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sabato 21 settembre 2013

Le autorità tunisine distruggono un gruppo wahabita che reclutava disperati per mandarli in Siria a combattere per Al-Qaeda!

Le forze di sicurezza tunisine hanno compiuto oggi una retata che ha portato all'arresto di ben ottantasei estremisti religiosi di stampo wahabita che conducevano un'aggressiva campagna per reclutare militanti da mandare in Siria a combattere nelle file qaediste. Oltre ai mandati di arresto e di fermo l'autorità giudiziaria ha reso invalidi i documenti di circa 6000 persone recentemente entrate in contatto con questi individui, impedendo loro di lasciare il paese in qualunque modo.

Il comandante della cellula wahabita Ansar al-Sharia, tale Mohammed al-Awadi é stato a lungo interrogato e ha rivelato che il suo gruppo stava progettando di assassinare il Premier Ali al-Arid e il Segretario Generale dei Sindacati, Hussein Abbasi. Il quotidiano Al-Shorouk ha pubblicato sulla sua pagina web le confessioni esclusive di Al-Awadi che aveva scelto il 'nom de guerre' di Tawil (il Lungo).
 
Secondo le voci più accreditate il capo terrorista sarebbe stato arrestato nei sobborghi occidentali di Tunisi.

lunedì 18 luglio 2011

Il popolo tunisino nuovamente in rivolta attacca le caserme della polizia, sempre guidata dagli uomini di Ben Ali!


Smentendo ogni illusione di chi pensava che con la cacciata del corrotto autocrate Ben Ali e della sua avida consorte, l'ex parrucchiera Trabelsi, la Imelda Marcos araba, si fosse chiuso il sipario sulla sollevazione tunisina iniziata con l'autoimmolazione del giovane fruttivendolo di Sidi Bou Zid, nuovi violenti scontri sono scoppiati in tutto il paese tra le forze di sicurezza (ancora dominate dagli uomini del vecchio regime) e la popolazione in protesta contro il Governo di transizione, che viene visto come eccessiamente conservatore e in ritardo sulle tappe per la definitiva democratizzazione del paese.

A Menzel Bourghiba, a sessantacinque chilometri da Tunisi, la folla inferocita ha dato l'assalto a una caserma di polizia, mettendola letteralmente a ferro e fuoco e lasciando sei ufficiali a terra, fra di essi, quattro sono risultati vittime di ferite che i sanitari descrivono come "critiche". Ancora caserme sotto attacco a Kairouan, nel centro del paese, a Sousse, a 150 chilometri a sud di Tunisi, ad Hammam Ghzez, nella parte oreintale del paese e ad Al Aghba, a Ovest della capitale.

I dimostranti lamentano la pesante presenza di uomini di Ben Ali nel governo di 'transizione' e hanno iniziato il confronto violento con le forze di sicurezza dopo che una manifestazione seguita alle preghiere del venerdì é stata affrontata dalla polizia con cariche e lacrimogeni. Ovviamente sui media occidentali impegnati a costruire balle e panzane sulla Siria non si fa menzione di questi importanti sviluppi che sembrano preludere a un vero e proprio "secondo tempo" della Rivoluzione Tunisina.
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