E' stato liberato l'inviato Hamid Masoumi Nejad dell'IRIB iraniana, network che i lettori di PALAESTINA FELIX ben conoscono per le interviste che lo scrivente rilascia semi regolarmente in collegamento con la bravissima e gentilissima Shima. Il giornalista era stato fermato nel pomeriggio di oggi con l'accusa di aver ripreso luoghi vietati a Roma.
la Polizia, dopo ever visionato attentamente le immagini riprese per un reportage sull'inquinamento atmosferico in italia, si è accorta dell'errore che ha commesso, e, scusandosi col giornalista iraniano, lo ha liberato.
Il collega Masoumi Nejad stava semplicemente facendo il suo lavoro componendo un servizio sull'inquinamento atmosferico nella nostra capitale e si faceva riprendere sullo sfondo di noti panorami romani, senza aver ripreso alcunché di "sensibile".
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giovedì 17 dicembre 2015
La polizia italiana ferma per diverse ore il giornalista IRIB Hamid Masoumi Nejad, poi lo rilascia con scuse!
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mercoledì 20 febbraio 2013
Uomini di Hezbollah catturano a Baalbek un cittadino libanese che collaborava con il Mossad sionista!
Secondo quanto riportato poche ore fa dall'outlet televisivo ufficiale del Movimento, il canale TV "Al-Manar", uomini di Hezbollah, la forza politico-militare degli sciiti libanesi, avrebbero messo in stato di fermo, in un loro compound nella cittadina di Baalbek (nel Nord del paese, nella Valle della Biqa'a, vicino al confine con la Siria) un cittadino libanese sospettato di connivenza col regime sionista per fini di spionaggio.Talal Khalil, questo il nome del presunto agente sionista, sarebbe in mano alle forze di sicurezza di Hezbollah in attesa che i leader del movimento si accordino con le autorità libanesi per consegnarlo ai militari. Secondo gli statuti in vigore nel Paese dei Cedri ogni caso di spionaggio a favore di Israele (anche da parte di civili) ricade ipso facto nella giurisdizione della magistratura militare e da essa deve essere affrontato e trattato.
Il fatto che Khalil sia stato bloccato vicino al confine siriano fa immaginare che il regime di Tel Aviv lo stesse utilizzando in missioni a favore degli estremisti mercenari wahabiti scatenati da quasi due anni contro la Repubblica Araba di Siria, senza tuttavia che le loro sanguinose e crudeli attività siano riuscite a spodestare il Presidente Bashir Assad.
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