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martedì 12 luglio 2011

Quarto attentato esplosivo contro i terminal del gasdotto egiziano verso Israele!


Attaccanti non identificati hanno nuovamente dinamitato un terminal del gasdotto che attraverso la Penisola del Sinai garantisce l'esportazione del metano egiziano verso il regno ascemita di Giordania e, fino ad alcuni mesi orsono, anche in direzione dello Stato ebraico; secondo quanto riportato dall'agenzia Associated Press e dall'emittente iraniana in lingua inglese PRESSTV l'esplosione é avvenuta nelle prime ore del martedì, presso El-Arish, nella parte del Sinai più vicina proprio a Israele.

Gli attaccanti hanno preso ogni precauzione per evitare di ferire guardiani e tecnici dell'impianto: loro obiettivo era la struttura di pompaggio, non il suo personale. E' ormai il quarto attacco di questo tipo dall'11 febbraio, quando il tiranno Hosni Mubarak venne costretto alle dimissioni da settimane di colossali e ininterrotte proteste e agitazioni popolari.

L'Egitto, per imposizione dell'autocrate filo-americano e filo-sionista forniva a Israele il 45 per cento del suo fabbisogno di metano per generazione di energia elettrica, a un prezzo ridicolmente fuori mercato, la cui applicazione ha cagionato un danno di miliardi di Euro all'erario del Cairo.
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lunedì 4 luglio 2011

Nuovo attentato esplosivo al gasdotto del Sinai, colpita una stazione di pompaggio!


Secondo quanto riportato da fonti delle forze di sicurezza egiziane il gasdotto del Sinai sarebbe stato teatro nelle prime ore di stamane di un nuovo attentato esplosivo che ha costretto a interrompere il flusso di metano verso il regno Ascemita di Giordania.

Uomini a volto coperto armati di granate a mano e fucili d'assalto avrebbero costretto il personale di una stazione di pompaggo ad abbandonare i loro posti per poi piantare cariche esplosive e farle brillare.

L'incendio che si é subito sviluppato ha impegnato fino a poco fa i vigili del fuoco e sarebbe attualmente sotto controllo. Dal momento della caduta di Mubarak il gasdotto é sotto costante attacco, visto che uno dei molti modi in cui Israele esercitava la propria prepotenza verso Il Cairo era proprio farsi fornire metano a profusione a prezzi totalmente assurdi, garantiti solo dal versamento di laute tangenti ai corrotti burocrati del regime.
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domenica 24 aprile 2011

L'Egitto annullerà i contratti metaniferi con Israele appena saranno provate le malversazioni di Mubarak e famiglia!


Un Alto Magistrato egiziano ha dichiarato che "con ogni probabilità" l'interrogatorio dell'ex-Presidente Hosni Mubarak, sorvegliato a vista in una residenza protetta dal giorno della sua deposizione, riaprirà il caso degli accordi con Israele per la vendita di gas metano attraverso il Sinai.

Il giudice ha riportato ai cronisti dell'agenzia di stampa della Striscia di Gaza che, un volta che vengano provate oltre ogni ragionevole dubbio le malversazioni della famiglia Mubarak e dei suoi protetti in merito alla gestione delle risorse naturali del paese, con conseguenti gravi danni per il bilancio statale, l'intero accordo verrà dichiarato nullo e invalido, in quanto stipulato per interesse personale e di parte e contrario al bene del paese.

La corruzione dei due rampolli della famiglia Mubarak, i fratelli Alaa e Gamal, di cui esistono già ampie prove, sarebbe stata strumentale per la stipula di un patto truffaldino che aveva come unico beneficiario Israele, che sarebbe riuscito attraverso tale accordo a garantirsi il 40 per cento del suo fabbisogno di gas a una cifra ridicola, rispetto alla quale anche il 'sovrappiù' costituito dai fondi per la mega-tangente sarebbe stato più che ragionevole, visti gli enormi margini di guadagno a medio e lungo termine.

Il Procuratore della Repubblica Abdulmajeed Mahmoud ha deciso avantieri di estendere la detenzione cautelare di Hosni Mubarak di altri 15 giorni, per "supplementi di indagine" in merito a questa e a numerose altre linee di inchiesta.

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giovedì 17 marzo 2011

Riprende a scorrere il gas egiziano verso la Giordania...ma non verso Israele!


Da poche ore il flusso di gas naturale egiziano attraverso i condotti diretti in Giordania é ripreso regolarmente mentre, nonostante affermazioni in merito fatte negli scorsi giorni da parte israeliana, non é chiaro se e quando le pompe riprenderanno a funzionare anche in direzione dello Stato ebraico.

La fornitura di metano ad Israele, a prezzi scandalosamente fuori mercato, era una delle molte vergogne che tenevano la popolarità del tiranno Mubarak e della sua 'corte' sottozero negli indici di gradimento del popolo egiziano. Appena cacciato dal potere l'autocrate del Cairo i suoi figli e l'ex ministro dell'Energia sono stati prontamente messi sotto inchiesta per malversazioni e tangenti collegate proprio con questa 'connection' israeliana.

L'interruzione delle forniture di gas a Giordania e Israele era stata decisa dopo l'attentato esplosivo del 5 febbraio scorso, col quale ignoti attaccanti (probabilmente beduini del Sinai) avevano immobilizzato i guardiani di una stazione di pompaggio e, dopo averli trasportati al sicuro ed essersi accertati che i residenti locali si tenessero ben al largo dalla struttura, l'avevano dinamitata, distruggendola.

La stazione distrutta era sul ramo di gasdotto diretto in Giordania, ma anche il flusso verso Israele, per precauzione, era stato bloccato. Da allora l'Eastern Mediterranean Gas Company ha annunciato per ben quattro volte che il pompaggio da parte egiziana era "in procinto di venire ripreso", soltanto per essere smentita ogni volta. Israele pagava cifre oscillanti tra 0,70 e 1,25 dollari usa per ogni Unità termogenica inglese di gas, mentre la sola estrazione e pompaggio del gas all'Egitto costa circa 3 dollari per Unità.

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mercoledì 9 marzo 2011

Mega-tangente di 30 milioni di Euro per i fratelli Mubarak, tanto é bastato per svendere a Israele miliardi di metano!

Il quotidiano del Kuwait "Al Jarida" riporta che i figli dell'ex uomo forte del Cairo Mubarak (Alaa e Gamal), si sarebbero spartiti una ricchissima 'bustarella' made in Israel per acconsentire alle esportazioni a costo scontatissimo di mostruose quantità di metano egiziano; la notizia sarebbe stata rivelata in seguito alle indagini di un dipartimento speciale anti-corruzione attivato dal Ministero dell'Interno dopo la cacciata dal potere del padre degli indagati.

La tangente sarebbe stata pagata dopo l'incontro del gennaio 2005 tra gli israeliani, l'ex Ministro dell'Energia Sameh Fahmi e la Compagnia del Gas del Mediterraneo Orientale, EMG, rappresentata dall'azionista al 28 per cento Hussein Salem, legato a doppio filo al 'clan' dei Mubarak.

Dei 2.5 miliardi di Lire egiziane del contratto firnato tra le parti Gamal Mubarak avrebbe percepito una quota pari al 5 per cento, mentre la metà di quella cifra sarebbe stata invece corrisposta a Salem ed Alaa Mubarak, rispettivamente; in totale il processo corruttivo avrebbe interessato una cifra totale di 250 milioni di valuta locale, pari a 30 milioni di Euro.

Un 'jackpot' di tutto rispetto, capace di impressionare anche i più accaniti giocatori del Superenalotto nostrano. In cambio di tanta mazzetta i Mubarak e socio garantirono allo Stato ebraico la fornitura di circa 1 miliardo e 700mila metri cubi di metano all'anno dal 2008 fino al 2023. Il costo pagato da Israele per tale merce é sempre stato totalmente fuori mercanto, causando all'Egitto perdite di milioni e milioni di dollari; per ogni BTU di gas Israele pagava 3 dollari, mentre la Sud Corea, comprandolo a prezzo di mercato sul mercato del Golfo arriva a versare ai fornitori fino a 12 dollari per unità.
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