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sabato 20 ottobre 2018

This could be huge!!!! Tupolev russo viaggia da Latakia a Khartoum con fermata a Bengasi...perché?

Esta información es de galandecZP y me hago eco porque creo que es interesante.

El Tupolev Tu-154M RA-85155 ha llevado a cabo unos vuelos en los últimos días que son muy interesantes por los lugares visitados...





La información gráfica la podéis consultar en el enlace que he citado pero las grandes líneas son:

1º El Tu-154M RA-85155 partió de Hemymim, en Siria, el 16 de octubre del 2018 con destino a Jartum, en Sudán.

Digamos que Jartum no es precisamente Torremolinos. (località turistica iberica vicino Malaga)

mercoledì 8 agosto 2018

Il Generale Haftar si reca in Niger, ricevuto dal Presidente, per strozzare le rotte del traffico di schiavi!

Cattive notizie per emma bonino e alessandro gassman, presto i loro amati pomodori potrebbero non avere più schiavi africani sottopagati che li raccolgano!

Anche in questo caso l'umanitario risultato non sarà ottenuto da lagnosi filantropi sionisti, da imbecilli armati di buone intenzioni o da ipocriti 'benefattori' di coop e caritas, ma da un Generale, a testimonianza che se si vuole una cosa fatta rapidamente (e spesso anche molto bene) bisogna rivolgersi a un uomo che abbia le stellette sulle spalle!

venerdì 27 aprile 2018

I giornalisti-cialtroni che avevano dato Khalifa Haftar per morto sbugiardati dal suo rientro a Bengasi, lucido e in salute!

"Le notizie riguardanti alla mia morte sono state leggermente esagerate".

Così si dice che Sam Clemens (più noto come Mark Twain) abbia celiato dovendo smentire la voce incontrollata riguardo un suo presunto decesso.

La stessa cosa é successa a Khalifa Haftar, il Generale libico che vuole restaurare una nazione portata sull'orlo dell'abisso dall'aggressione imperialista Franco-American-Qatariota (quando il Qatar voleva rimodellare il Mondo Arabo tramite l'Ikhwan) del 2011.

sabato 27 gennaio 2018

In Libia le forze del Generale Haftar iniziano l'offensiva contro lo 'stato moncone' di Tripoli e il suo imbelle 'premier' Sarraj!

Ringraziamo calorosamente l'amico GUIDO BENNI per averci segnalato questa importantissima notizia,

L'esercito nazionale libico, sotto il comando di Khalifa Haftar, con l'appoggio di Egitto e Algeria, ha lanciato un'offensiva sulla capitale dello stato, Tripoli; dalla parte di Haftar, sono in guerra anche i sostenitori di Gheddafi.

lunedì 21 agosto 2017

A Bengasi Haftar riceve un trasporto aereo siriano, sono armi per il suo esercito??

Per la prima volta dal 2011, un aereo da trsporto siriano é atterrato all'aeroporto di Benina a Bengasi, nella parte di Libia controllata dalle forze del Generale Khalifa Haftar.

Apparentemente si è trattato di un volo commerciale tra Damasco e Bengasi, ma oltre al carico, di cui non si conosce la natura, anche funzionari siriani sono arrivati nella "capitale" di Haftar.

Si ritiene che Mosca incoraggi Assad a intensificare gli scambi con i paesi arabi schierati contro il terrorismo islamista.

giovedì 6 luglio 2017

Il Generale Haftar festeggia un'importante vittoria: Bengasi é completamente sotto il controllo delle sue truppe!

A poco più di tre anni dal lancio dell' "Operazione Dignità" le forze dell' Esercito Nazionale Libico, al comando dell'Ex-Capo di SM di Gheddafi, Generale Khalifa Haftar, possono festeggiare un'importantissima vittoria con la conquista totale di Bengasi, del suo porto e delle zone circostanti.

Finora, pur controllando saldamente la maggior parte della seconda città libica, milizie e forze irregolari puntualmente sorgevano a contestare il completo dominio dell'area alle forze del Generale.
Adesso con la sconfitta delle bande che ancora occupavano la zona orientale di Sabri. Haftar può a buon diritto dichiararsi padrone dell'area.
Ed é precisamente quello che ha fatto, in un breve messaggio televisivo lanciato nella serata di ieri.
Il Generale Haftar era stato inviato da Gheddafi in Ciad per sostenere il partito filo-libico e le milizie a esso collegate nella seconda metà degli anni '80.
La spedizione tuttavia era finita tragicamente, con una disfatta che aveva ingoiato la parte migliore delle forze armate del rais tripolino e in seguio alla quale lo stesso Haftar era stato catturato ed era rimasto imprigionato a lungo in un carcere di N'Djamena.

Le foto che accompagnano questo servizio si riferiscono a una parata tenuta lo scorso maggio durante la quale Haftar ha passato in rassegna reparti delle forze a lui fedeli. Sono stati messi in mostra carri armati T-62 e T-72, jet MiG-21, artiglierie a razzo Bm-21 'Grad', mostrando come il Generale possa fare affidamento su una forza ragionevolmente moderna e certamente più potente di quelle schierate in campo dall'ISIS o dal governo di Tripoli, tenuto in scacco dalle milizie islamiste.

mercoledì 24 febbraio 2016

Ecco spiegata la fretta Usa di intervenire in Libia: i fedeli di Gheddafi si sono alleati coi militari di Haftar!

Ecco, ecco spiegato il motivo per cui gli Usa erano così ansiosi di piegare i pieghevolissimi Renzi e Gentiloni sulla questione di Sigonella e come mai (fonte la sionistissima 'Repubblica') oggi cominciano a emergere 'Piani B' secondo i quali Usa e NATO vorrebbero abbandonare al suo destino il Parlamento (legittimo) di Tobruk e schierarsi invece cogli islamisti filo-Ikhwan (e in fondo filo-ISIS) di Tripoli.


Libya | 2/4 | The Libyan Army together with Gaddafist Forces have taken control of several points in Benghazi that were in the hands of terrorists._ _ _ _ _ Libia | 2/4 | El Ejército Libio en conjunto con Fuerzas Gaddafistas han tomado el control de varios puntos en Bengasi, que estaban en manos de los terroristas.
Posted by TC Press on Tuesday, February 23, 2016
Il motivo sta nel fatto che le forze gheddafiane, che come ricorderanno i nostri lettori più attenti, non sono mai sparite veramente dalla scena libica, sono tornate a farsi vedere e stavolta hanno unito le forze coi militari di Haftar, ottenendo un'importante vittoria a Bengasi.

giovedì 26 marzo 2015

In Libia é 'Tutti contro tutti': ISIS contro Fajr Libya, Fajr Libya contro Governo; morti a Bengasi e a Sirte!

Un'autobomba ad alto potenziale é esplosa nel quartiere bengasino di Al-Laithi causando sette morti tra i militari governativi che ormai controllano il capoluogo cirenaico; il bilancio del vigliacco attentato, che ha causato anche gravi danni materiali, é stato confermato in una dichiarazione del comandante militare della città, Fadl al-Hasi.

mercoledì 18 marzo 2015

Il Generale Haftar promette: "Presto la riconquista di Bengasi sarà completata una volta per tutte!"

Il Generale Khalifa Haftar, da poco diventato Capo di SM dell'Esercito Libico ha annunciato, in uno dei suoi primi atti ufficiali, che le forze sotto il suo comando completeranno la riconquista del capoluogo cirenaico di Bengasi entro metà aprile.

Il Generale, che ha stabilito il proprio comando operativo ad Al-Marj, a 100 Km a Nord-Est di Bengasi ha dichiarato che la presenza di miliziani islamisti sostenuti dalla Turchia e dal Qatar nella città, specialmente nella zona portuale, é molto limitata e che il lasso di tempo stimato per il loro definitivo sradicamento é dovuto soprattutto al desiderio di non infliggere troppi danni collaterali a quella che rimane comunque la seconda città della Libia.

mercoledì 18 febbraio 2015

Il Presidente egiziano Al-Sisi chiede all'ONU di assumere posizione chiara sulla crisi libica!

Il Presidente egiziano Abdelfatah Al-Sisi, dimostrando ben più decisione e chiarezza di vedute dei nostri pavidi governanti, ha chiesto alle Nazioni Unite di assumere tramite i loro organi una posizione chiara sula crisi in corso in Libia. Sisi  ha espresso il suo invito dopo avere inviato i suoi jet militari a bombardare la cittadina di Derna, in Cirenaica.

martedì 17 febbraio 2015

IMMAGINI ESCLUSIVE dei bombardamenti congiunti di Haftar ed Al-Sisi contro le basi dell'ISIS a Derna!

Ecco uno degli scatti esclusivi che ci sono stati inviati a testimonianza dei "raid" parallelamente (ma di comune accordo) compiuti contro Derna dai jet a disposizione del 'Warlord' filo-governativo Generale Haftar e dall'Aviazione egiziana su espresso ordine del Presidente Al-Sisi, furente per l'uccisione di ventuno cittadini egiziani da parte dei miliziani wahabiti che si ispirano all'ISIS e che hanno preso il controllo del piccolo centro della Cirenaica.

mercoledì 31 dicembre 2014

In Libia gli islamisti reagiscono alle sconfitte sul campo con le bombe e il terrore! Esplosione davanti al Parlamento!

Una potente autobomba é esplosa a Tobruk fuori dalla sede temporanea del Parlamento internazionalmente riconosciuto, in esilio da Tripoli dopo che la capitale del paese é caduta in mano alle milizie islamiste sostenute da Erdogan e dall'Emiro del Qatar.

L'Hotel Al-Salam (questa la sede temporanea della Camera) ha avuto la facciata danneggiata e circa una dozzina di passanti sono rimasti più o meno gravemente feriti; nessun parlamentare o rappresentante del Governo tuttavia é rimasto coinvolto nell'attentato.

Certamente la mano dietro l'esplosione é quella di 'Fajr Libya', la coalizione di milizie estremiste che controlla la parte occidentale del paese; recentemente gli sforzi congiunti delle truppe fedeli al Governo e di quelle del Generale Haftar hanno strappato ai miliziani la città di Bengasi e alcuni varchi di confine con la Tunisia; inoltre i tentativi di Fajr Libya di conquistare i terminal petroliferi di Al-Hilal sono stati respinti, anche se alcune cisterne a Sidra sono state gravemente danneggiate e sono tuttora in fiamme.

Nelle ultime ore un jet governativo, nel corso di un raid sulla base aerea di Sirte (in mano agli islamisti) ha abbattuto un elicottero in fase di decollo.


sabato 20 dicembre 2014

Altri 25 morti in combattimenti al porto di Bengasi: "Ormai gli islamisti sono circondati!"

Arriva sulla soglia dei 500 morti il bilancio dei combattimenti per la conquista di Bengasi, dopo che un ultimo 'round' di bombardamenti e sparatorie intorno alla strategica zona portuale ha causato altre 25 vittime negli ultimi due giorni.

Le forze combinate del Generale Haftar e delle unità dell'Esercito fedeli al Governo in esilio nell'Est del paese avrebbero ormai circondato su ogni lato gli ultimi miliziani islamisti sostenuti dalla Turchia e dal Qatar.

Il portavoce di Haftar, Mohammed al-Hejazi, avrebbe dichiarato che ormai la caduta dell'ultimo ridotto islamista nel capoluogo cirenaico: "E' solo questione di tempo". L'85 per cento della città é in mano alle forze lealiste che avrebbero già ripristinato l'ordine e il funzionamento dei servizi pubblici; tuttavia senza il porto la città non può ricevere rifornimenti essenziali.

sabato 13 dicembre 2014

L'Esercito Libico e la polizia cittadina controllano e mantengono l'ordine pubblico a Bengasi (ma non al porto...)

A Bengasi, nella zona riconquistata dopo lunghi e sanguinosi combattimenti dalle forze congiunte del Governo in esilio da Tripoli e dalla milizia dell'Ex-Capo di SM di Gheddafi (il Generale Haftar), la vita é lentamente, parzialmente tornata normale: gli uffici pubblici sono nuovamente in funzione, le forze dell'ordine, parzialmente integrate da uomini dell'Esercito, hanno riaperto commissariati e caserme e compiono regolari pattugliamenti.

Tareq Kharaz, portavoce della Sicurezza bengasina, dichiara: "Stiamo compiendo normale servizio di ordine pubblico e anche lavoro investigativo, membri delle Forze Speciali dell'Esercito accompagneranno i nostri uomini fino a che non sarà recuperata la completa normalità".

Ovviamente la zona del porto rimane off-limits e si attende che una trattativa (o nella peggiore delle ipotesi una ultima spinta offensiva delle forze governative) riesca a restituirla alla piena operatività. Con le banchine e i moli bloccati l'approvvigionamento di beni essenziali per la cittadinanza non può avvenire.

Anche per questo molti profughi che si sono allontanati dal centro abitato durante i combattimenti non hanno ancora fatto ritorno alle loro case, senza porto il capoluogo della Cirenaica é comunque una città mutilata.

venerdì 5 dicembre 2014

Il Governo libico in esilio da Tripoli si dice 'pronto' a riconquistare la capitale del paese, in mano ai miliziani Fajr!

 
Il Governo libico internazionalmente riconosciuto, guidato dal Premier Abdullah al-Thani e attualmente 'esiliato' (pur nei confini nazionali) nella parte orientale del paese, proprio per bocca del Primo Ministro, afferma di avere ormai 'completato' i preparativi per un movimento offensivo verso la Tripolitania, mirato a sconfiggere le milizie islamiste di Fajr Libya e riprendere il controllo della capitale.

Considerando che pur con l'alleanza con il Warlord Generale Haftar e col sostegno dell'Egitto e probabilmente anche degli Emirati Arabi Uniti le forze leali ad Al-Thani e al suo esecutivo non sono riuscite in oltre due mesi a strappare ai militanti islamisti nemmeno Bengasi (il cui strategico porto ancora sfugge al controllo degli assedianti), chi scrive non sa dire quanto di vero ci sia dietro questa dichiarazione e quanto invece non sia solo una mossa diplomatica per invitare i misuratini di Fajr Libya a cercare un accordo.

Del resto, chi ha la forza militare di solito la usa e non c'é uso migliore possibile di scatenarla a sorpresa; non si ricordano episodi in cui Napoleone abbia mandato messaggi allo Zar e all'Imperatore d'Austria prima di Austerlitz dicendo: "Ehi, ho completato i preparativi per la Battaglia dei Tre Imperatori!".

Speriamo solo che sia possibile per la Libia uscire dal caos senza ulteriori distruzioni e stragi.

Ma ci crediamo poco.

lunedì 1 dicembre 2014

Quattrocento i morti a Bengasi dopo sei settimane di battaglia!

Poco dopo il discorso del Generale Haftar in cui l'Ex-capo di SM di Gheddafi rivendicava la conquista da parte dei suoi uomini e dell'Esercito del Governo in esilio da Tripoli di circa l'80 per cento del capoluogo cirenaico, arriva la notizia che, secondo ospedali, cliniche e organizzazioni non governative attive nell'area in questione il numero dei morti in sei settimane di battaglia intermittente avrebbe sorpassato quota 400.

Dopo una più o meno rapida avanzata le forze attaccanti sono ormai da molto tempo bloccate attorno all'area portuale, ultimo ridotto dei miliziani islamisti sostenuti da Turchia e Qatar; tuttavia i bombardamenti aerei, di lanciarazzi multipli e di mortai avrebbero reso inoperabili la maggior parte delle infrastrutture, tagliando anche una delle ultime vie d'approvvigionamento di viveri e beni per la popolazione civile ancora bloccata in città.

Nonostante questo sembra che i combattimenti non debbano arrestarsi e, anzi, potrebbero presto espandersi anche verso l'Ovest del paese e le zone controllate dall'alleanza 'Fajr Libya'.


domenica 30 novembre 2014

Il Generale Haftar annuncia: "Quattro quinti di Bengasi sono in mano nostra!" e promette un'offensiva verso Tripoli.

L'Ex-Capo di SM di Gheddafi, Generale Khalif Haftar, attualmente 'Signore della Guerra' allineato col Governo esule nell'Est del paese (sostenuto da Egitto, Emirati Arabi e forte del riconoscimento internazionale), ha rilasciato una conferenza stampa nella quale ha dichiarato che ormai l'ottanta per cento del capoluogo cirenaico di Bengasi si trova sotto il controllo dei suoi uomini e di quelli dell'Esercito 'regolare', alleatisi contro le milizie islamiste sostenute da Qatar e Turchia.

Inoltre ha rivendicato la partecipazione delle proprie forze agli attacchi all'ultimo scalo aeroportuale rimasto in funzione a Tripoli, quello di Mitiga, ormai reso inoperabile, come prodromo di un più vasto movimento offensivo contro le milizie misuratine di 'Fajr Libya' che mesi fa scacciarono dalla capitale il Governo creando un loro esecutivo non riconosciuto a livello internazonale.

Haftar ha chiuso il suo appello chiedendo appoggi e sostegni per le proprie forze, che ha definito determinate ma deboli dal punto di vista logistico e degli armamenti.

giovedì 27 novembre 2014

L'aviazione governativa colpisce ancora l'aeroporto di Mitiga e strozza le consegne di armi turche agli islamisti di Fajr Libya!

Nuovo sviluppo nella lotta del Governo libico, esule in patria ma riconosciuto internazionalmente, e le milizie islamista di Fajr Libya, sostenute da Qatar e Turchia e attualmente in controllo della capitale Tripoli e della parte occidentale del paese.

Dopo un primo bombardamento dell'aeroporto di Mitiga, scalo che aveva preso le funzioni di hub aereo principale della capitale, dopo che altri due scali erano andati distrutti nelle vicende belliche del paese nordafricano, un secondo attacco aereo, molto più intenso, ha completamente disabilitato la struttura.

Dopo il primo 'raid' il traffico per la capitale era stato spostato a Misurata (che é il 'centro' dell'insurrezione islamista) ma questa si trova 200 Km a Est di Tripoli; adesso Misurata é l'unico aeroporto in grado di accettare traffico internazionale rimasto ai miliziani Fajr Libya.

Il Governo di Al-Thani ha confermato che gli attacchi sono stati portati dalla sua aviazione per interrompere il flusso di armi che da Turchia e Qatar rafforza le milizie estremiste e sono stati condotti come primo passo per la riconquista dell'Ovest del paese.

Con grande sprezzo del ridicolo, Ankara (sponsor del terrorismo takfiro a 360 gradi) ha 'condannato' l'azione aerea del Governo legittimo libico.

martedì 25 novembre 2014

Haftar fa bombardare l'aeroporto di Tripoli mentre il Governo riconquista la cittadina di Kekla!

Nuovi sviluppi della situazione libica ci vengono segnalati, ma essi non vengono né da Bengasi nè dall'Est del paese, bensì dall'Ovest: secondo quanto riportato da testimoni oculari nella giornata di ieri un jet militare volando a bassa quota sopra l'aeroporto di Mitiga (una volta scalo secondario della capitale Tripoli, oggi promosso a unico aeroporto della città dopo la distruzione di quello principale) ha effettuato un attacco con missili aria-terra.

Il bombardamento, a sentire i rapporti ufficiali, non avrebbe danneggiato il terminal, tuttavia fino a nuovo ordine tutti i voli per Tripoli sono stati deviati verso Misurata, che si trova 200 Km più a Est. Il portavoce del Generale Haftar ('Signore della Guerra' allineato attualmente col Governo esule nell'Est del Paese) ha dichiarato che il jet attaccante veniva da Benina (l'aeroporto di Bengasi che fa da Quartier Generale ad Haftar e ai suoi uomini, che controllano un piccolo numero di aeroplani).

Inoltre sempre nell'Ovest del paese truppe leali al Governo esule (l'unico internazionalmente riconosciuto) hanno strappato, dopo lunghi combattimenti, il controllo della cittadina di Kekla alle milizie di 'Fajr Libya', le stesse che hanno cacciato l'Esecutivo dalla capitale Tripoli. Sia il Premier del Governo esule che fonti dell'Esecutivo non riconosciuto espresso da Fajr Libya hanno ammesso la conquista (o perdita, a seconda dei punti di vista) del centro abitato.

domenica 16 novembre 2014

Quasi 400 i morti a Bengasi dall'inizio dell'ultima offensiva contro i miliziani islamisti!!

Più di 350 sono stati i morti nei combattimenti scatenati a Bengasi dall'ultimo tentativo delle milizie del Generale Haftar e delle forze armate fedeli al Governo internazionalmente riconosciuto (attualmente in esilio a Shahat dopo essere stato a lungo a Tobruk) di strappare il capoluogo della Cirenaica  alle milizie islamiste sostenute da Qatar e Turchia.

Quindi dopo l'invito degli attaccanti alla popolazione civile ad abbandonare il quartiere portuale di Assabri,  sembra proprio che il ritmo dei combattimenti abbia subito un nuovo stallo. Finora tra i morti nei combattimenti ci sarebbero poco meno di 200 attaccanti e oltre 150 tra difensori e civili.

Lo squilibrio a favore dei difensori rientra nella statistica tra una forza che, pur più armata e in parte meglio addestrata, deve fare i conti con un nemico saldamente trincerato in una zona urbana. Non si hanno notizie di ulteriori interventi dell'aviazione egiziana in favore delle forze anti-milizie. Recentemente un attentato esplosivo aveva colpito l'esterno dell'ambasciata del Cairo in Libia proprio come 'rappresaglia' per questi raid aerei.