Nella notte tra il 24 e il 25 aprile successivi, malconsigliato da generali che troppo si erano esaltati su film e romanzetti d'azione, il Presidente Carter dava il via a un "raid" armato che avrebbe dovuto permettere di liberare con la forza i prigionieri e farli volare via su un C-130 appositamente modificato con razzi sotto le ali per permettergli un decollo da una pista eccezionalmente stretta.
Ovviamente il tutto si concluse con un disastro, una colossale figuraccia degli imperialisti yankee, otto morti, quattro feriti (tutti americani) e una grande vittoria di immagine per l'Iran che catturò anche 5 elicotteri degli aggressori. Negli scorsi giorni alti rappresentanti delle Forze armate di Teheran hanno celebrato a Tabas, luogo del fallito atterraggio degli attaccanti, il 32esimo anniversario dell'evento, ospitando anche una delegazione della Repubblica Democratica Popolare della Nordkorea, uno dei pochi stati che nel corso della Guerra Iran-Irak si schierò con l'Iran anziché con Saddam Hussein.
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Quando vedo militari della Repubblica Democratica Popolare della Nordkorea mi si allarga il cuore!
RispondiEliminaIvan