Ancora una volta, mostrando una volontà di resistenza indomita e a tutta prova, l'Esercito Yemenita, operando in stretta coordinazione coi combattenti dei Comitati Popolari Ansarullah, é riuscito a colpire il reame aggressore di Arabia Saudita con un suo missile balistico.
Il vettore a medio raggio é partito dal territorio yemenita e si é diretto contro la Provincia di Asir, colpendo il suo bersaglio nei pressi della città di Khamis Mushait.
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venerdì 1 dicembre 2017
Missile yemenita arriva a destinazione colpendo Khamis Mushait, in Arabia Saudita!
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martedì 5 agosto 2014
"Con le pive nel sacco!!" Il ritiro da Gaza é appena iniziato e già a Tel Aviv inizia lo scaricabarile per la cocente sconfitta!!
Il processo di ritiro delle forze militari dal fronte di Gaza é ancora in corso e già nei retroscena dei Ministeri e dei Gabinetti sionisti si tirano fuori i coltelli per la 'resa dei conti': chi si accollerà il disdoro e la colpa per il grave imbarazzo in cui l'ennesima avventura militare sionista é terminate?
Perché ovviamente, alla favola della "missione compiuta" raccontata via comunicato per giustificare la precipitosa ritriata non crede nemmeno il più superficiale lettore di 'Maariv'; il regime sionista é arrivato vicinissimo a trovarsi di fronte a una insurrezione generalizzata in West Bank, ha subito perdite militari inaudite dai tempi della Guerra del 2006 contro Hezbollah e ha subito danni economici per centinaia di milioni di dollari e politici e di immagine difficilmente quantificabili.
Un capro espiatorio (tradizione prettamente ebraica per 'lavarsi la coscienza') HA da esser trovato.
Sembra che Netanyahu sia disposto a diventare il carceriere-capo del "popolo eletto", avendo proposto la creazione di un colossale muro con cui avvolgere completamente i confini dello stato sionista sopra ma anche sottoterra: una soluzione che sembra tratta da un brutto film di fantascienza come quelli che Aldo Lado ed Enzo Castellari facevano negli anni '80 imitando 'Mad Max' e 'Fuga da NY'.
D'altra parte il Comando Supremo delle forze armate non ha intenzione di farsi addossare tutte le colpe come già avvenuto in passato: l'Esercito, é la versione dell'IDF, é entrato a Gaza senza precise direttive da parte del potere politico e ha retto fino che ha potuto, fino a quando le perdite (nonostante tutti i tentativi mediatici di nasconderle ed edulcorarle) non si sono fatte insopportabili.
Perché ovviamente, alla favola della "missione compiuta" raccontata via comunicato per giustificare la precipitosa ritriata non crede nemmeno il più superficiale lettore di 'Maariv'; il regime sionista é arrivato vicinissimo a trovarsi di fronte a una insurrezione generalizzata in West Bank, ha subito perdite militari inaudite dai tempi della Guerra del 2006 contro Hezbollah e ha subito danni economici per centinaia di milioni di dollari e politici e di immagine difficilmente quantificabili.
Un capro espiatorio (tradizione prettamente ebraica per 'lavarsi la coscienza') HA da esser trovato.
Sembra che Netanyahu sia disposto a diventare il carceriere-capo del "popolo eletto", avendo proposto la creazione di un colossale muro con cui avvolgere completamente i confini dello stato sionista sopra ma anche sottoterra: una soluzione che sembra tratta da un brutto film di fantascienza come quelli che Aldo Lado ed Enzo Castellari facevano negli anni '80 imitando 'Mad Max' e 'Fuga da NY'.
D'altra parte il Comando Supremo delle forze armate non ha intenzione di farsi addossare tutte le colpe come già avvenuto in passato: l'Esercito, é la versione dell'IDF, é entrato a Gaza senza precise direttive da parte del potere politico e ha retto fino che ha potuto, fino a quando le perdite (nonostante tutti i tentativi mediatici di nasconderle ed edulcorarle) non si sono fatte insopportabili.
AGGIORNAMENTO: sembra possibile un massiccio ridispiegamento di truppe sioniste fuori da Gaza!
Riceviamo e pubblichiamo immediatamente in attesa di trovare conferme e spiegazioni più dettagliate:
Israele ha annunciato il ritiro delle sue truppe dalla Striscia di Gaza. La decisione è arrivata poche ore dopo l’annuncio di una tregua di 72 ore, ottenuta grazie alla mediazione dell’Egitto. Il cessate il fuoco è cominciato alle 8 (ora locale).
Israele sostiene che il principale obiettivo dell’offensiva, cioè la distruzione dei tunnel sotterranei che collegano la Striscia di Gaza a Israele, è stato raggiunto. L’invasione via terra era cominciata il 17 luglio.
“Le truppe israeliane saranno disposte nelle posizioni difensive fuori dalla Striscia di Gaza e manterranno quelle posizioni”, ha detto Peter Lerner, portavoce dell’esercito israeliano.
Riteniamo che la pretesa "di avere raggiunto l'obiettivo dell'offensiva" sia una PALESE CAZZATA, del genere che Tel Aviv sostiene per celare le sue sconfitte politico-strategiche come quella del 2000, quella del 2006, quella del 2008-2009 e così via.
L'offensiva era iniziata prima "per distruggere Hamas", poi "per far cessare il lancio di razzi", poi "per distruggere i tunnel", con ogni obiettivo tirato fuori in sequenza quando il precedente si rivelava irraggiungibile (Hamas continua ad esistere ed é sempre più popolare, i razzi hanno continuato a piovere sulle città sioniste fino all'ultimo, i tunnel sotterranei sono lungi dall'essere tutti distrutti).
Israele ha annunciato il ritiro delle sue truppe dalla Striscia di Gaza. La decisione è arrivata poche ore dopo l’annuncio di una tregua di 72 ore, ottenuta grazie alla mediazione dell’Egitto. Il cessate il fuoco è cominciato alle 8 (ora locale).
Israele sostiene che il principale obiettivo dell’offensiva, cioè la distruzione dei tunnel sotterranei che collegano la Striscia di Gaza a Israele, è stato raggiunto. L’invasione via terra era cominciata il 17 luglio.
“Le truppe israeliane saranno disposte nelle posizioni difensive fuori dalla Striscia di Gaza e manterranno quelle posizioni”, ha detto Peter Lerner, portavoce dell’esercito israeliano.
Riteniamo che la pretesa "di avere raggiunto l'obiettivo dell'offensiva" sia una PALESE CAZZATA, del genere che Tel Aviv sostiene per celare le sue sconfitte politico-strategiche come quella del 2000, quella del 2006, quella del 2008-2009 e così via.
L'offensiva era iniziata prima "per distruggere Hamas", poi "per far cessare il lancio di razzi", poi "per distruggere i tunnel", con ogni obiettivo tirato fuori in sequenza quando il precedente si rivelava irraggiungibile (Hamas continua ad esistere ed é sempre più popolare, i razzi hanno continuato a piovere sulle città sioniste fino all'ultimo, i tunnel sotterranei sono lungi dall'essere tutti distrutti).
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