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lunedì 14 luglio 2014

Gli assassini della 'Mavi Marmara' presi in trappola e respinti dalla Resistenza Palestinese a Nord di Gaza!!

Un tentativo di infiltrazione e sabotaggio di un sito di lancio di razzi nel Nord della Striscia di Gaza da parte dei commando navali sionisti della Shayetet-13 (i responsabili del massacro di civili a bordo della Mavi Marmara) é stato intercettato e respinto dai militanti della Resistenza Palestinese che hanno costretto gli attaccanti a dichiarare una 'Broken Arrow' (in gergo: un segnale d'allarme ad altissima priorità che chiama in soccorso qualunque unità amica nei paraggi per evitare la completa cattura o distruzione di un contingente).

L'accaduto costituisce la più grande disfatta per le forze navali di Tel Aviv a poco più di un anno dall'affondamento di uno dei quattro sottomarini tedeschi 'Dolphin' centrato da un siluro siriano davanti alle coste di Latakia.

Sembra che nel fuoco incrociato a cui gli incursori sionisti sono stati soggetti prima di venire esfiltrati dalla zona almeno quattro di loro siano rimasti feriti, alcuni molto gravemente; solo l'intervento di numerosi elicotteri, jet e droni richiamati dal frenetico appello 'Broken Arrow' ha permesso al commando di ritirarsi senza ulteriori perdite.

Alla luce dell'accaduto si capisce come mai i comandi sionisti ancora esitino a iniziare più vaste operazioni terrestri contro il ghetto assediato di Gaza. Ci si chiede che cosa succederebbe se i Palestinesi avessero accesso ad armi ed equipaggiamenti appena un po' più sofisticati ed efficienti.