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| Alleged comedians Sacha Baron Cohen and Jerry Calà in similar mises; WARNING - Laughter will not ensue! |
Il "filmaggio", come lo definirebbe la macchietta di un comico italiano che fa ridere e anche molto, il Rokko Smitherson di Guzzantiana memoria (foto), si chiama "Il Dittatore" e fin dal titolo dimostra la pretesa (vedasi al titolo "uno") di essere "Il Grande Dittatore del Ventunesimo Secolo". In esso il protagonista veste i panni gallonati e passamanerati dell'uomo forte di una improbabile Ruritania araba: l'Ammiraglio Generale Hafez al-Adeen. La pretenziosità é evidente, mentre nel 'Grande Dittatore' di Chaplin si ride fin dal prologo con la 'Berta' che cerca di fare fuoco contro Notre Dame fino a quando Adenoid Hynkel in giacca a quadri da cacciatore di anatre viene arrestato e portato in uno dei suoi stessi campi di concentramento nel "Dittatore" Coheniano ci sono sì e no cinque battute che fanno sorridere e, peraltro, sono tutte comprese nel trailer che accludiamo, quindi se volete sentirle risparmiate i soldi del cinema e la banda del download, guardate il trailer e risparmiate anche il vostro tempo. Ma soprattutto la pellicola di Chaplin prendeva in giro Hitler e Mussolini all'apice del loro potere, mostrando anche un certo coraggio visto il successo che quei personaggi all'epoca riscuotevano in molti settori della società americana; Cohen invece fa una moscia e spenta macchietta di Gheddafi dopo che questi é stato bombardato e massacrato, comportandosi da vero Maramaldo, 'egli sbeffeggia un uomo morto'.
Inoltre lo humor ebraico é sempre stato caratterizzato dall'autodeprecazione, sia pure esagerata a fini comici, qui invece si assiste a qualcosa di inaudito, il 'comico ebreo' inanella "gag" di una scorrettezza e di un razzismo che fanno specie e che non verrebbero consentite a un comico negro che parlasse di bianchi, a un comico bianco che parlasse di asiatici ma, visto che a parlare é un Ebreo (popolo eletto!) e i suoi bersagli sono i "cattivi arabi e islamici" (che come ci spiegano i megafoni dell'Hasbara un giorno sì e l'altro anche stanno tutto il giorno a pensare come scatenare la "Gihàd" contro di noi e come imporre il 'ciàdor' e il 'burka' alle nostre donne) allora tutto va bene! Cohen mostra il suo dittatore arabo ossessionato dal procurarsi bombe atomiche, "scordandosi" convenientemente che il primo paese-canaglia mediorientale a dotarsi illegalmente di ordigni nucleari é stato Israele, quando mostra il dittatore pronto a rappresaglie indiscriminate contro civili si scorda che in dozzine e dozzine di episodi recenti e remoti é stato Israele a mostrarsi prontissimo a colpire obiettivi civili (villaggi, città, scuole, ospedali) senza preoccuparsi delle conseguenze e perfino, quando lo dipinge come un erotomane violento, dovrebbe ricordarsi che é l'Ex-presidente di Israele Moshe Katsaw in questo momento a trovarsi dietro le sbarre per stupro, non qualche leader arabo o musulmano.
Ancora più vile poi, é il "discorso politico" che Cohen cela dietro due sottotrame parallele del film: il tentativo del "visir" del dittatore (un Ben Kingsley che doveva avere dei conti da pagare) di tradire il suo capo e consegnare le risorse petrolifere del paese alle multinazionali Usa e l'improbabile odissea di una pacifista-femminista-ecologista newyorchese (raffigurata come una deficiente infantile dagli occhioni sgranati, che é come Cohen e i suoi amici sionisti filoisraeliani devono vedere gli attivisti di Sinistra) che, al momento della visita del dittatore in Usa, lo va "a contestare". Ora, i finti pacifisti e soprattutto le 'femministe' spesso sono stati utili idioti dell'imperialismo atlantico e sionista: vedasi le varie campagne per "salvare" le donne afghane dal Burka (cioé per imporre loro valori e culture aliene ed estranee in luogo della loro tradizione secolare) ma questo non interessa minimamente Cohen che anzi ne approfitta per imbastire questo sillogismo: le multinazionali Usa vogliono fare fuori 'il dittatore' per appropriarsi del suo petrolio, la femminista-pacifista-ecologista vuole la caduta del dittatore, quindi gli interessi delle multinazionali imperialiste e dei pacifisti-femministi-ecologisti coincidono!
Ed é questa, ovviamente involontariamente, la trovata più comica di tutto il penoso, vigliacco, razzista film di Sacha Baron Cohen.
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