Parlando a Isfahan davanti a una platea di veterani dell'IRGC il Generale iraniano Safavi, aide militare della Guida Suprema della Repubblica Islamica ha dichiarato: "Ormai la prima linea difensiva della nostra Repubblica si estende fino alle coste del Mediterraneo, al Libano del Sud e ai confini settentrionali dell'occupazione sionista".
Safavi ha aggiunto che gli Occidentali e gli imperialisti sono "molto preoccupati" dalla crescita dell'influenza e della potenza iraniane: "Certamente, americani, sauditi, turchi, qatarioti e NATO speravano, col loro complotto contro Assad, di bloccare l'espandersi della nostra profondità strategica, ma hanno fallito e il loro fallimento é sistemico e profondo, risultando invece in una grande vittoria per i nostri interessi".
sabato 3 maggio 2014
Il Generale Safavi: "La profondità strategica dell'Iran si estende ormai fino al Mediterraneo Orientale!"
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I terroristi wahabiti tentano di pretendere di aver conquistato un aeroporto militare: puntuale la smentita del Governo!
Negli outlet informativi asserviti al complotto terroristico antisiriano da ieri ha cominciato a girare la notizia secondo cui le forze mercenarie wahabite avrebbero conquistato la città di Jaramana, nel Rif Dimashq, e addirittura anche il vicino aeroscalo militare di Al-Dmeir.
Interrogate in merito tutte le nostre fonti siriane si sono dette concordi di non saperne assolutamente niente e alcune hanno subito inferito che si potesse trattare di una comoda menzogna per rincuorare i ranghi dei terroristi mercenari ultimamente sottoposti a una grave sequela di sconfitte.
Puntualmente oggi l'agenzia ufficiale di stampa SANA ha inviato un team ad Al-Dmeir riportando immagini del pieno controllo governativo della struttura da cui senza posa si alzano e rientrano alla base i cacciabombardieri impegnati a martellare posizioni e convogli terroristi.
Interrogate in merito tutte le nostre fonti siriane si sono dette concordi di non saperne assolutamente niente e alcune hanno subito inferito che si potesse trattare di una comoda menzogna per rincuorare i ranghi dei terroristi mercenari ultimamente sottoposti a una grave sequela di sconfitte.
Puntualmente oggi l'agenzia ufficiale di stampa SANA ha inviato un team ad Al-Dmeir riportando immagini del pieno controllo governativo della struttura da cui senza posa si alzano e rientrano alla base i cacciabombardieri impegnati a martellare posizioni e convogli terroristi.
Aggiornamento sull'Ucraina: i banderisti falliscono a Slaviansk e fanno una strage con un rogo a Odessa!
Chiariamo subito alcuni punti ai nostri lettori che magari, sentendo le campane false e tendenziose dei media asserviti alla NATO e alla CIA possono aver creduto che in Ucraina sia in atto una 'controffensiva' della giunta golpista/fascista del 'Maidan' e che le milizie autonomiste russofone siano sotto scacco.
VOCE: "Una 'massiccia controffensiva' militare é stata lanciata dalle forze di Kiev contro Slaviansk presidiata dalle milizie russofone".
REALTA': Pochi blindati e pochi elicotteri sono stati impiegati contro i posti di blocco e le barricate improvvisate agli accessi esterni della città. I blindati sono stati quasi tutti bloccati dalla folla disarmata che si é stretta attorno a loro impedendogli di proseguire oltre, tranne in un caso dove un mezzo corazzato ha proseguito schiacciando sotto una ruota le gambe di un uomo.
VOCE: "Numerose posizioni degli insorti sono cadute in mano alle truppe ucraine"
REALTA': Nove barricate sono state abbandonate dai miliziani che le presidiavano, che hanno preferito spostarsi su posizioni più forti entro la cerchia urbana, in nessun caso questi movimenti hanno seguito scontri o sparatorie.
VOCE: "Due elicotteri sono stati abbattuti".
REALTA': In realtà gli elicotteri governativi persi sono quattro, tra cui sicuramente un Mi-8 e un Mi-24; un pilota di un elicottero abbattuto e ferito é stato raccolto dalle milizie russofone, soccorso e portato a un ospedale; i suoi commilitoni lo avevano abbandonato dopo averlo disarmato.
VOCE: "Slaviansk é caduta in mano alle forze governative".
REALTA': Questa é una panzana bella e buona, vi sono stati due morti tra le truppe governative e forse uno tra i miliziani russofoni, queste 'perdite' danno la scala degli scontri che possono esserci stati oggi...microscopica.
Cosa voglioni dire questi fatti? La manovra militare dei banderisti di Kyiv si é risolta in un FLOP TOTALE; questo lo sanno benissimo gli hooligan di Svoboda e di Pravy Sektor e i loro burattinai di Washington, Londra e Bruxelles, ma lo sanno benissimo anche Putin, Lavrov e Shoigu a Mosca...all'Armata Russa ci vorrebbe molto meno a occupare tutta la Novorossiya di quanto non ci sia voluto a occupare la Crimea e se ciò non é stato ancora fatto é solo perché Putin vuole aspettare il momento in cui sarà chiaro che non esistono più alternative all'azione diretta.
La vera strage si é avuta invece a Odessa dove vigliacchi teppisti fascisti hanno sbarrato le porte del Palazzo dei Sindacati lanciandovi poi all'interno ordigni incendiari: circa quaranta persone sono morte; questo tuttavia dimostra che i banderisti leali a Kyiv sono una minoranza che sa agire solo con la violenza codarda dell'attentato.
Aspettiamo ulteriori aggiornamenti dalle nostre fonti.
VOCE: "Una 'massiccia controffensiva' militare é stata lanciata dalle forze di Kiev contro Slaviansk presidiata dalle milizie russofone".
REALTA': Pochi blindati e pochi elicotteri sono stati impiegati contro i posti di blocco e le barricate improvvisate agli accessi esterni della città. I blindati sono stati quasi tutti bloccati dalla folla disarmata che si é stretta attorno a loro impedendogli di proseguire oltre, tranne in un caso dove un mezzo corazzato ha proseguito schiacciando sotto una ruota le gambe di un uomo.
VOCE: "Numerose posizioni degli insorti sono cadute in mano alle truppe ucraine"
REALTA': Nove barricate sono state abbandonate dai miliziani che le presidiavano, che hanno preferito spostarsi su posizioni più forti entro la cerchia urbana, in nessun caso questi movimenti hanno seguito scontri o sparatorie.
VOCE: "Due elicotteri sono stati abbattuti".
REALTA': In realtà gli elicotteri governativi persi sono quattro, tra cui sicuramente un Mi-8 e un Mi-24; un pilota di un elicottero abbattuto e ferito é stato raccolto dalle milizie russofone, soccorso e portato a un ospedale; i suoi commilitoni lo avevano abbandonato dopo averlo disarmato.
VOCE: "Slaviansk é caduta in mano alle forze governative".
REALTA': Questa é una panzana bella e buona, vi sono stati due morti tra le truppe governative e forse uno tra i miliziani russofoni, queste 'perdite' danno la scala degli scontri che possono esserci stati oggi...microscopica.
Cosa voglioni dire questi fatti? La manovra militare dei banderisti di Kyiv si é risolta in un FLOP TOTALE; questo lo sanno benissimo gli hooligan di Svoboda e di Pravy Sektor e i loro burattinai di Washington, Londra e Bruxelles, ma lo sanno benissimo anche Putin, Lavrov e Shoigu a Mosca...all'Armata Russa ci vorrebbe molto meno a occupare tutta la Novorossiya di quanto non ci sia voluto a occupare la Crimea e se ciò non é stato ancora fatto é solo perché Putin vuole aspettare il momento in cui sarà chiaro che non esistono più alternative all'azione diretta.
La vera strage si é avuta invece a Odessa dove vigliacchi teppisti fascisti hanno sbarrato le porte del Palazzo dei Sindacati lanciandovi poi all'interno ordigni incendiari: circa quaranta persone sono morte; questo tuttavia dimostra che i banderisti leali a Kyiv sono una minoranza che sa agire solo con la violenza codarda dell'attentato.
Aspettiamo ulteriori aggiornamenti dalle nostre fonti.
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venerdì 2 maggio 2014
Nouri al-Maliki si congratula con gli irakeni: "Insieme abbiamo sconfitto le minacce wahabite contro il voto!!"
Il Primo Ministro irakeno Nouri al-Maliki ha dichiarato che con un'adesione al voto di oltre il 60 per cento degli aventi diritto le elezioni politiche del 30 aprile sono state "Un grande successo" e che "Le forze di Al-Qaeda e del terrorismo wahabita hanno ricevuto una sconfitta decisiva".
Maliki durante una conferenza stampa tenutasi a Bagdad ha notato che persino nella Provincia di Anbar, che i terroristi dell'ISIL hanno tentato a più riprese di trasformare nella loro roccaforte, la partecipazione al voto é stata superiore al 50 per cento e questo dimostra come ormai il popolo irakeno non veda altre maniere di cambiare la situazione politica del paese se non attraverso gli strumenti della partecipazione democratica.
Ci vorranno molti giorni per avere i risultati definitivi, ma Maliki si é detto "fiducioso", viste le proiezioni e i sondaggi disponibili, che sia possibile per la sua coalizione raccogliere i 165 seggi parlamentari necessari a formare una maggioranza, aggiungendo che, nel caso il responso delle urne si dimostrasse differente, non avrebbe alcun problema a ritirarsi a vita privata.
Maliki durante una conferenza stampa tenutasi a Bagdad ha notato che persino nella Provincia di Anbar, che i terroristi dell'ISIL hanno tentato a più riprese di trasformare nella loro roccaforte, la partecipazione al voto é stata superiore al 50 per cento e questo dimostra come ormai il popolo irakeno non veda altre maniere di cambiare la situazione politica del paese se non attraverso gli strumenti della partecipazione democratica.
Ci vorranno molti giorni per avere i risultati definitivi, ma Maliki si é detto "fiducioso", viste le proiezioni e i sondaggi disponibili, che sia possibile per la sua coalizione raccogliere i 165 seggi parlamentari necessari a formare una maggioranza, aggiungendo che, nel caso il responso delle urne si dimostrasse differente, non avrebbe alcun problema a ritirarsi a vita privata.
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Scontri a Slaviansk e altre zone dell'Ucraina orientale: forze di Kiev respinte, abbattuti quattro elicotteri!!
Siamo arrivati alle armi, ecco la conclusione delle continue provocazioni dei golpisti di Maidan, i banderisti filoguidati dalla CIA e dalla NATO con cui Obama sperava di togliere a Putin il controllo sulla Flotta del Mar Nero che é stata essenziale per prevenire l'aggressione imperialista contro la Siria di Assad.
Certi di venire spalleggiati diplomaticamente (e forse anche militarmente) dai loro burattinai occidentali i teppisti e gli hooligan insediati a Kyiv hanno lanciato una sconsiderata aggressione armata contro i presidi dei miliziani russofoni a Slaviansk e in altre zone delle province orientali che non aspettano altro di potersi unire alla federazione di Mosca.
Ovviamente le puntate dei banderisti sostenuti da contractor e mercenari americani e NATO sono state puntualmente rintuzzate dai militanti dell'Est che sono riusciti perfino ad abbattere quattro elicotteri militari, nella foto si vede il pilota di uno di essi che viene portato, ferito, in una località sicura, per venire interrogato. Forse in seguito si negozierà la sua liberazione.
Militanti russofoni hanno anche preso il controllo della centrale di controllo del traffico ferroviario di Donetsk, bloccando tutte le possibilità dei banderisti di Kyiv di fare affluire via treno rinforzi da Ovest.
Certi di venire spalleggiati diplomaticamente (e forse anche militarmente) dai loro burattinai occidentali i teppisti e gli hooligan insediati a Kyiv hanno lanciato una sconsiderata aggressione armata contro i presidi dei miliziani russofoni a Slaviansk e in altre zone delle province orientali che non aspettano altro di potersi unire alla federazione di Mosca.
Ovviamente le puntate dei banderisti sostenuti da contractor e mercenari americani e NATO sono state puntualmente rintuzzate dai militanti dell'Est che sono riusciti perfino ad abbattere quattro elicotteri militari, nella foto si vede il pilota di uno di essi che viene portato, ferito, in una località sicura, per venire interrogato. Forse in seguito si negozierà la sua liberazione.
Militanti russofoni hanno anche preso il controllo della centrale di controllo del traffico ferroviario di Donetsk, bloccando tutte le possibilità dei banderisti di Kyiv di fare affluire via treno rinforzi da Ovest.
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Aleppo, Latakia, Zabadani: le truppe di Assad avanzano come bulldozer su tutti i fronti!!
Nelle ultime ore le forze governative siriane che hanno finito di bonificare la città di Aleppo si stanno spingendo avanti per ricacciare ulteriormente i terroristi mercenari verso i confini settentrionali: a Nord di Sheik Najjar un convoglio di automezzi é stato intercettato e tredici terroristi neutralizzati (quattro morti, nove feriti e catturati), i veicoli sono stati confiscati. Sette mercenari di nazionalità qatariota e saudita appartenenti a Jabhat al-Nusra sono stati eliminati a pochi chilometri di distanza dala Prigione Centrale mentre altri undici (tutti di nazionalità non siriana) sono stati uccisi ad Al-Jubalya. Undici veicoli carichi di armi e rifornimenti sono finiti nel mirino dei cacciabombardieri di Assad a Turaab Hulluk, tutti sono finiti distrutti.
Un altro attacco aereo ha ucciso 41 mercenari, dai loro resti 32 sono stati riconosciuti come cittadini stranieri: soprattutto ceceni, daghestani e afghani, dai documenti ritrovati alcuni sono stati anche identificati per nome, si trattava, tra gli altri, di Aadam Al-Battaah, Sa’eed Hijaazi, Abdul-Rahmaan Al-Bakri, Mahmoud Keelaawi, Hussayn Hammaad, Tawfeeq Al-Badawi, Muhammad ‘Amr, Yahyaa Al-‘Aadili, Ali Siraajeddeen.
Attorno a Latakia/Laodicea ben sessantanove terroristi sono stati eliminati e altri quarantaquattro feriti e catturati dall'Esercito Siriano e dalle Forze di Difesa Nazionali; nel corso della battaglia sono stati distrutti undici camion e furgoni e sequestrati numerosi lanciarazzi, mortai e mitragliatrici pesanti russe da 12.7 millimetri. Tutti i feriti di nazionalità cecena e daghestana sono stati interrogati da esperti dell'intelligence che cooperano con ufficiali di collegamento russi.
Quattordici terroristi sono stati eliminati attorno all'abitato di Zabadani, ultimo ridotto della sacca di Qalamoun che é ormai totalmente circondato dalle forze siriane e di Hezbollah e in procinto di cadere completamente sotto il loro controllo.
Un altro attacco aereo ha ucciso 41 mercenari, dai loro resti 32 sono stati riconosciuti come cittadini stranieri: soprattutto ceceni, daghestani e afghani, dai documenti ritrovati alcuni sono stati anche identificati per nome, si trattava, tra gli altri, di Aadam Al-Battaah, Sa’eed Hijaazi, Abdul-Rahmaan Al-Bakri, Mahmoud Keelaawi, Hussayn Hammaad, Tawfeeq Al-Badawi, Muhammad ‘Amr, Yahyaa Al-‘Aadili, Ali Siraajeddeen.
Attorno a Latakia/Laodicea ben sessantanove terroristi sono stati eliminati e altri quarantaquattro feriti e catturati dall'Esercito Siriano e dalle Forze di Difesa Nazionali; nel corso della battaglia sono stati distrutti undici camion e furgoni e sequestrati numerosi lanciarazzi, mortai e mitragliatrici pesanti russe da 12.7 millimetri. Tutti i feriti di nazionalità cecena e daghestana sono stati interrogati da esperti dell'intelligence che cooperano con ufficiali di collegamento russi.
Quattordici terroristi sono stati eliminati attorno all'abitato di Zabadani, ultimo ridotto della sacca di Qalamoun che é ormai totalmente circondato dalle forze siriane e di Hezbollah e in procinto di cadere completamente sotto il loro controllo.
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giovedì 1 maggio 2014
Quattro militi dell'Armee Libanaise feriti vicino ad Arsal in una sparatoria con terroristi takfiri fuggiti dalla Siria!!
Quattro militari libanesi sono rimasti feriti più o meno gravemente a seguito di una sparatoria con terroristi takfiri avvenuta intorno alla zona di Arsal, vicino al confine con la Siria.
Le forze libanesi si stavano muovendo lungo la direttrice Al-Rahuweh/Arsal quando sconosciuti attentatori, sicuramente terroristi fuggiti dalla sacca di Qalamoun recentemente bonificata dalle forze armate siriane in cooperazione con Hezbollah, hanno aperto il fuoco su di esse.
Adesso l'Armee é impegnata in un rastrellamento della zona per mettere con le spalle al muro il commando terrorista; già molte decine di militanti fuggiti dalla Siria sono state catturate nelle ultime settimane.
Le forze libanesi si stavano muovendo lungo la direttrice Al-Rahuweh/Arsal quando sconosciuti attentatori, sicuramente terroristi fuggiti dalla sacca di Qalamoun recentemente bonificata dalle forze armate siriane in cooperazione con Hezbollah, hanno aperto il fuoco su di esse.
Adesso l'Armee é impegnata in un rastrellamento della zona per mettere con le spalle al muro il commando terrorista; già molte decine di militanti fuggiti dalla Siria sono state catturate nelle ultime settimane.
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Ahmadinejad dichiara: "Non sto preparando un mio ritorno in politica". Ma é vero? Molti iraniani lo rivorrebbero!!
Rispondendo a voci di corridoio che andavano facendosi sempre più frequenti e insistenti l'-Ex presidente della Repubblica Islamica Mahmoud Ahmadinejad, rivolgendosi a una folla che lo stava salutando entusiasticamente a Mashhad ha detto: "Non intendo rientrare in politica, non voglio rompere il mio attuale regime di silenzio riguardo gli ultimi avvenimenti politici...anche se silenzio non per forza vuol dire passività!".
Queste parole sembrano gettare acqua gelata sulla brace dell'entusiasmo popolare per la possibilità di un ritorno alla ribalta del due volte Presidente Ahmadinejad, di cui, nonostante manchino dichiarazioni ufficiali si sa che sia molto meno che entusiasta delle ultime iniziative del suo successore Rohani, specialmente della maniera con cui sta trattando l'agenda nucleare con le potenze occidentali.
Finora comunque le uniche dichiarazioni critiche verso Rohani e il suo esecutivo sono venute dall'ex-portavoce di Ahmadinejad, Gholam Hossein Elham; é molto poco credibile che egli parli a titolo strettamente personale, per cui l'opinione pubblica favorevole ad Ahmadinejad le ha prese come parole dell'Ex-presidente.
Elham ha anche annunciato la creazione di una comunità di sostenitori di Ahmadinejad che creerà e gestirà reti sociali specialmente in internet incaricate di difenderne la figura e l'operato (recentemente ambienti vicini a Rohani avevano iniziato a lanciare varie accuse contro i passati mandati di Ahmadinejad). L'Ex-presidente, intanto, si é recato recentemente in visita ai campi di battaglia del Khuzestan dove anch'egli prese parte alla lotta della Repubblica Islamica contro l'aggressione imperialista di Saddam Hussein.
Recuperando per un attimo il suo gusto per le dichiarazioni roboanti ha così chiosato coi giornalisti che lo avevano seguito: "Potremo riposare soddisfatti, una volta che le Bandiere dei nostri Martiri sventoleranno sopra la Casa Bianca".
Vai così Presidente! E' per questo che ti abbiamo sempre stimato ed apprezzato! E' per questo che pensiamo che l'Iran abbia ancora bisogno di te!!
Queste parole sembrano gettare acqua gelata sulla brace dell'entusiasmo popolare per la possibilità di un ritorno alla ribalta del due volte Presidente Ahmadinejad, di cui, nonostante manchino dichiarazioni ufficiali si sa che sia molto meno che entusiasta delle ultime iniziative del suo successore Rohani, specialmente della maniera con cui sta trattando l'agenda nucleare con le potenze occidentali.
Finora comunque le uniche dichiarazioni critiche verso Rohani e il suo esecutivo sono venute dall'ex-portavoce di Ahmadinejad, Gholam Hossein Elham; é molto poco credibile che egli parli a titolo strettamente personale, per cui l'opinione pubblica favorevole ad Ahmadinejad le ha prese come parole dell'Ex-presidente.
Elham ha anche annunciato la creazione di una comunità di sostenitori di Ahmadinejad che creerà e gestirà reti sociali specialmente in internet incaricate di difenderne la figura e l'operato (recentemente ambienti vicini a Rohani avevano iniziato a lanciare varie accuse contro i passati mandati di Ahmadinejad). L'Ex-presidente, intanto, si é recato recentemente in visita ai campi di battaglia del Khuzestan dove anch'egli prese parte alla lotta della Repubblica Islamica contro l'aggressione imperialista di Saddam Hussein.
Recuperando per un attimo il suo gusto per le dichiarazioni roboanti ha così chiosato coi giornalisti che lo avevano seguito: "Potremo riposare soddisfatti, una volta che le Bandiere dei nostri Martiri sventoleranno sopra la Casa Bianca".
Vai così Presidente! E' per questo che ti abbiamo sempre stimato ed apprezzato! E' per questo che pensiamo che l'Iran abbia ancora bisogno di te!!
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