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venerdì 25 maggio 2012

I nazisti israeliani si allenano alla "Notte dei Cristalli" contro gli immigrati africani!

Gli apologisti e i lecca-sion ripetono "ad nauseam" come il regime ebraico di occupazione della Palestina sarebbe "l'unica democrazia del Medio Oriente" ma, a quanto ci pare di ricordare, normalmente nelle Democrazie non vige l'Apartheid e, sempre secondo i nostri ricordi, gli immigrati, anche illegali, anche dotati di pelle di colore diverso, non vengono sottoposti a 'battute di caccia' da parte di folle di violenti esaltati dalla propaganda razzista e fascistoide di politicanti senza scrupoli. Invece é esattamente ciò che é accaduto ieri a Tel Aviv, la metropoli sionista che l'indecente Roberto Saviano definiva "una città che non dorme mai". Bene, ieri sera Tel Aviv certo non ha dormito! Impegnata com'era nel pogrom-fai-da-te, la "caccia al negro" organizzata dai soliti provocatori razzisti Michael Ben Ari, Itamar Ben Gvir e Baruch Marzel.

In una sguaiata, rabbiosa, spaventosa parodia della 'Kristallnacht' i nuovi nazisti con le barbe e le kippà dei giudei ortodossi si sono scagliati contro un negozio di alimentari e un salone di barbiere del 'ghetto' africano di Haktivah, devastandoli e saccheggiandoli e attaccando e picchiando selvaggiamente ogni africano che capitava loro a tiro. Solo dopo un lungo periodo di impunità la polizia sionista si é decisa a fare qualcosa, circondando gli esagitati e fermando 17 di loro, colti in flagrante mentre distruggevano proprietà o aggredivano persone.

Lo scorso mercoledì il Procuratore Generale Yehuda Weinstein si é dichiarato in favore di "un ordine di deportazione di massa" di tutti gli immigrati africani, una misura che non ha precedenti nella giurisprudenza e che evidenzia a tutti gli effetti la natura razzista e antidemocratica di Israele. In nessun paese occidentale, in nessuna democrazia si penserebbe mai di rendere possibile un simile mostruoso provvedimento, ne tengano ben conto i lecca-sion che vorrebbero addirittura 'Israele nell'Unione Europea' o simili assurdità!
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mercoledì 27 ottobre 2010

I fascisti del Kach istigano con la loro marcia scontri fra Palestinesi e polizia



Come anticipato dal nostro recente articolo in inglese la progettata marcia provocatoria voluta dall'ultradestra israeliana (e prontamente concessa dalle autorità di polizia ormai palesemente colluse con i settori più virulenti del razzismo sionista) si è tenuta oggi nella comunità di Umm-el-Fahm, abitata da oltre quarantamila cittadini israeliani di etnia Palestinese.

Scortati da oltre 2500 poliziotti in perfetta tenuta di combattimeno la sparutissima rappresentanza di ultrà sionisti (meno di cento persone...c'erano più di 25 agenti per manifestante!) ha attraversato le strade della cittadina araba agitando freneticamente vessilli biancocelesti e scandendo a pieni polmoni slogan insultanti e razzisti che inneggiavano alla figura del "rabbino" Meir Kahane, che più di trent'anni fa sosteneva le ragioni della persecuzione e della "pulizia etnica" dei Palestinesi.

Alla fine del carosello, accompagnati sui pulmini blindati i pochi dimostranti fascio-sionisti, le forze di polizia israeliane si sono rivolte contro la folla Palestinese che si era radunata per protestare contro i marciatori e la loro scorta, iniziando immediatamente a bersagliarla con granate lacrimogene e proiettili di gomma.

Gli scontri coi Palestinesi, prolungatisi per un paio d'ore, si sono conclusi con il ferimento di diverse dozzine di vittime e il rapimento di alcune, "colpevoli" di avere cercato di difendere le proprie strade e le proprie famiglie dall'incursione armata degli estremisti e dei poliziotti. Durante gli stessi la parlamentare della Knesset Haneen Zoabi, rappresentante politico degli abitanti arabi di Israele é stata colpita due volte da proiettili di gomma.

"Mi hanno riconosciuto e hanno iniziato a tirarmi addosso", ha dichiarato la Zoabi una volta condotta al sicuro dalla violenza delle forze sioniste; le sue parole non hanno motivo di essere esagerate, visto che la rappresentante della Camera divenne alquanto famosa per aver preso parte questa primavera alla spedizione di soccorso diretta verso Gaza che venne abbordata in alto mare e affrontata armi in pugno dai commando di Israele, con un atto di vera e propria pirateria internazionale che costò diciannove vittime fra gli attivisti umanitari.

martedì 26 ottobre 2010

Jewish fascists secure permit to march on arab neighbourhood to "commemorate" terrorist Kach founder

Jewish far right extremists are planning a provocative march to "commemorate" the offing of their ''Fuehrer'', the rabidly racist "rabbi" Meir Kahane who died unlamented in New York two decades ago.
Violent rethoric, incendiary stances, assemblies of fanatical devotees: in his times "rabbi" Kahane left no far-right stereotype untouched.
Modern-day followers of the "Kach" terrorist movement are dead set to gather strenght and convinction by celebrating the death of their "hero", just as like Nazis did celebrate the death of Horst Wessel and the fascist Romanian Iron Guard celebrated the death of Codreanu, no matter how despicable and reproachable the lives of all three were, and, to add fire to the flame, they intend to do so by marching through the streets of Um el Fahem, a bustling and crowded arab neighbourhood in israeli territory, in the hope of starting clashes with its Palestinian inhabitants.
Despite the "ban" which followed the 'Cave of the Patriarchs' massacre' Kach is still alive and well in racist Israel.
Given their deep-rooted contacts within the heavily far-right infiltrated israeli security forces Itamar Ben Gvir (pictured left) and Baruch Marzel (pictured right), the jewish kachist leaders, had no difficulties in securing a permit for their provocative march, the concession of which alone demonstrates the unity of intent between political extremists and the police/military community of Israel in leaving no approach untested to spark clashes and violences against the Palestinian community.
Meir Kahane is the semi-official "patron saint" of the present israeli approach toward the treatment of its sizeable arab minority, having theorized "ethnic cleansing" and "population swap" more than twenty years ago. Both options are nowadays fully integrated in israely policy, with plans drawn and drills and military maneuvers enacted to verify their expedite accomplishment in the foreseeable future.
More incriminating than any accusations are Kahane's own "works"; in this 1981 essay he advocated ethnic cleansing and apartheid against Palestine's native population.
Among the far-right israeli political spectrum the "Yisrael Beitenu" party, whose spokeman Avigdor Lieberman reserved for himself the strategic spot of foreign secretary, is perhaps the closest to the racialist and arabophobic stance of Kahane. Lieberman and his party were crucial for the passing of the racist law asking naturalized non-jewish citizens of Israel to "swear an oath of subservience" toward the state's "jewishness", thus implicitly recognizing and validating its ethnocratic 'master race' tenets.

The provocative march is scheduled to take place the coming Wednesday, on October the 27th.