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mercoledì 15 novembre 2017

Lavrov difende ufficialmente la legittimità della presenza militare iraniana in Siria!

Sergei Lavrov, Ministro degli Esteri russo, ha difeso la "totale legittimità" della presenza di consiglieri militari iraniani in Siria, rifiutandosi di accettare come validi o fondati i clamori scatenati dalla canea sionista in merito.

"È un fatto che la presenza della Russia e dell'Iran (in Siria) è legittima, essendosi concretato su invito del Governo legittimo, ed è un fatto anche che non lo è quella degli Stati Uniti, che svolgono invece operazioni militari per proprio conto soprattutto a sostegno di gruppi ribelli e di sospetti terroristi", ha dichiarato il massimo diplomatico di Vladimir Putin.

domenica 12 novembre 2017

Installazione militare iraniana costruita e ampliata a pochi Km a Sud di Damasco!

Ad El-Kiswah, meno di 15 Km dalla periferia Sud di Damasco, le forze armate iraniane hanno preso possesso di un'area militare prima di pertinenza dell'Esercito Arabo Siriano trasformandola in una delle loro principali strutture sul territorio della Repubblica Araba.

L'area in origine comprendeva un edificio adibito a Quartier Generale e due complessi; uno di una quindicina di altre installazioni che ospitava garage per vari tipi di veicoli e uno da cinque adibiti invece a caserme.

giovedì 12 marzo 2015

Le Brigate della Jihad Islamica riprendono il fuoco contro obiettivi sionisti! La responsabilità é solo di Tel Aviv!

A mezzanotte di oggi il sito-web ufficiale delle Brigate Al-Quds, formazione combattente del Movimento per la Jihad Islamica in Palestina ha comunicato che, di fronte alla continua violazione da parte sionista dei termini dell'Armistizio concordato la scorsa estate con la mediazione dell'Egitto l'organizzazione ha deciso la ripresa delle operazioni militari contro l'illegittimo regime ebraico di occupazione della Palestina.

Unità delle Brigate Quds hanno iniziato il lancio di razzi contro insediamenti illegali di miliziani ebrei e contro strutture dell'occupazione militare intorno alla Striscia di Gaza.

lunedì 18 luglio 2011

Il popolo tunisino nuovamente in rivolta attacca le caserme della polizia, sempre guidata dagli uomini di Ben Ali!


Smentendo ogni illusione di chi pensava che con la cacciata del corrotto autocrate Ben Ali e della sua avida consorte, l'ex parrucchiera Trabelsi, la Imelda Marcos araba, si fosse chiuso il sipario sulla sollevazione tunisina iniziata con l'autoimmolazione del giovane fruttivendolo di Sidi Bou Zid, nuovi violenti scontri sono scoppiati in tutto il paese tra le forze di sicurezza (ancora dominate dagli uomini del vecchio regime) e la popolazione in protesta contro il Governo di transizione, che viene visto come eccessiamente conservatore e in ritardo sulle tappe per la definitiva democratizzazione del paese.

A Menzel Bourghiba, a sessantacinque chilometri da Tunisi, la folla inferocita ha dato l'assalto a una caserma di polizia, mettendola letteralmente a ferro e fuoco e lasciando sei ufficiali a terra, fra di essi, quattro sono risultati vittime di ferite che i sanitari descrivono come "critiche". Ancora caserme sotto attacco a Kairouan, nel centro del paese, a Sousse, a 150 chilometri a sud di Tunisi, ad Hammam Ghzez, nella parte oreintale del paese e ad Al Aghba, a Ovest della capitale.

I dimostranti lamentano la pesante presenza di uomini di Ben Ali nel governo di 'transizione' e hanno iniziato il confronto violento con le forze di sicurezza dopo che una manifestazione seguita alle preghiere del venerdì é stata affrontata dalla polizia con cariche e lacrimogeni. Ovviamente sui media occidentali impegnati a costruire balle e panzane sulla Siria non si fa menzione di questi importanti sviluppi che sembrano preludere a un vero e proprio "secondo tempo" della Rivoluzione Tunisina.
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