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mercoledì 9 marzo 2016

La manovra "Anti-Hezbollah" dei Sauditi, nata da ira e frustrazione per le continue sconfitte di Riyadh!

Sconfitta in Siria dove miliardi di dollari spesi per foraggiare l'aggressione wahabita e takfira non sono riusciti a rovesciare il legittimo Governo di Bashir al-Assad, sconfitta in Yemen dove le perdite umane e materiali della 'brancaleonesca' coalizione guidata da Riyadh toccano ogni giorno vette sempre più incredibili, sconfitta in Libano dove il tentativo di trasformare il Paese dei Cedri in un comodo "retrofronte" per i terroristi attivi in Siria non ha avuto esito positivo; il risultato di tutte queste debacle si é tradotto nell'astiosa, ma assolutamente poco efficace, "denuncia" di Hezbollah come 'gruppo terroristico' fatta approvare poco fa dal 'GCC', il "club di amici speciali" dei tiranni del petrolio sauditi.

domenica 23 settembre 2012

A Bengasi comincia a emergere una scomoda ipotesi: l'uccisione di Stevens potrebbe non aver niente a che fare con il film islamofobo!

L'analista politico Mark Robertson e il giornalista freelance Finian Cunningham sostengono in questo lungo articolo che la recente uccisione del plenipotenziario Usa Chris Stevens a Bengasi potrebbe non essere collegata allo squallido film islamofobo prodotto da Sam Basile col finanziamento sionista, ma risultare da un'azione armata di lealisti pro-Gheddafi.

Se si eccepisce sull'immagine edulcorata e da "santino dell'anti-imperialismo" che i due danno del ridicolo regime del Colonnello sirtino (evidentemente i due preferiscono sorvolare su come Gheddafi si appecorò ai 'diktat' di Bush e della Condy Rice dopo il 2001, nonché sul fatto che usò i mercenari africani forniti da Israele nel tentativo di mantenersi al potere) il pezzo é piuttosto interessante ed evidenzia come anche gli ex-gheddafisti continuino a costituire una forza piuttosto rilevante anche nella Libia post-elezioni.

Le testimonianze di un giardiniere libico nel complesso bengasino che serviva da "base" a Stevens e soci e quella di Mohammed al-Bishari sembrano le 'chiavi di volta' della loro ricostruzione, in effetti se "orde di dimostranti" si fossero dirette verso il compound i protocolli di sicurezza avrebbero previsto l'evacuazione del personale americano, invece il blitz arrivò inatteso e improvviso in stile "commando" con ampio uso di razzi, granate e un attacco diversivo che permise agli aggressori (evidentemente dotati di addestramento militare) di penetrare fino al 'sancta sanctorum' dove colpirono a morte Stevens e colleghi.
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