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sabato 6 gennaio 2018

"Ahi ahi ahi, Bahia!" Il Mossad mette di nuovo gli Hariri al centro dei suoi mirini, questa volta preparando un attentato alla zia di Saad!

Due spie della "anonima omicidi" di Tel Aviv, (il famigerato 'Mossad') hanno visto i loro piani scoperti; esse infatti meditavano di assassinare la zia dell'attuale Premier di Beirut, Bahia Hariri.
"Casualmente", tale complotto é emerso subito dopo che Hariri ha ritirato le proprie dimissioni, estortegli con minacce, sequestro e uso di droghe dagli sgherri di Re Saoud e del suo 'delfino pazzo' Mohammed Bin Salman.

Il Giudice Militare Riad Abu Ghida ha istruito avantieri un procedimento contro Walid al-Naqouzi, noto collaboratore del regime sionista, attualmente residente nella Palestina Occupata e di Mohammed Mustafa al-Dabet, suo agente in territorio libanese.

domenica 2 settembre 2012

Portavoce di Hamas in Libano dichiara: "I Palestinesi dei campi profughi non sono coinvolti nella crisi siriana, vogliono solo pace e stabilità!"

 Il rappresentante del Movimento musulmano di Resistenza Hamas in Libano, Ali Baraka, ha dichiarato ufficialmente che i Palestinesi presenti nei campi profughi del paese "rappresentano un fattore di calma e stabilità e vogliono prevenire ogni tensione politica e settaria nei paesi che li ospitano".

Le parole del dignitario di Hamas sono incoraggianti e ribadiscono la posizione più volte espressa dal Movimento che, nonostante le lusinghe degli emiri del petrolio, non ha mai preso posizione a favore dei terroristi wahabiti in azione in Siria o degli estremisti che cercano di aiutarli in Libano, tentando di trasformare in Nord del paese in un 'retrofronte' a loro disposizione e che a più riprese hanno cercato di far precipitare la città di Tripoli Siriaca nel caos e nella violenza intestina.

Baraka ha aggiunto, incontrando la parlamentare libanese Bahia Hariri a Majdelyoun, che né i Palestinesi presenti nel Paese dei Cedri, né quelli stanziati in Siria desiderano venire coinvolti in scontri, lotte o atti di violenza e che i loro rappresentanti sono "pronti da subito" a offrire tutte le garanzie alle autorità competenti necessarie per mantenere la sicurezza e la stabilità nei loro campi profughi.
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