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domenica 27 gennaio 2013
Buona "Giornata della Memoria (Corta!)" a tutti i lettori di PALAESTINA FELIX!
MI RACCOMANDO EH, STASERA TUTTI A GUARDARE LA CIALTRONATA DI BENIGNI IN TV!
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Doppio trapianto di reni all'Ospedale Al-Shifa. Senza l'assedio sionista i pazienti farebbero la fila per venire operati a Gaza!
La cooperazione tra l'OIC e il Ministero della Sanità del legittimo Governo Palestinese
ha reso possibile la realizzazione di un doppio trapianto di rene avvenuto all'Ospedale Al-Shifa, un grande risultato medico che ha evitato a pazienti versanti in gravi condizioni di dovere affrontare gli incerti di una trasferta in Egitto o in Giordania per venire operati.
Il chirurgo Dr. Abdul-Qader Hammad, palestinese emigrato in Gran Bretagna, é tornato volentieri in patria per aiutare i suoi connazionali che languono sotto il brutale e insensato assedio sionazista, ma tutto il resto dell'equipe che lo ha aiutato e assistito nei delicati interventi é Palestinese residente a Gaza a dimostrazione che non sono certo le conoscenze o gli skill clinici a mancare alla Striscia.
Mufid Al-Makhllaty, Ministro della Sanità, ha dichiarato che il successo di questi interventi dimostra come, una volta terminato l'assedio sionista, Gaza si porrà come un polo di eccellenza nel settore medico nazionale e regionale e potrebbe addirittura essere essa stessa meta di pazienti che vogliano farsi operare dai suoi chirurghi.
Il chirurgo Dr. Abdul-Qader Hammad, palestinese emigrato in Gran Bretagna, é tornato volentieri in patria per aiutare i suoi connazionali che languono sotto il brutale e insensato assedio sionazista, ma tutto il resto dell'equipe che lo ha aiutato e assistito nei delicati interventi é Palestinese residente a Gaza a dimostrazione che non sono certo le conoscenze o gli skill clinici a mancare alla Striscia.
Mufid Al-Makhllaty, Ministro della Sanità, ha dichiarato che il successo di questi interventi dimostra come, una volta terminato l'assedio sionista, Gaza si porrà come un polo di eccellenza nel settore medico nazionale e regionale e potrebbe addirittura essere essa stessa meta di pazienti che vogliano farsi operare dai suoi chirurghi.
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Studentessa negra americana fa la pasionaria sionista, ma in Israhell i suoi 'amici' le inietterebbero il Depo Provera!
La ragazza raffigurata nella foto con in mano lo straccio sionazista si chiama Chloé Simone Valdary e sarebbe una studentessa di New Orleans messasi a capo di una associazione da lei creata chiamata 'Alleati di Israele'. L'associazione ha programmato un evento pubblico per domani, 28 gennaio 2013 e Daniel Pipes, rappresentante della ricchissima e potente lobby ebraica americana (disperata per qualunque manifestazione a suo favore) ha accettato di finanziarlo e intervenirvi.
Fa molto ridere vedere una studentessa negra, per di più proveniente da una città ricca di problemi suoi come Nuova Orleans diventare incongruamente 'partigiana sionista'; forse la giovane Chloé non sa che, se mai emigrasse nello Stato di cui si professa tanto entusiasticamente 'alleata' verrebbe con ogni probabilità sottoposta alle iniezioni di contraccettivo Depo Provera che regolarmente vengono effettuate alle immigrate africane non-ebree ma anche alle ebree Etiopi e Somale per annientare la loro capacità riproduttiva e impedire così che un domani lo Stato Ebraico sia troppo "scuro".
Il Depo Provera é un potentissimo anticoncezionale che in Occidente viene usato solo sulle donne deboli di mente incapaci di controllare la propria condotta sessuale e quelle che vivono in situazioni socioeconomiche estremamente degradate. Esso provoca ispessimento del sangue, facilita la trombosi, decalcifica le ossa e specialmente nelle donne porta alla osteoporosi in post-menopausa. Ma ovviamente, é un piccolo prezzo da pagare per evitare che i bianchi israeliani si trovino ad avere troppi vicini "Shvartser", per dirla alla Yiddish!
Fa molto ridere vedere una studentessa negra, per di più proveniente da una città ricca di problemi suoi come Nuova Orleans diventare incongruamente 'partigiana sionista'; forse la giovane Chloé non sa che, se mai emigrasse nello Stato di cui si professa tanto entusiasticamente 'alleata' verrebbe con ogni probabilità sottoposta alle iniezioni di contraccettivo Depo Provera che regolarmente vengono effettuate alle immigrate africane non-ebree ma anche alle ebree Etiopi e Somale per annientare la loro capacità riproduttiva e impedire così che un domani lo Stato Ebraico sia troppo "scuro".
Il Depo Provera é un potentissimo anticoncezionale che in Occidente viene usato solo sulle donne deboli di mente incapaci di controllare la propria condotta sessuale e quelle che vivono in situazioni socioeconomiche estremamente degradate. Esso provoca ispessimento del sangue, facilita la trombosi, decalcifica le ossa e specialmente nelle donne porta alla osteoporosi in post-menopausa. Ma ovviamente, é un piccolo prezzo da pagare per evitare che i bianchi israeliani si trovino ad avere troppi vicini "Shvartser", per dirla alla Yiddish!
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sabato 26 gennaio 2013
Principotto saudita vorrebbe aumentare gli armamenti dei terroristi in Siria, non ha capito che sono gli Uomini a vincere le guerre!
Il Principe Turki al-Faisal al-Saoud, di cui avevamo già parlato al momento in cui, in piena 'grancassa mediatica' sionista contro il fittizio 'pericolo' di una "atomica iraniana" aveva avocato anche per la tirannia di Riyadh un'opzione nucleare torna a far parlare di sé con un incongruo appello ad "aumentare la quantità e la qualità dell'armamento a chi combatte in Siria contro Bashir Assad".
Il prncipotto, fratello dell'attuale Ministro dell'Economia saudita e a suo tempo capo dei servizi segreti (prima che finissero in mano al Princip Muqrin e quindi al famigerato 'Bandar Bush') ha specificato che "I combattenti in Siria hanno bisogno di missili in grado di abbattere aeroplani, di distruggere carri armati a distanza", credendo, così, di poter rovesciare l'apparentemente interminabile serie di sconfitte che sta perseguitando l'insorgenza mercenaria wahabita, in seguito alla quale il Governo di Damasco ha ristabilito il controllo sulla quasi totalità del territorio nazionale.
Quello che Turki al-Faisal non ha capito, come la maggior parte degli 'strateghi' occidentali che si sono affannati nel tentare di rovesciare Assad é che le armi da sole non possono vincere le guerre. Altrimenti l'Hezbollah libanese non avrebbe avuto bisogno di quasi 30 anni per diventare la forza armata irregolare più potente del Medio Oriente e forse del mondo intero. Missili antiaerei e anticarro, che pure esistono devono venire messi in mano a personale specializzato altamente addestrato e qualificato, non a ex-detenuti, avanzi di galera ed esaltati drogati, di cui abbondano invece le fila dei terroristi anti-Assad.
I missili antiaerei resero impossibile la vita all'Armata Rossa in Afghanistan, ma solamente perché in Pachistan esistevano campi d'addestramento dove personale delle forze armate di Karachi, insieme a istruttori dei Ranger e dei Berretti Verdi americani insegnavano ai Pashtun a impiegarli al meglio: sparati 'alla buona' i più sofisticati MPSAM e ATGM disponibili agli arsenali NATO e israeliani verranno sempre evitati ed evasi da personale militare mediamente addestrato persino se a bordo di un obsoleto T-55 o di un MiG-21.
Il prncipotto, fratello dell'attuale Ministro dell'Economia saudita e a suo tempo capo dei servizi segreti (prima che finissero in mano al Princip Muqrin e quindi al famigerato 'Bandar Bush') ha specificato che "I combattenti in Siria hanno bisogno di missili in grado di abbattere aeroplani, di distruggere carri armati a distanza", credendo, così, di poter rovesciare l'apparentemente interminabile serie di sconfitte che sta perseguitando l'insorgenza mercenaria wahabita, in seguito alla quale il Governo di Damasco ha ristabilito il controllo sulla quasi totalità del territorio nazionale.
Quello che Turki al-Faisal non ha capito, come la maggior parte degli 'strateghi' occidentali che si sono affannati nel tentare di rovesciare Assad é che le armi da sole non possono vincere le guerre. Altrimenti l'Hezbollah libanese non avrebbe avuto bisogno di quasi 30 anni per diventare la forza armata irregolare più potente del Medio Oriente e forse del mondo intero. Missili antiaerei e anticarro, che pure esistono devono venire messi in mano a personale specializzato altamente addestrato e qualificato, non a ex-detenuti, avanzi di galera ed esaltati drogati, di cui abbondano invece le fila dei terroristi anti-Assad.
I missili antiaerei resero impossibile la vita all'Armata Rossa in Afghanistan, ma solamente perché in Pachistan esistevano campi d'addestramento dove personale delle forze armate di Karachi, insieme a istruttori dei Ranger e dei Berretti Verdi americani insegnavano ai Pashtun a impiegarli al meglio: sparati 'alla buona' i più sofisticati MPSAM e ATGM disponibili agli arsenali NATO e israeliani verranno sempre evitati ed evasi da personale militare mediamente addestrato persino se a bordo di un obsoleto T-55 o di un MiG-21.
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La Jihad Islamica mette in guardia i sionazisti di Tel Aviv: "La negligenza medica ai prigionieri può invalidare il cessate il fuoco!"
"Se le autorità carcerarie sioniste continueranno nella criminale politica di negligenza delle condizioni sanitarie e mediche dei prigionieri palestinese le forze della Jihad Islamica potrebbero vedersi costrette a revocare il cessate-il-fuoco in vigore dalla fine di novembre 2012".
Questo, in estrema sintesi, il messaggio recapitato dalla Striscia di Gaza dal dirigente della Jihad Khalid al-Batsh; l'avvertimento arriva dopo la recente morte di Ashraf Masalma, spirato dopo lunghissime settimane di agonia nonostante tutte le cure prestategli dopo la sua liberazione.
Al-Batsh ha specificato che ogni detenuto politico é parte della Nazione palestinese e quindi ogni attentato contro di lui, anche tramite l'arma obliqua e vigliacca del trascurare le sue necessità mediche, si configura come un attacco alla Palestina, di portata tale da mettere in forse le condizioni di armistizio dello scorso 21 novembre.
Questo, in estrema sintesi, il messaggio recapitato dalla Striscia di Gaza dal dirigente della Jihad Khalid al-Batsh; l'avvertimento arriva dopo la recente morte di Ashraf Masalma, spirato dopo lunghissime settimane di agonia nonostante tutte le cure prestategli dopo la sua liberazione.
Al-Batsh ha specificato che ogni detenuto politico é parte della Nazione palestinese e quindi ogni attentato contro di lui, anche tramite l'arma obliqua e vigliacca del trascurare le sue necessità mediche, si configura come un attacco alla Palestina, di portata tale da mettere in forse le condizioni di armistizio dello scorso 21 novembre.
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Si addestrano a Golbasi, vicino Ankara, i terroristi con cui Erdogan vorrebbe sfasciare l'Irak!
Il quotidiano turco Aydinlik Gazete riporta come nell'ambito degli sforzi per trasferire in Irak l'instabilità e il conflitto settario che finora non sono serviti a distruggere la Siria (nonostante i copiosi sforzi congiunti di Turchia, Arabia Saudita, Qatar, Usa, Francia e Israele) il Governo Neo-ottomano di Erdogan abbia cominciato ad addestrare ex-uomini del regime di Saddam Hussein in una base segreta vicino ad Ankara con l'intenzione di usarli come nucleo di un futuro "Esercito Libero Irakeno" da scatenare oltreconfine contro il Governo di Nouri al-Maliki e la popolazione civile mesopotamica.
Centro del programma di destabilizzazione terroristica dell'Irak sarebbe la cosiddetta 'Accademia di Polizia' di Golbasi (appunto, nella provincia di Ankara), come si vede una vera e propria cittadella isolata dove si possono tranquillamente ospitare centinaia di persone da addestrare alla guerriglia e al terrorismo. Al piano, chiaramente, non sarebbe estraneo l'Ex-vicepresidente irakeno Tarek Hashemi, latitante condannato a morte in contumacia rifugiatosi presso Erdogan.
Ancora una volta vediamo come la Turchia, lungi dall'essersi 'emancipata' dall'influenza NATO e imperialista con l'elezione di un preteso 'partito islamico' al potere (espressione di quell' "Islam Americano" contro cui ai tempi metteva in guardia l'Ayatollah Khomeini) continui a fungere da marionetta per i piani di destabilizzazione neo-colonialista di quei paesi che non si piegano al giogo a stelle e strisce.
Centro del programma di destabilizzazione terroristica dell'Irak sarebbe la cosiddetta 'Accademia di Polizia' di Golbasi (appunto, nella provincia di Ankara), come si vede una vera e propria cittadella isolata dove si possono tranquillamente ospitare centinaia di persone da addestrare alla guerriglia e al terrorismo. Al piano, chiaramente, non sarebbe estraneo l'Ex-vicepresidente irakeno Tarek Hashemi, latitante condannato a morte in contumacia rifugiatosi presso Erdogan.
Ancora una volta vediamo come la Turchia, lungi dall'essersi 'emancipata' dall'influenza NATO e imperialista con l'elezione di un preteso 'partito islamico' al potere (espressione di quell' "Islam Americano" contro cui ai tempi metteva in guardia l'Ayatollah Khomeini) continui a fungere da marionetta per i piani di destabilizzazione neo-colonialista di quei paesi che non si piegano al giogo a stelle e strisce.
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Nove morti a Suez nel corso di manifestazioni sindacali, Mursi alla TV invita la gente alla calma!
Come non era difficile prevedere il malcontento popolare egiziano verso lo stile di Governo (o la mancanza di esso) del Presidente Mohammed Mursi, dopo la vertenza delle modifiche unilaterali alla Costituzione (culminata con la resa -almeno temporanea- del Presidente) e dopo il rivolgimento interno della compagine governativa guidata da Qandil, non era affatto 'archiviato', ma covava semplicemente sotto la cenere pronto a riesplodere alla prima occasione.
E nessuna occasione poteva essere migliore del secondo anniversario della Rivoluzione del 2011, che diede il via al processo di trasformazioni che hanno portato Mohammed Mursi, l'FJP e l'Ikhwan musulmana a controllare il più importante paese del Mondo Arabo e dell'Africa del Nord, a costo, però, di una parziale o totale delusione di molti di coloro che in quei giorni di due anni fa scesero in piazza a manifestare e a scontrarsi (anche sanguinosamente) con gli sgherri di Mubarak.
E nuovo sangue é stato versato ieri nelle strade di Suez, dove almeno otto manifestanti e (forse) un poliziotto sarebbero stati uccisi e almeno 450 (in massima parte dimostranti) feriti nel corso di cruenti scontri in cui la polizia non ha esitato ad aprire il fuoco ad altezza d'uomo. I manifestanti chiedevano un rinnovo dei contratti di lavoro, miglioramenti salariali e maggiori tutele sindacali.
In serata il Presidente é apparso in televisione invitando la popolazione alla calma, ma non é detto che oggi e domani non possano vedersi altri scontri (speriamo non altrettanto cruenti) a Suez o in altre città d'Egitto.
E nessuna occasione poteva essere migliore del secondo anniversario della Rivoluzione del 2011, che diede il via al processo di trasformazioni che hanno portato Mohammed Mursi, l'FJP e l'Ikhwan musulmana a controllare il più importante paese del Mondo Arabo e dell'Africa del Nord, a costo, però, di una parziale o totale delusione di molti di coloro che in quei giorni di due anni fa scesero in piazza a manifestare e a scontrarsi (anche sanguinosamente) con gli sgherri di Mubarak.
E nuovo sangue é stato versato ieri nelle strade di Suez, dove almeno otto manifestanti e (forse) un poliziotto sarebbero stati uccisi e almeno 450 (in massima parte dimostranti) feriti nel corso di cruenti scontri in cui la polizia non ha esitato ad aprire il fuoco ad altezza d'uomo. I manifestanti chiedevano un rinnovo dei contratti di lavoro, miglioramenti salariali e maggiori tutele sindacali.
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venerdì 25 gennaio 2013
Il Governo di Assad controlla l'85 per cento del territorio nazionale!
Pierre Khalaf scrivendo su VoltaireNet il 23 gennario 2013 segnala come l'insorgenza terroristica in Siria si trovi ormai in un vicolo cieco, spaccata tra le posizioni dei pochissimi siriani rimasti nei suoi ranghi e quelle dei gruppi filo-turchi e di quelli filo-sauditi, che hanno cercato, armi in pugno, di decapitare le altre organizzazioni per diventare gli unici 'leader' del movimento anti-Assad.
Questo tentativo ha indebolito i ranghi dei mercenari proprio nel momento in cui si é scatenata una forte serie di operazioni governative culminate con la distruzione di dozzine di cellule armate e l'eliminazione di molte migliaia di terroristi; subito dopo gli emiri wahabiti hanno iniziato a stringere i cordoni della borsa chiedendo "operazioni spettacolari" da poter mandare in onda su Al-Arabiya e Al-Jazeera chiarendo che solo i gruppi più 'mediaticamente efficaci' si sarebbero guadagnati rifornimenti e finanziamenti.
Da qui il proliferare di autobombe e attacchi con razzi menati a casaccio contro la popolazione civile anziché contro le truppe di Assad, cosa che ha fatto infuriare ancora di più i cittadini che mai hanno sostenuto o accettato la presenza dei criminali stranieri sul loro suolo. Alcuni osservatori hanno paragonato il rifiuto popolare di sostenere gli estremisti stranieri e il movimento di creazione di milizie locali anti-wahabite alla "rivolta sunnita" avvenuta in Irak nel 2006 quando anche i sunniti moderati presero le armi contro i gruppi estremisti di Al-Qaeda in Mesopotamia e simili.
Del resto anche il Governo siriano ha incentivato questo moto, dando l'OK alla creazione di una nuova forza armata territoriale che sgravi le unità specializzate dell'Esercito dal compito di dover monitorare le zone già liberate.
Questo tentativo ha indebolito i ranghi dei mercenari proprio nel momento in cui si é scatenata una forte serie di operazioni governative culminate con la distruzione di dozzine di cellule armate e l'eliminazione di molte migliaia di terroristi; subito dopo gli emiri wahabiti hanno iniziato a stringere i cordoni della borsa chiedendo "operazioni spettacolari" da poter mandare in onda su Al-Arabiya e Al-Jazeera chiarendo che solo i gruppi più 'mediaticamente efficaci' si sarebbero guadagnati rifornimenti e finanziamenti.
Da qui il proliferare di autobombe e attacchi con razzi menati a casaccio contro la popolazione civile anziché contro le truppe di Assad, cosa che ha fatto infuriare ancora di più i cittadini che mai hanno sostenuto o accettato la presenza dei criminali stranieri sul loro suolo. Alcuni osservatori hanno paragonato il rifiuto popolare di sostenere gli estremisti stranieri e il movimento di creazione di milizie locali anti-wahabite alla "rivolta sunnita" avvenuta in Irak nel 2006 quando anche i sunniti moderati presero le armi contro i gruppi estremisti di Al-Qaeda in Mesopotamia e simili.
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