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mercoledì 6 aprile 2011

Israele uccide un Palestinese di 21 anni, il suo crimine: raccogliere ghiaia per ricostruire Gaza!


Un giovane palestinese che stava lavorando alla raccolta di ghiaia é stato ucciso da un bombardamento di artiglieria israeliano che lo ha sorpreso ben al di là della (arbitraria) 'zona interdetta' stabilita dalle forze armate dello Stato ebraico al confine nord della Striscia di Gaza.

Il portavoce dei servizi medici di emergenza della zona, Adham Abu Salmiya, ha rivelato che i paramedici, intervenuti subito dopo l'attacco a rischio della loro stessa incolumità, sono riusciti a localizzare il corpo martoriato del giovane sul terreno sconvolto dalle esplosioni solo per verificare che per lui non c'era più niente da fare.

Il bombardamento é stato scatenato da un plotone di carri armati israeliani che hanno puntato le loro bocche da fuoco da 120 millimetri ben oltre la "terra di nessuno", caricandole a proiettili dirompenti col preciso intento di causare il massimo danno alla popolazione civile impegnata in lavori agricoli o nel recupero di materiale da costruzione come sabbia e ghiaia.

Israele, con i suoi bombardamenti aerei e terrestri cerca di rendere le normali attività quotidiane pericolose e insicure per gli abitanti di Gaza, nella speranza che essi incolpino di ciò la dirigenza di Hamas. Nonostante le centinaia di civili uccisi finora tale politica si é mostrata del tutto infruttuosa e fallimentare.

Il giovane ucciso, Mohammed Shalha, aveva appena 21 anni.

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lunedì 28 marzo 2011

Infermieri della Striscia di Gaza volontari per aiutare il popolo libico: "Non dimentichiamo i convogli di aiuto delle ONG libiche!"


In una commovente dimostrazione di generosità e di dedizione alla propria umanitaria missione un team di paramedici palestinesi residenti nella Striscia di Gaza sta attendendo in queste ore il nullaosta del Consiglio supremo delle forze armate egiziane, attualmente detentore del potere nel Paese delle Piramidi, per poter transitare attraverso il paese e raggiungere quindi la Libia in fiamme, dove prestare la loro opera curando i feriti dell'insurrezione anti-Gheddafi.
I cinque 'Convogli Quds', sono stati tutti organizzati da un coordinamento di ONG anche se il Governo libico imponeva di festonare i trasporti di effigi della famiglia Gheddafi...
Sedici infermieri, scelti da un pool di volontari che aveva raggiunto il centinaio di aspiranti, sono stati selezionati per la spedizione, che ha valore soprattutto simbolico ma servirà a dimostrare la persistente riconoscenza del popolo di Gaza verso i libici che, pur sotto il tallone del Colonnello di Tripoli, avevano organizzato diverse carovane di aiuti umanitari e sanitari alla volta dell'enclave costiera assediata da Israele e dal regime di Mubarak.
il Governo palestinese accoglie e ringrazia i volontari libici

"Il dolore dei libici impegnati nella loro lotta di liberazione é il nostro dolore, la gente di Gaza sa bene cosa voglia dire la guerra, la sofferenza, la morte; poter svolgere la nostra professione a beneficio di quanti tante volte ci hanno aiutato nel corso dei mesi passati ci darà coraggio e determinazione per riprendere ad affrontare le difficoltà e le sfide anche dopo che i volontari saranno tornati nella Striscia".

Queste le parole di Yousef Fajhan, Segretario del Sindacato paramedici di Gaza, che spera che l'esempio palestinese possa venire seguito anche da medici e infermieri egiziani, sia che si aggreghino al gruppo lungo la strada o che lo seguano con maggiori risorse e provviste di equipaggiamenti e farmaci. "Se per qualunque motivo, burocratico o di sicurezza, ai nostri volontari non venisse permesso di traversare l'Egitto per recarsi in Libia, la nostra delegazione allestirà un ospedale da campo sul passo di confine palestino-egiziano, fornendo assistenza medica gratuita ai profughi stanziati dal Governo egiziano nella zona del Sinai.

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