Il Ministro degli Interni del Governo libico in esilio nell'Est del paese, Omar al-Sinki, ha lanciato un appello agli Usa e all'Italia affinché inviino aiuti materiali e personale specializzato per affrontare l'emergenza in corso al terminal petrolifero di Sidra, nella regione di Al-Hilal, dove tuttora infuriano le fiamme.
Il rischio di una reazione a catena che distruggerebbe l'impianto e causerebbe una vera e propria catastrofe ecologica é ancora molto alto; nonostante siano passate 48 ore dallo scoppio delle fiamme i pompieri libici, inesperti e privi di attrezzature adatte, non sono riusciti a venire a capo della situazione.
L'incendio come i nostri lettori ricorderanno é scoppiato in seguito ai combattimenti tra le forze regolari che difendono l'impianto (insieme a quelli di Ras Lanuf e Mersa el-Brega) e i miliziani islamisti di Fajr Libya sostenuti da Erdogan e dall'Emiro del Qatar.
Questo evento ha contribuito alla recente risalita di prezzo del greggio, il cui costo per barile era precipitato a causa delle manovre volute da Obama per tentare di mettere in difficoltà Mosca, Caracas e Teheran.
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martedì 30 dicembre 2014
Sidra sull'orlo della catastrofe ecologica: il Governo libico chiede aiuto agli Usa e all'Italia!!
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domenica 28 dicembre 2014
Attacco islamista a Sidra distrugge cisterne di greggio e minaccia di trasformare il terminal in un'Area di Disastro!
In Libia continuano i combattimenti nell'area di Al-Hilal, dove le forze islamiste di 'Fajr Libya' lanciando un nuovo attacco contro il terminal petrolifero di Sidra hanno colpito con razzi una enorme cisterna di petrolio, incendiandola.
Nel terminal di Sidra esistevano diciassette enormi cisterne, quella colpita ha propagato fiamme verso altre due che sono esplose trasformando una vasta area intorno ad esse in un paesaggio infernale; secondo quanto riporta Hamid al-Habuni, della compagnia che gestisce i terminal di Sidra, Ras Lanuf e Mersa el-Brega "Ci vorranno almeno sette giorni di lavoro ininterrotto per domare l'incendio, posto che personale ed equipaggiamenti adatti arrivino subito sulla zona del disastro".
Se le fiamme dovessero propagarsi anche alle altre quattordici cisterne si verificherebbe una vera e propria apocalisse.
Il fatto che i militanti di Fajr Libya cerchino attivamente di colpire i terminal (come hanno cercato di fare anche dal cielo) la dice lunga sul fatto che essi non possano permettersi un lungo assedio alle strutture, al termine del quale potrebbero prenderne possesso e usarle per i loro scopi.
L'atteggiamento da 'Crepi Sansone' con cui stanno conducendo le loro operazioni contro Al-Hilal dimostra che essi sono più interessati a negare l'uso dei terminal alle forze governative piuttosto che a conquistarle per sé stessi, prova evidente di quanto siano disperati.
Nel terminal di Sidra esistevano diciassette enormi cisterne, quella colpita ha propagato fiamme verso altre due che sono esplose trasformando una vasta area intorno ad esse in un paesaggio infernale; secondo quanto riporta Hamid al-Habuni, della compagnia che gestisce i terminal di Sidra, Ras Lanuf e Mersa el-Brega "Ci vorranno almeno sette giorni di lavoro ininterrotto per domare l'incendio, posto che personale ed equipaggiamenti adatti arrivino subito sulla zona del disastro".
Se le fiamme dovessero propagarsi anche alle altre quattordici cisterne si verificherebbe una vera e propria apocalisse.
Il fatto che i militanti di Fajr Libya cerchino attivamente di colpire i terminal (come hanno cercato di fare anche dal cielo) la dice lunga sul fatto che essi non possano permettersi un lungo assedio alle strutture, al termine del quale potrebbero prenderne possesso e usarle per i loro scopi.
L'atteggiamento da 'Crepi Sansone' con cui stanno conducendo le loro operazioni contro Al-Hilal dimostra che essi sono più interessati a negare l'uso dei terminal alle forze governative piuttosto che a conquistarle per sé stessi, prova evidente di quanto siano disperati.
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