Più di una volta su queste pagine abbiamo lodato la serietà e il rigore del Gran Mufti sunnita libanese Rashid Qabbani, sempre pronto a denunciare le deviazioni e le distorsioni del Corano operate dai terroristi wahabiti al servizio della coalizione filoisraeliana e filoamericana e a ricordare come il ruolo dei sunniti in Libano (ma anche in Siria e altrove) non é quello di farsi pedine dell'America e di Sion al soldo di una dinastia corrotta come quella dei Saoud ma di stare a fianco dei loro fratelli musulmani sciiti e arabi cristiani contro l'Imperialismo e il settarismo.
Oggi il grande uomo di fede, intervenuto al funerale di una delle vittime dell'autobomba wahabita dell'Hotel Fenicia, é stato aggredito da una claque di estremisti takfiri appositamente convocati dal partito di Saad Hariri, il Renzo Bossi libanese, che hanno costretto il religioso e il suo seguito a rimanere chiuso in una sezione della Moschea di Al-Khasheqji fino a che un team dell'ISF (Intelligence Strke Force, il corpo d'assalto dello spionaggio libanese), non ha fatto irruzione nello stabile portando in salvo gli assediati.
I partiti dell'Alleanza 8 Marzo hanno stigmatizzato l'accaduto avvertendo Saad Hariri e complici che saranno ritenuti personalmente responsabili di altri attacchi alla figura e alla persona di Qabbani. L'accaduto dimostra come la coalizione takfira non ha nessun rispetto per le figure religiose ed é pronta a scagliarcisi contro quando esse diventino 'scomode' per la loro coerenza e integrità morale.

