Avevamo già riportato in precedenza la notizia della scoperta che, sotto il tentativo di istigare contro il premier sciita filorianiano di Bagdad, Nouri al-Maliki, un pretestuoso 'voto di sfiducia' non si celava altro che l'ennesimo complotto sunnita dei corrotti emiri del petrolio Al-Saoud e Al-Thani, aiutati tanto per cambiare dal Basci-Bozouk Recep Erdogan e dalla sua cricca 'neo-ottomana' (pace all'anima dei grandi sultani Ottomani come Mehmet II e Solimano il Magnifico, che devono contorcersi nelle loro arche funebri a sentirsi paragonati a simili cialtroni!); adesso abbiamo il piacere di riportare che tale trama, già denunciata dal portavoce di 'White Irakiya' Jamal al-Bateekh é totalmente naufragata con la dichiarazione del Presidente Talabani riguardo la sua inammissibilità.
Talabani ha infatti annunciato che non ratificherà la petizione a causa delle 'gravi irregolarità' riguardo la sua compilazione e delle defezioni che, dopo l'esplosione dell' "affaire" denunciato da Al-Bateekh, hanno falcidiato i ranghi dei suoi sostenitori, sfoltendoli ulteriormente. "La lettera con la petizione non verrà trasmessa al Parlamento", recita, laconicamente, il 'press statement' della segreteria presidenziale. Da parte sua Al-Maliki ha dichiarato la "urgente necessità" di lanciare un dialogo nazionale, attraverso il quale negoziare i punti di maggior frizione tra i sostenitori del suo Governo e i membri di partiti e correnti invece a esso contrari.
"Sono certo che, ragionando insieme, potremo superare ogni sfida e difficoltà che incontreremo sul sentiero verso il traguardo della comprensione reciproca". In chiusura del suo messaggio il Primo Ministro ha anche ringraziato il Presidente Talabani per il suo ruolo 'costruttutivo' tenuto nello svolgersi e nel chiudersi di questa vicenda.
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