Esattamente una settimana fa informavamo i nostri lettori dell'esistenza, a Gaza, di una nuova formazione palestinese di Resistenza denominata "Al-Sabirin" (Coloro che hanno Pazienza) di cui nominavamo i pochi leader conosciuti per pseudonimo e accennavamo ipotesi sulla loro collocazione politico/ideologica (posizioni anti-settarie, similitudini delle loro bandiere con quelle di Hezbollah...), ma, notavamo, come mancasse in rete qualunque documentazione iconografica relativa ad essi, tanto che anche il nostro articolo era corredato da una generica immagine di militanti degli altri variegati movimenti palestinesi.
Adesso, grazie agli sforzi di un nostro corrispondente abitante della Striscia di Gaza (grazie ancora amico! auguri di primo anniversario di matrimonio a te e alla tua sposa!!) noi di PALAESTINA FELIX siamo ORGOGLIOSI di poter proporre in esclusiva assoluta ai nostri lettori la bandiera ufficiale di Al-Sabirin.
Come si vede l'omaggio al vessillo della Resistenza sciita libanese é quasi "filologico": al centro campeggia il nome proprio del gruppo e il motto sotto se leggiamo bene dovrebbe recitare: "Per una migliore comprensione della forza del movimento" (se qualcuno legge meglio l'Arabo messaggi e ci corregga senza indugio!).
Speriamo di poter parlare ancora in futuro di questo movimento e delle sue attività, e di poter offrire altre, nuove esclusive al nostro affezionato pubblico per ricompensarlo della sua fedeltà e della sua assiduità su queste pagine.
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domenica 8 giugno 2014
ECCEZIONALE ESCLUSIVA! Direttamente da Gaza ecco il vessillo del nuovo gruppo di Resistenza "Al-Sabirin"!!
domenica 1 giugno 2014
"Al-Sabirin", il nuovo contributo di Gaza alla galassia della Resistenza Palestinese!
Al-Sabirin, "I Pazienti" é il nome di quella che sembra l'ultima nata nella galleria delle organizzazioni palestinesi di Resistenza; questo gruppo sarebbe attivo dal 2009 a Gaza ma solo ultimamente sarebbe uscito allo scoperto, apparentemente forzato a ciò dalla recente morte di un suo militante, tale Nizar Issa, in una esplosione di un laboratorio per la produzione artigianale di esplosivi.
L'organizzazione, di cui apparentemente non esistono immagini avrebbe come simbolo un "logo" pesantemente imparentato con Hezbollah tanto che alcuni simpatizzanti wahabiti di Gaza l'avrebbero già accusata di essere un "gruppo sciita"; la dirigenza di 'Al-Sabirin', qualificando il gruppo come 'musulmano' rifiuta in principio ogni discorso settario dichiarando che ogni suo membro é libero di praticare la religione musulmana nella setta che preferisce tra quelle ufficialmente riconosciute.
Il gruppo sarebbe guidato da un veterano della Resistenza armata formatosi nel corso della Seconda Intifada che ha assunto il nom de guerre di 'Abu Mohammad' il quale però si limiterebbe a interpretare e tradurre in direzioni operative le decisioni di un 'Consiglio di Shoura', che sarebbe il vero centro decisionale di Al-Sabirin.
Altre personalità sarebbero il portavoce Abu Yousef e il responsabile delle operazioni militari Abu Islam. Se in conseguenza degli accordi di Governo unitario con Fatah le operazioni militari di Hamas dovessero interrompersi o rallentare di frequenza e di intensità é chiaro che il Fronte del Rifiuto e della Lotta Armata si arricchirebbe di quei militanti delle Brigate Qassam che non accetteranno di venire messi da parte all'interno dell'organizzazione per cui hanno lottato e messo in pericolo per anni le loro vite, vedendo morire da martiri parenti, amici e camerati.
In tale scenario la Jihad Islamica, i Comitati Popolari di Resistenza ma anche gruppi minori come finora é stato Al-Sabirin potrebbero crescere e vedere aumentate anche non di poco le proprie capacità militari.
L'organizzazione, di cui apparentemente non esistono immagini avrebbe come simbolo un "logo" pesantemente imparentato con Hezbollah tanto che alcuni simpatizzanti wahabiti di Gaza l'avrebbero già accusata di essere un "gruppo sciita"; la dirigenza di 'Al-Sabirin', qualificando il gruppo come 'musulmano' rifiuta in principio ogni discorso settario dichiarando che ogni suo membro é libero di praticare la religione musulmana nella setta che preferisce tra quelle ufficialmente riconosciute.
Il gruppo sarebbe guidato da un veterano della Resistenza armata formatosi nel corso della Seconda Intifada che ha assunto il nom de guerre di 'Abu Mohammad' il quale però si limiterebbe a interpretare e tradurre in direzioni operative le decisioni di un 'Consiglio di Shoura', che sarebbe il vero centro decisionale di Al-Sabirin.
Altre personalità sarebbero il portavoce Abu Yousef e il responsabile delle operazioni militari Abu Islam. Se in conseguenza degli accordi di Governo unitario con Fatah le operazioni militari di Hamas dovessero interrompersi o rallentare di frequenza e di intensità é chiaro che il Fronte del Rifiuto e della Lotta Armata si arricchirebbe di quei militanti delle Brigate Qassam che non accetteranno di venire messi da parte all'interno dell'organizzazione per cui hanno lottato e messo in pericolo per anni le loro vite, vedendo morire da martiri parenti, amici e camerati.
In tale scenario la Jihad Islamica, i Comitati Popolari di Resistenza ma anche gruppi minori come finora é stato Al-Sabirin potrebbero crescere e vedere aumentate anche non di poco le proprie capacità militari.
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