sabato 2 febbraio 2013

Venditore ambulante palestinese arrestato a Ramallah prima che si dia fuoco per protesta contro i gendarmi di Abbas!

Nella centralissima Piazza Al Manara di Ramallah un giovane venditore ambulante, nel corso di un violento scontro con la gendarmeria coloniale dell'Anp che anziché difendere i villaggi palestinesi dai Bulldozer sionisti preferisce incrudelire contro i venditori di strada, ha tentato di emulare il gesto estremo di Mohamed Bouazizi, il giovane fruttivendolo tunisino che immolandosi diede il via alla Rivoluzione anti-Ben Ali.
E chi lo sa, forse é stato più il timore che una morte clamorosa potesse sollevare le masse cisgiordane contro l'amministrazione da Bantustan della fazione Fatah, che non il legittimo spirito umanitario, a spingere i gendarmi di Abu Mazen a impedire che il rogo umano si consumasse. Subito dopo il venditore ambulante é stato arrestato, sparendo in qualche galera della 'sicurezza preventiva'.

I venditori di strada stavano protestando occupando Piazza Al-Manara lamentandosi di venire impossibilitati a compiere i loro commerci, che spesso costituiscono le uniche entrate delle loro famiglie.
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Strana 'solidarietà' turca: a Gaza Erdogan finanzia posti di lavoro per i Palestinesi, in Siria finanzia i terroristi che uccidono e rendono profughi i Palestinesi!

Sulla beneficienza non dovrebbe esserci nulla da dire, ma, quando la beneficienza viene usata per scopi di propaganda politica, allora é lecito inarcare il sopracciglio e cercare di scavare più a fondo nella questione: leggiamo che a Gaza un progetto per finanziare 400 posti di lavoro a favore di vittime della recente aggressione sionazista dello scorso novembre o persone comunque sofferenti per motivi socioeconomici é stato lanciato grazie all'associazione turca 'Irada'.

Una lettura più attenta però ci informa che il parlamentare palestinese Jamal al-Khudari, nel suo ruolo di Segretario della Commissione dei Probiviri dell'Università Islamica della Striscia, all'atto di inaugurare il progetto ha ringraziato non solo l'Associazione Irada (come era giusto e naturale) ma il Governo di Ankara nel suo complesso, citando per nome il Premier Recep Erdogan.
Al-Khudari dovrebbe riflettere sul fatto che, mentre con una mano allunga un'offa agli indigenti di Gaza, Erdogan contemporaneamente con l'altra allunga munizioni, esplosivi, armi e finanziamenti di ogni genere ai macellai wahabiti che più di una volta in Siria hanno colpito la comunità palestinese di Yarmouk (dove la generosità della Repubblica Araba Siriana, caso unico in tutto il Medio Oriente, aveva dato ai rifugiati palestinesi non uno squallido campo di baracche, ma un moderno quartiere di edilizia popolare provvisto di tutti i servizi).
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Arriva a Damasco Saeed Jalili, per incontrarsi col Presidente Assad, col Premier Halqi e col Ministro degli Esteri!

Il Capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale della Repubblica Islamica, Saeed Jalili, é arrivato oggi a Damasco per un triplice incontro coi vertici della Repubblica Araba Siriana, che negli ultimi due anni ha potuto con successo resistere alle aggressioni dei mercenari terroristi finanziati da Usa, Israele, Francia, Turchia, Arabia Saudita e Qatar, grazie anche al generoso sostegno iraniano, che ha potuto così compensare la solidarietà ricevuta un trentennio fa da Hafez Assad, al tempo dell'aggressione irakena contro la neonata Repubblica Islamica.

Jalili oltre a conferire a lungo con il Presidente Bashir Assad si é trattenuto anche con il Premier Wael al-Halqi e con il Ministro degli Esteri Walid al-Muallem; l'ultima volta che il dignitario iraniano era sceso a Damasco é stata la scorsa estate, nell'agosto del 2012. Jalili oltre alla sua carica al vertice del Consiglio di Sicurezza Nazionale é anche il principale negoziatore in ambito IAEA (per sostenere i legittimi diritti nucleari di Teheran, firmataria del TNP) ed é considerato un consigliere personale dell'Ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema della Rivoluzione.

Commentando la visita il canale televisivo siriano "Al-Alam" la ha definita "estremamente importante" alla luce dei recenti sviluppi della situazione siriana e di quella regionale nel suo complesso.
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Fitta sassaiola al cairo contro il convoglio automobilistico del Premier Hisham Qandil!

Chissà se l'autista della limousine di rappresentanza che trasportava Hisham Qandil abbia almeno tentato di dissuadere il suo passeggero dal tentativo di attraversare Piazza Tahrir, nella quale stazionavano ancora folle di manifestanti anti-governativi e anti-presidenziali; fatto sta, che, quando il convoglio motorizzato del Primo Ministro nominato da Mohamed Mursi ha fatto il suo ingresso nella ormai storica piazza cairota il risultato é stata una fitta sassaiola diretta contro tutti i veicoli della carovana.

La situazione é ancora tesissima nella capitale egiziana dopo oltre dieci giorni di manifestazioni e scontri che in tutto il paese sono costati circa una cinquantina di morti (nonostante l'intesa di pochi giorni fa siglata tra isitituzioni e la coalizione delle forze d'opposizione per l'evitare nuovi scontri di piazza e violenze).

In seguito all'incidente di stamane l'ufficio stampa del Primo Ministro ha riassunto l'episodio della sassaiola come opera di "agitatori di professione" a cui il Primo Ministro Qandil ha pensato di non offrire il fianco abbandonando quanto prima il luogo dell'aggressione insieme ai suoi collaboratori e al personale di scorta.
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Presentato a Teheran "Qaher-313", avveniristico prodotto dell'industria aeronautica della Repubblica Islamica!

Nel corso delle cerimonie per il 34esimo anniversario della Rivoluzione Islamica la Repubblica Iraniana ha svelato agli occhi del mondo il prototipo dell'apparecchio che, di fatto, proietta ancora più stabilmente Teheran nel novero delle potenze regionali del Medioriente e dell'Asia Centrale: il jet da combattimento Qaher-313.
  Proseguendo coerentemente nella strada della "Jihad per l'Autosufficienza Militare" dopo essere arrivato a produrre i propri missili balistici, i propri carri armati, i propri veicoli blindati, le proprie munizioni intelligenti, i propri droni senza pilota, le proprie unità navali di superficie e sottomarine, l'Iran entra di diritto nel novero delle pochissime potenze al mondo in grado di prodursi autonomamente i propri jet militari (attualmente solo Usa, Russia, Cina, Francia, Svezia, potenzialmente India, Giappone e forse Sudkorea).
Qaher-313, che trae il suo nome dal vocabolo farsi "Conquistatore" seguito dal numero dei 'virtuosi discepoli' di Imam Mahdi, mostra una configurazione monomotore con doppio intake, larghi canard mobili ispirati alle recenti produzioni Sukhoi e probabilmente anche al Rafale francese e al Gripen svedese e ali dal profilo molto originale. Nonostante la superficie obiettivamente ridotta la cooperazione 'ala/canard' deve creare un rilevantissimo 'effetto tunnel' permettando di generare sufficiente portanza per dare all'apparecchio una grande agilità, come confermato dal video in cui il prototipo si produce in notevolissime acrobazie.
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venerdì 1 febbraio 2013

Un altro agente sionista arrestato in Libano, continuano senza sosta le debacle dell'intelligence di Tel Aviv!

Talal Khalil Chahine, cittadino libanese aveva cercato di ottenere informazioni sullo schieramento degli uomini di Hezbollah nel Sud del Libano per poterle poi riferire ai suoi controllori del Mossad, ma il tentativo del maldestro "spion" di ingraziarsi il potente servizio di spionaggio sionista si é infranto nell'insuccesso quando pochi giorni fa egli é stato arrestato insieme al complice Ali Taufiq Yari.

La procura militare libanese che ha spiccato i mandati di cattura e che secondo l'uso del Paese dei Cedri ha il compito di gestire tutti i procedimenti a carico di cittadini libanesi che divengono spie a favore di paesi esteri ha annunciato che i due accusati rischiano "seriamente" di finire sul patibolo.

L'attività spionistica di Chahine e socio durava almeno dal 2001 ma forse é iniziata ancora prima, ai tempi in cui forze militari sioniste ancora stazionavano su parte del Libano meridionale, da cui si ritirarono precipitosamente a causa della continua, coraggiosa resistenza armata di Hezbollah e altri gruppi minori.

Ultimamente sono stati molti i colpi mortali inflitti dal Libano alla rete di agenti sionisti che ancora rimangono attivi sul suo territorio.
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Hamas smentisce: "False le voci riguardo l'accettazione della Two States Solution!"

Nella tarda serata di ieri finalmente un comunicato ufficiale del Movimento Hamas ha tagliato corto la ridda di ipotesi, conferme e smentite che si erano ricnorse per tutta la giornata riguardo a un possibile "OK" della dirigenza impersonata da Khaled Mishaal, Moussa Marzouk e gli altri 'traditori dell'Asse della Resistenza' riguardo l'accettazione della 'Soluzione a Due Stati', che avrebbe automaticamente alleato le posizioni di Hamas a quelle di Fatah e dell'Anp e avrebbe significato l'abbandono definitivo della Resistenza Armata e della Lotta contro i tentativi sionisti di giudeizzazione dei territori occupati.
"Hamas afferma che ogni affermazione in tale senso é falsa, inventata e destituita di ogni fondamento", si legge nelle righe rilasciate dall'Ufficio Relazioni Pubbliche del Movimento, che inoltre recitano come nella recente visita ad Amman presso il Re ascemita Abdallah II Khaled Mishaal non abbia "minimamente affrontato la questione", che sarebbe rimasta fuori dagli argomenti trattati con l'ospite reale.

Mishaal e Re Abdallah si sarebbero limitati a parlare degli sviluppi del processo di riconciliazione, degli eventi trascorsi durante l'ultimo vertice cairota Hamas-Fatah e del totale rifiuto di ogni "patria palestinese alternativa" che alcuni circoli sionisti vorrebbero proporre in territorio giordano come opzione alla totale annessione della West Bank.
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E' confermato: in mano all'aviazione iraniana diversi modelli di F-16 già in forza al Venezuela!

Sarebbe ormai confermato oltre ogni ragionevole dubbio il trasferimento di alcuni apparecchi cacciabombardieri F-16 già in forza all'aeronautica venezolana alla Repubblica Islamica dell'Iran. L'ex tiranno di Teheran, lo Shah Reza Palhevi, aveva invero espresso il desiderio, poco prima della sua detronizzazione, di acquistare l'allora nuovissimo modello di aeroplano per sostituire definitivamente nella sua aviazione gli F-5 e almeno una parte degli F-4 Phantom, ma gli eventi dell'incombente Rivoluzione Islamica impedirono l'acquisto.

L'aviazione iraniana, passata dalla sigla IIAF a quella IRIAF, affrontò le gravi prove della guerra Iran-Irak con una linea di volo in parte obsolescente e solo con grandi sforzi e sacrifici impedì a Saddam Hussein (che allineava alcuni dei più moderni aerei dell'epoca: MiG-25, MiG-29, Mirage F1, Super Etendard e altri ancora) di conquistare il dominio dei cieli. In seguito grazie alla "Jihad di Autosufficienza Militare" e agli eventi delle Guerre imperialiste contro l'Irak Teheran riuscì addirittura a 'catturare' molti modelli di aereo irakeno e a modificare e aggiornare i suoi ormai 'vecchi' aerei Made in Usa, mantenendo una credibile potenza aerea.

Il trasferimento di F-16 venezolani in Iran (per quanto di modello più vecchio e meno raffinato di quelli in forza attualmente nell'aeronautiche turca e sionazista) darà modo agli ingegneri e ai tecnici persiani di studiare adeguate contromisure elettroniche e radaristiche in caso di attacchi NATO o israeliani contro lo spazio aereo nazionale e potrebbe fornire anche interessanti spunti per contribuire allo sviluppo di nuovi modelli di aereo di totale costruzione nazionale o all'ulteriore ammodernamento dei modelli americani ancora in uso.
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