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mercoledì 24 ottobre 2018
Dozzine di famiglie siriane scappano dai 'campi profughi' gestiti dalla canaglia curda in Provincia di Raqqa!
Dozzine di famiglie sono fuggite dai campi profughi gestiti dai briganti curdi sostenuti dagli Stati Uniti (SDF) nella provincia di Raqqa e si sono dirette verso le zone controllate dal Governo, secondo quanto riportato da un quotidiano siriano.
Il quotidiano Al-Watan, di proprietà statale, ha riferito che oltre 40 famiglie, insediate nei campi profughi ad ovest della città di Raqqa, sotto il controllo della marmaglia curda nota come SDF, sono partite in direzione di aree governative.
Ha inoltre affermato che la fuga dei profughi è dovuta alla pressione dell'SDF sui residenti dei campi per costringerli a unirsi ai loro ranghi, ma soprattutto alle condizioni di vita disastrose.
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sabato 20 dicembre 2014
PFLP-GC ed Esercito Siriano tornano in azione a Yarmouk contro i criminali di Al-Nusra!
Stamane, a Yarmouk, quartiere palestinese di Damasco, si é registrata l'uccisione di un civile da parte di elementi di Al-Nusra che cercano di rientrare nella zona; immediatamente si sono registrati nuovi scontri tra il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina-Comando Generale (PFLP-GC), sostenuto dall'unità palestinese dell'Esercito Siriano e i takfiri legati ad Al-Qaeda.
Gli scontri a fuoco hanno coinvolto tutto il quartiere con colpi di arma da fuoco, di lanciarazzi, mortai e cannoni senza rinculo.
Secondo una fonte, i combattimenti sarebbero ancora in corso all'interno del quartiere, con un numero di esplosioni sentito dai villaggi vicini.
Yarmouk é stato liberato da presenze terroriste dopo lunghe e dure operazioni di combattimento, ma adesso elementi terroristi cercano di ritornarvi.
Gli scontri a fuoco hanno coinvolto tutto il quartiere con colpi di arma da fuoco, di lanciarazzi, mortai e cannoni senza rinculo.
Secondo una fonte, i combattimenti sarebbero ancora in corso all'interno del quartiere, con un numero di esplosioni sentito dai villaggi vicini.
Yarmouk é stato liberato da presenze terroriste dopo lunghe e dure operazioni di combattimento, ma adesso elementi terroristi cercano di ritornarvi.
giovedì 4 dicembre 2014
PFLP-GC ed Esercito di Liberazione Palestinese ammazzano 13 takfiri di Al-Nusra presso il 'campo profughi' di Yarmouk!
Ancora una volta dobbiamo riportare le notizie di scontri a fuoco nella zona del 'campo profughi' di Yarmouk, dove da decenni gli esuli palestinesi e i loro discendenti, unici in tutto il Mondo Arabo, hanno potuto godere dell'ospitalità del Popolo Siriano non in lordi tuguri come quelli che esistono in Giordania, in Libano (per colpa dei Cristiani Falangisti che monopolizzavano il potere nel Paese dei Cedri) ma in quello che per moltissimi anni é stato un decente e vivibile quartiere popolare.
Purtroppo la tranquillità di questi ex-rifugiati é finita con l'inizio dell'attacco takfiro contro la Siria; sapendo che i Palestinesi erano tra i più fedeli ed entusiasti sostenitori del Governo legittimo, i tagliagole al soldo dei regimi reazionari venduti all'imperialismo si sono accaniti contro di loro.
Nonostante che Yarmouk non sia più (grazie agli sforzi della Guardia Repubblicana e del Generale Druso Issam Zahr Eddine) un covo di terroristi, attacchi e scontri avvengono ancora; ma i Palestinesi sono i primi ad autodifendersi e questo sia grazie al Fronte Popolare-Comado Generale di Ahmed Jibril, sia grazie al Battaglione 411 dell'Esercito Siriano, il Battaglione palestinese dell'Armata di Liberazione che ha scritto pagine eroiche sia nel 1970 che nel 1973.
Forze armate di queste due sigle hanno affrontato un gruppo di tagliagole del Fronte Al-Nusra tra la Trentesima Strada e Via Bagdad, eliminando 13 terroristi tra cui i due dirigenti Abu Mohammed e Abu 'Ali Al-'Urdoni. Speriamo che questo segnali una volta per tutte la fine delle attività wahabite a Yarmouk.
Purtroppo la tranquillità di questi ex-rifugiati é finita con l'inizio dell'attacco takfiro contro la Siria; sapendo che i Palestinesi erano tra i più fedeli ed entusiasti sostenitori del Governo legittimo, i tagliagole al soldo dei regimi reazionari venduti all'imperialismo si sono accaniti contro di loro.
Nonostante che Yarmouk non sia più (grazie agli sforzi della Guardia Repubblicana e del Generale Druso Issam Zahr Eddine) un covo di terroristi, attacchi e scontri avvengono ancora; ma i Palestinesi sono i primi ad autodifendersi e questo sia grazie al Fronte Popolare-Comado Generale di Ahmed Jibril, sia grazie al Battaglione 411 dell'Esercito Siriano, il Battaglione palestinese dell'Armata di Liberazione che ha scritto pagine eroiche sia nel 1970 che nel 1973.
Forze armate di queste due sigle hanno affrontato un gruppo di tagliagole del Fronte Al-Nusra tra la Trentesima Strada e Via Bagdad, eliminando 13 terroristi tra cui i due dirigenti Abu Mohammed e Abu 'Ali Al-'Urdoni. Speriamo che questo segnali una volta per tutte la fine delle attività wahabite a Yarmouk.
sabato 25 ottobre 2014
Lodevole iniziativa di solidarietà verso i profughi palestinesi in Libano dell'SSNP e del PFLP-GC
Il Partito Socialista della Nazione Siriana, formazione politica attiva in Libano, in Siria e anche in Palestina (dove le sue Brigate hanno recentemente preso parte ai combattimenti di Gaza) e il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina-Comando Generale, storica formazione della Resistenza, hanno istituito un programma di interventi sanitari gratuiti per gli abitanti dei campi profughi palestinesi in Libano.
Sappiamo che pur presenti da oltre settant'anni nel Paese dei Cedri a causa di resistenze da parte dei partiti conservatori (che 'temono' l'aumento della minoranza palestinese) i profughi non godono di nessun diritto nel paese che li ospita, nemmeno quello all'assistenza sanitaria, che viene malamente e sporadicamente gestita dalla Croce e Mezzaluna rossa e dall'UNWRA.
Domenica 26, dalla mattina fino alle 13, gli abitanti di Shatila potranno valersi dei consulti, delle diagnosi e delle prescrizioni del personale medico fornito dalle due organizzazioni, che distribuirà anche presidi farmaceutici secondo le necessità dei profughi.
Sappiamo che pur presenti da oltre settant'anni nel Paese dei Cedri a causa di resistenze da parte dei partiti conservatori (che 'temono' l'aumento della minoranza palestinese) i profughi non godono di nessun diritto nel paese che li ospita, nemmeno quello all'assistenza sanitaria, che viene malamente e sporadicamente gestita dalla Croce e Mezzaluna rossa e dall'UNWRA.
Domenica 26, dalla mattina fino alle 13, gli abitanti di Shatila potranno valersi dei consulti, delle diagnosi e delle prescrizioni del personale medico fornito dalle due organizzazioni, che distribuirà anche presidi farmaceutici secondo le necessità dei profughi.
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venerdì 16 maggio 2014
Comunicato ufficiale del PFLP-GC nel 66esimo anniversario dell'Olocausto della NAKBA!
Riprendiamo in toto dalla pagina Facebook della Comunità Unadikum il comunicato emesso nel sessantaseiesimo anniversario della pulizia etnica del 1948 dalla direzione del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina - Comando Generale.
Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina-Comando generale: «La cosiddetta "primavera araba", è un'estensione della Nakba, prendendo di mira i campi profughi palestinesi in Siria»
Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina-Commando Generale ha dichiarato che la cosiddetta "primavera araba" è un'estensione della Nakba del 1948, dal momento che si stanno prendendo di mira i campi profughi palestinesi in Siria, in particolare Yarmouk, attraverso le mani e gli strumenti del nemico sionista per cacciare i palestinesi al di fuori della geografia dell’ incubatore politico siriano di resistenza e per cercare di rubare il diritto sacro del popolo palestinese al ritorno.
Il Fronte ha spiegato, in un comunicato per il 66esimo anniversario della Nakba, che è in atto il tentativo di imporre una nuova realtà politica nell'arena palestinese attraverso negoziati futili e per programmare l'imposizione sionista americana del cosiddetto Stato ebraico, ovvero la traduzione reale della cosiddetta "primavera araba", che è apparsa nella sua realizzazione attraverso la cospirazione e la guerra globale contro la Siria.
Il FPLP-CG ha evidenziato come l’anniversario della Nakba sia una tappa per mobilitare la volontà popolare in Palestina e ritornare al programma politico del movimento nazionale palestinese attraverso la Resistenza di base militante e la lotta armata.
La dichiarazione del FPLP-CG sottolinea che la scomparsa dell'entità sionista è la necessità strategica storica per la libertà della nazione realizzata con la forza e la volontà della resistenza, le lotte del popolo palestinese e con i suoi sacrifici.
La rinuncia ad un solo centimetro della terra di Palestina è un tradimento del Diritto del nostro Popolo e la negazione storica dei suoi sacrifici.
Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina-Comando generale: «La cosiddetta "primavera araba", è un'estensione della Nakba, prendendo di mira i campi profughi palestinesi in Siria»
Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina-Commando Generale ha dichiarato che la cosiddetta "primavera araba" è un'estensione della Nakba del 1948, dal momento che si stanno prendendo di mira i campi profughi palestinesi in Siria, in particolare Yarmouk, attraverso le mani e gli strumenti del nemico sionista per cacciare i palestinesi al di fuori della geografia dell’ incubatore politico siriano di resistenza e per cercare di rubare il diritto sacro del popolo palestinese al ritorno.
Il Fronte ha spiegato, in un comunicato per il 66esimo anniversario della Nakba, che è in atto il tentativo di imporre una nuova realtà politica nell'arena palestinese attraverso negoziati futili e per programmare l'imposizione sionista americana del cosiddetto Stato ebraico, ovvero la traduzione reale della cosiddetta "primavera araba", che è apparsa nella sua realizzazione attraverso la cospirazione e la guerra globale contro la Siria.
Il FPLP-CG ha evidenziato come l’anniversario della Nakba sia una tappa per mobilitare la volontà popolare in Palestina e ritornare al programma politico del movimento nazionale palestinese attraverso la Resistenza di base militante e la lotta armata.
La dichiarazione del FPLP-CG sottolinea che la scomparsa dell'entità sionista è la necessità strategica storica per la libertà della nazione realizzata con la forza e la volontà della resistenza, le lotte del popolo palestinese e con i suoi sacrifici.
La rinuncia ad un solo centimetro della terra di Palestina è un tradimento del Diritto del nostro Popolo e la negazione storica dei suoi sacrifici.
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domenica 12 gennaio 2014
Da Gaza a Sabra e Chatila, il Popolo di Palestina dà il suo "addio" al macellaio Sharon!!
Canti, danze, fuoco di armi automatiche in aria, distribuzione di dolci e caramelle, rogo e calpestamento di effigi; così i Palestinesi di Gaza, di Jenin, dei campi profughi palestinesi di Ain el-Hinweh e soprattutto di Sabra e Chatila hanno celebrato la notizia 'ufficiale' della morte di Ariel Sharon, che ha dedicato tutta la sua infame vita a perseguitarli e massacrarli.
La redazione di Palaestina Felix si unisce in spirito al Popolo di Palestina augurando che questa data possa diventare una ricorrenza stabile festeggiata in futuro in tutto il territorio liberato dall'occupazione sionista.
La redazione di Palaestina Felix si unisce in spirito al Popolo di Palestina augurando che questa data possa diventare una ricorrenza stabile festeggiata in futuro in tutto il territorio liberato dall'occupazione sionista.
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martedì 14 maggio 2013
Eccezionale video sull'azione dell'Esercito siriano nel campo-profughi palestinese di Yarmouk, mentre anche l'SSNP si mobilita!
Come dimostra questo video l'azione delle forze dell'Esercito siriano comandate dal Generale Issam Zahr Din nel campo profughi palestinese di Yarmouk (costruito secondo gli ordini di Hafez Assad per dare a ogni famiglia palestinese una casa dignitosa e non una baracca fatiscente come negli altri campi in giro per il Medio Oriente) é stata meticolosa e si é valsa della solidarietà della popolazione locale, riconoscente alla Siria e al suo Governo, per cacciare e neutralizzare gli insorgenti wahabiti col minimo di conseguenze collaterali per gli abitanti.
Inoltre in omaggio alla solidarietà siro-palestinese anche le fazioni armate del Partito Socialista della Nazione Siriana (SSNP) hanno deciso di mobilitarsi contro i terroristi che rimangono attivi sul territorio siriano e che minacciano di tornare a insidiare i campi e gli insediamenti dei rifugiati palestinesi.
Inoltre in omaggio alla solidarietà siro-palestinese anche le fazioni armate del Partito Socialista della Nazione Siriana (SSNP) hanno deciso di mobilitarsi contro i terroristi che rimangono attivi sul territorio siriano e che minacciano di tornare a insidiare i campi e gli insediamenti dei rifugiati palestinesi.
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sabato 27 aprile 2013
Ahmad Jibril ai dirigenti di Hamas: "Chi ospita sulla sua terra basi militari americane non potrà mai aiutare la Palestina a liberarsi!"
In un nuovo messaggio rilasciato a meno di un mese dal precedente, il fondatore e Segretario del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina-Comando Generale, Ahmed Jibril, ha reiterato la posizione della sua organizzazione rispetto agli eventi in Siria dichiarando che le sue forze continueranno a combattere al fianco di quelle siriane contro i mercenari terroristi al soldo di Usa, Israele e lacché arabi e mediorientali dell'Imperialismo.
Jibril ha deplorato gli attacchi terroristici dei mercenari wahabiti conro i campi profughi, dove i rifugiati hanno trovato per decenni accoglienza e solidarietà uniche tra tutti i protagonisti della Diaspora palestinese, tanto che la propaganda estremista, pure diffusa dagli aggressori della Siria, non ha avuto pressoché alcuna presa tra i residenti.
Un particolare appello é stato rivolto dal leader del PFLP-GC ad Hamas e ai suoi dirigenti che ultimamente hanno abbandonato Assad e l'Asse della Resistenza per schierarsi con gli emiri wahabiti del petrolio: "La liberazione della Palestina non potrà venire in alcun modo aiutata da Doha, dove viene ospitata la più grande base americana del Medio Oriente".
Tali terse e chiare parole sono un monito profondo per quanti pensano che chi apre le porte all'imperialismo Usa possa poi fare qualcosa contro l'occupazione sionista della Palestina.
Jibril ha deplorato gli attacchi terroristici dei mercenari wahabiti conro i campi profughi, dove i rifugiati hanno trovato per decenni accoglienza e solidarietà uniche tra tutti i protagonisti della Diaspora palestinese, tanto che la propaganda estremista, pure diffusa dagli aggressori della Siria, non ha avuto pressoché alcuna presa tra i residenti.
Un particolare appello é stato rivolto dal leader del PFLP-GC ad Hamas e ai suoi dirigenti che ultimamente hanno abbandonato Assad e l'Asse della Resistenza per schierarsi con gli emiri wahabiti del petrolio: "La liberazione della Palestina non potrà venire in alcun modo aiutata da Doha, dove viene ospitata la più grande base americana del Medio Oriente".
Tali terse e chiare parole sono un monito profondo per quanti pensano che chi apre le porte all'imperialismo Usa possa poi fare qualcosa contro l'occupazione sionista della Palestina.
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domenica 2 settembre 2012
Portavoce di Hamas in Libano dichiara: "I Palestinesi dei campi profughi non sono coinvolti nella crisi siriana, vogliono solo pace e stabilità!"
Il rappresentante del Movimento musulmano di Resistenza Hamas in Libano, Ali Baraka, ha dichiarato ufficialmente che i Palestinesi presenti nei campi profughi del paese "rappresentano un fattore di calma e stabilità e vogliono prevenire ogni tensione politica e settaria nei paesi che li ospitano".
Le parole del dignitario di Hamas sono incoraggianti e ribadiscono la posizione più volte espressa dal Movimento che, nonostante le lusinghe degli emiri del petrolio, non ha mai preso posizione a favore dei terroristi wahabiti in azione in Siria o degli estremisti che cercano di aiutarli in Libano, tentando di trasformare in Nord del paese in un 'retrofronte' a loro disposizione e che a più riprese hanno cercato di far precipitare la città di Tripoli Siriaca nel caos e nella violenza intestina.
Baraka ha aggiunto, incontrando la parlamentare libanese Bahia Hariri a Majdelyoun, che né i Palestinesi presenti nel Paese dei Cedri, né quelli stanziati in Siria desiderano venire coinvolti in scontri, lotte o atti di violenza e che i loro rappresentanti sono "pronti da subito" a offrire tutte le garanzie alle autorità competenti necessarie per mantenere la sicurezza e la stabilità nei loro campi profughi.
Le parole del dignitario di Hamas sono incoraggianti e ribadiscono la posizione più volte espressa dal Movimento che, nonostante le lusinghe degli emiri del petrolio, non ha mai preso posizione a favore dei terroristi wahabiti in azione in Siria o degli estremisti che cercano di aiutarli in Libano, tentando di trasformare in Nord del paese in un 'retrofronte' a loro disposizione e che a più riprese hanno cercato di far precipitare la città di Tripoli Siriaca nel caos e nella violenza intestina.
Baraka ha aggiunto, incontrando la parlamentare libanese Bahia Hariri a Majdelyoun, che né i Palestinesi presenti nel Paese dei Cedri, né quelli stanziati in Siria desiderano venire coinvolti in scontri, lotte o atti di violenza e che i loro rappresentanti sono "pronti da subito" a offrire tutte le garanzie alle autorità competenti necessarie per mantenere la sicurezza e la stabilità nei loro campi profughi.
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giovedì 1 marzo 2012
Drone-assassino di Obama prima massacra dozzine di civili in una baraccopoli somala, poi si schianta al suolo vicino a una base militare!
Un drone assassino della Casa Bianca, "regalo umanitario" del Presidente di colore USA "tanto vicino" alle popolazioni del Sud del Mondo da mandare i suoi robot-killer a visitarle e massacrarle sempre più spesso, ha ucciso dozzine di persone bombardando coi suoi razzi e con le sue bombe guidate una baraccopoli a Sud di Mogadiscio, la capitale della Somalia, secondo quanto riportato dagli inviati dell'emittente iraniana PressTV.
Poche ore dopo, un velivolo senza pilota, non é chiaro se lo stesso responsabile della strage di civili di poco prima (anche se pare probabile) si é schiantato presso la base militare di Halane, sempre a Sud della capitale somala. L'incidente, che si ricollega a una vera e propria "strage" di droni verificatasi alcuni mesi orsono a causa di 'virus' informatici diffusisi nei loro software di navigazione e all'impiego di avanzate contromisure elettroniche, che qualcuno vorrebbe portate nel paese da emissari iraniani, é stato confermato dall'Ufficio Informazioni dell'Esercito governativo.
Il 'Governo' somalo controlla poco più della capitale e delle province immediatamente circostanti; il resto della Somalia é preda dell'anarchia, dell'arbitrio di Signori della Guerra, clan di Pirati, milizie locali e truppe di invasione straniere come quelle etiopiche e kenyote, sostenute da Usa, Israele, Francia e altre arroganti potenze imperialiste che vogliono trarre il massimo vantaggio dal caos e dalla sofferenza della popolazione locale, perseguitata anche dagli effetti di siccità e carestia che solo di recente sono state "downgradate" dal livello di "emergenza umanitaria", ma rimangono comunque una grave e dolorosa realtà.
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lunedì 13 febbraio 2012
Fondazione umanitaria iraniana inaugura a Mogadiscio istituto di formazione per ragazze orfane e indigenti!
La Fondazione Umanitaria Imam Khomeini ha aperto una nuova istituzione educativa e formativa nella capitale somala di Mogadiscio, per aiutare le giovani donne e le ragazze del paese africano ad appropriarsi di conoscenze importanti per una vita lavorativa e familiare all'insegna della sicurezza e dell'affermazione; l'istituto, situato nel quartiere Hamar Wayne é ben dotato di materiali didattici e tecnici e può ospitare senza problemi settanta studentesse per turno.
"Per ora i laboratori sono centrati sull'informatica, l'economia domestica, il cucito e la sartoria; sono programmi mirati a ragazze orfane o provenienti da famiglie a basso e bassissimo reddito", dichiara Abdul Zahar Alsaidi, dirigente della Fondazione, a latere della cerimonia di inaugurazione, che ha riunito parlamentari e ministri del Governo centrale somalo. E' previsto che alla fine del corso e al superamento dell'esame finale alle studentesse venga affidata una borsa sufficiente a mettere in piedi un piccolo business, in maniera da instaurare un circolo virtuoso di formazione e lavoro indipendente.
Il Parlamentare Mohamed Omar Dalha, ha lodato l'impegno iraniano nel suo paese che si é articolato su vari piani, da quello puramente e strettamente emergenziale, con gli aiuti alimentari e sanitari per i profughi causati dalla siccità e dalla carestia fino a iniziative come queste e come i centri di istruzione e diffusione del Corano.
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martedì 7 febbraio 2012
La Mezzaluna Rossa iraniana riceve ringraziamenti per gli sforzi in Somalia e progetta la prossima fase degli interventi necessari!
Il Presidente della Società somala per la Mezzaluna Rossa, Ahmad Mohammad Hassan nel corso di un incontro ufficiale ha espresso "profonda gratitudine" per il significativo contributo iraniano all'aiuto umanitario che ha permesso di contenere disagi e sofferenze per la popolazione nel corso della carestia seguita alla grave siccità del 2011, che ha colpito tutto il Corno d'Africa.
"La Mezzaluna Rossa iraniana ha giocato un ruolo molto importante nel controllare la fame e le epidemie conseguite alla siccità, sono stati i primi ad arrivare, con i loro convogli, coi loro campi profughi prefabbricati, con le loro cliniche modernamente attrezzate e gestite da personale qualificato, non hanno lesinato sforzi nel tentativo di recarci aiuto".
Nonostante gli sforzi siano riusciti in ultimo a far degradare lo stato di calamità da "carestia" a "grave emergenza umanitaria" tuttavia centinaia di migliaia di persone sono state ridotte al rango di rifugiati e tuttora alloggiate in campi di fortuna, specialmente attorno alla capitale, Mogadiscio e appena oltre i confini con stati meno gravemente colpiti come l'Etiopia o il Kenya.
Tuttavia la Mezzaluna Rossa iraniana non ritiene affatto di aver terminato il suo lavoro in Somalia, come confermato dal suo Presidente Abolhassan Faqih: "Credo che la profilassi sanitaria sia il campo dove concentrare i nostri sforzi ora, senza dimenticare che la gente beneficia di più da programmi di aiuto che letteralmente la 'aiutino ad aiutarsi', quindi attraverso la creazione di possibilità di istruzione, formazione, lavoro".
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domenica 5 febbraio 2012
Drone assassino di Barack Obama si schianta in un campo profughi di Mogadiscio, gli 'askari' dell'AMISOM cacciano i rifugiati per recuperarlo!
Un drone 'Predator', robot-assassino dell'Impero americano, é precipitato ieri in Somalia, cadendo dritto in mezzo a un capo profughi dove si affollavano i disperati in fuga dalle regioni più duramente colpite dalla peggiore siccità degli ultimi 60 anni, che ha scatenato in questi mesi una carestia i cui effetti solo ora cominciano a farsi meno drammatici.
Il campo in questione, di nome Badbado, nel distretto di Dharkenley é stato prontamente invaso dalle truppe AMISOM (la 'missione' in Somalia dell'Unione Africana, una delle molte leve di ingerenza imperialista nel paese, africani che fanno da 'bachi bozouk' per gli americani e altri sfruttatori) che, con la violenza, lo hanno sgombrato dagli occupanti per poter recuperare il rottame dell'UAV.
L'inquilino nero della Casa Bianca Barack Obama sta ricevendo sempre più critiche per il suo "eccessivamente disinvolto" uso di droni teleguidati in zone come il Pachistan, lo Yemen e la Somalia, che ha portato di recente a vere e proprie debacle come la perdita di almeno una dozzina di velivoli senza pilota nel Corno d'Africa e di tre o quattro sull'Iran, ultimo dei quali l'avanzatissimo e ritenuto "invisibile" RQ-170 della Northrop.
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giovedì 12 gennaio 2012
Human Rights Watch denuncia: "Saccheggi, stupri, violenze, ecco come i 'liberatori' kenioti martirizzano la Somalia e i suoi abitanti!"
Incredibile arroganza di questi 'islamici', che pretendono di vivere rispettando la loro Storia e le loro tradizioni!
Ovviamente si faticherebbe a trovare traccia di qualsivoglia preoccupazione "umanitaria" nei confronti della popolazione somala se ci si prendesse la briga di leggere e studiare per intero il rapporto pubblicato dall'ONG Human Rights Watch riguardo la condotta delle truppe di Nairobi in Somalia e nei confronti dei campi di profughi e rifugiati somali espatriati oltreconfine, ma anche cittadini kenioti a tutti gli effetti facenti parte di etnie somale, che sono tutt'altro che rari sulla zona del confine nordorientale tra i due Stati.
Il rapporto testimonia fatti avvenuti da ottobre 2011 fino a pochi giorni fa e segnala casi di: "saccheggi, stupri, violenze, pestaggi, arresti arbitrari e torture". Nelle parole di Daniel Bekele, Direttore di HRW per l'Africa:"Quando si raccolgono dozzine di testimonianze riguardanti pestaggi e violenze commesse dalle forze militari keniote in pieno giorno e di fronte a testimoni si ha la prova certa che tali comportamenti non siano aberrazioni individuali, ma anzi, costituiscano una prassi di comportamento".
I peggiori abusi sarebbero avvenuti presso il campo profughi di Dadaab, che ospita quasi mezzo milione di persone.
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sabato 7 gennaio 2012
Il corrotto governo sud-sudanese costretto ad ammettere: "Nello Jonglei un disastro inenarrabile", almeno 3000 morti!
![]() |
| Moses Obi, comandante delle forze ONU costrette a supplire alla criminale negligenza delle 'truppe regolari' Sud-Sudanesi. |
![]() |
| Il "motivo" delle stragi e dei massacri... |
Lentamente, gli uomini e le donne del Coordinamento Umanitario ONU per il Sud-Sudan, della Missione ONU (UNMISS) e dell'Ufficio ONU per il Coordinamento degli Affari Umanitari stanno cercando di supplire all'inanità e alla colpevole assenza di ogni struttura 'ufficiale', essendosi il Governo di Giuba rivelato per quel che é di fronte a questa emergenza umanitaria: nient'altro che l'ennesima cleptocrazia africana da 'Repubblica del Cocco'. Circa 60 mila persone sono fuggite di fronte all'avanzare dei Lou Nuer negli scorsi giorni. Adesso alcuni di loro cercano di rientrare a Pibor, ma vi sono parecchi villaggi e comunità circostanti (Boma, Likuangole, il villaggio di Walgak nella confinante Contea di Akobo, sempre nella regione di Jonglei) che sono stati totalmente distrutti e bruciati, dove i profughi non troveranno nulla a cui tornare.
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domenica 4 dicembre 2011
Adesso gli 'askari' africani del mezzo africano Obama bombardano anche i campi profughi!
Escalation di crudeltà e morte nell'invasione Keniota della Somalia, che si va consumando nella totale indifferenza dell'Occidente ipocrita e corrotto, che si accorge delle 'crisi umanitarie' solo quando queste fanno comodo agli interessi delle sue elite predatorie (e se non ci sono, é capacissimo di crearle e inventarle), ma quando c'é qualcosa da guardagnare sa benissimo arrampicarsi su cataste di cadaveri innocenti.
Solo poco tempo fa l'esercito keniota, trasformatosi nella truppa coloniale del mezzo keniota Barack Obama, invadeva la Somalia, un paese prostrato da vent'anni di instabilità, guerra civile, avventure militari straniere e, ultimamente, dalla peggiore siccità in oltre mezzo secolo, seguita subito dopo da piogge torrenziali e devastanti. Arriva ora dalla regione di Gedo la notizia, relata dal leader locale Mohamed Abdi Kalil e verificata e confermata dall'emittente iraniana PressTV che caccia a reazione di Mombasa hanno preso di mira con razzi e bombe un campo profughi occupato proprio dai superstiti di queste calamità, presso il villagio di Ceel Ade.
Vorremmo sapere se, dopo essersi prostituiti alle voglie imperialistiche del loro mezzo parente, inquilino nero della Casa Bianca, i generali kenioti impareranno, come giustificazione della loro 'bella prodezza' militare la tiritera sionista sui 'guerriglieri musulmani che si nascondono tra i civili' che i gallonati di Tel Aviv tirano fuori ogni volta che bombardano (volutamente) scuole, ospedali e altre installazioni civili nel corso delle loro azioni di terrorismo militare.
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domenica 31 luglio 2011
Dirigenti di Hamas rimessi in libertà dopo che i loro difensori dimostrano l'arbitrarietà illegale del loro arresto!
Le forze sioniste di occupazione sono recentemente state costrette a liberare due prominenti figure di Hamas, il movimento musulmano di Resistenza: il lettore dell'Universtià di Njah (Nablus) Moustafa al Shinnar e l'attivista per i diritti dei profughi Yasser Dardasawi, egli stesso residente nel campo di Balata, a Est di Nablus.
Fonti di ONG internazionali impegnate sul territorio hanno rivelato che, dopo essere stati tenuti per quasi due mesi in detenzione amministrativa senza alcuna accusa precisa, un appello presentato dai loro legali ha costretto le autorità giudiziarie sioniste ad ammettere che l'arresto e quindi la loro detenzione era illegale e ingiustificabile.
Secondo le mostruose procedure giudiziarie in vigore in Israele le forze armate e la polizia hanno il diritto di arrestare chi vogliono senza comunicare il motivo al prigioniero e nemmeno ai suoi rappresentanti legali; l'abile mossa della difesa con cui é stata dimostrata l'irregolarità dell'arresto é stato un occasionale colpo da maestro e non deve affatto fuorviare il lettore nel credere che nello Stato ebraico, nei confronti della minoranza perseguitata arabo-palestinese, vigano le garanzie dell'Habeas Corpus e della presunzione di innocenza date per scontate nei paesi democratici.
L'arresto di figure palestinesi di spicco nel campo politico, culturale e sindacale, condotto totalmente a caso e ad arbitrio di militari e poliziotti, é uno dei molti modi con i quali Israele tenta di sottomettere la comunità araba, privandola dei suoi leader e della sua intellighentsia.
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lunedì 6 giugno 2011
Israele massacra altri palestinesi disarmati! Dov'é la reazione dell'Occidente??
Le forze sioniste di occupazione hanno ucciso un numero di dimostranti variabile tra i sei e i venti ferendone più o meno gravemente numerose altre dozzine in una giornata di intense manifestazioni che ha segnato (col sangue di civili disarmati, tra cui almeno una donna e un ragazzino di dodici anni) il quarantaquattresimo anniversario (Yawm al-Naksa) del vigliacco attacco a tradimento col quale lo Stato ebraico prese possesso della Striscia di Gaza, della Cisgiordania, delle Alture del Golan e di Gerusalemme Est.
Le più intense manifestazioni si sono avute appunto in Cisgiordania e sul confine tra la Siria e il Golan occupato, mentre in Libano l'esercito di Beirut si é schierato a bloccare le vie di accesso al confine con Israele, forzando i Palestinesi dei dodici campi profughi del paese a organizzare manifestazioni quali marce e sit-in nei pressi dei campi stessi; questa condotta da parte dei generali libanesi però ha facilitato il compito di Israele, che ha potuto rischierare le sue truppe contro gli altri manifestanti, per essere veramente efficaci le manifestazioni devono essere massicce e contemporanee.
In Cisgiordania gli scontri più intensi si sono avuti presso la città di Ramallah e il villaggio di Qalandyiah; é interessante notare come, nei servizi filmati di televisioni di proprietà ebraica o comunque allineate con Tel Aviv le immagini più cruente (di pestaggi, inseguimenti, dimostranti intossicati da gas urticante) siano totalmente assenti e come invece gli speaker si affrettino a menzionare le supposte 'repressioni' avvenute in Siria, dove invece il Governo sta affrontando da settimane squadre di provocatori e terroristi infiltrati che non hanno niente a che vedere con genuine proteste popolari come quelle che, dal mese scorso, scuotono il Regime dell'Apartheid provocandone la reazione scomposta e assassina. Reazione che, con un bilancio di morti ormai nelle dozzine, nessun corrotto e ipocrita paese occidentale si é ancora affrettato a condannare.
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venerdì 15 aprile 2011
Personale dell'UNRWA sciopera a Gaza: "Non ci piegheremo, non insegneremo l'Olocausto ai ragazzi dei campi profughi!"
Il Sindacato del personale della United Nations Relief and Works Agency (UNRWA) di Gaza ha dichiarato una serie di scioperi di cui il primo si é già tenuto, per protestare contro il minacciato licenziamento di alcuni insegnanti dalle strutture che, con finanziamenti ONU, danno un'istruzione ai ragazzi e ai bambini dei campi profughi della Striscia.
Durante una conferenza stampa collegata il dirigente sindacale Suhail al-Hindi ha espresso viva disapprovazione e condanna per i prospettati licenziamenti, che, stante le drammatiche condizioni occupazionali a Gaza (a causa dell'assedio israeliano) rischiano di condannare all'indigenza le famiglie degli insegnanti in questione. Al-Hindi ha collegato la misura alla reiterata opposizione degli insegnanti a inserire l'Olocausto nel curriculum di studi storici e sociali.
"I licenziamenti sono una manovra intimidatoria, si vogliono colpire alcuni insegnanti perché gli altri, intimiditi, rompano il fronte e si sottomettano all'imposizione". Il Sindacato reitera l'opposizione a qualunque insegnamento teso a presentare gli invasori e occupanti sionisti come 'vittime' e a sminuire, di concerto, le sofferenze e le ingiustizie patite dal popolo palestinese.
E' necessario, invece, approfondire e articolare meglio lo studio della storia palestinese dal 1948 fino al presente, in modo che i bambini e i ragazzi dei campi profughi abbiano un'idea migliore e più chiara anche delle ragioni storiche e sociali della loro storia personale, una storia che, anche oggi, é direttamente collegata con avvenimenti storici come la Dichiarazione di Lord Balfour, l'insurrezione contro l'Impero Ottomano, la Grande Rivolta, la pubblicazione del Libro Bianco e via via fino al "pogrom" militare sionista di due anni fa.
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