Questo articolo a momenti verrà pubblicato anche sul quotidiano online L'Opinione Pubblica, col quale mi pregio di collaborare e dove i miei scritti sono tutti consultabili a questa pagina web.
Di fronte agli innegabili risultati di otto giorni di campagna anti-ISIS scatenata da forze irakene ed alleati più o meno affidabili in Provincia di Ninive (800 terroristi uccisi, 74 villaggi e cittadine liberate, fronte a pochi Km da Mosul) il bravo Gian Micalessin sulle pagine del "Giornale" lancia il dubbio che Obama e i suoi generali abbiano in mente di lasciare un "corridoio" in direzione Ovest aperto ai combattenti del "Califfato" per favorire la loro fuga con poche perdite alla volta della Siria, dove si unirebbero ai camerati che occupano la Provincia di Raqqa e quella di Deir Ezzour per dare battaglia alle truppe di Damasco.
L'ipotesi non è affatto peregrina e si inserisce perfettamente nella nostra visione storico-strategica che ritiene uomini e apparati dell'intelligence Usa a più riprese coinvolti nella creazione di gruppi insorgenti wahabiti e takfiri da "lasciarsi dietro" durante il promesso ritiro dall'Iraq (2008-2011) in maniera da creare una permanente instabilità che portasse al ritorno massiccio in terra mesopotamica di forze da combattimento americane.
Fortunatamente questo piano ha avuto solo in piccola parte successo, grazie agli sforzi dell'Iran e specialmente degli uomini del Generale Qassem Soleimani, che sono riusciti a creare imponenti forze di mobilitazione popolare (Hashd al-Shaabi) che non solo hanno bloccato la marcia dell'ISIS verso Bagdad e Najaf (autunno-inverno 2014), ma hanno svolto la parte del leone nella liberazione di Tikrit, di Fallujah, di Ramadi, surclassando le mediocri performance dell'Esercito Regolare e delle unità antiterrorismo irachene (le quali, ricordiamolo, erano state "addestrate" dagli istruttori americani...).
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martedì 25 ottobre 2016
Obama vorrebbe "scortare" i terroristi dell'ISIS da Mosul a Raqqa, ma é molto difficile che vi riesca: ecco perché!
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domenica 23 ottobre 2016
Da Siria e Irak arrivano interessanti dichiarazioni sulla recente situazione militare nei due paesi!
Nel corso delle ultime ore sono stai emessi comunicati riguardanti i recenti sviluppi delle situazioni militari tanto nel Nord della Siria (Aleppo e dintorni) quanto nel Nord dell'Irak (Ninive e Mosul).
Il Comando Generale delle Forze Armate siriane ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: "Il governo di Recep Tayyip Erdogan ha giocato un ruolo sporco fin dall'inizio dell'aggressione contro la Siria riparando, addestrando, armando e finanziando i gruppi terroristici e aprendo i confini per agevolare il passaggio di migliaia di mercenari terroristici nei territori siriani. Notando come le vittorie dell'Esercito arabo siriano e dei suoi alleati contro i terroristi, specialmente ad Aleppo, hanno disinnescato il complotto di Erdogan contro la Siria, Ankara ricorre ad intensificati attacchi aerei su villaggi e città a nord Aleppo, supportando direttamente i terroristi e dispiegando truppe, artiglieria e carri armati in Siria per aiutarli a compire crimini contro i civili a nord di Aleppo”
"I terroristi ad Aleppo est si oppongono ai piani per evacuare la regione, prolungando la battaglia il più a lungo possibile nel tentativo di sfruttare gli imminenti attacchi dei terroristi filo-turchi per spezzare l'assedio. Jabhat Fatah al-Sham, Nuradin al-Zinqi e Istaqam Qama Amart insistono a rimanere ad Aleppo est aspettando l'ordine di Ankara ai suoi terroristi d'intensificare gli attacchi in modo che i gruppi intrappolati riescano a rompere l'assedio ad Aleppo".
Il Comando Generale delle Forze Armate siriane ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: "Il governo di Recep Tayyip Erdogan ha giocato un ruolo sporco fin dall'inizio dell'aggressione contro la Siria riparando, addestrando, armando e finanziando i gruppi terroristici e aprendo i confini per agevolare il passaggio di migliaia di mercenari terroristici nei territori siriani. Notando come le vittorie dell'Esercito arabo siriano e dei suoi alleati contro i terroristi, specialmente ad Aleppo, hanno disinnescato il complotto di Erdogan contro la Siria, Ankara ricorre ad intensificati attacchi aerei su villaggi e città a nord Aleppo, supportando direttamente i terroristi e dispiegando truppe, artiglieria e carri armati in Siria per aiutarli a compire crimini contro i civili a nord di Aleppo”
"I terroristi ad Aleppo est si oppongono ai piani per evacuare la regione, prolungando la battaglia il più a lungo possibile nel tentativo di sfruttare gli imminenti attacchi dei terroristi filo-turchi per spezzare l'assedio. Jabhat Fatah al-Sham, Nuradin al-Zinqi e Istaqam Qama Amart insistono a rimanere ad Aleppo est aspettando l'ordine di Ankara ai suoi terroristi d'intensificare gli attacchi in modo che i gruppi intrappolati riescano a rompere l'assedio ad Aleppo".
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