Nel corso delle
cerimonie per il 34esimo anniversario della Rivoluzione Islamica la Repubblica Iraniana ha svelato agli occhi del mondo il prototipo dell'apparecchio che, di fatto, proietta ancora più stabilmente Teheran nel novero delle potenze regionali del Medioriente e dell'Asia Centrale: il jet da combattimento Qaher-313.
Proseguendo coerentemente nella strada della "Jihad per l'Autosufficienza Militare" dopo essere arrivato a produrre i propri missili balistici,
i propri carri armati, i propri veicoli blindati,
le proprie munizioni intelligenti, i propri
droni senza pilota, le proprie
unità navali di superficie e
sottomarine, l'Iran entra di diritto nel novero delle pochissime potenze al mondo in grado di prodursi autonomamente i propri jet militari (attualmente solo Usa, Russia, Cina, Francia, Svezia, potenzialmente India, Giappone e forse Sudkorea).
Qaher-313, che trae il suo nome dal vocabolo farsi "Conquistatore" seguito dal numero dei 'virtuosi discepoli' di Imam Mahdi, mostra una configurazione monomotore con doppio intake, larghi canard mobili ispirati alle recenti produzioni Sukhoi e probabilmente anche al Rafale francese e al Gripen svedese e ali dal profilo molto originale. Nonostante la superficie obiettivamente ridotta la cooperazione 'ala/canard' deve creare un rilevantissimo 'effetto tunnel' permettando di generare sufficiente portanza per dare all'apparecchio una grande agilità, come confermato dal video in cui il prototipo si produce in notevolissime acrobazie.
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