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martedì 19 febbraio 2013

Altre quattro navi da sbarco (cariche di armi?) russe attraversano il Mediterraneo dirette in Siria!

Ancora una volta sono segnalate come in uscita dal Mar Nero e in rotta verso il Mediterraneo Orientale quattro unità maggiori della flotta russa; una volta giunte nelle acque mediorientali le navi si uniranno a un battello-scorta e a un numero di vascelli minori e punteranno verso il porto siriano di Tartous.

Nonostante l'ingenua campagna di disinformazione occidentale vorrebbe dipingere i quattro vascelli (tutte navi da sbarco) come inviati per una possibile evacuazione di civili russi sarebbe difficile pensare che Mosca, che non ha evacuato i propri connazionali nei momenti più intensi dell'insorgenza terrorista, stia per farlo proprio ora che le forze governative siriane stanno cogliendo sul campo vittorie decisive contro gli estremisti stranieri.

In realtà i capaci vascelli di Mosca sono con ogni probabilità carichi di veicoli e munizioni per l'Esercito di Assad, che verranno discretamente scaricati durante la prevista "sosta tecnica" nella base navale di Tartous. Che non sia imminente alcun 'esodo' di cittadini russi dalla Siria lo si é potuto notare anche con l'atterraggio di due aerei trasporto (un Ilushin-62 e un Ilushin-76) a Latakia che, essendo disposti a ricondurre in Russia i cittadini che lo avessero richiesto dopo aver scaricato i loro cargo di aiuti umanitari, sono ripartiti con meno di una dozzina di persone a bordo.

giovedì 20 dicembre 2012

Flotte russe mostrano la bandiera non solamente in Siria ma anche in Iran! La marina di Obanana volta la poppa e batte in ritirata!!

La fregata russa "Yaroslav Mudry", accompagnata dalle navi pesanti da sbarco "Kaliningrad" e "Aleksandr Shabalin" (ciascuna capace di trasportare quindici carri armati T-72/80/90 o quaranta mezzi blindati BMP o BTR) e da altri due natanti di supporto si sono presentate nelle acque del Mediterraneo Orientale per 'esercitazioni' completate le quali faranno scalo nella base navale russa di Tartous, in territorio siriano.
L'arrivo della 'Task Force' di Mosca nelle acque mediorientali ha coinciso curiosamente con il frettoloso ritiro delle navi Usa che da settimane stazionavano in zona (tra esse due portaerei nucleari e una nave sbarco con un folto contingente di marines) in attesa del 'casus belli' per un intervento contro il Governo di Assad. Il rinnovo del sostegno strategico e politico da Mosca verso Damasco ha sgretolato le 'frenesie militari' obamiane e di dama Clinton.
Ma il "disengagement" a stelle e strisce ha colpito anche il Golfo Persico dove solo una portaerei Usa (la "Stennis") é rimasta, mentre una flottiglia russa guidata dall'incrociatore antisommerbigile "Maresal Shaposnikov" ha gettato l'ancora nel porto iraniano di Bandar Abbas. La visita di navi russe in Iran é una novità assoluta e sembra indicare che il Cremlino intenda portare l'alleanza e la collaborazione con la Repubblica Islamica allo stesso livello di quelle con la Siria.
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