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domenica 1 aprile 2012

La Croce Rossa fornirà al Ministero della Salute di Gaza 150mila litri di gasolio!


150 mila litri di combustibile diesel, abbastanza per alimentare i gruppi elettrogeni dei tredici ospedali pubblici del ghetto palestinese assediato da Israele per circa dieci giorni verranno forniti dalla Croce Rossa alle autorità del Governo palestinese.

La Croce Rossa ripete così la generosa donazione fatta lo scorso febbraio, che riuscì, grazie alla parsimonia degli amministratori palestinesi, a tenere a bada la grave emergenza umanitaria causata dallo strangolamento economico sionazista anche più a lungo di quanto previsto.

Il Capo della Croce Rossa nei territori palestinesi, Juan Shearer, ha avvisato però che più si ritarda una soluzione definitiva del problema energetico di Gaza e più simili interventi si faranno difficili e meno risolutivi.

Shearer ha altresì fatto i suoi complimenti a clinici e sanitari della Striscia per essere riusciti a mantenere attivi e operativi i reparti di chirurgia, le unità di rianimazione e cura intensiva, le incubatrici per i neonati prematuri o malformati (molto numerosi a causa delle armi chimiche e radiologiche usate da Israele contro la popolazione civile), nonostante la penuria e la crisi causata dall'assedio.

Anche la Croce Rossa riconosce che la più rapida e definitiva soluzione della crisi si avrebbe con l'allacciamento di Gaza alla rete elettrica egiziana, opzione che dovrebbe realizzarsi entro qualche mese.

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venerdì 16 marzo 2012

Arriva a Gaza "Miles of Smiles 10" convoglio di aiuti per contrastare il disumano blocco sionista al ghetto palestinese!

Centoquattordici volontari internazionali hanno accompagnato negli scorsi giorni il decimo convoglio umanitario "Miles of Smiles" nella Striscia di Gaza, portando carrozzelle a propulsione elettrica per i mutilati e i feriti dagli attacchi aerei sionisti, computer e materiali didattici per scolari e studenti, medicinali, latte in polvere fortificato per i neonati denutriti e altri rifornimenti necessari al ghetto palestinese sottoposto da cinque anni ormai allo shylockiano strangolamento sionista.


I volontari, in massima parte donne, sono stati ricevuti e ringraziati di persona dal Premier palestinese Ismaily Haniyeh nel corso di una sobria cerimonia ufficiale che ha espresso tutta la gratitudine del milione e mezzo di abitanti della Striscia di Gaza nei confronti della catena di solidarietà internazionale che da molti anni ormai aiuta l'enclave litoranea a opporsi ai progetti sionisti di sottomissione e intimidazione economica e militare.

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sabato 31 dicembre 2011

Arrivano 3000 filtri per dialisi a Gaza! I pazienti palestinesi salvati dalla solidarietà del Soccorso islamico


Le autorità egiziane hanno annunciato nella giornata di venerdì di avere acconsentito all'entrata di un convoglio nazionale di aiuti medici di attraversare il varco di confine di Rafah entrando nella Striscia di Gaza assediata.

Il Segretario Generale del Distretto del Nord del Sinai e Direttore della sezione locale della Mezzaluna Rossa, Generale Jaber al-Arabi ha dichiarato in una conferenza stampa che circa 10 tonnellate di medicinali e provviste mediche sono state portate nel ghetto palestinese, come dono dell'Associazione medica egiziana.

Al-Arabi ha poi aggiunto: "Questi aiuti comprendono farmaci e consumabili medici urgentemente necessari per compensare, almeno in parte, gli effetti dell'assedio sionista contro Gaza. La nostra operazione é stata coordinata con la Mezzaluna Rossa palestinese e il Ministero della Sanità palestinese che si incaricherà di distribuire equamente gli aiuti a ospedali, cliniche ed ambulatori".

Inoltre, ben tremila filtri per dialisi sono stati donati dal Soccorso islamico agli ospedali di Gaza e sono riusciti a entrare insieme agli aiuti egiziani. Recentemente l'allarme era stato lanciato quando meno di 30 filtri erano rimasti disponibili ai pazienti sofferenti di insufficienze renali, forzando i meno gravi a saltare qualche sessione di dialisi.
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giovedì 15 dicembre 2011

I dializzati di Gaza hanno a disposizione appena 24 unità filtro, a questo porta l'emergenza umanitaria causata dall'assedio sionista!


Il Ministero della Salute palestinese ha esteso un urgentissimo e drammatico appello nelle scorse ore a tutte le ONG umanitarie e sanitarie evidenziando le punte di estrema drammaticità raggiunte dall'emergenza umanitaria in corso nella Striscia assediata e portano ad esempio la critica situazione delle unità dialisi: in tutto il ghetto litoraneo assediato dal regime sionista, infatti, non sono rimasti più di 24 'filtri' unità consumabili che consentono la terapia ai dializzati e che, ovviamente, vengono consumate in ragione di una per ciascuna seduta.

"Oltre 450 pazienti con vari gradi e stadi di insufficienza renale ricevono regolarmente dialisi negli ospedali e nelle cliniche della Striscia; costoro sono in prima linea in una lotta disperata che oppone quanti vogliono avere i mezzi e gli equipaggiamenti per continuare a curarli e coloro che, con spietatezza, si adoperano per negarli e bloccarli, condannandoli a una morte lenta e dolorosa", ha dichiarato il portavoce del Ministero della Salute Ashraf Al-Kudra.

Al-Kudra ha sottolineato che i pazienti che si sottopongono a 12 sessioni di dialisi al mese saranno, in caso di mancata soluzione di questa ennesima crisi, i primi a risentire degli effetti dell'inadeguata terapia. Il 'ministero' de facto che gestisce gli affari sanitari a Ramallah per conto dell'Anp (cioé della fazione Fatah) potrebbe con un piccolo sforzo aiutare il Governo legittimo a risolvere il problema; resta da vedere se, oltre a viaggiare verso il Cairo e firmare accordi e documenti, Mahmud Abbas vorrà mostrare nei confronti dei suoi compatrioti malati un'oncia, una frazione di quella disponibilità che per anni e anni ha rivolto verso i 'diktat' degli occupanti sionisti.
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martedì 11 ottobre 2011

Ad Haifa e Tel Aviv scioperano i dottori, collassa la sanità dello Stato ebraico, centinaia di operazioni cancellate o rimandate!


A dozzine i medici degli ospedali di Tel Aviv, Haifa e altri centri grandi e piccoli non si sono presentati ai loro normali turni di servizio, facendo rapidamente affondare il sistema sanitario israeliano nel più completo caos; mano a mano che smontano gli ultimi medici in servizo dal week-end non si trova più un primario, un chirurgo, un internista a cui fare effettuare i più semplici interventi e le più basilari procedure terapeutiche; risultato, con l'eccezione di pochi casi improcrastinabili o particolarmente gravi sono stati tantissimi i pazienti che si sono visti rivolgere un: "ci dispiace, ma deve tornare a casa, le faremo sapere quando la potremo curare".

Secondo l'Agenzia Reuters questa 'diserzione di massa' sarebbe l'ultima, estrema, forma di protesta contro un sistema sanitario che, una volta avanzato ed efficiente é stato sempre più ridotto all'osso da anni di politiche di Destra, volte a contenere i costi facendo lavorare i clinici sempre più a lungo e sempre più duramente tagliando nel contempo compensi e benefit. Ormai nello Stato ebraico é difficile trovare il personale per far funzionare la sanità pubblica, mentre sempre più medici scelgono di lavorare nelle costose cliniche private, riservate a chi ha il denaro per stipulare onerosissime assicurazioni sulla salute.

Colto di sorpresa dalla massa di defezioni peggio che da un massiccio bombardamento di Hamas, il Governo Netanyahu ha cercato goffamente di correre ai ripari promettendo ad alcune categorie di medici modesti incrementi di stipendio, nel tentativo di spaccare il fronte della protesta, ma sarebbe interessante sapere anche dove Benji e i suoi alleati di Ultradestra pensano di prendere i fondi per finanziare tale misura, visto che ultimamente devono fare economia persino sull'Esercito: taglieranno le 'paghette' a qualche insediamento illegale di fanatici? Oppure busseranno a denari alla Casa Bianca o alla Cancelleria di Dama Merkel?
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lunedì 29 agosto 2011

Il Primo Ministro Hanyieh chiede aiuto alla Turchia per sventare l'emergenza sanitaria che incombe su Gaza!


Il Primo Ministro palestinese Ismail Haniyeh ha chiesto al suo collega turco Recep Erdogan di provvedere a rifornire di medicine, articoli medicali e apparecchiature le cliniche e gli ospedali di Gaza, portati sul punto del collasso dalle tragiche conseguenze del brutale strangolamento economico sionista, con cui il regime ebraico vorrebbe "punire" la voglia di Resistenza della popolazione della Striscia, nella fallace speranza di rendere l'amministrazione di Hamas invisa agli abitanti.

Lo abbiamo già detto, ma vale la pena di ripeterlo, non é possibile piegare popolazioni coese e determinate tramite le angherie, gli abitanti di Sarajevo non hanno spalancato le porte a cecchini e miliziani serbi, gli inglesi non hanno cacciato Churchill da Downing Street sotto le bombe del 'Blitz', gli abitanti di Leningrado hanno preferito morire a migliaia piuttosto che cedere ai nazisti; pensare di piegare Gaza con l'assedio é un'allucinazione, una chimera.

Tornando alla richiesta di Haniyeh, l'appello all'aiuto turco é stato lanciato poco dopo l'arrivo dei convogli di aiuto dal Sudafrica e da Khartoum, che, per quanto generosi, hanno solamente fatto fronte a necessità immediate, mentre per un vero miglioramento della situazione sono necessarie quantità di farmaci e materiali almeno dieci, forse venti volte maggiori di quante non ne arrivino attualmente. Dopo aver ringraziato personalmente i cooperanti africani e aver ricordato gli sforzi di tutti coloro che hanno reso possibile l'arrivo degli ultimi convogli Haniyeh ha ricordato gli sforzi e i sacrifici (anche di sangue) spesi dal Popolo turco per aiutare la Striscia, augurandosi che presto grazie agli sforzi di Ankara il settore sanitario di Gaza possa finalmente uscire dall'emergenza.
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mercoledì 1 giugno 2011

Le strutture sanitarie di Gaza al collasso per mancanza di carburante!


Il Ministro della Salute del Governo Hanyieh, Basim Na'im ha dichiarato che, a causa della scarsità di combustibile, una maggiore crisi sanitaria nella Striscia di Gaza, le cui conseguenze comprenderanno certamente la morte di dozzine di pazienti, é "pressoché inevitabile". I continui devastanti attacchi israeliani alla rete elettrica di Gaza e all'unica, già insufficiente centrale elettrica hanno avuto come conseguenza il rendere le strutture ospedaliere dell'enclave palestinese assediata dipendenti da generatori autonomi a diesel e a nafta, che richiedono l'afflusso costante di "almeno" 200000 litri di combustibile al mese.

Lo strangolamento economico cui lo Stato ebraico sottopone gli abitanti del ghetto costiero di Gaza impedisce l'approvvigionamento regolare e costante di una quantità di carburanti così ingente, costringendo cliniche e ospedali a rivolgersi al mercato nero dei beni contrabbandati attraverso i tunnel, con gravi esborsi economici che potrebbero altrimenti essere investiti in farmaci o attrezzature sanitarie. Il Ministro Na'im ha fatto appello alle ONG umanitarie e alla Comunità internazionale affinché si mobilitino per fornire agli ospedali di Gaza il combustibile necessario a tenere in funzione strutture salvavita come i reparti di rianimazione, quelli di dialisi e le banche del sangue.
Fino a che era al potere Hosni Mubarak l'Egitto collaborava con l'assedio israeliano, ora la giunta militare di transizione ha aperto Rafah al traffico passeggeri, ma non ancora a quello di merci...
Il Ministero si é anche appellato all'Egitto affinché, dopo l'apertura incondizionata di Rafah al traffico passeggeri (cosa che ha permesso a molti gazesi bisognosi di esami o terapie mediche impossibili a svolgersi nella Striscia di andare a cercarli al Cairo o ad Alessandria), permetta anche il libero traffico di beni e merci, ponendo così praticamente fine all'assedio illegale dichiarato da Israele nel 2006 come 'misura punitiva' contro la popolazione palestinese che aveva dato il suo convinto sostegno alle liste elettorali di Hamas durante le regolari e democratiche elezioni politiche palestinesi.

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martedì 14 dicembre 2010

Emergenza Medica a Gaza! Droghe per chemio, medicinali per diabetici, malati di reni e bambini stanno terminando!!


Gli effetti del brutale assedio sionista, che ha trasformato l'intera Striscia di Gaza in un colossale ghetto, vanno facendosi sentire sempre più dopo 4 anni di escalation ininterrotta: se contro la scarsità di cibo l'ingegno e l'industriosità palestinese hanno saputo mobilitarsi con gli orti urbani e l'allevamento casalingo di volatili e conigli i pettoruti e satolli generali di Tsahal intensificano il ritmo degli attacchi contro quegli obiettivi che in un fazzoletto di terra isolato come Gaza é difficile riparare o sostituire, come la centrale elettrica colpita giorni fa, e la morsa del blocco viene inasprita dismisura contro quei generi che devono giocoforza venire importati dall'esterno.

Come ad esempio i medicinali.

Il Ministero della Salute del legittimo Governo palestinese espresso da Hamas ha comunicato che le scorte di alcune droghe salvavita come quelle per la chemioterapia, quelle contro il diabete e le malattie renali, nonché altri generi di farmaci utili per contrastare malattie infantili potenzialmente anche molto pericolose (oltre il 50% degli abitanti di Gaza ha meno di 20 anni) sono praticamente esaurite: "raschiamo il fondo del barile, possiamo garantire assistenza ai nostri malati ancora per pochi giorni, poi non sappiamo cosa potrà accadere".

Gaza ha moderne strutture sanitarie e team di chirurghi, specialisti, medici generici e infermiere e infermieri professionali da fare invidia a una qualunque metropoli europea o nordamericana, ma a garantire un buon servizio sanitario non bastano conoscenze e professionalità, servono anche medicine ed equipaggiamenti, alcuni dei quali sono usa-e-getta o si consumano e usurano molto rapidamente: attualmente le strutture cliniche della Striscia hanno bisogno anche di respiratori, provviste per anestesia, chiodi per chirurgie ortopediche, anche filo da sutura.

Il dottor Mounir Al-Parch ha accusato Fatah, fazione che dopo il fallito colpo di stato del 2007 ha preso il controllo della Cisgiordania, di aver trasferito da Ramallah a Gaza meno del 37 per cento dei rifornimenti medici pattuiti secondo il bisogno calcolato per il 2010, causando così la grave crisi attuale, di cui rischiano di pagare le conseguenze i bambini e i malati cronici.

Dall'inizio dell'assedio sionista oltre 120 cittadini di Gaza sono morti per malattie che, senza l'assedio, avrebbero potuto benissimo essere curate, come la piccola  Nasam Abu Lashn, perita di leucemia mentre le autorità dell'occupazione militare israeliana si baloccavano coi permessi compilati da suo padre per ottenere un visto umanitario con cui poterla far curare in Cisgiordania.