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sabato 31 dicembre 2011

Arrivano 3000 filtri per dialisi a Gaza! I pazienti palestinesi salvati dalla solidarietà del Soccorso islamico


Le autorità egiziane hanno annunciato nella giornata di venerdì di avere acconsentito all'entrata di un convoglio nazionale di aiuti medici di attraversare il varco di confine di Rafah entrando nella Striscia di Gaza assediata.

Il Segretario Generale del Distretto del Nord del Sinai e Direttore della sezione locale della Mezzaluna Rossa, Generale Jaber al-Arabi ha dichiarato in una conferenza stampa che circa 10 tonnellate di medicinali e provviste mediche sono state portate nel ghetto palestinese, come dono dell'Associazione medica egiziana.

Al-Arabi ha poi aggiunto: "Questi aiuti comprendono farmaci e consumabili medici urgentemente necessari per compensare, almeno in parte, gli effetti dell'assedio sionista contro Gaza. La nostra operazione é stata coordinata con la Mezzaluna Rossa palestinese e il Ministero della Sanità palestinese che si incaricherà di distribuire equamente gli aiuti a ospedali, cliniche ed ambulatori".

Inoltre, ben tremila filtri per dialisi sono stati donati dal Soccorso islamico agli ospedali di Gaza e sono riusciti a entrare insieme agli aiuti egiziani. Recentemente l'allarme era stato lanciato quando meno di 30 filtri erano rimasti disponibili ai pazienti sofferenti di insufficienze renali, forzando i meno gravi a saltare qualche sessione di dialisi.
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giovedì 15 dicembre 2011

I dializzati di Gaza hanno a disposizione appena 24 unità filtro, a questo porta l'emergenza umanitaria causata dall'assedio sionista!


Il Ministero della Salute palestinese ha esteso un urgentissimo e drammatico appello nelle scorse ore a tutte le ONG umanitarie e sanitarie evidenziando le punte di estrema drammaticità raggiunte dall'emergenza umanitaria in corso nella Striscia assediata e portano ad esempio la critica situazione delle unità dialisi: in tutto il ghetto litoraneo assediato dal regime sionista, infatti, non sono rimasti più di 24 'filtri' unità consumabili che consentono la terapia ai dializzati e che, ovviamente, vengono consumate in ragione di una per ciascuna seduta.

"Oltre 450 pazienti con vari gradi e stadi di insufficienza renale ricevono regolarmente dialisi negli ospedali e nelle cliniche della Striscia; costoro sono in prima linea in una lotta disperata che oppone quanti vogliono avere i mezzi e gli equipaggiamenti per continuare a curarli e coloro che, con spietatezza, si adoperano per negarli e bloccarli, condannandoli a una morte lenta e dolorosa", ha dichiarato il portavoce del Ministero della Salute Ashraf Al-Kudra.

Al-Kudra ha sottolineato che i pazienti che si sottopongono a 12 sessioni di dialisi al mese saranno, in caso di mancata soluzione di questa ennesima crisi, i primi a risentire degli effetti dell'inadeguata terapia. Il 'ministero' de facto che gestisce gli affari sanitari a Ramallah per conto dell'Anp (cioé della fazione Fatah) potrebbe con un piccolo sforzo aiutare il Governo legittimo a risolvere il problema; resta da vedere se, oltre a viaggiare verso il Cairo e firmare accordi e documenti, Mahmud Abbas vorrà mostrare nei confronti dei suoi compatrioti malati un'oncia, una frazione di quella disponibilità che per anni e anni ha rivolto verso i 'diktat' degli occupanti sionisti.
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martedì 14 dicembre 2010

Emergenza Medica a Gaza! Droghe per chemio, medicinali per diabetici, malati di reni e bambini stanno terminando!!


Gli effetti del brutale assedio sionista, che ha trasformato l'intera Striscia di Gaza in un colossale ghetto, vanno facendosi sentire sempre più dopo 4 anni di escalation ininterrotta: se contro la scarsità di cibo l'ingegno e l'industriosità palestinese hanno saputo mobilitarsi con gli orti urbani e l'allevamento casalingo di volatili e conigli i pettoruti e satolli generali di Tsahal intensificano il ritmo degli attacchi contro quegli obiettivi che in un fazzoletto di terra isolato come Gaza é difficile riparare o sostituire, come la centrale elettrica colpita giorni fa, e la morsa del blocco viene inasprita dismisura contro quei generi che devono giocoforza venire importati dall'esterno.

Come ad esempio i medicinali.

Il Ministero della Salute del legittimo Governo palestinese espresso da Hamas ha comunicato che le scorte di alcune droghe salvavita come quelle per la chemioterapia, quelle contro il diabete e le malattie renali, nonché altri generi di farmaci utili per contrastare malattie infantili potenzialmente anche molto pericolose (oltre il 50% degli abitanti di Gaza ha meno di 20 anni) sono praticamente esaurite: "raschiamo il fondo del barile, possiamo garantire assistenza ai nostri malati ancora per pochi giorni, poi non sappiamo cosa potrà accadere".

Gaza ha moderne strutture sanitarie e team di chirurghi, specialisti, medici generici e infermiere e infermieri professionali da fare invidia a una qualunque metropoli europea o nordamericana, ma a garantire un buon servizio sanitario non bastano conoscenze e professionalità, servono anche medicine ed equipaggiamenti, alcuni dei quali sono usa-e-getta o si consumano e usurano molto rapidamente: attualmente le strutture cliniche della Striscia hanno bisogno anche di respiratori, provviste per anestesia, chiodi per chirurgie ortopediche, anche filo da sutura.

Il dottor Mounir Al-Parch ha accusato Fatah, fazione che dopo il fallito colpo di stato del 2007 ha preso il controllo della Cisgiordania, di aver trasferito da Ramallah a Gaza meno del 37 per cento dei rifornimenti medici pattuiti secondo il bisogno calcolato per il 2010, causando così la grave crisi attuale, di cui rischiano di pagare le conseguenze i bambini e i malati cronici.

Dall'inizio dell'assedio sionista oltre 120 cittadini di Gaza sono morti per malattie che, senza l'assedio, avrebbero potuto benissimo essere curate, come la piccola  Nasam Abu Lashn, perita di leucemia mentre le autorità dell'occupazione militare israeliana si baloccavano coi permessi compilati da suo padre per ottenere un visto umanitario con cui poterla far curare in Cisgiordania.