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martedì 23 aprile 2013

Bomba a Tripoli contro l'ambasciata di Francia: lo sputo lanciato in cielo da Sarkò torna giù nell'occhio di Hollande!

Era da poco arrivato il sole a rischiarare il martedì mattino di Tripoli, quando una carica esplosiva celata in un'auto parcheggiata sul marciapiede é detonata causando gravissimi danni alla recinzione del complesso e ferendo due uomini della 'security', uno in maniera piuttosto grave.

La deflagrazione, che é risuonata in tutto il quartiere di Gargaresh, ha demolito le auto circostanti e abbattuto una vasta sezione di muro; totalmente 'lunare' il primo comunicato arrivato dall'Eliseo, nel quale il Presidente Hollande si aspetterebbe che "Le autorità libiche facciano piena luce su quanto accaduto".

Ma caro Hollande, sei stato tu, d'accordo col tuo predecessore Sarkozy, ad assicurarti che le uniche 'autorità libiche' in grado di mantenere il controllo sul paese venissero affossate e destituite da una mandria di barbuti armati che prontamente hanno trasformato la Repubblica Araba Socialista libica in un mosaico di feudi occupati da milizie.

Chi é causa del suo mal, Monsieur le President, pianga sé stesso: lo sputo lanciato in aria dal suo predecessore le é finito nell'occhio, deve solo ringraziare che chi ha collocato la bomba non abbia deciso poi di entrare nell'ambasciata a "finire il lavoro" come é stato fatto nel caso del console americano di Bengasi.