Il Direttorato Generale della Surete Libanaise ha rilasciato il seguente comunicato:
"Come risultato del monitoraggio attento di attività sospette da parte di rifugiati di nazionalità siriana entrati nel paese negli ultimi anni i nostri agenti hanno arrestato tre persone che si accingevano ad acquistare armi al mercato nero e tentavano di procurarsi droghe illegali e silenziatori".
Pare che gli arrestati stessero preparandosi ad attività criminose da svolgere una volta procuratisi le armi e i narcotici.
Nel corso degli interrogatori é emerso che uno degli arrestati faceva parte attiva di un gruppo terroristico e aveva l'incarico di reclutare altri aderenti tra i suoi concittadini.
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venerdì 15 settembre 2017
La Surete Libanaise arresta quattro terroristi in due diverse operazioni!
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sabato 8 novembre 2014
La situazione nel Nord del Libano, che cosa é andato storto nei piani dei terroristi takfiri??
Man mano che passano i giorni e si rafforza la presa delle forze armate libanesi sui territori del Nord che di recente sono stati teatro di una vasta operazione antiterrorismo emergono fatti e testimonianze che provano come la determinazione dei vari agenti takfiri a far scattare un'insurrezione che, nei piani, avrebbe dovuto ritagliare un 'emirato wahabita' nella zona togliendola dal controllo dello Stato e aprendo un retrofronte provvisto addirittura di sbocco al mare per i terroristi attivi in Siria, fosse molto meno solida di quanto si credesse e, messa alla prova delle armi, non abbia retto e si sia sgretolata.
Sembra infatti che l'arcipelago wahabita, fatto di tanti predicatori estremisti, ognuno autonominatosi 'imam' o 'sceicco', abbia reagito in maniera sparpagliata e incoerente, permettendo all'Esercito di far valere la propria superiorità numerica e di fuoco. In ogni momento degli scontri sembra che a Bab al-Tabaneh non siano mai stati attivi più di 40-50 uomini armati alla volta, con gruppi che si sono attivati dopo che altri erano già stati neutralizzati o distrutti, quindi, appunto, l'Armee non ha mai dovuto affrontare le 'centinaia' di militanti che temeva, ma poche dozzine per volta.
In particolare sembra che ad attivarsi siano stati i seguaci di Shadi Mawlawi, Osama Mansour e Bilal Omar Mikati, mentre quelli di Ayman Kharma, Mazen Mohammad, Khaled Sayyed e Omar Aziz non si siano mobilitati che per fuggire o mettersi al sicuro, così come i seguaci dello 'sceicco' Houssam Sabbaq.
In Minye, inoltre, non si sarebbero mobilitati più di una trentina di terroristi.
La pretesa wahabita di 'fare come Hezbollah' e creare un proprio feudo nel Libano del Nord si é quindi sgretolata al primo urto con la realtà, tuttavia, come raccomandavamo già all'indomani degli scontri, non bisogna abbassare la guardia.
Sembra infatti che l'arcipelago wahabita, fatto di tanti predicatori estremisti, ognuno autonominatosi 'imam' o 'sceicco', abbia reagito in maniera sparpagliata e incoerente, permettendo all'Esercito di far valere la propria superiorità numerica e di fuoco. In ogni momento degli scontri sembra che a Bab al-Tabaneh non siano mai stati attivi più di 40-50 uomini armati alla volta, con gruppi che si sono attivati dopo che altri erano già stati neutralizzati o distrutti, quindi, appunto, l'Armee non ha mai dovuto affrontare le 'centinaia' di militanti che temeva, ma poche dozzine per volta.
In particolare sembra che ad attivarsi siano stati i seguaci di Shadi Mawlawi, Osama Mansour e Bilal Omar Mikati, mentre quelli di Ayman Kharma, Mazen Mohammad, Khaled Sayyed e Omar Aziz non si siano mobilitati che per fuggire o mettersi al sicuro, così come i seguaci dello 'sceicco' Houssam Sabbaq.
In Minye, inoltre, non si sarebbero mobilitati più di una trentina di terroristi.
La pretesa wahabita di 'fare come Hezbollah' e creare un proprio feudo nel Libano del Nord si é quindi sgretolata al primo urto con la realtà, tuttavia, come raccomandavamo già all'indomani degli scontri, non bisogna abbassare la guardia.
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