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venerdì 10 giugno 2011

Anche in Azerbaijan detronizzano Mubarak, questa volta solo in effige!


Le autorità azere hanno rapidamente rimosso un controverso monumento che dal 2007 effigiava l'ex dittatore egiziano Hosni Mubarak al centro del "Parco dell'Amicizia azero-egiziana" nella cittadina di Khyrdalan, a pochi chilometri dalla capitale Baku. Mubarak era riprodotto in effige bronzea, seduto in poltrona, circondato da tre ripoduzioni delle piramidi di Cheope, Chefren e Mykerinos mentre alla sua consorte Suzanne era stata intitolata una scuola poco distante.


Adesso l'istituto scolastico é stato ribattezzato 'Scuola egiziana', mentre il Mubarak di bronzo é stato rimosso e sostituito da una riproduzione piuttosto approssimativa di uno scriba egizio con il rotolo di papiro disteso tra le gambe conserte; dal piedistallo di arenaria il nome dell'ex-"Faraone" é stato scalpellato via, a testimonianza della fretta con cui l'operazione é stata portata a termine.

Alcuni residenti di Khyrdalan asseriscono, a telecamere spente, che il Governo del Presidente Aliyev temeva che il monumento diventasse un punto di attrazione per i manifestanti che negli ultimi mesi stanno contestando il suo potere, sulla scorta delle rivolte popolari che da gennaio scuotono il vicino Medio Oriente. Il dignitario locale Fikrat Orujov, da parte sua, glissa sostenendo semplicemente che la statua é stata rimossa per riflettere il cambio di leadership al Cairo.
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lunedì 4 aprile 2011

Si infiamma di nuovo Baku! L'Azerbaijan mal sopporta i burattini di Washington e Tel Aviv al potere!!



Unità antisommossa della polizia azera hanno disperso con la violenza una manifestazione popolare antigovernativa, che chiedeva le dimissioni del Presidente Ilham Aliyev, burattino di cui Usa e Israele si servono per fomentare dissidi e instabilità nel Caucaso, seguendo in tutto e per tutto la "ricetta" già sperimentata con la Georgia.

Per tutto il week-end sostenitori del Partito Musavat e del Fronte Popolare hanno cercato di riunirsi in Piazza delle Fontane, trovandosi a impattare contro i cordoni di agenti, che sono ricorsi spesso alle cariche e a fermi e arresti di gruppo.

Secondo Isa Qambar, Segretario del Musavat, oltre duecento manifestanti sono stati caricati su autobus e portati via. L'Ufficio del Procuratore Generale aveva diffidato Qambar e Ali Karimli del Fronte Popolare dall'organizzare i raduni in questione, ma senza riuscire a dissuadere né l'uno né l'altro leader dell'opposizione.

Il Partito islamico azero, dal canto suo, ha annunciato una propria manifestazione per l'8 aprile. Dopo i paesi nordafricani e quelli del Golfo Persico, sembra proprio che sia il Caucaso il prossimo teatro di imponenti manifestazioni di piazza, anche qui animate da un'opinione pubblica (prevalentemente composta di musulmani sciiti) che si solleva contro l'ennesimo pupazzo dell'imperialismo occidentale.



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