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lunedì 13 febbraio 2012

Prestano giuramento a Tripoli i membri della neonominata Commissione Elettorale Libica!


I membri della recentemente stabilita Commissione Elettorale Libica hanno prestato giuramento ieri durante una cerimonia tenutasi a Tripoli cui hanno preso parte dignitari del Governo and interim e la Segreteria al completo del Consiglio Nazionale di Transizione, guidata da Mustafa Abdel Jalil. La Commissione avrà il compito di mettere in piedi un processo elettorale che dovrà concludersi a giugno 2012 con consultazioni politiche nazionali per l'elezione di una Assemblea, la prima indipentendemente e democraticamente eletta nella storia del paese.

Othman Abu Bakr Qagiji (foto sopra) presiederà tale corpo e ha dichiarato che "Con l'aiuto di Dio esso supervisionerà i meccanismi e i processi elettorali che porteranno alla formazione di un Congresso come enunciato nella dichiarazione costituzionale". Dopo la cerimonia il Segretario Jalil si é detto "sicuro" che le elezioni libiche si terrano regolarmente e soddisferanno i più alti ed esigenti standard di democrazia, invitando gli organi internazionali e le ONG a osservarle e monitorarle con loro missioni e osservatori.

"I Libici sono capaci di prendere il loro futuro in mano con le loro scelte responsabili e sono certo che inizieranno a dimostrarlo proprio con questa occasione". Finora il paese é stato guidato dal CNT, che ha dichiarato la ribellione contro Gheddafi circa un anno fa e ha condotto lo sforzo bellico contro il dittatore e i suoi fedeli fino alla vittoria, nominando poi un Governo termporaneo tuttora in carica.
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lunedì 11 luglio 2011

Il popolo tunisino rifiuta ogni rapporto con Israele: "Né riconoscimenti né normalizzazione verso il Regime dell'Apartheid!"


"Guai e sventura a tutti i politici che cercheranno di 'normalizzare' le relazioni della Tunisia con Israele, li denunceremo, li esporremo, pubblicheremo i loro nomi e non cesseremo mai di denunciare i loro tentativi!" queste le dichiarazioni di Ahmed Kahlaoui, che presiede il Comitato tunisino coontro la normalizzazione delle relazioni tra Tunisi e Tel Aviv.

Negli ultimi giorni era filtrata la notizia che l'Autorità incaricata di pilotare il processo di riforma politica verso la democrazia dopo che a gennaio 2011 le proteste popolari hanno causato la fuga precipitosa dell'autocrati Zine el Abidine Ben Ali aveva sottoscritto un "patto per la repubblica" sulla base del quale articolare le proprie attività che, in una sua precedente incarnazione, menzionava la possibilità di un "reapprochement" con lo Stato ebraico.

Pur non avendo adottato propriamente quella version i dirigenti del Comitato anti-normalizzazione il solo fatto di aver preso in considerazione un documento che nella precedente versione chiedeva esplicitamente di riaprire i contatti con Tel Aviv rende automaticamente 'sospette' le intenzione dell'Autorità per la riforma e i reali intenti dei suoi membri. Manifestazioni con centinaia di aderenti si sono svolte lungo il week-end, per chiedere lo scioglimento dell'Autorità e un ricorso immediato alle urne.
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martedì 14 giugno 2011

Il Vicepresidente Mansour assediato dai dimostranti: "Vattene entro domani!"


Sembra ormai che sia sempre più vicino il momento in cui il nome di Ali Abdullah Saleh si unirà alla lista di quei tiranni arabi spazzati via dalla "Primavera" del 2011, dopo Zine el Abidine Ben Ali in Tunisia e Hosni Mubarak in Egitto ma, a testimonianza di quanto secondaria e superflua sia ormai la sua figura non sarà l'ex-Padre Padrone dello Yemen a deciderlo, bensì il suo Vice, Abdrabuh Mansour.

Il Vice-presidente, in carica da quando Saleh é stato trasferito d'urgenza in Arabia Saudita per le gravi ferite subite nel suo palazzo a causa di un attacco con razzi e bombe da mortaio, é infatti ormai assediato da manifestanti che domandano a gran voce le sue dimissioni e il passaggio delle redini del paese a un Consiglio di transizione, che gestisca il passaggio del paese alla Democrazia.

In una conferenza stampa tenuta nella capitale Sanaa i membri del "Comitato supremo per la Rivoluzione" hanno chiarito che le loro azioni e manifestazione subiranno un'escalation a partire da domani se da Mansour verrà altro che una resa incondizionata alla loro richieste. Ieri il Ministro della Difesa di Saleh ha detto che il sessantanovenne autocrate di Sanaa 'sta bene' e presto si rivolgerà alla nazione, ma persino i più sfegatati sostenitori del Presidente sono disposti a credere che un settuagenario con ustioni del secondo e terzo grado sul quaranta per cento del corpo e metà del viso 'carbonizzato' sia sul punto di riprendere in mano la situazione.
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