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venerdì 18 ottobre 2013

Iniziano le multi-miliardarie consegne di armamenti russi al Governo di Bagdad! Ennesimo smacco agli Usa!!

Esattamente come annunciato diversi mesi addietro su queste pagine il contratto siglato tra la Rosoboronexport (la compagnia russia di esportazioni militari) e il Governo Maliki in carica a Bagdad é entrato in funzione e le prime consegne di materiale bellico da Mosca alla Mesopotamia (per un gran totale di ben 4 miliardi e 300 milioni di dollari Usa di equipaggiamenti e sistemi) sarebbero già in corso.

A niente sono servite le pressioni americane perché il contratto venisse rescisso, cadute nel niente le pretese accuse di 'corruzione' che erano state lanciate ipocritamente contro l'accordo; l'intesa russo-irakena dimostra la totale debacle delle pretese americane di continuare a influenzare politica e decisioni  di Bagdad anche dopo il ritiro del contingente militare di occupazione.

La Russia é stata il principale fornitore militare dell'Irak nel corso della lunga guerra contro l'Iran (tranne i primi anni, quando Mosca negò i rifornimenti a Saddam in quanto 'offesa' per non essere stata consultata sull'invasione), fu proprio l'impossibilità dell'URSS in agonia di rimpinguare l'arsenale del dittatore di Tikrit a cavallo tra 1989 e 1991 a decretare la sua ignominiosa sconfitta nella 'Guerra del Golfo'.

Tra le prime consegne all'Irak dovrebbero essere compresi 30 elicotteri d'attacco Mi-28 e 42 sistemi antiaerei Pantsir-S1.

martedì 5 marzo 2013

Presto in partenza per Bagdad le armi di Putin! Mosca si conferma partner preferenziale di Bagdad per le spese militari!

Come annunciato alcuni mesi fa su queste stesse pagine (e nonostante i diversi tentativi di parte NATO/occidentale/imperialista di sabotare l'accordo), il contratto tra Robosonexport (l'Agenzia di Stato russa per l'export militare) e il Governo irakeno di Nouri al-Maliki é stato finalizzato e, all'atto della ratifica definitiva, il Ministro della Difesa di Bagdad Hosyhar Zebari ha dichiarato alla radio russa di aspettarsi la consegna dei primi esemplari di elicottero d'attacco e di sistemi antiaerei entro la fine della primavera 2013 al più tardi.

In contrasto, la consegna di aerei americani F-16 che Washington ha insistito per fornire alla nuova aviazione irakena non é attesa dalle parti della Mesopotamia prima di un qualche momento del 2014 e già adesso, nei piani alti dello Stato Maggiore di Bagdad qualcuno si sta chiedendo se non sarebbe meglio affidarsi a nuove squadriglie di MiG-35 o Sukhoi-30, derivanti da modelli con cui l'Irak ha già avuto molta esperienza, piuttosto che a obsolescenti macchine made in usa.



martedì 9 ottobre 2012

Armi per miliardi di dollari da Mosca a Bagdad l'influenza yankee in Irak é durata lo spazio di un mattino!

Quattro miliardi e 200 milioni di dollari, pari a circa 3 miliardi e 250 milioni di Euro, a tanto ammontano i contratti per forniture militari siglati tra aprile ed agosto nel corso degli incontri a Mosca tra il Ministro della Difesa iracheno Saadun al-Doulami ed esponenti del Governo Medvedev. La notizia é stata confermata ufficialmente oggi a latere dell'incontro tra il Premier russo e il Primo Ministro iracheno, Nouri al-Maliki.
Tra i sistemi d'arma che la Russia fornirà all'Irak vi sono 30 moderni elicotteri d'attacco Mi-28 e oltre quaranta batterie antiaeree Pantsir S1. Come si vede, la speranza americana di fare del paese mesopotamico un docile 'vassallo' che dimostrasse la sua fedeltà investendo in costosi armamenti a stelle e strisce sta rapidissimamente rivelandosi l'ennesima fallacia Made in Usa.
La Russia é stata il principale fornitore militare dell'Irak nel corso della lunga guerra contro l'Iran (tranne i primi anni, quando Mosca negò i rifornimenti a Saddam in quanto 'offesa' per non essere stata consultata sull'invasione), fu proprio l'impossibilità dell'URSS in agonia di rimpinguare l'arsenale del dittatore di Tikrit a cavallo tra 1989 e 1991 a decretare la sua ignominiosa sconfitta nella 'Guerra del Golfo'.

Adesso però, con la produzione militare russa tornata a livelli d'eccellenza forse anche superiori a quelli dell'era sovietica, sembra che il Governo filoiraniano di Maliki voglia almeno in questo campo mantenere una continuità con il passato regime baathista; del resto, come dimostra il caso della Siria, per i paese dell'Asse della Resistenza mantenere un alto tasso di efficienza e prontezza militare é un assoluto imperativo.
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