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lunedì 13 agosto 2012

Nell'Est sciita dell'Arabia la popolazione prende le armi contro gli sgherri del regime: é l'inizio di una rivolta armata?

In uno sviluppo che echeggia atti ed eventi finora rimasti episodici e isolati accaduti nel corso degli ultimi mesi, le forze di polizia della corrotta Dinastia Al-Saoud hanno comunicato che una loro pattuglia é recentemente rimasta vittima del fuoco di diversi uomini armati e mascherati che dopo aver sparato e ferito un gendarme hanno fatto perdere le loro tracce.

L'attacco sarebbe avvenuto vicino al villaggio di Tarut, secondo quanto riportato dal Tenente Colonnello Ziyad al-Ruqaiti. Nel corso del week-end un portavoce del Ministero dell'Interno, Mansour al-Turki, aveva comunicato che durante scontri con manifestanti nella cittadina di Qatif una volta tanto era stato un soldato a rimanere esanime al suolo, dopo dozzine e dozzine di civili massacrati e soffocati coi gas dagli sgherri di Riyadh negli ultimi sedici mesi.
 Uno degli ultimi martiri della protesta anti-Saoud, il diciottenne Hassan Yusuf al-Qalaf, era nativo proprio di Tarut.
 
Fonti della protesta sciita hanno comunicato che anche un manifestante é rimasto ferito durante scontri con gli uomini del regime a Tarut e che é stato portato in una località segreta e protetta per ricevere cure mediche visto che spesso polizia ed esercito irrompono in pronto soccorso e ospedali per arrestare chi mostra sintomi da asfissia da gas urticanti o ferite di proiettile.

A più riprese i membri della minoranza sciita in Arabia Saudita si sono detti pronti a iniziare azioni di guerriglia contro poliziotti e soldati e attentati contro oleodotti, raffinerie e infrastrutture petrolifere se Re Al-Saoud e il suo Governo continueranno a tentare di reprimere con la violenza le loro richieste di riforma e democratizzazione della società.

Una vasta ribellione armata potrebbe avere conseguenze gravissime non solo per la sopravvivenza del regime saudita, ma anche per il prezzo del petrolio nei paesi occidentali visto che l'Arabia Saudita e il Qatar stanno disperatamente cercando di tenersi al passo con la domanda dopo che l'UE ha stupidamente accettato di interrompere gli acquisti di petrolio iraniano.
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martedì 7 agosto 2012

Nuove proteste a Qatif contro il brutale regime saudita, il trono di Riyadh traballa sempre di più!

Ancora una giornata di manifestazioni e scontri a Qatif, nell'Est dell'Arabia Saudita, dove ormai la popolazione sciita é costantemente in fermento per ottenere le troppo a lungo invocate e mai concesse riforme che pongano fine al suo status di "etnia di seconda classe" e alle gravi sperequazioni nella distribuzione e nella fruizione sociale dei ricavi petroliferi.
Icone di questa rivolta contro l'autocrazia e la corruzione di Casa Saoud sono lo Sceicco Nimr al-Nimr, rapito dagli sgherri del regime a inizio luglio, Mohammed Shakhouri e il giovane martire di Tarut, il diciottenne Hassan Yusuf al-Qalaf
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lunedì 6 agosto 2012

Massiccia manifestazione di protesta nel villaggio del ragazzo sciita ucciso dagli sgherri di Al-Saoud!

Come già riportato su queste stesse pagine pochi giorni fa le forze di repressione di Casa Saoud si sono macchiate per l'ennesima volta del sangue di un manifestante disarmato, un ragazzo sciita di appena 18 anni che insieme ad altre migliaia di persone stava dando voce alla richiesta di riforme nel più autoritario e corrotto regime monarchico rimasto sulla faccia della terra.
Il martire, Hassan Yusuf al-Qalaf, era originario del villaggio di Tarut, nella Provincia di Sanabis, nell'Est costiero popolato dalla minoranza sciita che per decenni ha subito ogni genere di discriminazione ed é stata sistematicamente defraudata della ricchezza petrolifera che invece andava ad alimentare le stravaganze e gli sprechi da Ancien Regime della corte saudita di Riyadh. I concittadini del giovane Hassan hanno tenuto una massiccia manifestazione in suo onore, unendo il suo nome a quello di altre icone della rivolta anti-saudita, come lo Sceicco Nimr al-Nimr, ferito e arrestato dai lacché di Riyadh a inizio luglio e Muhammad Shakhouri, giovane attivista arrestato e tradotto nella prigione di Dahran.

La determinazione e il coraggio della popolazione sciita sono proverbiali, basti vedere il successo della Rivoluzione Islamica in Iran, la presa del potere in Libano e in Irak, l'ininterrotta catena di proteste che continuano in Bahrein (nonostante la sanguinosa repressione aiutata anche dal regime saudita). E' chiaro che non é con arresti e omicidi che Casa Saoud può sperare di conservare il trono e, non avendolo capito a 18 mesi dall'inizio delle proteste, sembra sempre più probabile che i giorni del suo predominio e forse l'esistenza stessa di uno Stato chiamato "Arabia Saudita" siano ormai agli sgoccioli.
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sabato 4 agosto 2012

Gli scherani di Re Saoud uccidono un altro ragazzo sciita a Qatif! Nuovo martire nell'Est del paese ormai in rivolta!

Hassan Yusuf al-Qalaf, questo il nome del diciottenne sciita caduto sotto le pallottole dei killer sauditi nella città orientale di Qatif, epicentro della proteste che ormai da diciotto mesi (iniziarono nel febbraio 2011) scuotono la più corrotta e autoritaria monarchia rimasta sulla faccia della Terra.

Il ragazzo, originario del villaggio di Tarut nella provincia di Sanabis, stava prendendo parte a una manifestazione per la fine della discriminazione contro gli sciiti e il rilascio degli attivisti per le riforme arrestati (come lo Sceicco Al-Nimr e Muhammad Shakhouri.
Ormai si può ben parlare di uno stato permanente di agitazione lungo tutti i centri della costiera orientale, affacciata sul Golfo Persico e abitata dagli esponenti della minoranza sciita. Per inciso questa zona é anche quella più ricca di giacimenti petroliferi, i cui proventi vanno a ingrassare la sardanapalesca corte di Riyadh.
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