lunedì 11 giugno 2012

Il premier irakeno Nouri al-Maliki sconfigge i tentativi dei suoi avversari interni di suscitare contro di lui un voto di sfiducia!


Avevamo già riportato in precedenza la notizia della scoperta che, sotto il tentativo di istigare contro il premier sciita filorianiano di Bagdad, Nouri al-Maliki, un pretestuoso 'voto di sfiducia' non si celava altro che l'ennesimo complotto sunnita dei corrotti emiri del petrolio Al-Saoud e Al-Thani, aiutati tanto per cambiare dal Basci-Bozouk Recep Erdogan e dalla sua cricca 'neo-ottomana' (pace all'anima dei grandi sultani Ottomani come Mehmet II e Solimano il Magnifico, che devono contorcersi nelle loro arche funebri a sentirsi paragonati a simili cialtroni!); adesso abbiamo il piacere di riportare che tale trama, già denunciata dal portavoce di 'White Irakiya' Jamal al-Bateekh é totalmente naufragata con la dichiarazione del Presidente Talabani riguardo la sua inammissibilità.
Talabani ha infatti annunciato che non ratificherà la petizione a causa delle 'gravi irregolarità' riguardo la sua compilazione e delle defezioni che, dopo l'esplosione dell' "affaire" denunciato da Al-Bateekh, hanno falcidiato i ranghi dei suoi sostenitori, sfoltendoli ulteriormente. "La lettera con la petizione non verrà trasmessa al Parlamento", recita, laconicamente, il 'press statement' della segreteria presidenziale. Da parte sua Al-Maliki ha dichiarato la "urgente necessità" di lanciare un dialogo nazionale, attraverso il quale negoziare i punti di maggior frizione tra i sostenitori del suo Governo e i membri di partiti e correnti invece a esso contrari.

"Sono certo che, ragionando insieme, potremo superare ogni sfida e difficoltà che incontreremo sul sentiero verso il traguardo della comprensione reciproca". In chiusura del suo messaggio il Primo Ministro ha anche ringraziato il Presidente Talabani per il suo ruolo 'costruttutivo' tenuto nello svolgersi e nel chiudersi di questa vicenda.
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Colono ebreo fanatico investe di proposito bambino palestinese, i soldati sionisti cercano di coprire il pirata della strada!


Abbiamo già spiegato in numerosi altri articoli come nella Palestina illecitamente occupata da Israhell, il diabolico regime ebraico dell'Apartheid, anche solo girare per strada a piedi sia un gesto di coraggio giacché esiste sempre la possibilità che un automobilista giudeo fanatico, membro di quelle milizie armate appositamente collocate secondo le dottrine Himmleriana nelle famigerate "colonie illegali" decida di trasformare il suo veicolo in un arma e di investire di proposito i pedoni palestinesi, "rei" di camminare liberamente sulla Terra che Dio e la Storia hanno assegnato loro.
Nella giornata di ieri presso il sobborgo di Tel Ermaida, presso la città palestinese di Al-Khalil, il piccolo Mahmoun Tamimi é stato volontariamente preso di mira da un ignoto colono giudeo che, alla guida della sua potente automobile, ha dato pieno gas al motore prima di scontrarsi con il ragazzino, di appena dieci anni d'età. Immediatamente soccorso da altri passanti, Mahmoun é stato portato al più vicino ospedale, dove gli sono state riscontrate numerose fratture e contusioni.
Portavoce dell'esercito di occupazione israeliano poco prima di rilasciare la dichiarazione sull'investimento di Mahmoun Tamimi...o forse no.
In seguito, in una dimostrazione di meschinità schifosa che ben rende chiaro, se ancora ve ne fosse bisogno, il livello di connivenza e complicità tra i criminali delle colonie e gli apparati dello Stato ebraico, rappresentanti delle forze militari di occupazione hanno cercato di sostenere che Mahmoun Tamimi si fosse procurato le sue ferite "cadendo dalla bicicletta"; versione immediatamente confutata e smentita dai testimoni oculari di parte palestinese.
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Anche il "Frankfurter Allgemeine Zeitung" ammette: "La strage di Houla opera esclusivamente dei terroristi wahabiti!"


In una recente edizione del "Frankfurter Allgemeine Zeitung" abbiamo trovato un reportage firmato da Rainer Hermann che, con l'aiuto di membri dell'opposizione siriana contrari all'uso della violenza e indipendenti dal carrozzone dei terroristi wahabi infiltrati nel paese e foraggiati da Arabia Saudita, Qatar e Turchia ha ricostruito precisamente gli eventi che hanno portato al recente, orribile massacro di Houla evidenziando come esso sia stato esclusivamente opera dei provocatori armati stranieri che per poterlo perpetrare hanno dovuto distrarre le ingenti forze militari schierate dal Governo legittimo a difesa della popolazione civile.

Le truppe dell'Esercito siriano hanno combattuto fino all'ultimo per cercare di bloccare i terroristi.
 "Come sappiamo i membri dell'opposizione che rifiutano la violenza sono regolarmente uccisi e minacciati di morte da parte dei terroristi, quindi le mie fonti mi hanno domandato di non menzionare i loro nomi; il massacro di Houla é avvenuto venerdì dopo le preghiere, gli scontri sono iniziati con attacchi a tre posti di blocco che l'Esercito aveva eretto attorno alla zona, per proteggere villaggi sciiti e alawiti vicini a zone prevalentemente sunnite. Un posto di blocco riuscì a chiedere aiuto a una caserma che distava appena un chilometro e mezzo e a respingere i terroristi dopo novanta minuti di sparatoria, ma, in questo lasso di tempo, altri terroristi riuscirono a entrare nei villaggi indifesi e compiere il massacro".
Assad sa che per battere il complotto wahabita internazionale deve mantenere la fedeltà della maggioranza sunnita della popolazione.
"Parecchie dozzine di appartenenti a un gruppo di famiglie che si erano recentemente convertite dal sunnismo alla shi'a sono stati massacrati così come membri della famiglia Shomaliya, alawiti, ma anche i familiari di un parlamentare sunnita, leale al Governo legittimo come la maggior parte dei suoi correligionari. Bisogna infatti ricordare che nonostante i terroristi stranieri siano integralisti sunniti le loro posizioni sono rifiutate e condannate dalla maggior parte dei siriani di quella setta. Questa ricostruzione degli eventi fatta da membri dell'opposizione non allineata coi terroristi é compatibile con quella fornita dal Governo, con la sola eccezione del fatto che il Governo ha preferito non calcare l'accento sul computo 'settario' delle vittime limitandosi a dire, peraltro correttamente, che 'facevano parte di tutte le sette', insistendo sulla natura del massacro come attacco all'intera comunità nazionale siriana da parte delle forze del complotto wahabita e imperialista".
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domenica 10 giugno 2012

Hamas e la Russia ritengono "fondamentale" il ruolo della Repubblica Islamica per disinnescare la violenza terrorista in Siria!

Incontrandosi ieri pomeriggio con l'ambasciatore della Repubblica Islamica a Beirut, Ghazanfar Roknabadi, l'esponente di Hamas Ousama Hamdan, responsabile per le Relazioni Estere del Movimento musulmano di Resistenza Hamas ha dichiarato come "Essenziale e influente, fondamentale" il ruolo di Teheran per raggiungere una completa e soddifacente soluzione politica alla tragica situazione siriana, dove, lo ricordiamo, gruppi di terroristi wahabiti armati e finanziati dalle retrive monarchie petrolifere del Golfo e dalla Turchia di Erdogan, a parole amica dei Palestinesi, nei fatti più amica degli Usa e dei loro pupazzi nel mondo arabo e in Medio Oriente.
 Per parte sua l'ambasciatore Roknabadi haricordato come, dietro i sostenitori e finanziatori 'prossimi' dell'insorgenza terroristica in Siria si trovino comunque Usa e Israele, ansiosi di tentare di 'recuperare' a Damasco qualcuno dei 'punti' che hanno perso con le Rivoluzioni della Primavera Araba e col risveglio e revival religioso che ad esse si é accompagnato ovunque.
Parlando per bocca del suo Viceministro degli Esteri Ghennadi Ghatilov anche Mosca ha espresso la sua fiducia nella postiva influenza che Teheran può esercitare nella regione tutta e in Siria in particolare. Ricordiamo infatti come Hafez Assad, padre dell'attuale presidente e icona della Repubblica Araba fu l'unico leader arabo a schierarsi apertamente e convintamente con l'Iran al tempo della guerra che imperversò tra questo e l'Irak di Saddam Hussein fra il 1980 e il 1988. Ovvio dunque, che sulla base dello speciale legame che corre tra Damasco e l'Iran ci possa essere ampio spazio di manovra per un ruolo iraniano nella faccenda, che comunque rimane pur sempre un problema estremamente delicato.
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Svegliati, Europa! Dopo i Tedeschi anche i Norvegesi dichiarano: "Israele é un'entità ostile!"


Recenti sondaggi di opinione condotti in Norvegia hanno dimostrato che anche in Norvegia i sentimenti antisionisti e anti-israeliani sono in netta prevalenza; una notizia che non può che fare la felicità di quanti si oppongano all'arroganza, alla violenza, al razzismo del regime ebraico di occupazione della Palestina. Secondo la statistica risulterebbe che 59 intervistati ogni cento abbiano definito "estremista e pericoloso" il comportamento del Governo israeliano, cinquantacinque ogni cento hanno affermato che Israele "non sia affatto interessato alla pace coi suoi vicini", chiamati a scegliere chi sostenere tra gli Israeliani e i Palestinesi gli intervistati hanno scelto i primi nel 79 percento dei casi.  
Non vi é dubbio che a peggiorare l'atteggiamento dei cittadini norvegesi nei confronti dell'entità ebraica abbia contribuito decisivamente la strage compiuta da Anders Brevik, estremista 'occidentalista', filoisraeliano e massone che prima di pianificare il duplice attentato (bombe a Oslo e shooting spree nell'isola di Utoya) si era più volte recato in Inghilterra ospite di una organizzazione razzista islamofoba notoriamente legata al Mossad. I risultati del sondaggio echeggiano quelli di una simile inchiesta condotta recentemente in Germania dal magazine 'Stern'.

Sorprende positivamente il fatto che le posizioni antisioniste in Europa vadano approfondendosi ed estendendosi nonostante il fatto che tutti i media principali del continente (così come dell'intero 'mondo occidentale') siano saldamente controllati da sionisti e subservienti ai loro diktat e ai loro interessi, e che le miliardarie campagne di "image polishing" finanziate da Israele (molto a buon mercato, con i denari grassati ai contribuenti americani come 'aiuto al terzo mondo' e a quelli tedeschi come 'riparazioni per l'olocau$to') non sortiscano che in maniera minima gli effetti desiderati.

O forse no? Senza quelle centinaia di milioni di dollari spesi in propaganda ed Hasbara chissà a quali livelli absimali sarebbe precipitata l'immagine pubblica di Israhell, il diabolico regime dell'Apartheid?
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Interrotte le trattative di pace tra Khartoum e Juba: il 'cowboy' Kiir sta di nuovo giocando col fuoco!


I dialoghi tra il Governo di Khartoum e i rappresentanti del dittatore sud-sudanese Salva Kiir si sono nuovamente interrotti a causa della pervicace determinazione di quest'ultimo a porre condizioni irrealistiche e inaccettabili per la creazione di zone-cuscinetto demilitarizzate lungo la frontiera tra il paese nilotico e la sua ex-parte meridionale, smembrata a forza dopo un referendum-farsa voluto da Usa e Israele.
"La mappa che il Sud-Sudan pretenderebbe di imporci e che tira fuori a ogni occasione in cui si parli di zone-cuscinetto demilitarizzate é ostile ai nostri interessi, non riflette lo spirito di buona volontà con cui ci si aspetta di presenziare a un colloquio di pace e metterebbe in grado Giuba di minacciare più estesamente l'integrità territoriale del Sudan non appena Kiir lo ordinasse". Con queste parole il Ministro sudanese della Difesa Abdelrahim Mohammed Hussein ha stigmatizzato l'atteggiamento dei rappresentanti del Sud ai negoziati di Addis Abeba.
 "Il Sud-Sudan vorrebbe metterci davanti non a una, ma a dieci Abyei", ha dichiarato, facendo riferimento a una delle zone contestate tra i due Stati, assegnata al Nord dalla spartizione ma su cui Juba ha iniziato da qualche mese ad avanzare pretese. Recentemente miliziani terroristi fedeli a Salva Kiir e migliaia di uomini del suo Esercito sono stati messi in fuga dalla provincia di Heglig, che avevano invaso e cercato di occupare prima della pronta e vittoriosa reazione delle forze armate del Nord.
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A Manama di nuovo gas tossici lanciati contro una pacifica dimostrazione di civili disarmati!

Le forze del sanguinario regime sunnita di Re Al-Khalifa, la cui famiglia, per volontà dei "Piratas Eternos" britannici venne messa sul trono dell'Isola delle Perle a tiranneggiare una popolazione a stragrande maggioranza sciita, hanno dato di nuovo prova delle loro brutalità contro la manifestazione popolare che nel pomeriggio di ieri ha animato le strade della capitale Manama. Sono ormai più di quindici mesi che la sbirraglia di Re Al-Khalifa, integrata e sostenuta dalle forze militari inviate dai suoi sodali, i corrotti emiri del petrolio degli Stati confinanti e dai pachistani che per sfuggire la miseria fanno i boia mercenari al servizio di Sua Maestà, incrudelisce contro la popolazione civile eppure, gli eroici cittadini barheini continuano con una persistenza e con una abnegazione che ha dell'incredibile a scendere in piazza e a opporre i loro corpi e le loro mani alle pallottole, ai manganelli e ai gas degli scherani di regime, dando una prova splendida della superiorità morale del risveglio democratico, civile e morale della società intera, in una sorta di ripetizione degli eventi che portarono alla Rivoluzione in Iran. Anche in altre città dell'isola si sono avute dimostrazioni e scontri, questi però nella giornata di avantieri, subito dopo le preghiere del venerdì. Fulcro delle dimostrazioni é la richiesta che il regime rilasci il campione dei Diritti Umani e attivista politico Nabil Rajab, ri-arrestato il sei giugno scorso per avere postato su 'Twitter' messaggi considerati 'sediziosi'. Rajab, Presidente del Centro Barheini per i Diritti Umani era stato rilasciato su cauzione dal suo ultimo arresto solo il 28 maggio scorso.
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sabato 9 giugno 2012

L' Ikhwan definisce l'elezione di Mohammed Mursi a Presidente egiziano tappa obbligata per la liberazione della Palestina!

Il candidato della Fratellanza Musulmana alla presidenza dell'Egitto sta rapidamente mobilitando il favore popolare nei suoi confronti, anche fidando nel fatto che se coloro che hanno sostenuto la Rivoluzione e la cacciata di Mubarak un anno e quattro mesi fa non voteranno per lui la prospettiva sarebbe quella della salita al soglio presidenziale di un ex-generale d'aviazione uomo del regime al 110% (Ahmad Shafiq) che potrebbe quindi proteggere i residui della dittatura e mettersi di traverso a qualunque tentativo di "repulisti". Quindi tutti coloro che al primo turno hanno scioccamente sprecato il loro voto scegliendo Amr Moussa, Aboul Fotouh o altre inconsistenti 'non-entità' come i vari candidati 'laici' sanno benissimo di non avere scelta e dover sostenere l'uomo dell'Ikhwan e dell'FJP.

Ovviamente, per mobilitare le coscienze nella maniera più penetrante e integrale Mursi sa benissimo come esista solo uno e un solo tasto da premere: quello filopalestinese e antisionista, essendo il sentimento di fratellanza con i legittimi abitanti della vicina Palestina e l'odio per i suoi invasori e occupanti illegali il grande collante del sentire popolare egiziano, che nemmeno trenta e passa anni di dittatura filoimperialista e filosionista sono riusciti a cancellare, anzi, se mai, hanno avuto l'effetto opposto di rafforzarlo e approfondirlo. 
 Nel corso di un recente raduno elettorale, tenutosi della cittadina del Delta di Mahalla, che ha visto la partecipazione della Guida Suprema dell'Ikhwan Mohammed Badei e di una nutrita rappresentanza degli Stati Maggiori della Fratellanza e del Partito di Libertà e Giustizia il predicatore Sawfat Hagazy ha dichiarato che l'elezione di Mursi a Presidente dell'Egitto sarà "Il primo passo verso la liberazione della Palestina e di Gerusalemme, al canto di 'Milioni di Martiri in Marcia verso Al-Aqsa'!", con palese riferimento alla moschea messa in pericolo dai costanti tentativi israeliani di provocarne il crollo minandone le fondamenta con la scusa di "scavi archeologici".
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