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venerdì 10 luglio 2015

Ex-ministro degli Esteri saudita muore a due mesi dal suo giubilamento!

Il Principe Saoud al-Faisal, già Ministro degli Esteri dell'unica monarchia assoluta della Terra per lunghi anni, é passato a miglior vita in quel di Los Angeles, dove si trovava per motivi connessi alla sua pessima salute, nella giornata di ieri.

Su queste pagine ci siamo spesso occupati di lui, mai in termini elogiativi, come si conviene quando si parla della casata che occupa senza titolo i luoghi sacri dell'Islam e li scempia coi suoi pacchiani progetti edilizi indegni di un palazzinaro romano.

venerdì 17 ottobre 2014

Ulteriori prove del distacco dalla realtà dei senili e squilibrati wahabiti di Riyadh!!

Quando il Ministro di uno Stato che aspirerebbe a ricoprire il ruolo di "potenza regionale" (anche se tutto ciò che riesce a fare é di umiliarsi di fronte ai suoi padroni sionisti e americani e di destabilizzare gli stati vicini e circonvicini rendendosi perciò odioso e mal sopportato) fa delle dichiarazioni pubbliche, ci si aspetterebbe che esse siano misurate, circostanziate, pragmatiche e attente a perseguire dei fini costruttivi compatibilmente con la realtà della situazione internazionale.

Tuttavia quando a parlare é il responsabile di un ministero di Riyadh tutte queste considerazioni finiscono fuori dalla finestra e quello che viene rilasciato ai media locali e regionali si rivela essere niente più che un 'rant' livoroso e incoerente come se ne potrebbero ascoltare da abituali avventori di osterie di pessima categoria.

Saud Al Faisal, nella sua ultima 'tirade' in questo senso ha avuto l'incoscienza di affermare che "La presenza iraniana in Siria si qualifica come una 'forza di occupazione'!". Forse il Principe Saud si dimentica che fin dagli anni '80 quando lui e i suoi sodali sauditi si ingegnavano a rifornire di armi e denaro Saddam Hussein per pugnalare a morte il popolo iraniano e la sua Rivoluzione la Siria di Hafez al-Assad fu L'UNICO PAESE ARABO a prestare appoggio e aiuto alla Repubblica Islamica e che i suoi dirigenti, a partire dalla Guida Suprema Khamenei, veterano di quella guerra, non lo hanno mai dimenticato.

Siria e Iran sono più che alleati, sono paesi e popoli FRATELLI e questo un principotto saudita che senza il suo denaro e il suo petrolio non avrebbe non dico un alleato, ma nemmeno un amico, non potrà mai capirlo. Con le sue azioni provocatorie e ostili l'Arabia Saudita si é schierata in guerra contro la Siria e il suo popolo, così come si schierò (anche in quel caso, vigliaccamente, per interposta persona) contro l'Iran e presto verrà il momento in cui Damasco e Teheran, ancora una volta unite, presenteranno il conto a Casa Saoud.

domenica 3 novembre 2013

Carico di esplosivi e detonatori destinati ai militanti wahabiti in Siria bloccato ad Alessandretta dalle autorità turche!

Sembra che alle dichiarate intenzioni turche di "tarpare le ali" alle attività di sostegno e rifornimento delle formazioni terroristiche wahabite a opera di agenti sauditi sul loro territorio comincino a far seguito alcuni fatti, perlomeno leggendo quanto pubblicato sulla sua edizione odierna dal quotidiano anatolico "Hurriyet", che riporta del blocco nel porto di Iskenderun (Alessandretta) di un container pieno di esplosivo e detonatori.

Il carico che proveniva dall'Egitto (guarda caso) era accompagnato da due individui, apparentemente legati ai servizi sauditi, che, presi in custodia dalle autorità turche avrebbero immediatamente rivelato di avere avuto intenzione di trasportare la merce attraverso il territorio turco fino alla frontiera siriana e lì darla in mano a militanti takfiri alleati col Fronte Al-Nusra.

Se questo non resterà un exploit isolato, forse, il fato delle milizie islamista nel Nord della Siria potrà essere deciso ancora più rapidamente di quanto la successione di vittorie dell'Esercito di Assad poteva finora far (pur ottimisticamente) prevedere.

sabato 2 novembre 2013

Erdogan vuol chiudere tutti gli uffici dell'intelligence saudita in Turchia: Riyadh sempre più isolata!

Ankara progetta di chiudere tutti gli uffici dei servizi segreti sauditi in Anatolia in seguito ai gravi dissidi diplomatici che hanno seguito le lotte intestine tra milizie terroriste filoturche e filosaudite in Siria, grazie alle quali la coalizione anti-Assad ha subito danni probabilmente irreversibili.

Tutto l'apparato di intelligence di Riyadh in Turchia esiste solo con lo scopo di aiutare i mercenari wahabiti e adesso, con le continue vittorie di Damasco e la necessità per Erdogan di limitare le perdite di immagine e prestigio subite nel tentativo di aiutare una vittoria degli insorti che si é rivelata aleatoria e impossibile la Turchia sembra voler tentare una lenta e faticosa ricostruzione dei suoi rapporti diplomatici con la Siria che rende necessario 'bruciare i ponti' con i Sauditi e i loro manutengoli qaedisti.

I Turchi credono che i Sauditi stiano disperatamente cercando di costruire un loro 'blocco' di interessi arruolando Barheini, Kuwaitiani, Giordani e Sauditi in maniera da poter affrontare Iran, Siria, Irak ed Hezbollah (l'Asse della Resistenza) da una parte e Turchia, Qatar e Ikhwan dall'altra (Potremmo chiamare questo 'Asse delle Democrazie Islamiche'), mentre quello saudita sarebbe l'Asse delle Monarchie Conservatrici.