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mercoledì 22 gennaio 2020

La Repubblica Islamica dell'Iran si fa beffe delle sanzioni della Casa Bianca ed esporta 10 mln di tonnellate d'acciaio!


L'Iran si aspetta che le sue esportazioni di acciaio tocchino 10 milioni di tonnellate nell'anno fino al 21 marzo 2020, nonostante le sanzioni "tiranniche" imposte al Paese dagli Stati Uniti, dice un alto funzionario.

Le esportazioni porteranno da $ 4 miliardi a $ 5 miliardi per il paese, che è fortemente incalzato in cambio di una spinta aggressiva degli Stati Uniti per ridurre a zero le entrate petrolifere dell'Iran, ha dichiarato il capo della più grande partecipazione del paese nel settore dei metalli noto come IMIDRO Khodadad Gharibpour.

mercoledì 24 aprile 2013

La Repubblica iraniana dota la propria acciaieria di Isfahan del più grande impianto mediorientale per la produzione di Coke!

Mentre nella miope e debole Europa strangolata dall'abbraccio mortale con Usa e Israele e con l'asservimento dell'economia alle fisime monetariste-finanziarie gradite alla Fed e ai suoi burattinai a Sei Punte l'industria pesante viene umiliata, tagliata, svenduta e trasportata in capo al mondo per permettere ai Padroni di guadagnare di più sfruttando di più la forza Lavoro nella Repubblica Islamica dell'Iran il settore industriale nazionale viene potenziato e rafforzato, in quanto garantisce l'autonomia e l'indipendenza della Patria di fronte a qualunque minaccia di sanzione o di strangolamento internazionale.

Il prossimo mercoledì, ironicamente proprio il Primo Maggio che in Europa dovrebbe festeggiare il Lavoro (ma si perderà invece in vuote fanfaronate come il Concertone di Roma e simili) vedrà il Presidente uscente iraniano Mahmoud Ahmadinejad presente a Isfahan dove, all'interno delle strutture dell'acciaieria Mobarekh, inaugurerà il più grande impianto per la produzione di carbon coke di tutto il Medio Oriente, un gioiello di tecnologia siderurgica che 'sfornerà' oltre 900 mila tonnellate di prodotto l'anno.

Il gas combustibile prodotto dal carbone durante la lavorazione sarà interamente recuperato e bruciato per alimentare la produzione d'acciaio: il nuovo impianto darà lavoro a 481 tra operai, tecnici e supervisori e genererà "a cascata" altri 12mila posti di lavor nell'indotto. Mentre in Italia si spegnono e si smantellano gli altoforni e si licenziano i loro addetti l'Iran, benedetto dalla ricchezza di materie prime non solo petrolifere, si dota delle strutture per poterle lavorare e trasformare in proprio, senza dover chiedere niente a nessuno.