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mercoledì 21 settembre 2011

Pentola a pressione "atomica" fa evacuare il consolato sionista di Marsiglia!


Che a Marsiglia, metropoli transalpina quant'altre mai aperta sul Mediterraneo e abitata da numerose comunità immigrate (molte di origine magrebina, araba o comunque asiatica) i rappresentanti dell'infame regime dell'Apartheid sionista non debbano godere di eccessiva popolarità é logico e naturale. Recentemente, però, qualche marsigliese, forse invasato da uno spirito contestatore ma beffardo tipico dei movimenti "dada" e surrealisti, ha deciso di prendere l'iniziativa e di rendere 'vacante', almeno per qualche ora, la sede consolare generale israeliana, senza però ricorrere a manifestazioni di piazza o ai moti popolari, come é successo ultimamente in Egitto prima e ad Amman, Giordania, poi.

All'anonimo é bastato munirsi di una pentola a pressione, qualche filo elettrico non collegato a nulla e un paio di adesivi di 'pericolo radiologico', quelli col trifoglio nucleare, tanto per intenderci e confezionare con essi un pacchetto tanto minaccioso all'apparenza quanto innocuo nella sostanza, collocandolo poi a bella posta dentro un furgoncino Renault parcheggiato proprio davanti la sede diplomatica al 146 di Rue Paradis (email info@marseille.mfa.gov.il - scrivetegli qualcosa!). Immediatamente é scattato un subitaneo quanto inutile "allarme rosso", con tanto di cordone di sicurezza steso intorno alla zona, evacuazione immediata degli edifici del consolato generale e squadra di artifcieri con armature antiscoppio e droni telecomandati spediti a manipolare il misterioso pacchetto.

Vogliamo sperare, anzi, ci auguriamo vivamente che i responsabili del gesto siano rimasti nelle vicinanze per tutto il tempo, ammirando, ridendo sotto i baffi con immensa soddisfazione, la perfetta riuscita della loro provocazione; magistrale presa in giro delle ubbìe e delle paranoie "antiterrorismo" che negli ultimi dieci anni, grazie a una sapiente messinscena e regia mediatica a cui la lobby sionista internazionale ha entusiasticamente partecipato, tanto ha fatto per rendere le nostre vite ancora più nevrotiche, insensate e poco dignitose, alimentando nel contempo tutta la parte vile, intollerante, razzista e xenofoba del becerume 'occidentalista'.

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venerdì 13 maggio 2011

Manifestazioni anti-israeliane in tutto l'Egitto, i giovani di Piazza Tahrir onorano l'anniversario della 'Nakba'!


Migliaia di attivisti egiziani, in maggior parte giovani, sono scesi in strada nelle principali città del paese per dimostrare la loro solidarietà col popolo di Palestina nel 63esimo anniversario della "Nakba", la catastrofe inflitta alla popolazione araba dagli invasori sionisti che, spinti dalla loro ideologia razzista e fascista "fin di siécle" distrussero centinaia di villaggi, sterminarono migliaia di civili ed espulsero dalle loro dimore secolari oltre 750mila profughi per dichiarare "lo stato ebraico", dando così origine al Regime dell'Occupazione.


Manifestanti cairoti si sono radunati a Piazza Tahrir, luogo-simbolo della liberazione dal regime di Mubarak, chiedendo una mobilitazione generale del popolo egiziano per marciare verso la Striscia di Gaza e, se necessario, forzare e aprire definitivamente il varco di confine di Rafah che, nonostante le incoraggianti dichiarazioni della Giunta di Transizione al potere dalla metà di febbraio, continua a essere chiuso alla maggior parte del traffico da e per l'enclave costiera assediata da Israele.

Ad Alessandria, invece, la folla si é radunata attorno al consolato sionista, circondandolo completamente e chiedendo una fine immediata e unilaterale delle relazioni dell'Egitto col Regime dell'Apartheid. Più di un rappresentante ed esponente dei partiti politici rimessi in libertà dalla deposizione del "Faraone" Mubarak hanno recentemente dichiarato che continuare a sostenere l'assedio israeliano contro Gaza fa solo il gioco di Israele e degli Usa.

Da queste massicce manifestazioni di piazza si nota come il popolo egiziano sia tutt'altro che "normalizzato" e si senta pronto a scendere in strada non solo per i suoi interessi, ma anche per motivi di solidarietà inter-araba e regionale, come quelli che hanno motivato questa grande mobilitazione popolare odierna e che, dopodomani, potrebbero dare vita a moti ancora più grandiosi.

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