Il processo di ritiro delle forze militari dal fronte di Gaza é ancora in corso e già nei retroscena dei Ministeri e dei Gabinetti sionisti si tirano fuori i coltelli per la 'resa dei conti': chi si accollerà il disdoro e la colpa per il grave imbarazzo in cui l'ennesima avventura militare sionista é terminate?
Perché ovviamente, alla favola della "missione compiuta" raccontata via comunicato per giustificare la precipitosa ritriata non crede nemmeno il più superficiale lettore di 'Maariv'; il regime sionista é arrivato vicinissimo a trovarsi di fronte a una insurrezione generalizzata in West Bank, ha subito perdite militari inaudite dai tempi della Guerra del 2006 contro Hezbollah e ha subito danni economici per centinaia di milioni di dollari e politici e di immagine difficilmente quantificabili.
Un capro espiatorio (tradizione prettamente ebraica per 'lavarsi la coscienza') HA da esser trovato.
Sembra che Netanyahu sia disposto a diventare il carceriere-capo del "popolo eletto", avendo proposto la creazione di un colossale muro con cui avvolgere completamente i confini dello stato sionista sopra ma anche sottoterra: una soluzione che sembra tratta da un brutto film di fantascienza come quelli che Aldo Lado ed Enzo Castellari facevano negli anni '80 imitando 'Mad Max' e 'Fuga da NY'.
D'altra parte il Comando Supremo delle forze armate non ha intenzione di farsi addossare tutte le colpe come già avvenuto in passato: l'Esercito, é la versione dell'IDF, é entrato a Gaza senza precise direttive da parte del potere politico e ha retto fino che ha potuto, fino a quando le perdite (nonostante tutti i tentativi mediatici di nasconderle ed edulcorarle) non si sono fatte insopportabili.
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martedì 5 agosto 2014
"Con le pive nel sacco!!" Il ritiro da Gaza é appena iniziato e già a Tel Aviv inizia lo scaricabarile per la cocente sconfitta!!
lunedì 28 aprile 2014
Maariv: "Tel Aviv non é pronta a una nuova guerra con Hezbollah, l'Esercito é meno efficiente oggi che nel 2006!!"
Da un articolo del tabloid sionista "Maariv" riprendiamo un'analsi dai toni allarmati riguardo le effettive capacità militari del regime ebraico di occupazione della Palestina nel caso di una riaccensione delle ostilità con il Movimento Hezbollah (che, ricordiamo, nell'agosto 2006 sono state interrotte da un cessate-il-fuoco ma mai estinte da un formale accordo di pace, impossibile a raggiungersi fino a quando Tel Aviv continuerà ad occupare porzioni di territorio libanese).
Citando "Una fonte altolocata all'interno dello Stato Maggiore" il Maariv riporta che "Le forze armate non sono in grado di riprendere operazioni ad alta intensità sul fronte Nord nelle presenti condizioni e, se lo facessero, i risultati sarebbero peggiori di quelli ottenuti quasi otto anni fa".
Le motivazioni di questa degradazione nella prevedibile performance sono molteplici e investono la sfera materiale, quella dell'organico e del morare e delle motivazioni. L'articolo si sofferma a lungo sui numerosi incidenti occorsi negli ultimi anni dovuti a una progressiva obsolescenza del materiale bellico sionista e alla diminuzione delle ore di manutenzione e revisione dovute alle progressive 'sforbiciate' ai budget militari (che non solo hanno impedito l'acquisto e la procura di nuovi sistemi d'arma ma hanno anche inciso sulla cura del materiale già esistente e in uso).
Certo le guerre si fanno prima di tutto con gli uomini e poi con i materiali, ma anche in questo caso Tel Aviv ha poco da stare allegra: "I ranghi della truppa sono progressivamente più abulici e sfiduciati, composti da personale che cerca in ogni modo di sottrarsi agli obblighi di leva, arrivando anche a mentire sulle proprie convinzioni etiche e religiose nel tentativo di ottenere un congedo anticipato".
Contemporaneamente, é bene ricordarlo, il Movimento sciita Hezbollah sta accumulando un grande capitale di esperienza diretta sui campi di battaglia siriani, dove fianco a fianco con le truppe regolari di Assad e con i consiglieri e istruttori dell'IRGC e della Niruye-e-Qods partecipa con le sue unità alla distruzione del network terrorista takfiro e wahabita.
Citando "Una fonte altolocata all'interno dello Stato Maggiore" il Maariv riporta che "Le forze armate non sono in grado di riprendere operazioni ad alta intensità sul fronte Nord nelle presenti condizioni e, se lo facessero, i risultati sarebbero peggiori di quelli ottenuti quasi otto anni fa".
Le motivazioni di questa degradazione nella prevedibile performance sono molteplici e investono la sfera materiale, quella dell'organico e del morare e delle motivazioni. L'articolo si sofferma a lungo sui numerosi incidenti occorsi negli ultimi anni dovuti a una progressiva obsolescenza del materiale bellico sionista e alla diminuzione delle ore di manutenzione e revisione dovute alle progressive 'sforbiciate' ai budget militari (che non solo hanno impedito l'acquisto e la procura di nuovi sistemi d'arma ma hanno anche inciso sulla cura del materiale già esistente e in uso).
Certo le guerre si fanno prima di tutto con gli uomini e poi con i materiali, ma anche in questo caso Tel Aviv ha poco da stare allegra: "I ranghi della truppa sono progressivamente più abulici e sfiduciati, composti da personale che cerca in ogni modo di sottrarsi agli obblighi di leva, arrivando anche a mentire sulle proprie convinzioni etiche e religiose nel tentativo di ottenere un congedo anticipato".
Contemporaneamente, é bene ricordarlo, il Movimento sciita Hezbollah sta accumulando un grande capitale di esperienza diretta sui campi di battaglia siriani, dove fianco a fianco con le truppe regolari di Assad e con i consiglieri e istruttori dell'IRGC e della Niruye-e-Qods partecipa con le sue unità alla distruzione del network terrorista takfiro e wahabita.
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sabato 9 giugno 2012
Paranoie sioniste in azione, 'think tank' filoisraeliano pretende che l'Iran "Costruisca centrifughe segrete!"
L'illustrazione di qui sopra serve a illustrare cosa deve avere pensato il lettore medio del 'Maariv', (tabloid serale sionista per semi-analfabeti) leggendo sulle pagine del suo rotocalco preferito che secondo il preoccupato rapporto di tale David Albright, portavoce di un presunto 'centro studi' di nome "Institute of Science and International Security" la Repubblica Islamica iraniana, in gran segreto, avrebbe iniziato la costruzione di un 'terzo sito di centrifughe', lontano dagli occhi degli ispettori dell'IAEA.
Le centrifughe, lo ricordiamo ai nostri lettori, servirebbero a 'frullare' l'esafluoruro di uranio in maniera da separarne gli atomi di U-238 da quelli di U-235, diminuendo gradualmente la percentuale dei primi rispetto ai secondi in maniera che questi ultimi dall'uno per cento, diciamo, risultino via via il cinque, il venti, il cinquanta, il novanta per cento del totale, risultando quindi nel famoso "Uranio arricchino all'X per cento". Questo processo che lo ricordiamo é di SOTTRAZIONE di componenti da un totale (e non di 'addizione' come la terminologia 'arricchito' potrebbe forse suggerire ai non-iniziati) é alla base del pacifico programma nucleare civile di Teheran, cui l'Iran ha pienamente diritto in quanto firmatario confermato del Trattato di Nonproliferazione nucleare.
Mister Albright dell'Istituto per la Scienza e la Sicurezza Internazionale sembra molto preoccupato dalla possibilità che l'Iran venga mento al suo dichiarato intento di non costruire mai armi atomiche (impegno assunto con l'NNPT) ma stranamente non sembra colto da ansie o patemi al pensiero che a poche migliaia di chilometri da Teheran esista uno Stato-canaglia, colpevole di aggressioni armate a ripetizione, che se ne sta appollaiato letteralmente su centinaia di bombe atomiche illegali e non dichiarate e non si é mai sognato di aprire le porte dei suoi siti nucleari a nessuna ispezione internazionale (come invece la Repubblica iraniana fa regolarmente).
Inoltre l'intenzione iraniana di costruire altri siti di arricchimento oltre ai due già attivi a Natanz e Fordow é stata già dichiarata dall'Ex-capo dell'Agenzia nucleare della Repubblica Islamica Ali Akbar Salehi in più occasioni durante il suo mandato; se vi era l'intenzione di farlo segretamente, perché annunciarlo? Dopo le sue dimissioni, comunque, il progetto di iniziare i lavori per nuovi siti di centrifughe entro il 2012 é stato rimandato dal suo successore, Fereydoun Abbassi-Davani. Ancora una volta vediamo come la lobby sionista non indietreggi dall'usare ogni mezzo, anche il più scorretto, per fomentare fobie e paranoie negli ignoranti e nei disinformati, usandole per distrarli, come specchietti per le allodole dalle vere radici del 'problema nucleare' in Medio Oriente, che si trovano nei bunker e nei silos segreti di Dimona.
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martedì 21 febbraio 2012
Ferri corti a Tel Aviv tra Generali e Ministero delle Finanze: i tagli al bilancio fanno volare accuse e parole grosse!
E'ormai 'guerra aperta' fra i gallonati generali del regime ebraico di occupazione e i ragionieri del Ministero delle Finanze e, con grande stupore di molti osservatori, sembra proprio che saranno i secondi a uscirne vincitori, avendo pressoché ridotto i propri avversari all'angolo, assediandoli sotto il tiro di raffiche e raffiche di tagli sempre più severi che hanno letteralmente "spolpato" fino all'osso il programma di faraoniche acquisizioni, generosi emolumenti e ampi programmi di esercitazioni e manovre proposto dai capi militari di Tsahal per l'anno fiscale 2012.
Non solo, ma, non gradendo i borbottii e i 'mugugni' che si erano levati dai Militari all'Indirizzo del Ministero della Difesa e del Capo di Stato Maggiore dell'IDF il Ministro delle Finanze Yuval Steinitz ha accusato i comandi delle Forze Armate di incitare risentimento e ribellione contro il Governo, ribadendo che le decisioni prese per i capitoli spesa dell'anno in corso sono definitive e vanno accettate senza ulteriori discussioni.
A seguito di queste riduzioni delle spese l'IAF ha annunciato lo 'stop' agli acquisti di certi modelli di aeroplano, il congelamento dello sviluppo e dei test di tutti i sistemi anti-missile (quattro nuove batterie 'Iron Dome' non verranno comprate) e il blocco degli acquisti dalle industrie militari Rafael. Nemmeno gli enormi aiuti militari americani, aumentati sotto l'amministrazione Obama nonostante il disprezzo e la viva ostilità del Governo Netanyahu verso il Presidente Usa, sono in grado di supplire a questa situazione, anzi, senza di essi il sistema bellico di Tel Aviv sarebbe praticamente in coma profondo.
Ma i militari non si danno per vinti: agitano lo spettro dell'Iran e di Hezbollah, citano minacciosi le dichiarazioni egiziane sul trattato di Camp David, e sperano, diffondendo paura, di riuscire a fare allentare i cordoni della borsa a un esecutivo la cui gestione dell'economia é stata disastrosa almeno quanto quella della politica estera e, nel tentativo di porre rimedio ai guasti in un campo, sta forse gettando le basi per una irreparabile 'scollatura' in un settore dello Stato che fino al recente passato era garantito e foraggiato come pochi altri.
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domenica 22 gennaio 2012
Generale sionista lancia l'allarme: "Con questo regime di tagli il sistema dei riservisti andrà al collasso totale!"
Riprendiamo dal tabloid serale sionista "Ma'ariv" la notizia che il Brigadier-Generale Shuki Ben Anat ha lamentato pubblicamente lo stato di sfilacciamento e inefficienza in cui, grazie ai recenti pesanti tagli ai budget militari imposti dal Governo Netanyahu per cercare di affrontare la gravissima crisi in cui versa l'economia del regime ebraico, sarebbe piombato il sistema di mantenimento, addestramento ed eventuale mobilitazione delle riserve dell'esercito sionista di occupazione.
"Il Governo ha totalmente ignorato le necessità economiche delle reclute e del personale militare, bisogna trovare soluzioni soprattutto per i riservisti, in maniera che possano continuare a vivere e mantenere le proprie famiglie durante il servizio, altrimenti entro una generazione non sapremo più chi chiamare alle armi in caso di necessità".
Al Sottocomitato parlamentare per la Piccola e Media Impresa il fascicolo dei soldati di riserva titolari di attività indipendenti che sono costretti a chiuderle quando vengono richiamati per addestramenti od operazioni con le loro unità della riserva é stato sollevato e dibattuto a lungo. Il Brigadier Generale Ben Anat, interrogato, ha notato che ormai soltanto la metà dei soldati smobilitati dopo il servizio militare continuano a rispondere ai richiami delle loro unità della riserva. "In conseguenza di ciò il pool di personale addestrato disponibile come riserva dell'esercito effettivo é molto minore del normale".
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martedì 25 ottobre 2011
Saleh Al-Aruri dichiara: "Il regime sionista ha fatto un madornale errore esiliando alcuni dei prigionieri liberati!"
L'ufficiale di Hamas incaricato della questione dei Prigionieri politici, Saleh al-Aruri ha dichiarato che la "proterva e ostinata" insistenza del regime sionista per mandare in esilio alcuni degli oltre mille detenuti politici recentemente liberati "si trasformerà in un boomerang che lo colpirà quando meno se lo aspetta; l'esilio infatti non può spezzare la determinazione dei nostri combattenti, anzi, ricorderà loro ogni momento di impegnarsi alla ripresa delle attività di Resistenza, mentre, se fossero stati fatti tornare a casa, circondati dall'affetto di parenti, amici, familiari, forse la loro determinazione avrebbe potuto indebolirsi".
Aruri ha sottolineato che la seconda parte della liberazione dei prigionieri includerà quasi esclusivamente detenuti in 'carcerazione amministrativa' che rientreranno alle loro case direttamente, senza alcuno strascico o conseguenza. In un incidente correlato il tabloid sensazionalistico 'Maariv' ha dichiarato nella sua edizione di ieri che la totalità dei liberati nella prima parte dello scambio hanno rifiutato di firmare un'impegnativa proposta loro dalle autorità sioniste con la quale avrebbero promesso di non tornare ad attività di Resistenza in cambio di vari benefit economici e legali.
Poche ore dopo avere riunito i prigionieri liberandi ufficiali dello Shin Bet, la polizia politica del regime sionista, avrebbero proposto questi documenti ai Palestinesi, che, in blocco, li hanno rifiutati sdegnosamente, increduli che venisse loro chiesto di rinunciare alla lotta per la Causa nazionale palestinese in nome di qualche denaro e qualche privilegio burocratico.
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venerdì 17 giugno 2011
Il Ministero degli Esteri egiziano: "Nabil el-Arabi non si é mai incontrato con nessun esponente israeliano!"
Il Ministero degli Affari Esteri egiziano ha negato recisamente "ogni verdicità" delle voci secondo le quali, nel corso di una ipotetiva 'visita segreta' del Viceministro degli Esteri israeliano Danny Ayalon al Cairo questi si sarebbe incontrato col titolare del Dicastero Nabil el-Arabi (in procinto di lasciare la carica per diventare Segretario della lega araba).
Il tabloid della sera "Maariv" ha 'sparato' la notizia del presunto meeting segreto in prima pagina, asserendo che esso avrebbe avuto luogo circa due settimane fa. La portavoce del Ministero degli Esteri Menha Bakhoum ha dichiarato in un post ufficiale sul sito del Ministero che "quanto é stato recentemente asserito da alcuni media israeliani riguardo a incontri segreti tra Ayalon ed El-Arabi non corrisponde in alcuna parte alla realtà dei fatti; qualora il titolare degli Esteri si fosse incontrato con qualunque rappresentante israeliano non vi sarebbe stato bisogno alcuno di segretezza o riservatezza".
Secondo il tabloid israeliano l'incontro si sarebbe tenuto nella capitale egiziana e sarebbe stato centrato sulla possibilità che l'Egitto denunciasse e abrogasse alcune clausole del 'trattato di pace' siglato oltre trenta anni fa da Anwar Sadat, un trattato iniquo e ingiusto che verrebbe volentieri annullato dalla maggior parte dei cittadini egiziani.
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giovedì 28 aprile 2011
Israele si prepara alla guerra sotterranea contro Hezbollah. Sarà dunque "Rattenkrieg" nel Libano del Sud?
Con tutti i 'caveat' necessari quando si riprende una notizia da un famigerato "tabloid per semi-analfabeti" registriamo la pubblicazione sull'israeliano "Maariv" di un articolo secondo il quale le forze armate sioniste starebbero esercitandosi al combattimento sotterraneo in una apposita struttura edificata nella parte settentrionale del paese.
| Carro Magach abbandonato da Israele in Libano ed esposto da Hezbollah insieme ad altri trofei catturati nel 2006 |
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mercoledì 13 aprile 2011
Haneen Zoabi, deputata alla Knesset, difende il diritto della Resistenza palestinese di rispondere agli attacchi sionisti!
Il deputato palestinese alla Knesset Haneen Zoabi ha dichiarato che Brigate al-Qassam e le altre milizie della Resistenza operanti in Gaza hanno "perfettamente titolo e diritto" di rispondere col fuoco di razzi e mortai agli attacchi e ai bombardamenti israeliani contro il loro territorio e la sua popolazione civile. "Coloro che vivono da anni in condizioni miserabili e intollerabili faranno tutto il possibile per liberarsene e Israele farebbe bene a capirlo una buona volta"
| Fin dalla grafica il Maariv proclama la sua appartenenza alla categoria dei "tabloid per semi-analfabeti", che condivide con stracci stampati quali il "New York Post", la "Bild" e "The Sun". |
Eletta nelle file del partito Balad la Zoabi (ritratta nella foto durante un'aggressione cui fu sottoposta mentre relazionava in aula al Parlamento sionista) é soggetta a una campagna di vilificazione e persecuzione che dà molto da riflettere sulla pretesa natura 'democratica' di Israele; per il fatto di aver preso parte alla spedizione umanitaria della Freedom Flotilla le é stato ritirato il passaporto diplomatico e le sono stati revocati i privilegi di parlamentare: il regime dell'Apartheid ebraico evidentemente mal tollera questa combattiva ragazza di Nazareth, ma deve ancora trovare un'angheria o una soperchieria tale da farla desistere dalla sua giusta lotta.
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