in quali azioni politiche esso debba tradursi, accettando quelle che i leader liberamente eletti dell'Egitto decideranno di intraprendere in tal senso.

 Bardawi ha anche smentito per una volta di più gli assurdi addebiti secondo cui uomini delle Brigate Qassam si troverebbero nel Sinai egiziano per approntarvi basi logistiche, depositi di armi e altre strutture, definendo tali pretese: "Pure e semplici invezioni propagandistiche messe in giro dalla stampa sionista e filosionista per calunniare e mettere in cattiva luce Hamas e i suoi militanti".
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Commando palestinese uccide un collaborazionista arabo e ferisce gravemente due sionisti nel Negev al confine con l'Egitto!


Un commando della Resistenza armata palestinese ha compiuto un'operazione poco dopo l'alba a Sud della Striscia di Gaza, lungo il confine tra il Negev occupato e la Penisola del Sinai; abbattendo un collaborazionista arabo venduto al regime ebraico e ferendo gravemente due invasori sionisti. Le vittime dell'azione armata palestinese erano impegnate nella costruzione della barriera con cui Tel Aviv pensa di potere isolare dal mondo circostante il proprio distopico Stato dell'Apartheid, senza ricordare che Muraglie ben più grandi e imponenti, da quella Cinese, alla Linea Maginot al Muro di Berlino sono crollate ignominiosamente senza ottenere il loro scopo.

I guerriglieri palestinesi, elusa la sorveglianza sionista, hanno avuto tutto l'agio di posizionarsi lungo la cosiddetta 'Strada 10' che corre a 30 Km dal Sud della Striscia, nel Negev occupato dagli invasori ebrei nel 1948 dove attualmente é in corso (nel più totale e ipocrita silenzio del mondo occidentale) una grande operazione di pulizia etnica dei legittimi abitanti beduini, che procede di pari passo con l'edificazione della barriera dell'Apartheid, e con distruzione di villaggi, di pozzi, di moschee, di ogni tipo di struttura.

 Ma tali crimini non sono senza conseguenze e a ricordare ai sionisti e a chi si fa complice dei loro misfatti questa verità ha pensato il commando della Resistenza che con un razzo anticarro ha centrato il veicolo su cui viaggiavano il collaborazionista Saed Fashatshe e gli altri due passeggeri che sono stati sbalzati dal veicolo esploso, morto il primo, gravemente feriti gli altri due.
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Mohammed Mursi vince le elezioni presidenziali egiziane; il popolo canta: "Tantawi, annulla anche queste se hai coraggio!"

Il leader del Partito di Libertà e Giustizia (FJP), braccio politico della Fratellanza Musulmana, Mohammed Mursi, é il nuovo Presidente dell'Egitto; il primo eletto democraticamente dal popolo. Secondo il suo comitato elettorale, le cui affermazioni sono sostanziate dai più autorevoli osservatori internazionali, il candidato si é conquistato il 51,8 per cento del voto popolare al ballottaggio contro Ahmed Shafiq, l'uomo della restaurazione sostenuto dalla junta militare di Tantawi e da tutti i sopravvissuti del vecchio regime.

Scene di celebrazione e gioia si susseguono in tutto l'Egitto, dove la popolazione si é mobilitata a sostegno di Mursi per non permettere che la Rivoluzione di Piazza Tahrir venisse snaturata e 'scippata' dai provvedimenti dei militari che poco prima del ballottaggio hanno obbilgato la Corte Costituzionale a dichiarare invalide le elezioni dello scorso novembre.

"Tantawi, annulla anche queste!" canta la gente in piazza, riferendosi ironicamente alle presidenziali che ancora una volta, nonostante tutti i tentativi di favorire Shafiq in maniere palesi ed occulte (anche con l'aiuto dei fondi delle monarchie petrolifere del Golfo) hanno visto prevalere il rappresentante del partito islamico moderato, già protagonista delle politiche dove raccolse il 47,9 per cento dei voti.
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Le forze di sicurezza siriane abbattono terrorista wahabita responsabile di numerose autobombe contro civili!

Nuovo importante successo della lotta condotta dalla Siria contro i terroristi mercenari scatenati da Sauditi, Turchi e Qatarioti per ordine di Usa e Israele nel tentativo di aprire uno spiraglio all'intervento militare NATO; tentativo che si sta rapidamente avvitando su sé stesso mano a mano che le forze di Damasco scardinano e scompaginano le strutture terroristiche wahabite con operazioni che dimostrano tutto il loro grado di reattività e competenza a sedici mesi dall'inizio degli attacchi al paese. Con un 'blitz' in un covo di terroristi condotto nel corso del weekend nell'hinterland damasceno gli uomini del Presidente Assad hanno distrutto una importante 'cellula' qaedista, che stava preparando numerosi attentati esplosivi e, nella sparatoria, hanno abbattuto il suo capo Walid Ahmad al-Ayesh, nome in codice 'Yasser', ritenuto personalmente responsabile di tutte le autobombe usate dai terroristi contro la capitale negli ultimi mesi. L'attentato più devastante firmato da Al-Ayesh si era verificato lo scorso dieci di maggio, ed era costato dozzine di vittime civili, mentre nel corso dell'ultima settimana, giovedì, un guidatore-suicida si era visto costretto a fare esplodere prematuramente il suo veicolo quando era stato intercettato da una pattuglia dell'Esercito prima che raggiungesse il suo obiettivo finale, riuscendo solo a ferire una dozzina di persone. Sembra proprio che ricostruendo l'origine e il tragitto di quest'ultima autobomba gli inquirenti siano riusciti a individuare il covo di Al-Ayesh.
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