Esiste in Libano una vigliacca e vergognosa "corrente di pensiero" portata avanti dai politicanti venduti del "14 Marzo" (da Saad Hariri in giù) e da qualche fanatico integralista sunnita (come quelli che
hanno più volte tentato di istigare scontri settari a Tripoli Siriaca) che pretenderebbe di fare 'accettare' alle forze militari e di polizia del Paese dei Cedri la presenza sul territorio nazionale di basi e strutture logistiche dei mercenari wahabiti impegnati in azioni terroristiche contro la Siria, il suo Governo e i suoi cittadini, in base a una malintesa "par condicio".
Una "par condicio" che dovrebbe esercitarsi nei confronti di Hezbollah, Amal, il PFLP-GC, l'SSNP e le altre forze politico/militari libanesi che hanno basi o forze armate nel paese. Ma mentre Hezbollah, Amal, e gli altri partiti e fazioni sopra menzionati fanno parte di una RESISTENZA NAZIONALE pronta a combattere e sacrificarsi per la Libertà e l'Indipendenza e Autonomia della nazione libanese (come hanno fatto nel 2006 e prima ancora), mercenari ed estremisti wahabiti sono un fattore di disgregazione e pericolo, latori di influenze che sono l'antitesi dell'esistenza di un Libano forte e unito.
Il prezzo di questa perniciosa, fallace "par condicio" gli uomini dell'Armee Libanaise lo hanno pagato pochi giorni fa ad Erslan, quando, durante il fermo e l'arresto di un combattente straniero con collegamenti all'insorgenza terrorista in Siria, un ufficiale e un uomo di truppa sono periti sotto il fuoco dei suoi complici (che peraltro non sono nemmeno riusciti a liberare il prigioniero, arrivando anzi a ucciderlo).
Sia chiaro fin d'ora a tutti gli osservatori di cose libanesi e mediorientali che i due caduti (di cui si sono tenute oggi le esequie) pesano sulla coscienza degli Hariri, dei Geagea e di tutti i coadiuvatori e facilitatori delle attività di sostegno al terrorismo in Siria!
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