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martedì 30 gennaio 2018

"Poche idee ma confuse", movimento che si vorrebbe presentare come 'anti-imperialista' candida a Bologna ultrà filosionista della Prima Repubblica!

                     

6 novembre 1985.

Il Presidente del Consiglio e Segretario del Partito Socialista Italiano BETTINO CRAXI riferisce in Parlamento sulla posizione italiana riguardante la questione sionista-palestinese.

Pur contestandone da un punto di vista politico-diplomatico l'efficacia egli riconosce la PIENA LEGITTIMITA' del ricorso alle armi da parte dell'OLP e delle organizzazioni nazionali palestinesi, tracciando un giusto parallelo tra quella lotta e i moti del Risorgimento Italiano.

Viene disturbato con grida e berci dalla canaglia sion-atlantista almirantiana, in particolare da un Carneade chiamato Filippo Berselli, a cui il leader socialista tappa la bocca con un perentorio: "Ma stai zitto e lasciami parlare!".

venerdì 5 dicembre 2014

IMMAGINI UNICHE dei due martiri Ghassan Abu Jamal ed Uday Abu Abdul pochi secondi prima del loro sacrificio!

PALAESTINA FELIX è stato il primo outlet informativo italiano a dare la notizia dell'attacco di Resistenza dei due cugini gerosolimitani Ghassan Abu Jamal ed Uday Abu Abdul contro la sinagoga di estremisti ebrei costruita sulle rovine di Deir Yassin.
PALAESTINA FELIX é stato il primo outlet informativo italiano a mettere correttamente in relazione la notizia di tale attacco (che ha comportato diversi omicidi) con l'episodio di bestiale linciaggio dell'autista di bus palestinese avvenuto il giorno prima, dando un contesto e una spiegazione all'atto.
Adesso PALAESTINA FELIX ha l'ONORE di presentare al proprio pubblico le ultime immagini di Ghassan Jamal e Uday Abdul pochi istanti prima del loro sacrificio. Sono immagini forti, non hanno bisogno di commenti, tutti i nostri lettori sanno come la pensiamo sulla lotta di liberazione nazionale palestinese e sullo status di estremisti giudei occupanti e invasori di terra non loro e su cosa si meritino.

venerdì 21 novembre 2014

A Gaza il PFLP tiene funerali simbolici per i due martiri dell'operazione di Resistenza ad Al-Quds!!

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha organizzato a Gaza una manifestazione simbolica per onorare i due martiri Ghassan e Ouday Abu Jamal, caduti nell'operazione di Resistenza contro gli occupanti illegali di Al-Quds.
Il Fronte popolare tramite la sua organizzazione armata aveva già rilasciato un comunicato ufficiale nel quale lodava l'operazione senza tuttavia ascriversene la paternità; nessuna organizzazione della Resistenza palestinese, tra le molte che hanno sottoscritto e approvato l'azione dei cugini di Al-Quds, ha mostrato tuttavia un livello di entusiasmo pari a quello del PFLP, lasciando immaginare che, se non proprio membri ufficiali del Fronte, i due martri fossero per lo meno sostenitori dello stesso.
Tre

martedì 18 novembre 2014

COMUNICATO UFFICIALE delle Brigate Abu Ali Mustafa del PFLP sull'attacco a Deir Yassin!!

Alla nostra gente in tutto il mondo...ai nostri resistenti...ai nostri eroi Saluti a voi e alla fermezza degli eroi di fronte ai coloni di Gerusalemme e le truppe criminali occupanti.

Un saluto a voi che ogni giorno scrivete pagine di resistenza e di sacrificio. Siamo nelle Brigate Abu Ali Mustafa, braccio armato del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, ci congratuliamo per l'operazione eroica effettuata dai martiri Ghassan Abu Jamal ed Uday Abu Abdul, del Monte Scopus a Gerusalemme questa mattina, risposta naturale all'occupazione ed ai crimini dei suoi leader, che hanno preso d'assalto l'Istituto religioso giudaico presso "Harnov" a Deir Yassin, ad ovest di Gerusalemme, armati di pale, coltelli, pistole e la volontà della resistenza, uccidendo quattro coloni, tra cui un uomo della sicurezza sionista ed un rabbino sionista, e ferendone altri nove, quattro dei quali in serie condizioni. 

Il loro martirio da parte polizia israeliana dopo lo scontro. A seconda di ciò che i media hanno riferito l'occupazione sionista attribuisce al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina la responsabilità per il funzionamento e il suo impatto sulle forze di occupazione ed ha iniziato le operazioni e gli arresti di massa nelle file del Fronte Popolare. 

Siamo nelle Brigate Abu Ali Mustafa, benediciamo ogni atto di resistenza volto allo sradicamento dei coloni e degli occupanti che hanno profanato la nostra terra, e questo processo e altre operazioni eroiche effettuate come risposta naturale ai crimini dell'occupazione e come forma di resistenza popolare, chiediamo anche lo sviluppo e l'unificazione di tutti gli sforzi verso una resistenza unitaria e scontri crescenti contro gli occupanti e le mandrie di coloni, non c'è posto per loro nella nostra terra. 

Gloria agli eroi di Gerusalemme e di tutta la Palestina Gloria ai martiri e alla vittoria della resistenza e della nostra gente. 

Morte agli occupanti sionisti!!

giovedì 13 novembre 2014

L'infame regime ebraico si 'vendica' sul prigioniero politico Barghouti per il suo appello a Resistenza e lotta armata!!

"Il tasso di civiltà di un regime lo si deduce dal suo sistema carcerario" - Fedor Dostoevskij 


Marwan Barghouti, prigioniero politico rapito da israhell nell'ormai lontano 2001, ha fatto filtrare all'esterno della galera sionista in cui langue un coraggioso appello in cui invita l'ANP ad abbandonare ogni cooperazione o pretesa di 'dialogo' e 'trattativa' col regime di occupazione della Palestina e impegnarsi seriamente in un progetto di Resistenza a 360° che comprenda ovviamente la lotta armata per la liberazione della patria.

Non si é fatta attendere la repentina, meschina 'vendetta' del regime sionista, che ha immediatamente trasferito 'sine die' Barghouti nella cella di isolamento solitario della galera di Hadarim, dove egli é tenuto prigioniero.

L'isolamento solitario nelle carceri sionaziste é un'esperienza da fare impazzire: segrete umide, buie, indegne del Medio Evo, senza riscaldamento in inverno e senza alcun sistema di condizionamento in estate. "Ogni singola cosa che aiuta a sopportare l'esistenza in carcere viene tolta al prigioniero, che si sente come lentamente e metodicamente messo a morte secondo dopo secondo".

mercoledì 12 novembre 2014

Marwan Barghouti dalle galere sioniste grida: "L'unica scelta possibile per la Palestina é la Resistenza armata!!"

Il celebre prigioniero politico del regime ebraico dell'Apartheid, Marwan Barghouti, campione ed esempio per la lotta di liberazione del Popolo palestinese ha lanciato dalla galera in cui langue e subisce abusi e torture un appello all'Autorità Nazionale Palestinese, invitandola a rendersi conto che la resistenza armata é una necessità ineludibile e che continuare a 'trattare' o comunque interloquire con l'occupazione sionista non fa che rafforzarla.

"Scegliere la Resistenza armata sempre e comunque é l'unico modo per rimanere fedeli all'eredità lasciataci da Yasser Arafat, alle sue idee e ai suoi principi che hanno infiammato i cuori e le anime di decine di migliaia di martiri, Egli compreso".

L'appello é stato lanciato proprio in occasione dell'anniversario (il decimo, ormai) della morte del fondatore dell'OLP. Barghouti é stato rapito nel 2001 dopo un attentato sionista con l'uso di un missile che distrusse la sua auto e assassinò il suo autista. Barghouti é "accusato" di aver fondato le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, formazione combattente inizialmente legata a Fatah.

domenica 8 giugno 2014

ECCEZIONALE ESCLUSIVA! Direttamente da Gaza ecco il vessillo del nuovo gruppo di Resistenza "Al-Sabirin"!!

Esattamente una settimana fa informavamo i nostri lettori dell'esistenza, a Gaza, di una nuova formazione palestinese di Resistenza denominata "Al-Sabirin" (Coloro che hanno Pazienza) di cui nominavamo i pochi leader conosciuti per pseudonimo e accennavamo ipotesi sulla loro collocazione politico/ideologica (posizioni anti-settarie, similitudini delle loro bandiere con quelle di Hezbollah...), ma, notavamo, come mancasse in rete qualunque documentazione iconografica relativa ad essi, tanto che anche il nostro articolo era corredato da una generica immagine di militanti degli altri variegati movimenti palestinesi.

Adesso, grazie agli sforzi  di un nostro corrispondente abitante della Striscia di Gaza (grazie ancora amico! auguri di primo anniversario di matrimonio a te e alla tua sposa!!) noi di PALAESTINA FELIX siamo ORGOGLIOSI di poter proporre in esclusiva assoluta ai nostri lettori la bandiera ufficiale di Al-Sabirin.

Come si vede l'omaggio al vessillo della Resistenza sciita libanese é quasi "filologico": al centro campeggia il nome proprio del gruppo e il motto sotto se leggiamo bene dovrebbe recitare: "Per una migliore comprensione della forza del movimento" (se qualcuno legge meglio l'Arabo messaggi e ci corregga senza indugio!).

Speriamo di poter parlare ancora in futuro di questo movimento e delle sue attività, e di poter offrire altre, nuove esclusive al nostro affezionato pubblico per ricompensarlo della sua fedeltà e della sua assiduità su queste pagine.

domenica 1 giugno 2014

"Al-Sabirin", il nuovo contributo di Gaza alla galassia della Resistenza Palestinese!

Al-Sabirin, "I Pazienti" é il nome di quella che sembra l'ultima nata nella galleria delle organizzazioni palestinesi di Resistenza; questo gruppo sarebbe attivo dal 2009 a Gaza ma solo ultimamente sarebbe uscito allo scoperto, apparentemente forzato a ciò dalla recente morte di un suo militante, tale Nizar Issa, in una esplosione di un laboratorio per la produzione artigianale di esplosivi.

L'organizzazione, di cui apparentemente non esistono immagini  avrebbe come simbolo un "logo" pesantemente imparentato con Hezbollah tanto che alcuni simpatizzanti wahabiti di Gaza l'avrebbero già accusata di essere un "gruppo sciita"; la dirigenza di 'Al-Sabirin', qualificando il gruppo come 'musulmano' rifiuta in principio ogni discorso settario dichiarando che ogni suo membro é libero di praticare la religione musulmana nella setta che preferisce tra quelle ufficialmente riconosciute.

Il gruppo sarebbe guidato da un veterano della Resistenza armata formatosi nel corso della Seconda Intifada che ha assunto il nom de guerre di 'Abu Mohammad' il quale però si limiterebbe a interpretare e tradurre in direzioni operative le decisioni di un 'Consiglio di Shoura', che sarebbe il vero centro decisionale di Al-Sabirin.

Altre personalità sarebbero il portavoce Abu Yousef e il responsabile delle operazioni militari Abu Islam. Se in conseguenza degli accordi di Governo unitario con Fatah le operazioni militari di Hamas dovessero interrompersi o rallentare di frequenza e di intensità é chiaro che il Fronte del Rifiuto e della Lotta Armata si arricchirebbe di quei militanti delle Brigate Qassam che non accetteranno di venire messi da parte all'interno dell'organizzazione per cui hanno lottato e messo in pericolo per anni le loro vite, vedendo morire da martiri parenti, amici e camerati.

In tale scenario la Jihad Islamica, i Comitati Popolari di Resistenza ma anche gruppi minori come finora é stato Al-Sabirin potrebbero crescere e vedere aumentate anche non di poco le proprie capacità militari.

giovedì 1 maggio 2014

Hussein Ibrahim e Luay Rihawi: martiri palestinesi immolatisi per la Siria, onore del PFLP-GC!!!

I due giovani che vedete in foto hanno sacrificato il loro vigore, il loro sangue, il loro futuro per la salvezza dello Stato che da oltre 60 anni estende al loro popolo la più grande e magnanima ospitalità: laddove in Libano, in Giordania, in Kuwait e altrove i Palestinesi sono trattati con sufficienza e sospetto come 'cittadini di serie B' in Siria essi hanno sempre potuto trovare solidarietà morale, materiale e umana su cui ricostruire le loro vite in attesa del giorno della Riscossa e della Liberazione della loro patria avita.

Se ci é permesso fare una 'graduatoria' del valore e del sacrificio dei Martiri, riterremo quello di Hussein Ibrahim e Luay Rihawi persino più 'disinteressato' di quello del pur valoroso e stimabile Atef Ahmad Jabali, di cui abbiamo tessuto le lodi poche settimane fa.

Questo perché Jabali difendeva la sua gente nel campo profughi di Yarmouk dall'aggressione dei fanatici takfiri wahabiti, mentre Hussein e Luay stavano cooperando con le forze di Difesa Nazionale e le unità dell'Esercito Siriano a un'operazione antiterrorismo non centrata attorno a una comunità palestinese, ma nella zona attorno alla città di Hama.

Per questo motivo li indichiamo a esempi sfolgoranti della riconoscenza della Palestina per tutto il bene e il sostegno ricevuto dalla Siria in queste scorse decadi e siamo certi che il loro sangue versato fertilizzerà ulteriormente il legame fraterno che ormai unisce indissolubilmente i loro due popoli!

lunedì 17 marzo 2014

In memoria del sacrificio di Atef Ahmad Jabali, morto un anno fa a Yarmouk difendendo il suo popolo!!

Ieri commemorando l'anniversario del sacrificio di Rachel Aliene Corrie abbiamo "giocato sul sicuro", citando un'icona già assurta a fama mondiale che persino il lettore più cursivo e superficiale del nostro outlet avrà avuto poca difficoltà a riconoscere o comunque a identificare dopo un minimo di sforzo internettiano.

Adesso, pubblicando la foto di Atef Ahmad Jabali, giochiamo "sul difficile" e anticipiamo a tutti che per noi un Atef Jabali conta (senza voler togliere niente al suo impegno sincero e alla sua buona fede) quanto CINQUANTA RACHEL CORRIE, perché Jabali ha fatto la scelta della lotta armata e per lui la morte non é stata il risultato di un 'incidente', ma la logica conseguenza di aver portato la sua scelta di vita fino in fondo, senza tentennamenti, senza ripensamenti, con chiarezza, logica consequenzialità e dignità infinita.

Chi ci legge da tempo già lo sa, "PALAESTINA FELIX" non é un ritrovo di pacifisti benpensanti, agitatori di bandiere arcobaleno, marciatori di Assisi e altre simili comparse da parrocchietta, per noi la bestia imperialista si abbatte armi in pugno e nessun militante é più degno di  ammirazione e solidarietà di quello che prende in mano cartucce e fucile d'assalto. Ovviamente mirando ai bersagli giusti.

Quali fossero i bersagli giusti Atef Jabali lo sapeva benissimo visto che militava nel Fronte di Liberazione della Palestina -Comando Generale che mai una volta ha tentennato sulla soglia di 'accordi' 'tregue' 'dialoghi' e altre imposture ma sempre coerentemente ha tenuto nel mirino il regime ebraico, i suoi scherani e i suoi sostenitori, sullo stesso piano con la Siria assadista e baathista, con l'Iran khomeinista, rivoluzionario e con Hezbollah.

Atef Jabali ha difeso la sua gente, generosamente accolta nel 'campo' di Yarmouk, che 'campo' non era, ma ospitava fino al 2011 decenti e dignitosi esempi di edilizia popolare dotati di ogni servizio e quando si sono presentati i mercenari takfiri col loro pseudo-islam eretico da Età della Pietra, al soldo di Israele, NATO, Usa ed emirati del Golfo ha fatto l'unica cosa normale e naturale: ha imbracciato il fucile e ha sparato.

Atef Jabali é morto un anno fa, ma il suo spirito vivrà in eterno; se i Palestinesi avranno ancora un futuro in Siria non sarà grazie ai traditori di Hamas che si sono schierati coi i mercenari wahabiti, ma grazie a lui e a quelli come lui, che hanno saputo ripagare la generosità della Siria e dei Siriani combattendo contro coloro che, su ordine dei sionisti e dei loro alleati, volevano fare strame della Repubblica Araba di Hafez e Bashir Assad!


lunedì 27 gennaio 2014

Tirawi (Fatah): "E' tempo di riprendere la lotta armata contro l'occupazione sionista, i negoziati ci daranno solo umiliazioni!"


"Non vi é alcuna possibilità che uno Stato Palestinese con piena dignità e Diritto venga stabilito sulla West Bank e su Gaza nel prossimo ventennio. Nessuna possibilità, coloro che sostengono il contrario mentono o vogliono illudersi, i negoziati non ci porteranno nulla se non perdite e umiliazioni, tutte le fazioni palestinesi, insieme devono ritornare all'azione".

Le parole di buon senso sopra citate provengono, mirabile cosa, dalle labbra di un dirigente di Al-Fatah, Tawfiq Tirawi, il quale ha specificato come con 'tornare all'azione' egli intenda anche la ripresa delle operazioni armate contro le forze militari del regime ebraico dell'Apartheid.

"Vi sono ovviamente cento modi di resistere: il boicottaggio é resistenza, il rifiuto dell'Occupazione é Resistenza, ma senza armi, senza una lotta popolare diffusa i nostri obiettivi continueranno a eluderci". La ripresa delle operazioni militari, ha poi articolato Tirawi, va intrapresa in maniera organizzata e coordinata, non sporadica e non estemporanea.

"Vi deve essere un piano strategico a cui ogni organizzazione dovrebbe previamente dare il suo assenso, entro l'OLP, oppure, se necessario anche al di fuori di essa, non importa, ma tutti devono aderirvi".

lunedì 8 aprile 2013

La Jihad Islamica festeggia Ibrahim al-Baroud al suo rientro nella Striscia di Gaza dopo 27 anni passati in prigionia!!

L'organizzazione per la Jihad Islamica in Palestina ha preparato un benvenuto da eroe per il suo affiliato Ibrahim al-Baroud liberato dalle autorità del regime ebraico di occupazione della Palestina dopo ben 27 anni di carcerazione durante i quali non ha mai abiurato gli ideali della Resistenza a oltranza contro l'entità sionista e della lotta armata come unica via di affermazione dei Diritti inalienabili del popolo palestinese.
Nessuna affermazione verbale o scritta di queste verità, autoevidenti per chiunque si accosti alla storia del conflitto arabo-israeliano con un minimo di onestà intellettuale, avrebbe mai potuto essere più forte del gesto compiuto da Al-Baroud al suo arrivo nella Striscia, liberata proprio dalla ostinata e caparbia volontà di Resistenza, che ha imbracciato un fucile d'assalto passatogli dai camerati della Jihad baciandolo più volte a beneficio dei fotografi presenti.

venerdì 8 marzo 2013

Hamas adesso costretta a smentire di essere sul punto di abbandonare le armi! La notizia proveniva dalla stampa sionista!

Ancora alle corde (mediaticamente parlando) il Movimento Hamas si affida a un portavoce per smentire insistenti voci messe in giro riguardo alle sue prossime intenzioni politiche, questa volta dal quotidiano sionista "Yedioth Ahronot".

Passati e distanti i tempi in cui Hamas lanciava proclami di lotta e resistenza: minacciava i dirigenti di Tel Aviv di nuovi rapimenti di militari, di nuove iniziative di rifiuto dell'occupazione, si dichiarava per la difesa del Santuario di Al-Aqsa e di tutta Al-Quds; adesso il 'Movimento di Resistenza Musulmano' deve affannarsi a smentire di essere sul punto di riconoscere Tel Aviv, di stare per accettare la 'Soluzione a Due Stati' di stare partecipando alla repressione in Egitto, e, come oggi, di "essere sul punto di abbandonare la Lotta Armata".

Questa infatti l'accusa circolata sulle pagine del tabloid sionista, che Saleh al-Bardawi, convocata una conferenza stampa, si é affrettato a smentire e a definire "una pura invenzione". Sembra che la confusione all'interno del Movimento sia grande e, ovviamente, Israele e i suoi media ne approfittano per mestare nel torbido e cercare di mettere in cattiva luce quello che una volta era un formidabile apparato politico-militare di Resistenza.

mercoledì 14 novembre 2012

Onore al Martire Ahmed al-Jabari, mentre i suoi capi si vendono a Saoud e Al-Thani lui ha immolato la vita!

Il leader delle Brigate Ezzedine al-Qassam, Ahmed al-Jabari ha trovato la morte del martire nel ghetto assediato di Gaza, vigliaccamente colpito dai codardi "a sei punte" delle forze armate sionaziste, in una escalation di attacchi che sembrano puntare verso una nuova azione militare di Tel Aviv contro la Striscia costiera.
Ultimamente abbiamo fortemente stigmatizzato la leadership venduta di Hamas, incarnata dai traditori Khaled Mishaal e Moussa abu Marzouk, passati dagli slogan della Resistenza ai peana pro-Saoud e pro-Al Thani. Mentre continueremo sempre a denunciare come traditori della Causa e del Popolo di Palestina questi ratti estendiamo alle eroiche Brigate Qassam il nostro cordoglio e auguriamo loro di fare pagare con gli interessi ai sionisti il fio di questo codardo assassinio.
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mercoledì 17 ottobre 2012

I Giuda sionazisti continuano a tradire la parola data: allarme del Centro Prigionieri Palestinesi, otto detenuti liberati nel 2011 ri-arrestati a tradimento!

Riyadh Al-Ashqar, Direttore del Centro Studi sui Prigionieri Palestinesi ha dichiarato in un accorato appello trasmesso ai rappresentanti della stampa, ai Governi della regione e alle organizzazioni internazionali attive in Medio Oriente che, contrariamente agli accordi siglati sotto gli auspici egiziani per la liberazione dell'Ebreo francese Gilad Schalit (catturato dalla Resistenza palestinese mentre a bordo di un 'panzer' da 50 tonnellate si apprestava a invadere Gaza), otto detenuti palestinesi liberati lo scorso autunno sono stati proditoriamente ri-arrestati dalle forze di occupazione del regime ebraico.

Questo dimostra per l'ennesima volta, se mai ve ne fosse stato ancora bisogno che con il Giuda sionista, traditore e spregiatore di ogni parola e di ogni carta firmata, non é possibile addivenire ad alcun compromesso che non si basi sulla schiacciante minaccia della Resistenza armata come deterrente. Quante volte Israele ha osato bombardare il Libano dal 2006 a oggi? Nessuna, perché sa che dal Libano possono piovere in ogni momento tanti razzi e tanti missili da far diventare invivibili le città di Tel Aviv, Haifa e oggi persino Gerusalemme occupata.

Per ottenere risultati solidi e definitivi contro l'occupazione ebraica la Resistenza armata e il sentiero della lotta non sono opzioni o alternative, esse sono gli unici sentieri praticabili.
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lunedì 18 giugno 2012

Commando palestinese uccide un collaborazionista arabo e ferisce gravemente due sionisti nel Negev al confine con l'Egitto!


Un commando della Resistenza armata palestinese ha compiuto un'operazione poco dopo l'alba a Sud della Striscia di Gaza, lungo il confine tra il Negev occupato e la Penisola del Sinai; abbattendo un collaborazionista arabo venduto al regime ebraico e ferendo gravemente due invasori sionisti. Le vittime dell'azione armata palestinese erano impegnate nella costruzione della barriera con cui Tel Aviv pensa di potere isolare dal mondo circostante il proprio distopico Stato dell'Apartheid, senza ricordare che Muraglie ben più grandi e imponenti, da quella Cinese, alla Linea Maginot al Muro di Berlino sono crollate ignominiosamente senza ottenere il loro scopo.

I guerriglieri palestinesi, elusa la sorveglianza sionista, hanno avuto tutto l'agio di posizionarsi lungo la cosiddetta 'Strada 10' che corre a 30 Km dal Sud della Striscia, nel Negev occupato dagli invasori ebrei nel 1948 dove attualmente é in corso (nel più totale e ipocrita silenzio del mondo occidentale) una grande operazione di pulizia etnica dei legittimi abitanti beduini, che procede di pari passo con l'edificazione della barriera dell'Apartheid, e con distruzione di villaggi, di pozzi, di moschee, di ogni tipo di struttura.

 Ma tali crimini non sono senza conseguenze e a ricordare ai sionisti e a chi si fa complice dei loro misfatti questa verità ha pensato il commando della Resistenza che con un razzo anticarro ha centrato il veicolo su cui viaggiavano il collaborazionista Saed Fashatshe e gli altri due passeggeri che sono stati sbalzati dal veicolo esploso, morto il primo, gravemente feriti gli altri due.
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giovedì 14 giugno 2012

Nel pieno della lotta contro wahabiti pagati da Doha e Riyad Assad riceve Ahmed Jibril e dichiara: "Damasco sempre a fianco dei Palestinesi!"

Con una dimostrazione potente di umanità e generosità il Presidente siriano Bashir Assad ha ricevuto l'anziano fondatore e leader del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina - Comando Generale, attualmente impegnato a ravvivare i legami della sua organizzazione con gli Stati e i Governi mediorientali che sostengono l'Asse della Resistenza all'imperialismo e al sionismo. Assad ha ricevuto Ahmed Jibril a Palazzo nella capitale Damasco nonostante sia attualmente impegnato in quella che é probabilmente la fase più delicata e decisiva della lotta contro i terroristi takfiri pagati da Arabia Saudita, Qatar e Turchia che vorrebbero far precipitare la Siria nel caos per permettere a Usa, Israele e alla NATO di intervenire militarmente e forzare un cambio di regime. Ma Bashir Assad come già suo padre Hafez prima di lui non ha mai smesso di sostenere la Causa Palestinese, accettando di estendere senza limiti o confini l'ospitalità e la solidarietà siriana a ogni Movimento di Resistenza che la chiedesse, come ad esempio Hamas, che cacciato da Amman é rimasto ospite gradito in Siria per oltre dieci anni.

 Jibril, che recentemente é stato anche ospite di Nasrallah e del Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, ha ringraziato pubblicamente Assad, il suo Governo e l'intera nazione siriana per la loro devozione alla Causa dei Palestinesi.









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martedì 12 giugno 2012

Ahmed Jibril del PFLP-GC ricevuto a Teheran dal Presidente Ahmadinejad, "Resistenza armata unica via contro Israele!"

Il Presidente della Repubblica Islamica Mahmoud Ahmadinejad ha recentemente ospitato a Teheran Ahmad Jibril, fondatore e leader del PFLP-GC, formazione della Resistenza palestinese nata 44 anni fa da una 'costola' del PFLP ma votata esclusivamente alla lotta armata contro l'occupazione sionista senza soverchie preoccupazioni ideologiche e dottrinarie (pur restando sempre un gruppo dal background socialista/rivoluzionario). Protagonista di alcune spettacolari operazioni di guerriglia nel corso dei decenni della sua esistenza e impegnato in prima linea anche nel respingere le aggressioni sioniste al Libano (dove risiede il suo gruppo dirigente e si trovano la maggior parte delle sue sedi e strutture) il gruppo sembra intezionato a non farsi marginalizzare o esautorare dal suo ruolo nel panorama politico militare palestinese e al contrario di certi 'Movimenti di Resistenza' recentemente ammaliati dalle sirene dollarifere degli emirati del golfo e dei loro monarchi retrivi e corrotti ribadisce che solo e soltanto la lotta armata é in grado di garantire risultati concreti e permanenti nella lotta contro l'entità ebraica di occupazione. Tale atteggiamento ovviamente é totalmente approvato e condiviso da Presidente Ahmadinejad che ha dichiarato come la distruzione dell'ignobile regime dell'Apartheid sarà possibile solo insistendo e persistendo sul sentiero della Resistenza nei confronti della quale Israele non deve mai cessare di essere considerato come il Nemico Numero Uno "Costituendo, così come si vede, la testa di ponte dell'arroganza imperialista americana e occidentale contro il mondo arabo e musulmano". Ahmadinejad ha richiamato l'attenzione degli Arabi verso la maniera costante e massiccia con cui tutto l'Occidente sia sempre disposto a fornire scuse, giustificazioni, ausilio e supporto a Tel Aviv, necessitando quindi l'unione degli sforzi di tutti i paesi Rivoluzionari e Resistenti come 'conditio sine qua non' per la sua definitiva sconfitta. Ahmadinejad ha assicurato che l'Iran non farà mai mancare il suo sostegno al PFLP-GC, così come ha sempre continuato ad aiutare tutti i gruppi armati palestinesi e i movimenti anti-imperialisti in tutto il mondo. Jibril, ringraziando per queste dichiarazioni ha lodato l'Iran come esempio di un paese che é riuscito a svilupparsi e ad emanciparsi dall'influenza ricattatoria occidentale, diventando stato-guida nell'area per tecnologia, scienza, sviluppo militare e autosufficienza, questo nonostante i complotti e le sanzioni di Usa e Unione Europea.
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