sabato 2 marzo 2013

I sicofanti di Casa Saoud spargono menzogne ma la realtà é che i terroristi in Siria hanno i giorni contati!

Con l'usuale spregio per ogni parvenza di deontologia ed etica professionale i sicofanti (ché il titolo di 'giornalista' spetta a ben altri professionisti dagli standard morali e qualitativi incredibilmente più alti) al servizio del canale-tv "Al Arabiya" sono riusciti ad accusare l'Esercito di Bagdad di avere aperto il fuoco con artiglierie e mortai contro nuclei di combattenti mercenari che si trovavano oltre il confine siriano, consentendo alle truppe di Assad di eliminarli e ristabilire il controllo governativo sulla zona di Al-Ya'robiya nella notte tra venerdì e sabato.

Ogniqualvolta i ratti terroristi anti-Assad subiscono una sconfitta i corifei del wahabismo, truppe di complemento mediatico dei gruppi qaedisti finanziati da Riyadh e Doha accusano a destra e a manca Hezbollah, l'Iran, l'Irak e altre agenzie, partiti e fazioni di aver dato aiuto "sleale" alle forze siriane, come se l'Esercito di Assad avesse bisogno di questi 'aiuti esterni'.

E inoltre, anche se li ricevesse, questi non verrebbero appena a bilanciare gli aiuti di Usa, Francia, Turchia, Nato, Israele, Arabia Saudita, Qatar, NATO, Unione Europea e chissà quanti altri fiancheggiatori e sostenitori delle trame imperialiste contro l'Asse della Resistenza che passa per Damasco?

La realtà é che ormai di fronte all'avanzata delle forze regolari le cellule terroriste sono allo sbando: solo per mantenere una parvenza di efficienza alle formazioni rimaste, ha recentemente dichiarato Salim Idris, autoproclamato 'generale' dei terroristi, servirebbero finanziamenti mensili pari a 500 milioni di dollari; ma anche nei momenti di massimo afflusso di risorse non si sono mai superati i 300 milioni al mese e quei livelli di finanziamento sono ormai lontani nel tempo.

Moussa Marzouk afferma che Hamas: "Non ha mandato in Egitto nessun militante per prendere parte alla repressione delle proteste!"

Altra giornata di affannose dichiarazioni per Moussa abu Marzouk, dirigente di Hamas e 'timoniere' insieme a Khalid Meshaal della vigliacca "inversione a U" che ha portato l'ex 'Movimento musulmano di Resistenza' ad accoccolarsi pacioso ai piedi degli emiri wahabiti del petrolio, ad abbandonare la Siria e l'Asse della Resistenza, a schierarsi coi terroristi salafiti scatenati contro la nazione che li ha ospitati e difesi per 13 anni e ad allinearsi con l'Ikhwan egiziana e il mullah Qaradawi che nulla hanno fatto e sembra voglian fare per aiutare Gaza a uscire dall'emergenza dell'assedio.

Ma se in precedenza Marzouk ha dovuto prendere la parola per smentire le insistenti voci di una prossima accettazione da parte di Hamas della 'Soluzione a Due Stati' e del cosiddetto 'Diritto di Israele a esistere' adesso il leader di Hamas ha dovuto smentire la voce riportata dai media egiziani d'opposizione che Mishaal abbia inviato nel Paese delle Piramidi 500 miliziani fanatici da impiegare a difesa di Mursi e del suo Governo contro i pacifici manifestanti del Fronte di Salvezza Nazionale.

Dopo che per mesi se non per anni Hamas e gli altri corifei dei terroristi wahabiti in Siria hanno accusato "ad minchiam" Hezbollah, l'IRGC e le 'Niruye Qods' iraniane di avere inviato quantità fantastiche di presunte 'truppe' in Siria per aiutare l'alleato Assad (manovra che sarebbe legittimissima visto che Assad difende il suo popolo da un'aggressione straniera) ecco venire alla luce la possibilità che invece sia Hamas ad aver fatto proprio ciò di cui 'accusava' i vecchi alleati e sostenitori, ma non per difendere un Governo legittimo, ma in aiuto a una frangia di estremisti settari che vorrebbero uccidere loro stessi concittadini e compatrioti!

Questo é Hamas ora? Ma allora TUTTI I MEMBRI DECENTI di Hamas e delle Brigate Qassam dovrebbero SUBITO scindersi e formare un loro nuovo movimento o piuttosto confluire nella Jihad Islamica o nei Comitati di Resistenza Popolare!

Il Partito Repubblicano del Popolo si mobilita in Turchia e dice: "No!" alle lusinghe di 'Lurch'-Kerry a Erdogan e Davutoglu!

Nonostante il fatto che da poco più di un secolo il loro paese sia stato "dirottato" da militari laicisti fascistoidi e genocidi venduti agli interessi geopolitici delle potenze atlantiche la maggior parte dei cittadini turchi sa benissimo di appartenere a un popolo centroasiatico, di cultura e civiltà musulmana (con alcune comprensibili e logiche peculiarità) i cui interessi risiedono in comune con quelli dei loro vicini asiatici e arabi, musulmani e/o cristiani orientali e in una prospettiva strettamente 'eurasiatica' che non ha niente a che fare con i tentativi "dal vertice" (che sia occupato dai suddetti militari servi della NATO o da fittizi esponenti di un "Islam Americanizzato") di sradicare la Turchia dalle sue vere radici e trasformarla in una potenza europea, filoamericana e filosionista.

Ulteriore segnale di questa consapevolezza si é avuto in occasione dell'arrivo in Turchia di "Lurch" Kerry, neo-segretario di Stato in luogo della 'malvagia strega' Dama Clinton, dove il Partito Repubblicano del Popolo Turco (CHP) non ha perso l'occasione per lanciare massicce manifestazioni di dissenso, tanto nella capitale Ankara, che a Istanbul e anche ad Alessandretta, città strappata alla Siria con un colpo di mano militare negli anni '20 e oggi 'retrofronte' del sostegno di Erdogan e Davutoglu alle formazioni mercenarie terroriste.

Nella capitale turca le forze di polizia si sono scatenate con ferocia contro i manifestanti inermi e disarmati facendo copioso uso di gas urticanti usati al di fuori di qualunque paramentro di sicurezza e ferendo e intossicando dozzine e dozzine di persone.

Notte di scontri a Mansuria, il Delta del Nilo sempre più scontento del Governo di Mursi e della Fratellanza Musulmana!

Tra ieri sera e stanotte almeno un manifestante é rimasto ucciso e diverse dozzine feriti nella cittadina del Delta del Nilo di Mansura, dove una compatta folla di dimostranti si é scontrata con le forze dell'ordine che hanno usato indiscriminatamente gas urticanti e pallottole contro i cittadini.

Fonti del Governo affermano che oltre al morto si lamentano 30 feriti tra i dimostranti e 10 tra le forze di polizia. Secondo i giornalisti egiziani il manifestante morto sarebbe stato investito da un blindato della polizia. Il portavoce della polizia egiziana giustifica l'operato dei suoi uomini affermando che i dimostranti avrebbero tentato di dare l'assalto a un palazzo istituzionale.

Recentemente la notizia dell'acquisto di un mostruoso quantitativo di gas urticante da parte del Governo egiziano aveva fatto nascere il timore the si prepararsse una campagna di repressione in grande stile delle manifestazioni di dissenso politico.

Le dimostrazioni a Mansura confermano come l'area del Delta del Nilo e del Canale di Suez (Port Said, Ismailiya, Suez...) sia particolarmente ostile al Governo e al Presidente Mursi i cui sostenitori sono molto più concentrati e numerosi nella metropoli del Cairo.

venerdì 1 marzo 2013

Schierato l'Esercito libanese a Sidone per tenere sotto controllo i fanatici wahabiti seguaci di Al-Assir!

Abbiamo già parlato di Ahmad al-Assir, rozzo e superficiale 'imam' (autoproclamato) di tendenze estremiste di stampo wahabita, tenuto in disdoro persino dagli stessi sapienti della sua setta meno approssimativi (come lo Sceicco Hammoud) e di come le sue parole abbiano più volte rischiato di fare esplodere la violenza a Sidone, causando anche vittime tra i civili.

Adesso Al-Assir ha minacciato di scatenare i suoi seguaci più ottusi, resi spregiudicati dalle armi e dai finanziamenti ricevuti dagli emirati del petrolio che sostengono anche i terroristi mercenari in Siria, e di fare loro attaccare le zone controllate da Hezbollah e dalla comunità sciita libanese.

Per prevenire ogni violenza l'Armee Libanaise si é schierata in forze e i movimenti sciiti di Resistenza hanno promesso che lasceranno alle forze dello Stato il compito di mantenere la tranquillità e la pace in tutta la zona metropolitana.

Alle preghiere di oggi, venerdì, solo una manciata di estremisti si é presentata alla moschea di  Bilal Bin Rabah dove Al-Assir aveva invitato tutti coloro intenzionati a seguire il suo appello all'odio settario. Ancora una volta si vede che il wahabismo é un credo di ratti che sono pronti a colpire a tradimento donne e bambini ignari ma che di fronte a un'opposizione coesa e armata perdono ogni burbanza e velleità aggressiva.

Appena scoperti gli "altarini" del traffico d'armi gli Ustasa croati al servizio di Israele fuggono dal Golan occupato!

Non appena si é diffusa nel mondo la notizia dei massicci acquisti di armi croate da parte dei sostenitori delle bande mercenarie terroriste in Siria il comando delle forze ONU stazionanti nel Golan occupato militarmente (in contravvenzione col Diritto Internazionale) da Israele é stato avvertito che tutte le forze croate presenti nella zona verranno "ritirate il prima possibile".

Non é chiaro quale "genio" abbia pensato di schierare nel Golan siriano truppe di uno Stato che si é reso colpevole di innumerevoli crimini di guerra contro musulmani durante la Guerra Civile Jugoslava; molto probabilmente la presenza dei militari croati eredi degli Ustasha fascisti e filonazisti era gradita agli occupanti sionisti.

Durante gli anni '90 molti militari israeliani in attività e a riposo andarono a Zagabria ad addestrare le forze regolari croate ma anche le milizie più sanguinarie ed estremiste come l'HVO, col beneplacito di CIA e Casa Bianca, e senza dubbio avranno anche loro insegnato le tecniche di "pulizia etnica", massacro e tortura raffinate dai sionisti in decenni di crimini contro la Palestina, il Libano e tutti gli Stati circostanti.

Comunque ora, a passo di corsa e con la coda tra le gambe per il timore di rappresaglie i nipotini degli Ustasa fuggono dal Golan Siriano...nessuno davvero ne sentirà la mancanza!!!

Ennesima violazione sionista della tregua verso Gaza, tre contadini feriti da un bombardamento d'artiglieria

Nell'ennesimo atto di violazione unilaterale della cosiddetta "tregua" siglata a fine novembre 2012 dopo otto giorni di guerra aperta che avevano portato i razzi e i proiettili palestinesi a colpire fino a Gerusalemme, Dimona e Ashdod, truppe sioniste hanno aperto un fuoco d'artiglieria contro inermi contadini palestinesi a Est di El-Bureji.

Tre lavoratori agricoli che si recavano verso i loro orti e le loro serre dal vicino campo profughi sono rimasti feriti nel bombardamento. Queste vittime si aggiungono ai due feriti registrati a Zeytoun, il 24 febbraio scorso, quando velivoli sionisti hanno senza alcuna provocazione lanciato razzi e bombe contro una strada intensamente trafficata.

Dimostranti di nuovo in piazza nell'Hiyaz, nell'Arabia occidentale, ormai tutto il popolo saudita si ribella contro Riyadh!

Più volte nel recente passato abbiamo segnalato, accanto alle sempre presenti cronache del malcontento e delal protesta nell'Est sciita del Regno dei Saoud, anche le più sporadiche ma altamente significative avvisaglie di movimenti di protesta anche in altre zone, decisamente meno etnicamente e settariamente distanti dalla dinastia al potere. Ancora una volta veniamo a comunicare alla nostra readership che le strade di Hejaz, nella quasi omonima provincia occidentale dell'Arabia Saudita (dove, incidentalmente, si trovano i massimi luoghi sacri dell'Islam, Makkah e Medina), si sono riempite di cittadini in marcia per ottenere la liberazione di un gruppo di donne e ragazzi (anche molto giovani) arbitrariamente arrestati (sarebbe da dire quasi "rapiti") dalle forze di sicurezza del regime mentre dimostravano davanti alla prigione di Al-Safrah, a Buraidah, quest'ultimo lunedì.

Secondo i calcoli delle opposizioni attualmente in Arabia Saudita ci sarebbero qualcosa come quarantamila detenuti per motivi politici, molti dei quali vengono torturati, soggetti a criminale negligenza medica, tenuti in isolamento per periodi di mesi o addirittura anni. Ovviamente l'Occidente ipocrita che vende ai peggiori reami tirannici arabi armi per miliardi di dollari ed euro non chiede nessun 'intervento umanitario' contro i satrapi di Riyad e degli altri emirati del petrolio.