mercoledì 2 novembre 2011

Secondo giorno di visita in Irak per il Patriarca maronita Al-Rahi!


Il Patriarca di Antiochia Beshara al-Rahi, massimo rappresentante della comunità maronita libanese concluderà oggi la sua visita di due giorni a Bagdad, un evento che rappresenta un "unicum" storico e, forse, segnala l'apertura di una nuova stagione di dialogo e solidarietà ecumenica, non solo tra cristiani d'Oriente di diverse sette (in Irak infatti i cristiani sono prevalentemente di rito siriaco) ma anche tra cristiani e musulmani.

Nel corso dei suoi colloqui col Vicepresidente irakeno Tareq al-Hashimi e col Patriarca siriaco Ignazio Giuseppe III Younan (foto sopra) Al-Rahi ha dichiarato: "Guardiamo con fiducia a un futuro di collaborazione coi nostri fratelli irakeni, di ogni religione e setta, verso un comune orizzonte di rifiuto della violenza, dell'intolleranza e della diffidenza. Tale obiettivo richiede un impegno a livello prima di tutto spirituale e speriamo che i politici lavorinoa tal fine, in maniera onesta e sincera". Al-Rahi ha concluso definendo la propria due giorni a Bagdad come un'occasione per dimostrare concretamente la solidarietà tra i cristiani libanesi e mesopotamici.

Il Patriarca, nel corso della messa celebrata nella chiesa di Nostra Signora della Salvezza a Bagdad, straziata l'anno scorso da un crudele attentato che uccise più di cinquanta persone, ha osservato che solo aprendosi alla cooperazione con tutti gli altri settori della società i cristiani irakeni (ma anche di altri paesi del Medio Oriente) possono sperare di avere la meglio contro la minaccia del terrorismo, che usa la violenza proprio per fessurare e frazionare la società lungo linee etniche, religiose, sociali. Al-Rahi ha definito le vittime dell'attentato del 2010 "un sacrificio per il futuro dell'Irak, per la speranza di Pace, Giustizia e stabilità".
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"I debiti di Mubarak non li paghiamo!". L'Egitto lancia una campagna per spezzare la morsa del debito estero



Attivisti egiziani hanno lanciato una campagna per suscitare la consapevolezza pubblica riguardo alle negative ripercussioni del debito estero e dei forti prestiti accesi dal passato regime del tiranno Mubarak, che ancora pesano sulla bilancia dei pagamenti del Cairo. Durante una conferenza soprannominata "Campagna popolare per l'Estinzione dei Debiti egiziani" i partecipanti sono stati confrontati con la nozione che i debiti della nazione debbano essere rinegoziati e ripudiati quando provati illegittimi e ingiusti.

Uno dei concetti centrali del simposio é stato quello che i popoli e le nazioni possano e debbano dire la loro riguardo alle politiche fiscali del paese, soprattutto nei casi in cui queste siano state per decenni dirette da piccole minoranze remote e separate dagli interessi generali del Paese; quasi niente delle somme ingenti prese a prestito dal regime di Mubarak é andato a beneficio della popolazione, mentre adesso gli interessi annui su quegli stessi debiti sono uno dei più forti articoli di spesa della bilancia dei pagamenti del Cairo.

Alla riunione erano presenti molti ospiti latinoamericani che hanno portato ad esempio le esperienze dei loro paesi riguardo alla rinegoziazione del debito; si spera che, una volta completato il passaggio di poteri verso istituzioni civili anche il paese nordafricano possa seguire una strada simile, liberando quindi importanti risorse da investire nell'istruzione, nella sanità pubblica e in programmi di welfare, coerentemente con gli obiettivi dichiarati della Rivoluzione di Piazza Tahrir, che esplicitamente indicavano la giustizia sociale e la redistribuzione della ricchezza.
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martedì 1 novembre 2011

Avigdor Lieberman scalpita e strepita: "Dobbiamo attaccare Gaza, dobbiamo attaccare Gaza!"

I furori bellici di Avi Lieberman sono forse dovuti a eccessive libagioni?
 
Il Ministro ultranazionalista e razzista Avigdor Lieberman
ha rinnovato appelli per una indiscriminata offensiva militare contro Gaza, da lanciare il prima possibile nel tentativo, velleitario quanto insensato, di "scardinare" la leadership di Hamas sulla popolazione dell'enclave costiera.

Ipnotizzato dalle sirene di una impossibile "vittoria militare" contro la Resistenza di matrice e ispirazione religiosa del popolo di Palestina il fascista Lieberman ha detto a una riunione di capibastone del suo partitino di Ultradestra che la 'distruzione' di Hamas sarebbe uno dei motivi principali per cui egli ha acconsentito a prendere parte alla coalizione di Estrema Destra che attualmente domina lo scenario politico del regime ebraico.

In un vero delirio parossistico Lieberman ha continuato a ripetere che é possibile battere Hamas 'militarmente', intervallando tanto nonsenso con un'unica osservazione sensata, quando ha accusato Benji Netanyahu di debolezza politica e di giocare sempre e comunque di rimessa rispetto alle iniziative (e, aggiungiamo noi, alle vittorie e ai successi) del Movimento musulmano palestinese.
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Si prepara battaglia campale in Yemen tra 1a Divisione Corazzata e Guardia Repubblicana? In palio il controllo della capitale Sanaa!


Sanaa, capitale dell'Arabia Felix, la città dalle molte torri sormontate da cupole di alabastro traforato attraverso cui filtrano i raggi ora rosei e dorati, ora purpurei e violastri delle albe e dei tramonti sul Mar Rosso; una delle più magiche e magnifiche città del Medio Oriente, é certamente un premio per cui vale la pena combattere e morire; é a questo che si stanno preparando i carristi del Generale Ali Mohsen, dichiaratosi mesi fa in favore dell'opposizione al tiranno Saleh? E i pretoriani di Ahmed Saleh, figlio del Presidente e comandante della Guardia Repubblicana, stanno preparandosi a trasformare i pianori dell'Arhab (zona di accesso alla città da Nord) in un campo di battaglia nel tentativo di fermare la marcia dei loro ex-commilitoni?

Questo inquietante scenario potrebbe diventare la realtà, la cronaca dei prossimi giorni se le voci levatesi negli ambienti dei soliti "bene informati" dopo l'attacco con mortai alla base aerea di Al-Daylani si rivelassero veritiere; sembra infatti che i guerriglieri tribali (sempre posto che sia loro la responsabilità del preciso e devastante sbarramento di bombe) non abbiano colpito "a casaccio" ma mirando precisamente agli apparecchi che stavano venendo revisionati e armati per possibili azioni di copertura aerea proprio in caso di scontro campale a Nord di Sanaa. Pare anche che oltre ai due jet andati in fiamme anche un terzo sia stato così gravemente colpito da schegge e frammenti delle esplosioni da dover essere messo tra le perdite e diversi altri apparecchi resteranno fuori gioco per giorni, a causa di danni non irreparabili ma, almeno temporaneamente, invalidanti.

A questo punto, con il supporto aereo fuori gioco o gravemente compromesso, si aprirebbe una 'finestra di opportunità' per i carristi ribelli di spingersi verso la capitale senza temere di venire fermati dal cielo; sarà abbastanza deciso e temerario il Generale Mohsen da coglierla al volo, come avrebbero fatto i suoi celebri colleghi Patton, Rybalko e Von Manteuffel, e anche Israel Tal?
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Il Consiglio di Transizione in Libia nomina un "Signor Nessuno" a Capo del Governo, ma lascerà il potere solo tra 8 mesi!


Morto Gheddafi e archiviato l'intervento (o interferenza) militare della NATO, la Nuova Libia ha nominato l'uomo d'affari Abdel Rahi al-Qib come Capo dell'Esecutivo provvisorio incaricato di portare il paese fuori dalla guerra civile e verso le prime elezioni democratiche della sua storia.

Il Neopremier é stato eletto ieri con volot pubblico dai membri dell'autonominato Consiglio Nazionale di Transizione, come riportato con enfasi dall'Agenzia stampa statunitense AP; é stata una votazione a maggioranza strettissima con Al-Qib nominato con appena 26 voti su 51, il minimo necessario. Ingegnere elettrico di formazione il Capo del Governo é uno sconosciuto sulla scena politica e molti osservatori ritengono che su di esso siano confluiti i voti controllati da diversi ex-dignitari di Gheddafi che ritengono preferibile non esporsi direttamente nella nuova amministrazione, per dare credibilità all'apparenza di un 'cambiamento radicale' rispetto ai giorni del Colonnello e della sua Jamarhiya.

Le elezioni comunque non appaiono dietro l'angolo, essendo state previste attorno al giugno del 2013, quindi oltre a venti mesi da adesso. Secondo le previsioni del Consiglio Nazionale ci vorranno otto mesi soltanto per effettuare il completo passaggio di poteri a un'assemblea eletta, "piedi di piombo" nella Nuova Libia dunque, forse necessari per cancellare accuratamente tutte le 'malefatte' di Jalil e compagni e lasciare intatte per il pubblico ludibrio solo quelle della famiglia Gheddafi e dei suoi fedeli?
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L'ONU, su invito dell'Iran, adotta una risoluzione per il disarmo nucleare in Medio Oriente, nonostante i sabotaggi USraeliani!


Nuovo smacco diplomatico internazionale per Usa, Israele e lobby sioniste annesse e connesse; nella giornata di ieri il Primo Comitato dell'Assemblea Generale ONU ha adottato una risoluzione per il disarmo nucleare in Medio Oriente proposta dall'Iran, nonostante che il regime sionista (unico stato mediorientale a possedere armi di distruzione nucleari e a rifiutare di sottoporre i propri impianti a ispezioni internazionali) abbia cercato in tutti i modi di silurarla, anche facendo pressioni sugli Usa tramite la sua pervasiva e invadente "lobby sionista".
Negli anni '70 Israele non solo ha prodotto armi atomiche, ma ha anche venduto la tecnologia per fare lo stesso al Sudafrica dell'Apartheid!
Secondo quanto riportato dall'agenzia stampa ufficiale della Repubblica Islamica IRNA la risoluzione, passata con oltre cento voti a favore contro l'opposizione di Israele, Usa e pochi altri stati di secondo piano, non fa che reiterare gli inviti delle ultime tre conferenze di revisione del TNP, il Trattato di Nonproliferazione nucleare che il regime ebraico si é sempre rifiutato di sottoscrivere, anche quando il tecnico nucleare obiettore di coscienza Mordechai Vanunu rivelò al mondo, negli anni '80, che Tel Aviv disponeva di "almeno" 200 testate nucleari.

La bozza propone che "Gli Stati mediorientali attualmente fuori dal Tnp -cioé Israele- vengano spinti da appositi incentivi a sottoscriverlo e a rispettarlo", in modo da iniziare a costruire la prospettiva di una regione finalmente libera da ambiguità e minacce atomiche. L'Iran ha anche proposto una bozza di risoluzione sul controllo dello sviluppo di tecnologie missilistiche, che verrà dibattuta e discussa nel corso della prossima sessioone del Comitato.
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Hamas si congratula con l'UNESCO: "Ammissione della Palestina importante per fermare la giudeizzazione forzata!"


Hamas ha espresso il proprio riconoscimento e la propria profonda gratitudine nei confronti di tutte le nazioni che nella giornata di ieri hanno votato per la piena e incondizionata ammissione della Palestina all'UNESCO, l'organizzazione ONU per l'Educazione, la Scienza e la Cultura.

Una fonte da Gaza ha descritto il passo come "importante" e "necessario" per difendere la Storia e l'Identità araba, cristiana e musulmana della Palestina sottoposte a continui attacchi da parte di una perversa volontà colonizzatrice che non ha la decenza di fermarsi nemmeno di fronte a lasciti e retaggi che appartengono di diritto a tutta l'Umanità come, per esempio, la Moschea di Al-Aqsa e la Cupola della Roccia.

Hamas ha quindi invitato l'UNESCO a moltiplicare i propri sforzi per sensibilizzare la comunità internazionale riguardo a queste minacce e queste violazioni da parte del regime di occupazione sionista, nonostante il bias e il sostegno di cui esso gode da parte americana ed occidentale, ponendo ostacoli al perdurante violento processo di 'giudeizzazione forzata' di Gerusalemme Est e degli altri territori occupati militarmente.
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Il Patriarca maronita visita Bagdad, incontra il Governo irakeno e celebra messa nella chiesa colpita un anno fa dai wahabiti


Il Patriarca di Antiochia, Beshara al-Rahi, massimo esponente della chiesa cristiana maronita, terminato il suo soggiorno di una settimana in Vaticano é volato fino a Bagdad per una visita pastorale di due giorni che ha contemplato anche meeting ad alto livello coi governanti del paese e una messa solenne nel primo anniversario del sanguinoso attacco alla chiesa di Nostra Signora della Salvezza.

Il patriarca ha fatto una breve sosta a Beirut prima di trasferirsi in Irak, rimettendo piede su terra libanese dopo il lungo periplo del Nordamerica e il soggiorno italiano, conclusosi con un Consiglio di leader religiosi mondiali nella Basilica umbra di Assisi. Al-Rahi ha officiato messa nella stessa chiesa dove nel 2010 vennero uccisi 44 fedeli, due sacerdoti e sette guardiani, apparentemente portato avanti da wahabiti di matrice saudita.

A causa della visita-lampo del Patriarca in Mesopotamia il Consiglio vescovile maronita, previsto per novembre nella giornata di mercoledì due é stato invece spostato al giorno successivo, per permettere ad Al-Rahi di presiederlo come d'uso.
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