E' vero, non sta bene dirlo, ma intanto é così.
Lo sapevamo.
Il Terrore per rafforzare il Potere. In Egitto come in Italia, alla Stazione di Bologna come alla Chiesa copta di Alessandria, i vecchi teoremi della "Strategia della Tensione" sono sempre validi.
Del resto, perché stupirsi? Se la mente e la mano che hanno armato i dinamitardi di Bologna (e di tutte le altre stragi italiane degli "Anni di Piombo") e quelli di Alessandria, si rivelano infine essere sempre le stesse? CIA e Mossad, Stati Uniti e Israele, pronti a pagare qualunque prezzo, con la carne e il sangue altrui, pur di portare avanti i loro sporchi interessi imperialisti e colonialisti.
Come riporta la rete televisiva di Dubai Al Arabiya l'ufficio della Procura Generale egiziana ha aperto nella giornata di lunedì 7 febbraio un fascicolo d'indagine sull'ex Ministro dell'Interno Habib el-Adly, recentemente giubilato da Mubarak nel suo tentativo "in extremis" di dare una faccia accettabile alla sua pluritrentennale dittatura.
Secondo gli elementi in mano agli investigatori El-Adly, conscio del crescente malcontento popolare, voleva creare un clima di odio e diffidenza fra cristiani e musulmani, agitare lo spauracchio di Al-Qaeda e giustificare quindi una incrementata repressione contro gli avversari del Governo con la scusa della lotta a fantomatici "terroristi", presteso che avrebbe convinto Usa e Occidente ad aumentare le elargizioni al Cairo.
| Cossiga certamente avrebbe applaudito. |
All'autore materiale dell'attentato, tale Abdelrahman Ahmed Ali, era stato promesso che, una volta parcheggiato il mezzo, avrebbe avuto tempo sufficiente per allontanarsi ma, come nel peggior spy-thriller di bassa lega, il Maggiore Abdelwahid azionò l'ordigno (preparato dagli specialisti del Ministero dell'Interno) appena questo si fermò davanti alla chiesa.
Pochi giorni dopo l'attacco Ahmed Mohamed Khaled e un estremista di nome Mohammed Abdelhadi vennero arrestati dagli uomini del Maggiore Abdelwahid e gettati in carcere in attesa della preparazione di un "processo-spettacolo" che rinsaldasse il prestigio del regime di Mubarak presso i suoi sostenitori internazionali.
Grazie all'esplosione della rivolta popolare però, i due riuscirono a fuggire e a rifugiarsi presso l'ambasciata britannica, dove resero piena confessione di quanto accaduto loro. E' stato grazie alle loro rivelazioni che si é resa possibile l'istruzione dell'inchiesta, grazie alla quale, sperabilmente, la bomba di Al-Qiddissin non rimarrà impunita come le tante, troppe stragi di Stato italiane.