Che un Generale, che si suppone debba essere un asciutto e rigido uomo d'ordine e di disciplina, vada in tv a incitare la parte della popolazione favorevole al suo 'colpo di mano' anti-Ikhwan perché scenda in massa in piazza a manifestare ci era sembrato da subito un comportamento irrituale e bizzarro, adesso, dopo che quell'invito alla mobilitazione si é tradotto in sanguinosi scontri con i sostenitori dell'Ex-presidente nei quali hanno trovato la morte almeno nove persone, ci sentiamo di dire che sia stata un'iniziativa del tutto azzardata e, come quasi tutte le 'trovate' politiche ultimamente partorite in Egitto, del tutto sfuggita di mano al suo istigatore.
Secondo le fonti ufficiali vi sarebbero anche duecento feriti; la Fratellanza Musulmana ha dichiarato che dei nove morti otto sarebbero suoi militanti che sarebbero stati colpiti a grande distanza da cecchini governativi che sparavano dai tetti sulla folla; tuttavia i referti ospedalieri parlano per la maggior parte di morti per ferite da arma da taglio e soltanto di un cadavere raggiunto da un proiettile alla testa.
Secondo molti osservatori gli scontri si ripeteranno e aggraveranno nel corso del week-end.
sabato 27 luglio 2013
L'appello di Al-Sisi alle manifestazioni di piazza causa almeno nove morti nella capitale egiziana!
Le truppe di Assad distruggono sempre più cellule e basi terroriste intorno ad Aleppo!
Continua con una impressionante regolarità di risultati l'affondo offensivo dell'Esercito Arabo Siriano nei dintorni di Aleppo: ormai definitivamente rafforzato il controllo sui principali quartieri della metropoli l'epicentro delle operazioni si é spostato nell'hinterland e nelle città-satellite del vasto plesso urbano dove i terroristi mercenari al soldo del complotto imperialista hanno meno possibilità di nascondersi tra i civili.
Nella giornata di ieri forze siriane provenienti dal centro cittadino sono avanzate in direzione dei quartieri periferici di Rashidin, Layramoun e Amiriyeh sloggiando gruppi di militanti takfiri dai loro covi e sequestrandovi ingenti quantità di armamenti ed esplosivi.
Parlando di esplosivo, un laboratorio per la trasformazione di sostanze chimiche in materia prima per la costruzione di bombe é stato trovato e smantellato nel villaggio di Misbin, vicino ad Ariha, nel Governatorato di Idlib. Mentre altre unità dell'Esercito regolare sono avanzate nella cittadina di Einjareh nella parte occidentale della Provincia di Aleppo.
Nella giornata di ieri forze siriane provenienti dal centro cittadino sono avanzate in direzione dei quartieri periferici di Rashidin, Layramoun e Amiriyeh sloggiando gruppi di militanti takfiri dai loro covi e sequestrandovi ingenti quantità di armamenti ed esplosivi.
Parlando di esplosivo, un laboratorio per la trasformazione di sostanze chimiche in materia prima per la costruzione di bombe é stato trovato e smantellato nel villaggio di Misbin, vicino ad Ariha, nel Governatorato di Idlib. Mentre altre unità dell'Esercito regolare sono avanzate nella cittadina di Einjareh nella parte occidentale della Provincia di Aleppo.
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venerdì 26 luglio 2013
Le autorità libanesi arrestano l'ex "gorilla" di Ahmad Assir prima che potesse lasciare il paese!!
La buona sorte é cieca, ma la sfiga ha sempre undici decimi, lo deve avere pensato anche l'ex guardaspalle del rozzo predicatore takfiro Ahmad al-Assir, Ali Abdel Wahad, un trentenne di origine palestinese, quando, alle prime ore del mattino, nonostante la "cardata" che si era dato al barbone wahabita e ai capelli, é stato arrestato nell'Aeroporto Internazionale di Beirut prima che potesse salire su un volo per il Cairo.
Wahad aveva comprato un biglietto della Egypt Air per la Nigeria ma sembra chiaro che avesse intenzione di scendere in Egitto, la scelta della destinazione africana era una precauzione per evitare troppi controlli alla partenza, ma gli investigatori libanesi sapevano che l'aeromobile avrebbe fatto uno scalo tecnico al Cairo durante il quale evidentemente l'uomo sperava di scendere a terra.
Il predicatore estremista è scomparso dopo la sconfitta dei suoi seguaci negli scontri con l'Esercito Libanese; sembra ormai accertato che sia morto nella battaglia della Moschea di Bilal Rabban e che il suo cadavere sia rimasto consumato da un incendio.
Wahad aveva comprato un biglietto della Egypt Air per la Nigeria ma sembra chiaro che avesse intenzione di scendere in Egitto, la scelta della destinazione africana era una precauzione per evitare troppi controlli alla partenza, ma gli investigatori libanesi sapevano che l'aeromobile avrebbe fatto uno scalo tecnico al Cairo durante il quale evidentemente l'uomo sperava di scendere a terra.
Il predicatore estremista è scomparso dopo la sconfitta dei suoi seguaci negli scontri con l'Esercito Libanese; sembra ormai accertato che sia morto nella battaglia della Moschea di Bilal Rabban e che il suo cadavere sia rimasto consumato da un incendio.
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Hamas "spegne" il canale filosaudita Al-Arabiya nella Striscia di Gaza! Colpita anche l'Agenzia Ma'an!
Niente più notizie e reportage del canale satellitare di Riyadh 'Al Arabiya' per i residenti della Striscia di Gaza; questo il risultato della rapida e profonda rappresaglia portata a termine dal Governo dell'Enclave litoranea (egemonizzato dal Movimento Hamas) dopo che un servizio della stazione aveva accusato le autorità di Gaza di avere offerto rifugio ad alcuni dirigenti dell'Ikhwan egiziana in fuga dal Paese delle Piramidi a seguito dei mandati di cattura spiccati verso di loro dalle autorità militari dopo la deposizione forzosa dell'Ex-presidente Mohammed Mursi.
Nessuna reazione ufficiale si é avuta dall'Arabia Saudita; comunque questo atto ostile sancisce una ulteriore spaccatura nelle alleanze di Hamas che dopo essersi allontanato da Iran, Siria e 'Asse della Resistenza' sembrava essersi avvicinato alle monarchie petrolifere e alle autorità islamiste egiziane; adesso questo gesto sembra riaffermare che per i dirigenti di Gaza sia più importante il rapporto con la Fratellanza Musulmana (pur messa alle corde dal golpe militare) che con la più ricca petro-dinastia conservatrice della regione.
Riyadh si é mostrata tutt'altro che ostile ai militari che hanno esautorato Mursi, "sbloccando" un prestito multimiliardario a favore del Cairo poco tempo dopo il loro colpo di mano. Del resto la corte saudita era sempre stata favorevole a Mubarak e manteneva saldi rapporti con quanto restava dei suoi fedelissimi rimasti in posizioni di potere in Egitto, specialmente tra l'Esercito e i servizi segreti.
Nessuna reazione ufficiale si é avuta dall'Arabia Saudita; comunque questo atto ostile sancisce una ulteriore spaccatura nelle alleanze di Hamas che dopo essersi allontanato da Iran, Siria e 'Asse della Resistenza' sembrava essersi avvicinato alle monarchie petrolifere e alle autorità islamiste egiziane; adesso questo gesto sembra riaffermare che per i dirigenti di Gaza sia più importante il rapporto con la Fratellanza Musulmana (pur messa alle corde dal golpe militare) che con la più ricca petro-dinastia conservatrice della regione.
Riyadh si é mostrata tutt'altro che ostile ai militari che hanno esautorato Mursi, "sbloccando" un prestito multimiliardario a favore del Cairo poco tempo dopo il loro colpo di mano. Del resto la corte saudita era sempre stata favorevole a Mubarak e manteneva saldi rapporti con quanto restava dei suoi fedelissimi rimasti in posizioni di potere in Egitto, specialmente tra l'Esercito e i servizi segreti.
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Tra sconfitte sul campo e lotte intestine fra frange estremiste i pochi siriani rimasti tra i terroristi defezionano e si arrendono!
A dimostrazione di come l'intensa lotta intrapresa ormai due anni fa dal Governo di Assad contro l'insorgenza terrorista mercenaria foraggiata da Usa, NATO, israele e monarchie arabe si sia via via trasformata in una serie di vittorie pressoché irreversibili stiamo assistendo nelle ultime settimane a una serie di notizie sempre più inicative dello stato di profonda crisi in cui si dibatte il campo fondamentalista.
Dopo le numerose istanze di lotta armata tra diverse fazioni di estremisti, conseguenza dell'improvviso "crollo" del sostegno qatariota alle forze mercenarie (causato dalla contemporanea abdicazione del vecchio Emiro Al-Thani e dal licenziamento del suo parente Hamad bin Jassem dal duplice posto di Premier e Ministro degli Esteri) arrivano adesso testimonianze di come, i pochi siriani rimasti nei ranghi dei miliziani armati stiano sempre più frequentemente aprendo contatti coi loro compatrioti delle Forze Armate nazionali, per negoziare la resa e una possibile amnistia (nel caso che non si siano macchiati di gravi stragi e crimini contro il popolo).
Il Ministro Ali Haider ha da poco presieduto una cerimonia con cui poco meno di duecento militanti un tempo schierati con formazioni anti-governative si sono consegnati alle forze regolari che condurranno profondi checkup su ciascuno prima di assegnare a quanti lo meriteranno un 'patentino' di riabilitazione.
Per ogni militante che si arrende la sua famiglia fa rientro o da oltreconfine o dalle zone contestate tra estremisti ed Esercito, un ulteriore segno di normalizzazione che fa capire come la crisi in Siria sia veramente alle sue battute finali.
Dopo le numerose istanze di lotta armata tra diverse fazioni di estremisti, conseguenza dell'improvviso "crollo" del sostegno qatariota alle forze mercenarie (causato dalla contemporanea abdicazione del vecchio Emiro Al-Thani e dal licenziamento del suo parente Hamad bin Jassem dal duplice posto di Premier e Ministro degli Esteri) arrivano adesso testimonianze di come, i pochi siriani rimasti nei ranghi dei miliziani armati stiano sempre più frequentemente aprendo contatti coi loro compatrioti delle Forze Armate nazionali, per negoziare la resa e una possibile amnistia (nel caso che non si siano macchiati di gravi stragi e crimini contro il popolo).
Il Ministro Ali Haider ha da poco presieduto una cerimonia con cui poco meno di duecento militanti un tempo schierati con formazioni anti-governative si sono consegnati alle forze regolari che condurranno profondi checkup su ciascuno prima di assegnare a quanti lo meriteranno un 'patentino' di riabilitazione.
Per ogni militante che si arrende la sua famiglia fa rientro o da oltreconfine o dalle zone contestate tra estremisti ed Esercito, un ulteriore segno di normalizzazione che fa capire come la crisi in Siria sia veramente alle sue battute finali.
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giovedì 25 luglio 2013
Nasrallah ironico e pungente sull'inutile provvedimento UE riguardo Hezbollah: "Peccato, quest'anno niente ferie in Sardegna!"
Sayyed Hassan Nasrallah, Segretario Generale e leader supremo di Hezbollah é conosciuto in tutto il Medio Oriente come un facondo e abile oratore, in grado di suscitare entusiasmi immensi con poche frasi ispirate e di avvincere con le arti della sua retorica anche pubblico non appartenente a Hezbollah o alla comunità sciita, o non libanese...inoltre egli é noto per saper punteggiare i propri discorsi di motti e osservazioni argute e brillanti, in modo da stemperare gli argomenti spesso gravi e drammatici di cui si occupa, a volte persino con le risate (sempre inserite al punto giusto per dare 'respiro' alla sua audience).
La "Wit" di Nasrallah é stata solleticata recentemente proprio dal forzato e inutile provvedimento preso dall'UE di inserire 'la parte militare' del Partito di Dio nella lista dei 'terroristi'...un gesto che oltre a rafforzare l'impressione di subalternità e servaggio di Bruxelles verso Washington e Tel Aviv non avrà alcun seguito visto che Hezbollah non ha strutture, personale, sostenutori o interessi nel Vecchio Continente. Durante un suo recente discorso dell'Iftar (il pasto serale di rottura del Ramadan) Nasrallah ha preteso che ciò non fosse e dolendosi esageratamente ha esclamato: "Peccato! Quest'anno niente vacanze in Sardegna!" scatenando un boato di risa e acclamazioni tra il pubblico.
Nasrallah ha poi suggerito che il Partito nomini i suoi prossimi Ministri nel venturo Governo di unità nazionale dai ranghi dell'ala militare, per mettere in imbarazzo i burocrati europei che sarebbero così costretti dal protocollo diplomatico ad avere a che fare coi 'terroristi' che hanno appena nominato tali.
La "Wit" di Nasrallah é stata solleticata recentemente proprio dal forzato e inutile provvedimento preso dall'UE di inserire 'la parte militare' del Partito di Dio nella lista dei 'terroristi'...un gesto che oltre a rafforzare l'impressione di subalternità e servaggio di Bruxelles verso Washington e Tel Aviv non avrà alcun seguito visto che Hezbollah non ha strutture, personale, sostenutori o interessi nel Vecchio Continente. Durante un suo recente discorso dell'Iftar (il pasto serale di rottura del Ramadan) Nasrallah ha preteso che ciò non fosse e dolendosi esageratamente ha esclamato: "Peccato! Quest'anno niente vacanze in Sardegna!" scatenando un boato di risa e acclamazioni tra il pubblico.
Nasrallah ha poi suggerito che il Partito nomini i suoi prossimi Ministri nel venturo Governo di unità nazionale dai ranghi dell'ala militare, per mettere in imbarazzo i burocrati europei che sarebbero così costretti dal protocollo diplomatico ad avere a che fare coi 'terroristi' che hanno appena nominato tali.
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L'80% dei tunnel che riforniscono Gaza é stato chiuso: sia Mursi che i Generali hanno tradito Hamas e i Palestinesi!
L'ottanta per cento dei "Tunnel della Vita", fondamentale arteria che ha permesso alla Striscia di Gaza di sopravvivere per sette anni e passa al brutale e disumano assedio sionazista sono stati attaccati, allagati, dinamitati, fatti crollare nel corso degli ultimi dodici mesi; la cosa singolare é che la politica di attacco contro questi passaggi dell'economia sommersa é stata uniforme sia sotto il regime Ikhwanita/wahabita di Mohammed Mursi sia adesso con il Governo provvisorio dei militari di Al-Sisi.
Lo scopo tanto dell'Ex-presidente deposto quanto dei suoi successori controllati dallo Stato Maggiore é quello di mantenere in attività un numero limitato di tunnel, circa 50-60 le cui locazioni siano ben conosciute al Governo egiziano e sui quali mantenere uno stretto controllo permettendo il passaggio solo di merci 'gradite' al Cairo e quindi, per esempio, non alle armi inviate da Teheran, Siria ed Hezbollah attraverso il Sudan e il Sinai.
Questo permetterebbe ai governanti del Cairo di guadagnare "punti prestigio" presso gli Usa, presso Israele e presso l'Arabia Saudita, dimostrando come l'Egitto si mantenga fedele al patto di sottomissione verso Tel Aviv (la nausea verso il quale era stata uno dei principali motivi tanto dell'insurrezione popolare del 2011 quanto delle proteste anti-Mursi del mese scorso) cercando di 'strozzare' i rifornimenti all'ala militare di Hamas (da sempre contraria al taglio dei rapporti con l'Asse della Resistenza) e alla Jihad Islamica e ai Comitati Popolari (direttamente legati a Teheran ed Hezbollah).
Come al solito i Palestinesi vengono usati come pedine dai leader dei paesi vicini nei loro giochi di potere e la solidarietà che il popolo egiziano prova verso di loro viene disattesa e tradita da governanti indegni del potere che detengono.
Lo scopo tanto dell'Ex-presidente deposto quanto dei suoi successori controllati dallo Stato Maggiore é quello di mantenere in attività un numero limitato di tunnel, circa 50-60 le cui locazioni siano ben conosciute al Governo egiziano e sui quali mantenere uno stretto controllo permettendo il passaggio solo di merci 'gradite' al Cairo e quindi, per esempio, non alle armi inviate da Teheran, Siria ed Hezbollah attraverso il Sudan e il Sinai.
Questo permetterebbe ai governanti del Cairo di guadagnare "punti prestigio" presso gli Usa, presso Israele e presso l'Arabia Saudita, dimostrando come l'Egitto si mantenga fedele al patto di sottomissione verso Tel Aviv (la nausea verso il quale era stata uno dei principali motivi tanto dell'insurrezione popolare del 2011 quanto delle proteste anti-Mursi del mese scorso) cercando di 'strozzare' i rifornimenti all'ala militare di Hamas (da sempre contraria al taglio dei rapporti con l'Asse della Resistenza) e alla Jihad Islamica e ai Comitati Popolari (direttamente legati a Teheran ed Hezbollah).
Come al solito i Palestinesi vengono usati come pedine dai leader dei paesi vicini nei loro giochi di potere e la solidarietà che il popolo egiziano prova verso di loro viene disattesa e tradita da governanti indegni del potere che detengono.
Caos in Egitto: l'Esercito chiede ai suoi sostenitori di scendere in piazza, prepara arresti per Badieh e i leader dell'Ikhwan!
In un bizzarro sviluppo della situazione nel Paese delle Piramidi il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Generale Al-Sisi, che all'inizio del mese é sceso in campo deponendo e mettendo sotto custodia l'allora Presidente Mohammmed Mursi ha chiesto, con un appello televisivo, ai cittadini che hanno salutato tale evento come una liberazione di scendere a loro volta in piazza dopo settimane in cui il monopolio delle manifestazioni pubbliche era passato decisamente nelle mani dell'Ikhwan dei Fratelli Musulmani.
E' veramente strano che una giunta militare cerchi di giustificare le proprie azioni col sostegno popolare e questo dimostra l'atipicità della situazione egiziana dove non é ancora chiaro come si emergerà dall'attuale crisi verso un processo di pacificazione e riconciliazione nazionale, specialmente perché i sostenitori dell'Ex-presidente sembrano intenzionati a non recedere di un millimetro dalle loro richieste.
Intanto é arrivata la notizia che l'autorità giudiziaria, su richiesta del Governo ad Interim abbia spiccato mandati di cattura per il leader dell'Ikhwan Mohamed Badieh e per otto suoi colleghi, accusati di avere "incitato alla violenza" nel corso degli ultimi giorni di manifestazioni e scontri che hanno causato undici morti .
E' veramente strano che una giunta militare cerchi di giustificare le proprie azioni col sostegno popolare e questo dimostra l'atipicità della situazione egiziana dove non é ancora chiaro come si emergerà dall'attuale crisi verso un processo di pacificazione e riconciliazione nazionale, specialmente perché i sostenitori dell'Ex-presidente sembrano intenzionati a non recedere di un millimetro dalle loro richieste.
Intanto é arrivata la notizia che l'autorità giudiziaria, su richiesta del Governo ad Interim abbia spiccato mandati di cattura per il leader dell'Ikhwan Mohamed Badieh e per otto suoi colleghi, accusati di avere "incitato alla violenza" nel corso degli ultimi giorni di manifestazioni e scontri che hanno causato undici morti .
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